Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
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Colloquio psicologico e psicoterapia individuali

Colloquio psicologico e psicoterapia individuali

Colloquio psicologico
e psicoterapia
individuali

 

Molte persone che pensano di rivolgersi a uno psicologo si chiedono cosa succeda davvero durante un colloquio psicologico.

 

È normale avere dubbi o ansia: Come funziona il primo incontro? Cosa si dice? Lo psicologo fa domande? Bisogna prepararsi?

 

Comprendere in cosa consiste un colloquio psicologico può aiutare ad avvicinarsi con maggiore serenità a un eventuale percorso psicologico, anche se, come per tutti nuovi inizi, una certa quota di incertezza va messa in conto. E non è necessariamente un male.

 

Colloquio psicologico e la psicoterapia

 

Il colloquio psicologico rappresenta uno spazio professionale di ascolto e di comprensione, in cui la persona (il paziente) può portare una propria difficoltà, una domanda o un momento di crisi della propria vita. Non si tratta semplicemente di una conversazione amichevole, né di una visita ad un esperto che dispensa consigli, ma di un incontro strutturato che ha l’obiettivo di comprendere meglio il problema e individuare il tipo di intervento più adatto per quella persona.

 

Il colloquio psicologico e la psicoterapia sono infatti forme particolari di dialogo. Sono percorsi di incontro tra due persone:

 

  • Un professionista, che mette a disposizione la sua esperienza, i suoi strumenti e la sua formazione, e un soggetto che cerca delle risposte alle sue domande e un senso nella sua storia.
  • Due persone in una stanza che dialogano, ragionano, osservano e costruiscono significati.

 

Colloquio psicologico e psicoterapia individuale: spazi di ascolto e di comprensione

Il colloquio psicologico non è soltanto un momento in cui raccontare un problema. È uno spazio di ascolto professionale in cui la persona può sentirsi accolta senza giudizio.
Parlare con uno psicologo permette spesso di mettere in parole emozioni e pensieri che fino a quel momento erano rimasti confusi o difficili da esprimere.
Per molte persone, proprio da un primo colloquio psicologico, può iniziare un percorso di maggiore consapevolezza e cambiamento.

 

Per molte persone il primo passo consiste proprio in un primo colloquio psicologico, un momento iniziale che permette di chiarire la richiesta e capire quale tipo di supporto psicologico può essere utile.

Primo colloquio psicologico: cosa aspettarsi dal primo incontro con lo psicologo

 

Il primo colloquio psicologico rappresenta il momento in cui il paziente e il terapeuta si incontrano e, l’uno con la consapevolezza della propria storia, l’altro con le proprie competenze i propri strumenti, danno avvio ad una relazione terapeutica. Per essere più precisi, si dovrebbe parlare di “primi colloqui”, ovvero generalmente tre o quattro sedute di consultazione con scopi e modalità caratteristici. Ha una funzione principalmente conoscitiva per entrambe le persone coinvolte.

 

Il primo colloquio con lo psicologo può essere vissuto come fonte di ansia da prestazione e di un certo imbarazzo. Alcune persone raccontano di avere fatto molta fatica per arrivare lì, o per trovare il coraggio di prenotarlo. Tutto questo è comprensibile: si tratta di un appuntamento importante che riguarda la cura di sé e del proprio benessere psicologico. Inoltre, lo psicologo era, fino a pochi minuti prima, un perfetto estraneo: se da un canto questo può facilitare l’esposizione delle proprie problematiche, dall’altro occorre tempo per stabilire la necessaria fiducia.

 

Durante il primo colloquio il paziente potrà raccontare liberamente tutto ciò che lo riguarda e che gli sembra importante. Il terapeuta generalmente pone alcune domande aperte per comprendere meglio alcuni aspetti, per guidare gentilmente la conversazione su alcuni argomenti, per raccogliere maggiori informazioni sui sintomi (l’esordio, il decorso, etc.), o per integrare informazioni mancanti.

