Autostima vs Narcisismo: differenze e similitudini

Autostima e narcisismo

Autostima vs Narcisismo: differenze e similitudini

Il termine “autostima” (più psicologico-colloquiale) è strettamente legato al concetto di “narcisismo” (utilizzato in ambito clinico psicoanalitico, ma anche filosofico, sociologico, letterario etc.). Quest’ultimo presenta un’ampia gamma di sfumature di significato, a seconda del suo utilizzo. Scopriamole in questo articolo insieme alla stretta relazione che intercorre tra autostima e narcisismo.

Autostima: fondamenti e sviluppo

L’autostima rappresenta la valutazione e l’accettazione che una persona ha di sé stessa. Questo costrutto influenza profondamente il benessere psicologico del soggetto e le sue relazioni interpersonali.

Perché un’autostima sana è così importante?

Essa gioca un ruolo cruciale nella nostra vita quotidiana, influenzando il nostro comportamento, le decisioni e le relazioni. Un’autostima sana ci permette di:

  • affrontare le sfide con maggiore fiducia in noi stessi e negli altri,
  • di stabilire obiettivi realistici
  • e di mantenere relazioni equilibrate e soddisfacenti.
  • Essa contribuisce anche a gestire stress e insuccessi in modo costruttivo.

Investire nella propria autostima per coltivarla è essenziale per una vita più appagante e soddisfacente.

Cos’è invece il Narcisismo: definizioni

  1. “narcisismo” può indicare una caratteristica (generalmente intesa come negativa) della personalità (o un disturbo o difetto strutturale della stessa) e di solito è sovrapponibile a sostantivi come egoismo/egocentrismo, vanità;
  2. un costrutto della teoria psicoanalitica che può declinarsi sia in una sana autostima e in un amore verso se stessi adeguato ed equilibrato, sia un’eccessiva attenzione verso la propria persona a discapito degli altri;
  3. un tema culturale e sociale (oggi viviamo in una “società narcisistica”).

 

Il termine deriva, come sappiamo, dal mito di Narciso, raccontato da Ovidio ne Le Metamorfosi, che narra di un giovane di bell’aspetto che respinge l’amore della ninfa Eco, per poi – come punizione degli dei – innamorarsi unicamente di se stesso e della propria immagine riflessa… con esiti infausti.

Narcisismo: impatti sull’autostima e relazioni interpersonali

Quando quello narcisistico è un disturbo, è caratterizzato da un eccessivo – o al contrario molto carente – senso di importanza e una ricerca costante di ammirazione. Chi presenta tratti narcisistici spesso manifesta infatti una bassa autostima nascosta dietro una facciata di superiorità. Questo comportamento può inficiare le relazioni interpersonali, creando dinamiche di dipendenza e di conflitto. Comprendere il narcisismo e il suo impatto sull’autostima è cruciale per affrontare i problemi relazionali e per sviluppare strategie terapeutiche efficaci. Lavorare su queste dinamiche permette di migliorare la qualità delle interazioni e di favorire una crescita personale equilibrata.

In che modo il narcisismo può influenzare le relazioni personali?

  • le persone con un narcisismo non equilibrato possono ricorrere a comportamenti manipolatori e/o seduttivi per ottenere conferme esterne e sentirsi meglio con sé stessi;
  • tendono a svalutare gli altri per mantenere la propria superiorità e si sentono minacciati da critiche o fallimenti;
  • questa dipendenza dall’approvazione altrui può erodere ulteriormente la loro autostima, creando un circolo vizioso di insicurezza e autosufficienza apparente;
  • questi comportamenti possono portare a conflitti frequenti, mancanza di empatia e relazioni disfunzionali;
  • la necessità di attenzione continua e la difficoltà a gestire le critiche possono creare tensioni e ridurre la qualità delle relazioni, portando spesso a dinamiche di dipendenza affettiva o di isolamento sociale.
autostima narcisismo

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Come si sviluppano AUTOSTIMA e NARCISISMO

Per iniziare, ricordiamo che quello del narcisismo è un filone psicologico sano e necessario nello sviluppo psichico originario dell’essere umano. È infatti fisiologico e utile per la sopravvivenza della specie, che un bambino venuto al mondo sia al centro del proprio universo, di quello della madre e della propria famiglia, che gli rimandino un’immagine di sé “totalmente perfetta”.

Durante la crescita deve però inserirsi anche la possibilità di abbandonare gradualmente questa onnipotenza, per integrare nell’identità i propri limiti e la possibilità di affrontare le frustrazioni (un brutto voto a scuola, arrivare per ultimi al torneo…) con un grado tollerabile di disagio psicologico e conservando comunque l’autostima e l’amor proprio:

(“anche se ho fallito, o ho sbagliato, conservo il mio valore: posso imparare, posso chiedere scusa…“).

Il Narcisismo sano

Se è vero e sano che ci fa piacere sentirci apprezzati ed ammirati, o avere dei successi sul lavoro o in ambito relazionale, da adulti il problema nasce quando l’autostima è “troppa” o “troppo poca”: si tratta peraltro di due rovesci della stessa medaglia. Chi infatti ha “troppa” autostima ed eccede nell’autocompiacimento, magari svalutando chi ha intorno, spesso nasconde una fragilità interiore che cerca di colmare con la ricerca instancabile del prestigio e dell’ammirazione altrui.

Quali sono le differenze tra autostima sana e narcisismo?

  1. L’autostima sana è basata su una valutazione equilibrata di sé, che include l’accettazione dei propri punti di forza e debolezze. Essa promuove la crescita personale e il benessere senza la necessità di approvazione esterna costante.
  2. Al contrario, il narcisismo si caratterizza per una percezione esagerata o difettosissima di sé e una ricerca continua di ammirazione.

 

Depressione e narcisismo

Nell’ambito della psicoanalisi, il legame tra depressione e narcisismo è complesso e profondo. Il narcisismo, inteso come una struttura di personalità caratterizzata da un’esagerata auto-ammirazione e un bisogno costante di conferme esterne, può mascherare una profonda vulnerabilità e insicurezza interiore. Questa vulnerabilità è spesso alla base della depressione che può emergere quando la persona affetta da narcisismo non sano sperimenta delusioni o critiche che minano la sua facciata di superiorità.

L’approccio psicoanalitico ci suggerisce che il narcisismo possa portare ad una forma di depressione reattiva, e il senso di angoscia e auto-svalutazione viene coperto da un’idea di grandiosità. Inoltre, il conflitto tra il desiderio di ammirazione e la realtà dei propri fallimenti può alimentare un ciclo di frustrazione e disillusione, intensificando i sintomi depressivi.

La terapia psicoanalitica mira a esplorare queste dinamiche interne, facilitando una comprensione più profonda delle origini della depressione e promuovendo una ristrutturazione del senso di sé del paziente.

Quali sono i benefici di un’autostima equilibrata?

Un’autostima equilibrata offre numerosi benefici:

  • contribuisce a diventare persone resilienti di fronte alle difficoltà;
  • aiuta a meglio gestire lo stress;
  • favorisce la crescita personale;
  • le persone con autostima equilibrata sono più capaci di stabilire e mantenere relazioni sane, grazie alla loro consapevolezza di sé e alla capacità di accettare e apprezzare gli altri;
  • inoltre, questa forma di autostima facilita la realizzazione degli obiettivi personali e professionali senza dipendere eccessivamente dall’approvazione esterna.

Vediamo ora quali sono le problematiche possono insorgere in ambito lavorativo.

Autostima, Narcisismo e LEADERSHIP

Tomas Chamorro-Premuzic, psicologo delle organizzazioni argentino esperto nella profilazione della personalità, ha pubblicato nel 2019 un libro dal titolo-domanda: “perchè tanti uomini incompetenti diventano leader?”

Il testo parte da un’osservazione: si riscontra, anche se è doloroso ammetterlo, che spesso chi ricopre ruoli di dirigenza e di comando in politica o in ambito aziendale non ne ha le competenze tecniche e umane adeguate. Mostra invece (spesso a detta dei sottoposti, o della popolazione) arroganza, superficialità e mediocrità nell’esecuzione del proprio ruolo.

L’errore nel processo di selezione

Il fenomeno sarebbe imputabile ad un errore di fondo nel processo di s/elezione dei leader: caratteristiche come (l’eccessiva) sicurezza in se stessi e l’estroversione, la ricerca del protagonismo, il carisma e la tendenza ad auto-promuoversi incessantemente vengono premiate come indicatori di competenza o di futuro successo. La presunzione d’infallibilità (sindrome dell’ape regina) dovrebbe invece far scattare l’allarme nei selezionatori in quanto possibile manifestazione di capacità manageriali inconsistenti e talvolta patologiche, e quindi di potenziale pericolo per l’organizzazione stessa. Lo psicologo argentino sottolinea l’assenza di una correlazione tra sicurezza in se stessi e competenza: il legame è solo apparente.

Autostima e Narcisismo confusi con competenza e talento

Tali caratteristiche possono venire infatti erroneamente equiparate a competenza e talento. Questa osservazione ci fa pensare a come sia facile lasciarsi affascinare dalle personalità “forti” e accentratrici, ritenendo invece l’umiltà e la sobrietà, l’onestà e la trasparenza, la pacatezza e la prudenza non fondamentali nelle posizioni di comando e di guida. Questo errore cognitivo può causare ingenti danni.