 

L’obiettivo principale del primo colloquio psicologico è valutare se la persona che si presenta può intraprendere un percorso psicologico, o di psicoterapia individuale, con quel professionista. Il terapeuta deve infatti capire se, con le competenze che ha a disposizione, ritiene di poter essere di aiuto per quella persona. Può capitare infatti che, per vari motivi, il professionista consigli, in base alle informazioni raccolte, un altro tipo di percorso (magari farmacologico, o magari con un altro approccio…).

 

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A cosa serve il primo colloquio psicologico

 

  • serve al paziente per raccontare la propria problematica, la propria sofferenza, il modo in cui si relaziona con se stesso e con il mondo, e la propria storia;
  • serve al terapeuta per mettersi in ascolto, per accogliere la domanda e per raccogliere le informazioni finalizzate a fare una prima valutazione, e a ipotizzare eventualmente un piano terapeutico;
  • serve a fare un’analisi della domanda e a comprendere qual è la motivazione che ha portato quella persona da quel terapeuta, e capire se è il paziente è motivato ad intraprendere un percorso;
  • il primo colloquio psicologico serve ad entrambi per confrontarsi sugli obiettivi condivisi da porsi e su come eventualmente raggiungerli, e sulle aspettative legate al percorso;
  • il primo colloquio serve anche per la parte burocratica: è necessario che lo psicologo faccia compilare e firmare i documenti relativi al trattamento dei dati GDPR e il consenso informato alla prestazione psicologica che il paziente sta per ricevere. Si tratta della parte più “noiosa” ma fondamentale anche per il rapporto di fiducia che si verrà a creare.
  • non può mancare, inoltre, uno spazio in cui il paziente potrà porre le proprie domande, chiedere chiarimenti e parlare anche degli aspetti pratici, come quelli economici, gli accordi per gli appuntamenti successivi. etc.

 

“Il primo colloquio psicologico è una forma di dialogo ritmico tra due persone, in cui la relazione terapeutica è sempre in primo piano, assieme ai contenuti che la persona vuole portare.”

Il valore delle parole nel colloquio psicologico

 

“Cosa mi hanno insegnato gli anni della mia vita in psichiatria? L’importanza delle parole, che sono creature viventi e che, quando sono gentili e sensibili, nascendo dal cuore, si fanno mediatrici di speranza; e questo non solo in psichiatria, ma nella vita: una parola indelicata e infelice, ma anche una parola che si doveva dire e non è stata detta, può ridestare, in ogni circostanza umana, angoscia e tristezza, inquietudine dell’anima e disperazione. Basterebbe essere consapevoli di questo, e quante ferite dell’anima si eviterebbero nella vita familiare e sociale.”

 

Eugenio Borgna, psichiatra e saggista

Domande frequenti

Che differenza c’è tra colloquio psicologico e visita psichiatrica?

Il colloquio psicologico è condotto da uno psicologo e si concentra sull’ascolto, sulla comprensione delle difficoltà emotive e relazionali e sull’eventuale avvio di un percorso psicologico. Nel colloquio psichiatrico, invece, il professionista è uno psichiatra (quindi necessariamente un medico) e può includere anche una prescrizione di farmaci.

Quanto dura il primo colloquio psicologico?

Il primo colloquio psicologico dura generalmente all’incirca 50/60 minuti. In alcuni casi può richiedere un po’ più tempo, perché è il momento in cui lo psicologo raccoglie il più possibile le prime informazioni sulla situazione della persona e chiarisce la richiesta di aiuto.

Coach a Milano: quali sono i vantaggi se il professionista è anche psicoterapeuta?

Se un coach che è anche psicoterapeuta può offre un supporto più approfondito e può occuparsi anche di eventuali sintomi psicologici come ansia e stress: non solo strategie e obiettivi, ma anche strumenti per gestire blocchi emotivi o relazionali, facilitando cambiamenti duraturi e consapevoli.

Lo psicologo da consigli?

Nel colloquio psicologico lo psicologo non da consigli. Il suo compito è aiutare la persona a comprendere meglio i propri pensieri, emozioni e comportamenti, favorendo una maggiore consapevolezza che porti poi a prendere decisioni in autonomia. Il cambiamento nasce dal processo di comprensione, non dall’indicazione di soluzioni immediate.