Ovviamente, è cosa buona per tutti avere fiducia nei propri talenti e stima di sé. Sappiamo però che un eccesso della cosiddetta “autostima” in posizioni manageriali sconfina pericolosamente in (e può celare) ciò che chiamiamo “narcisismo”, ovvero arroganza, competenza effimera e incapacità di mettersi in discussione, caratteristiche che rendono impossibile un buon clima lavorativo di cooperazione e collaborazione. Un leader con queste caratteristiche rischia infatti di creare un clima tossico che alimenta il turnover (danno economico). Rischia inoltre di ostacolare la produttività e le carriere dei propri dipendenti, quindi la loro soddisfazione professionale e di generare di conseguenza stress, perdita di entusiasmo e frustrazione, in casi estremi il loro burn out.

Le caratteristiche del NARCISISMO SANO, ovvero di una BUONA AUTOSTIMA

Un’autostima sana è sinonimo di una sicurezza di sé proporzionata, equilibrata e coerente.
Essa comprende:

  • la capacità di intessere relazioni soddisfacenti e gratificanti, non dominate dal confronto schiacciante e dai paragoni con l’altro; in questo tipo di relazioni c’è un accrescimento reciproco nella differenza, che arricchisce il mondo interno di entrambi i soggetti coinvolti;
  • la capacità di integrare pregi e difetti in se stessi e negli altri; i pregi non sono fonte di vanto eccessivo, e i difetti non vengono svalutati o disprezzati, ma accolti con la possibilità di migliorare, di poterli smussare in un clima di accettazione e comprensione (self compassion);
  • la possibilità di godere dei propri successi e di quelli altrui, nell’ottica per cui, se tutti siamo soddisfatti, il clima generale a livello sociale sarà positivo e cooperativo;
  • la possibilità di essere assertivi, esprimendo le proprie opinioni senza arroganza, e ascoltando con interesse quelle altrui, assieme alla disponibilità a confrontarsi senza prevaricare;
  • presenza di empatia e di intelligenza emotiva, ovvero della una capacità di entrare in connessione con gli altri, di essere empatici e mettersi nei loro panni;
  • la capacità di essere collaborativi e generosi, laddove sia utile e proficuo farlo;narcisismo autostima
  • fiducia in sé e fiducia nel mondo; chi ha una buona autostima è fiducioso nelle proprie capacità, e anche di risolvere i problemi che incontrerà, come accade a tutti, nella vita.

Quali sono invece le CARATTERISTICHE della PERSONA NARCISISTICA?

Possono essere presenti, in diversi gradi di profondità o intensità, i seguenti attributi:

  • il narcisista ha una percezione di sé sopravvalutata caratterizzata da egocentrismo. L’elevata autostima è però solo apparente: questa condizione nasconde generalmente un “vuoto” interiore e un’insicurezza di fondo o fragilità che il soggetto cerca di compensare cercando di esibire e sottolineare in pubblico le proprie qualità o meriti, anche esagerandoli;
  • tendenza ad esibire i propri successi, la propria immagine, e le proprie prestazioni sminuendo quelle altrui: per mantenere alta la propria autostima, si svalutano e si denigrano gli altri (se “abbasso” il loro valore, automaticamente innalzo il mio);
  • tendenza all’autocelebrazione e a ricercare l’attenzione come dovuta, togliendola agli altri; all’interno del gruppo, tenderanno a raccontare sempre le proprie esperienze o a vantarsi dei propri risultati, spesso esagerandoli e affermando di essere “esperti” in molti ambiti, dando per scontato che il racconto risulti avvincente e accattivante; nel mettere se stessi in risalto, rimarrà infatti poco spazio per l’interlocutore;
  • ricerca costante di prestigio, adulazione e ammirazione: gli eventuali complimenti ricevuti non andranno però a sedimentarsi e a consolidare l’autostima, in quanto i dubbi sul proprio valore sono ben più profondi. Nel narcisismo si ha quindi un bisogno costante, senza soluzione di continuità, di ricevere rifornimenti in tal senso;
  • sentimenti di invidia verso gli altri, e di vergogna per le proprie mancanze; i propri difetti o fallimenti non vengono accettati, e non è possibile integrarli nella propria identità (Caino invidiava e odiava nel fratello Abele le caratteristiche che lui stesso avrebbe desiderato possedere);