Come prepararsi al primo colloquio psicologico?

Non è necessario prepararsi in modo particolare al colloquio psicologico. È sufficiente portare con sé la propria domanda o difficoltà. Il dialogo con lo psicologo aiuterà progressivamente a chiarire il problema e a comprendere quale tipo di percorso psicologico possa essere più utile.

È normale sentirsi in imbarazzo durante il primo colloquio psicologico?

È molto comune provare imbarazzo o un po’ di ansia durante il primo colloquio psicologico. Parlare di sé con una persona sconosciuta può richiedere tempo. Lo psicologo è abituato ad accogliere queste emozioni e a creare un clima di ascolto sicuro e non giudicante.

Il primo colloquio con lo psicologo è una diagnosi?

Il primo colloquio psicologico non ha necessariamente l’obiettivo di formulare una diagnosi. Serve soprattutto a comprendere la richiesta della persona e a raccogliere informazioni utili attraverso l’anamnesi psicologica per orientare il tipo di intervento più adatto.

Cosa succede dopo la prima visita psicologica?

Dopo la prima visita psicologica lo psicologo può proporre diverse possibilità: proseguire con alcuni incontri di consultazione psicologica, iniziare un percorso di supporto psicologico, avviare un sostegno psicologico oppure intraprendere un percorso psicologico più strutturato (psicoterapia).

La visita psicologica è detraibile?

Sì, la visita psicologica è detraibile come spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi, purché sia pagata con un metodo tracciabile. Le prestazioni degli psicologi iscritti all’Ordine sono considerate prestazioni sanitarie e possono quindi essere inserite tra le spese mediche detraibili secondo la normativa fiscale vigente.

Quanto costa una visita psicologica?

Il costo di una visita psicologica può variare in base alla città, all’esperienza del professionista e al tipo di prestazione. Il nomenclatore dell’Ordine Psicologi Lombardia prevede un range tra i 35 e i 115 Euro per un singolo colloquio psicologico.

Come si svolge una seduta dallo psicologo?

 

Molte persone temono di non sapere cosa dire, da dove cominciare, o di non riuscire a spiegare bene il proprio problema. In realtà non è necessario preparare un discorso: il colloquio psicologico si costruisce progressivamente attraverso il dialogo e con l’aiuto delle domande che fa lo psicologo.

 

Nel primo incontro si affrontano generalmente alcuni aspetti importanti:

 

  • il motivo della richiesta di aiuto;
  • la situazione attuale della persona;
  • le difficoltà emotive o relazionali presenti o passate;
  • i desideri e le aspettative rispetto al percorso psicologico.

 

Lo psicologo di solito racconta anche come lavora: come funziona il lavoro psicologico, la frequenza degli incontri e gli obiettivi possibili.

 

Per questo motivo il primo colloquio psicologico non è ancora una terapia vera e propria, ma rappresenta piuttosto una fase iniziale di conoscenza e orientamento. Rappresenta anche un primo passo per la costruzione della relazione terapeutica.

Anamnesi psicologica

 

Una parte fondamentale del colloquio psicologico è quella dell’anamnesi psicologica, ovvero una serie di informazioni utili per comprendere meglio la storia della persona.

 

L’anamnesi psicologica può riguardare diversi aspetti:

 

  • la storia personale e familiare;
  • le relazioni significative presenti e passate;
  • eventuali difficoltà vissute in passato;
  • sintomi attuali;
  • la situazione lavorativa o scolastica;
  • eventi significativi della vita, positivi e negativi.

 

L’obiettivo dell’anamnesi psicologica è comprendere il contesto di vita della persona per poter interpretare meglio la difficoltà che porta nel colloquio psicologico.

 

In questo senso il primo incontro può essere visto anche come una vera e propria visita psicologica, cioè un momento di valutazione iniziale che permette di orientare il percorso successivo.

 

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Colloquio psicologico clinico: quando è necessario

 

Il colloquio psicologico clinico viene utilizzato quando la persona presenta una sofferenza emotiva significativa, sintomi psicologici oppure difficoltà relazionali persistenti.

 

In questi casi il colloquio psicologico clinico ha l’obiettivo di comprendere la natura della difficoltà e valutare quale tipo di intervento possa essere più adeguato.

 

Il professionista può esplorare aspetti come:

  • ansia o stati di agitazione
  • difficoltà relazionali o familiari
  • momenti di crisi personale
  • cambiamenti importanti della vita
  • sintomi psicologici persistenti

 

Attraverso il colloquio psicologico clinico, lo psicologo raccoglie elementi utili per formulare una prima ipotesi di comprensione del problema.

Supporto psicologico

 

Il supporto psicologico è un intervento che ha l’obiettivo di aiutare la persona ad affrontare momenti di difficoltà o cambiamenti della vita. Non sempre infatti è necessario intraprendere una psicoterapia strutturata. In alcune situazioni può essere sufficiente un percorso di supporto psicologico focalizzato su una difficoltà specifica.

 

Le persone possono richiedere supporto psicologico in presenza di:

  • periodi di forte stress;
  • cambiamenti di vita importanti;
  • difficoltà lavorative;
  • crisi relazionali;
  • momenti di disorientamento personale.

Il colloquio psicologico diventa in questo caso uno spazio di confronto che permette di comprendere meglio le proprie emozioni e individuare nuove modalità per affrontare le difficoltà.

 

Come funziona un percorso di supporto psicologico

 

Un percorso di supporto psicologico può avere una durata variabile. In alcuni casi bastano pochi incontri per chiarire la situazione e trovare nuove strategie di gestione del problema.

 

Durante gli incontri lo psicologo aiuta la persona a:

  • mettere a fuoco la difficoltà;
  • comprendere le emozioni coinvolte;
  • individuare risorse personali;
  • sviluppare modalità più efficaci di gestione delle situazioni problematiche.

 

Il supporto psicologico è quindi un intervento orientato al presente e alla gestione delle difficoltà attuali.

Sostegno psicologico: accompagnare momenti difficili della vita

 

Il sostegno psicologico è un intervento che ha la funzione di accompagnare la persona in momenti particolarmente delicati della vita.

A differenza di altri interventi più strutturati, il sostegno psicologico si concentra soprattutto sull’offrire uno spazio di ascolto e contenimento emotivo.

 

Può essere utile in situazioni come:

  • lutti o perdite significative;
  • separazioni o cambiamenti familiari;
  • malattia propria o di una persona cara;
  • momenti di particolare vulnerabilità emotiva;

 

In questi casi il colloquio psicologico diventa uno spazio protetto in cui la persona può esprimere liberamente le proprie emozioni e dare significato all’esperienza che sta attraversando.

 

Il ruolo del colloquio psicologico nel sostegno psicologico

 

Nel sostegno psicologico il colloquio psicologico svolge un ruolo centrale. Attraverso il dialogo e l’ascolto empatico, lo psicologo aiuta la persona a sentirsi compresa e sostenuta.

 

Spesso già il fatto di poter esprimere liberamente, ad alta voce, le proprie difficoltà in un contesto non giudicante rappresenta un primo importante passo verso il cambiamento.

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Consulenza psicologica: quando serve un confronto professionale

 

La consulenza psicologica è un intervento generalmente breve che ha l’obiettivo di offrire un punto di vista professionale su una situazione specifica.

 

Molte persone richiedono una consulenza psicologica quando devono affrontare decisioni importanti oppure quando si trovano di fronte a difficoltà relazionali o familiari.

Alcuni esempi:

 

La consulenza psicologica permette di analizzare la situazione da una prospettiva più ampia, di individuare possibili strategie di gestione e di valutare il tipo di percorso psicologico (o anche con altri professionisti, per esempio un mediatore familiare, un avvocato, un medico, etc.) più indicato.

 

Come si svolge una consulenza psicologica

 

Una consulenza psicologica può richiedere uno o pochi incontri. Durante il colloquio psicologico lo psicologo aiuta la persona a chiarire la domanda e a esplorare le possibili opzioni.

 

L’obiettivo non è dire alla persona cosa deve fare, ma aiutarla a comprendere meglio la situazione e a prendere decisioni più consapevoli.