Narcisismo caratteristiche

  • tendenza a impersonificare o emulare il personaggio idealizzato che si vorrebbe essere;
  • assenza di empatia verso gli altri, distacco emotivo e incapacità di cogliere il punto di vista altrui; l’interesse che viene eventualmente mostrato verso l’altro, o i tentativi di riparazione in caso di conflitti, non sono autentici ma si tratta di un atteggiamento artificioso per raggiungere i propri scopi; vi è inoltre assenza del rimorso e della gratitudine;
  • tendenza ad essere seduttivi e manipolatori, e a utilizzare gli altri in maniera strumentale per le proprie finalità; le relazioni interpersonali mancano di profondità, di intimità e di un autentico coinvolgimento affettivo;
  • difficoltà ad accettare critiche e osservazioni che non siano completamente confermative;
  • tendenza all’egoismo, all’aggressività e all’egocentrismo, che paradossalmente non sono indice di una sicurezza di sé ma se mai di profondi dubbi rispetto al proprio valore;
  • tendenza a non rispettare le regole, ritenendosi superiori ad esse (ad esempio, aggirare le restrizioni del lockdown, non utilizzare la mascherina anche se obbligatoria…)
  • al di là delle apparenze, vi è profonda insoddisfazione nella propria vita soprattutto a causa dell’impossibilità di costruire relazioni soddisfacenti, e di godersi ciò che si è e si ha e che si è.

 

Generalmente, chi possiede queste caratteristiche difficilmente si rivolge ad un percorso di psicoterapia o di sincera messa in discussione o lo fa molto tardi, a meno che venga spinto dal/la partner oppure si trovi ad affrontare una sofferenza psicologica profonda dovuta ad un importante e doloroso fallimento affettivo o professionale.


Il narcisismo, quando rappresenta una struttura patologica, è un difetto della relazione. Ciò significa che la persona che ne soffre (poiché si tratta di una condizione anche molto penosa) è mosso ad agire i propri comportamenti disfunzionali secondo un rigido schema che prevede l’incapacità di amare e di relazionarsi in maniera sana e paritaria. Si tratta di un difetto strutturale, di un imprinting affettivo molto doloroso.


Il narcisismo GRANDIOSO e il narcisismo FRAGILE

Le caratteristiche elencate sopra si riferiscono alla personalità narcisistica “grandiosa” (overt).
All’estremo opposto troviamo il narcisismo fragile o “nascosto” (covert), che si distingue per avere una percezione di sé sottovalutata caratterizzata da una bassa autostima, che porta spesso ad un comportamento evitante nelle relazioni. In questi casi, la sofferenza emotiva del soggetto, dovuta alla sua “pelle sottile”, è più evidente, e ci sarà quindi una maggiore predisposizione a richiedere un aiuto psicologico per il proprio disagio.

Come posso migliorare la mia autostima se soffro per il mio narcisismo?

Se il narcisismo influisce sulla propria autostima, è fondamentale lavorare su una percezione più equilibrata di se stessi. Può essere utile lavorare (autonomamente o, ancora meglio con l’aiuto di uno psicoterapeuta) su:

  • riconoscere e accettare le proprie debolezze e fallimenti come opportunità di crescita;
  • lavorare su obiettivi realistici e celebrare i successi personali senza cercare costantemente approvazione esterna;
  • acquisire una consapevolezza più profonda e sviluppare una maggiore empatia.

La psicoterapia può essere particolarmente utile per esplorare e modificare le credenze distorte su se stessi e gli altri e sviluppare un’autentica self compassion. Ovviamente, si tratta di un processo graduale che richiede impegno e costanza.

Esistono esercizi specifici per migliorare l’autostima e affrontare il narcisismo?

Esistono diversi esercizi utili, ad esempio:

  • esercizi di riflessione, come la scrittura di un diario delle proprie realizzazioni e delle qualità positive, possono aiutare a rafforzare l’autoefficacia ;
  • tecniche di mindfulness e di autocompassione possono anche favorire una maggiore accettazione di sé;
  • inoltre, l’impegno in attività che promuovono l’empatia possono contribuire a ridurre i tratti narcisistici.

Lavorare con l’aiuto di un terapeuta, all’interno di un legame di fiducia, può fornire naturalmente ulteriori strumenti e supporto per personalizzare e implementare queste tecniche in modo efficace.

Come posso distinguere tra autostima sana e narcisismo in un’altra persona?

Per distinguere tra autostima sana e narcisismo in un’altra persona richiede, occorre porre attenzione ai comportamenti e alle dinamiche relazionali.

Dentro una relazione con una persona affetta da narcisismo non sano, ci si sente spesso:

  • oggetto di love bombing
  • inadeguati
  • svalutati
  • ridicolizzati
  • non presi sul serio nell’espressione dei propri bisogni.

Autostima – approfondimenti