Percorso psicologico: quando il colloquio diventa un lavoro più profondo

 

In alcune situazioni, la difficoltà portata nel colloquio psicologico può richiedere un lavoro più approfondito nel tempo. In questi casi lo psicologo può proporre un percorso psicologico strutturato, (o una psicoterapia, se lo psicologo è anche psicoterapeuta) che permette di esplorare più in profondità le dinamiche emotive e relazionali della persona.

 

Un percorso psicologico può aiutare a:

  • comprendere meglio se stessi e le proprie dinamiche;
  • riconoscere schemi relazionali e modelli che si ripetono;
  • rielaborare traumi e esperienze negative;
  • sviluppare modalità nuove per affrontare problemi vecchi.

 

Come si sviluppa un percorso psicologico

 

Un percorso psicologico si sviluppa attraverso incontri periodici e regolari con lo psicologo. Nel tempo la relazione terapeutica diventa uno spazio di lavoro sicuro in cui la persona può esplorare pensieri, emozioni e vissuti che spesso nella vita quotidiana rimangono impliciti o difficili da esprimere. Il colloquio psicologico diventa così uno strumento di conoscenza di sé e di trasformazione personale.

 

Nel colloquio psicologico e in psicoterapia individuale, a differenza di quello che spesso si crede, lo psicologo non da consigli (soprattutto nell’orientamento psicoanalitico). Lo psicologo “interroga”, fa domande. Non risponde ma chiede: indagando, insieme al paziente, sul perché dei suoi sintomi, attribuendovi, durante il lavoro congiunto, senso e significato. È un viaggio affascinante e avvincente, talvolta faticoso, ma ricco di scoperte e di nuove possibilità di cambiamento.

Consultazione psicologica

 

La consultazione psicologica è il primo passo per capire di quale aiuto si ha bisogno. Attraverso uno o più colloqui psicologici, lo psicologo cerca di comprendere la domanda della persona e di valutare quale tipo di intervento possa essere più adeguato.

 

La consultazione psicologica può portare a diverse possibilità:

  • un percorso di supporto psicologico;
  • un intervento di sostegno psicologico;
  • una consulenza psicologica mirata;
  • un percorso psicologico o di psicoterapia individuale più strutturato.

 

Questo processo permette alla persona di orientarsi e di scegliere consapevolmente il tipo di aiuto più adatto alla propria situazione.

Le caratteristiche del colloquio psicologico e della psicoterapia individuale

 

Sono percorsi che offrono un ascolto attivo e non giudicante e che hanno le seguenti caratteristiche:

 

    •  favoriscono l’ampliamento della conoscenza di sé e una maggior consapevolezza del proprio funzionamento interno e nelle relazioni con gli altri;
    • rappresentano un luogo sicuro in cui è possibile prendere contatto con le proprie emozioni per elaborarle e farle diventare strumenti utili per la conoscenza di sé, nel rispetto della dignità e dell’identità di ciascun individuo;
    • rappresentano un luogo sicuro in cui è possibile prendere contatto con i propri vissuti e con i propri ricordi;
    • i sintomi e i disagi di cui il soggetto soffre e che porta in seduta vengono interpretati come manifestazioni di una vicenda che si svolge all’interno dell’individuo, che va compresa ed elaborata;
      • hanno lo scopo di ridurre il disagio soggettivo, potenziare le proprie risorse interne e le proprie capacità, affinché il soggetto possa trovare una propria strada per dare un significato nuovo alla propria vita;
    • aiutano a comprendere quali sono i propri bisogni fondamentali;
    • hanno l’obiettivo di fornire un sostegno in maniera non standardizzata, ma anzi specifica per ogni individuo, poiché la storia e l’esperienza di ogni soggetto sono uniche, particolari e irripetibili;
    • sono coperti dal segreto professionale.

 

 

Cosa NON è la psicoterapia

 

  • una semplice chiacchierata;
  • un luogo di valutazione o di giudizio;
  • un luogo dove qualcuno decide al posto tuo.

CODICE DEONTOLOGICO dello PSICOLOGO
Articolo 4

Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. Lo psicologo utilizza metodi e tecniche salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi.

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