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Cos'è il BONUS PSICOLOGO 2022, chiamato anche BONUS SALUTE MENTALE? Vediamo in questo articolo di cosa si tratta, a quanto ammonta, e quali sono i requisiti per richiederlo. Cos'è il Bonus Psicologo 2022 La pandemia ha messo a dura prova la nostra pazienza ed il nostro benessere psicologico: i periodi trascorsi forzatamente in casa, l'isolamento sociale, il problemi lavorativi, la malattia e la paura della perdita di un familiare ci hanno fatto vivere per quasi due anni in uno stato di costante allerta e di preoccupazione. Ci siamo dovuti adattare a dei cambiamenti epocali, sia da un punto di vista sociale sia relazionale. Per questa ragione, il Governo (Ministero della Salute) ha previsto, per il 2022, di supportare la popolazione attraverso il bonus psicologo. Il malessere psicologico causato dalla pandemia Tra i disagi psicologici conseguenti alla pandemia, si è infatti riscontrato nella popolazione generale un aumento della sintomatologia depressiva, di stress e ansia e attacchi di panico, trasversalmente a tutte le fasce d'età: dai bambini agli anziani. E molti di essi (più del 25%, secondo le statistiche) non hanno le risorse economiche disponibili per rivolgersi ad uno psicoterapeuta o psicologo Milano nel privato: i percorsi di terapia o di supporto richiedono infatti appuntamenti costanti, per...

L'elaborazione del lutto è un processo della durata molto variabile, non uguale per tutti. Si tratta di una tappa che, presto o tardi, tutti noi ci troviamo ad affrontare. Vediamo in questo articolo quali sono le caratteristiche fisiologiche e le fasi dell'elaborazione del lutto, e cosa può essere di aiuto quando dobbiamo affrontare e superare una perdita. "E ricordati, io ci sarò. Ci sarò, su nell'aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio." Tiziano Terzani a sua figlia Saskia Elaborazione del lutto: un'introduzione Tutto ciò che l’individuo sperimenta nell’arco della sua vita - le relazioni, i successi, il dolore, l’amore, i fallimenti e persino la morte - costituisce la sua intera esistenza. Ma, mentre tutte queste esperienze, sentimenti ed emozioni vengono vissuti solitamente come funzionali, la morte è considerata una nemica da evitare e da rimandare il più a lungo possibile. La scomparsa di una persona cara è un evento che sconvolge: la perdita irreversibile e il dolore che comporta non sono mai cose facili da affrontare. Il lutto è un vissuto molto ampio e articolato. In psicologia rientrano in tale concetto tutti gli stati...

Cosa intendiamo per bullismo? Negli ultimi anni il fenomeno del bullismo è spesso al centro delle notizie e dei fatti di cronaca, ma cosa intendiamo esattamente quando utilizziamo questo termine? Storia della parola bullismo La prima volta in cui il termine compare in letteratura risale al Rinascimento: Tommaso Garzoni nell’opera "La piazza universale di tutte le professioni del mondo" (Venezia, 1585). Il termine “bullo” si associa a «bravazzi, spadaccini e sgherri di piazza». Successivamente, Alfredo Panzini lo include in un dizionario definendolo voce romanesca sinonimo di "smargiasso, bravaccio, teppista". Nel corso del tempo fino ai giorni nostri, il significato assume anche accezioni più attenuate, declinandosi verso comportamenti non necessariamente violenti ma se mai arroganti, da “gradasso”. Bullismo, definizione Il significato della parola viene quindi associato a comportamenti di violenza, prevaricazione, sopraffazione, umiliazione e prepotenza con accezioni più o meno gravi. Al giorno d’oggi possiamo dire che il bullismo non passa soltanto dalla violenza fisica, ma si riscontrano anche, nell’epoca dei social, la presa in giro sistematica su larga scala, l’umiliazione e l’irrisione pubblica. Il bullismo è “un insieme di atti o comportamenti di prevaricazione e di sopraffazione” che si verificano in prevalentemente ambito giovanile ma non solo. Una serie di comportamenti aggressivi eterogenei che si manifesta con...

Perché guardiamo i film horror? Perché ci piacciono le pellicole o le serie TV che fanno paura? Qual è la psicologia che spiega le nostre preferenze? Scopriamolo in questo articolo! Psicologia dei film horror Secondo la scienza, la passione quasi morbosa che si è sviluppata nell'uomo nel corso dei secoli per tutto ciò che macabro o addirittura disgustoso, avrebbe una chiara ragione fisiologica, da ricercare nelle profondità della nostra mente, in particolare, nel rapporto tra il lobo frontale del nostro cervello e l’amigdala. Questa parte della nostra mente, infatti, è incaricata di gestire e dar voce a tutti i nostri istinti, come la rabbia, il desiderio sessuale e la paura. Insieme al diencefalo è, inoltre, responsabile delle reazioni istintive che abbiamo quando ci troviamo di fronte a situazioni pericolose o emotivamente molto stressanti, alle quali rispondiamo prontamente per puro istinto di sopravvivenza. Ma cosa c'entrano l'amigdala e il nostro istinto con la passione per i film horror? Quali motivi ci spingono a cercare una distrazione in una pellicola che può generare orrore e disgusto? Perché ci piacciono i film horror? Se provate a chiedere ad un amante del genere il motivo per il quale sia così appassionato agli horror, probabilmente riceverete diverse risposte. Alcuni potrebbero dirvi che...

Chi sono le Persone Altamente Sensibili (PAS)? Cos'è l'Alta Sensibilità come tratto di personalità? Riguarda solo gli adulti o è riscontrabile anche nei bambini? Cerchiamo di fornire risposte in questo articolo. Al di là del fatto che tale tratto personologico sia stato o meno inserito nelle categorie diagnostiche ufficiali del DSM (manuale che classifica i disturbi mentali), è certamente interessante riconoscerlo nell’osservazione clinica. Persone Altamente Sensibili come diagnosi A partire dal 1991, la ricercatrice e docente universitaria Elaine Aron (psicologa e psicoterapeuta) ha iniziato a svolgere ricerche sulle persone altamente sensibili. Insieme al marito neurologo, ha pubblicato nel 2012 gli esiti di questi studi, accessibili sul sito "The Highly Sensitive Person". L’alta sensibilità è un amplificatore dell’ambiente ed un tratto temperamentale innato, su base genetica, riscontrato nell’uomo, ma anche in molte specie animali. Le percentuali stimate di persone fortemente ricettive (PAS) agli stimoli sono tra il 15% e il 20% della popolazione totale. L’alta sensibilità non è una malattia, né una carenza o un deficit, ma una caratteristica. E come tutte le caratteristiche che ci contraddistinguono può portare all’individuo vantaggi e svantaggi. Tutto dipende da come viene “utilizzata” e accolta dall'ambiente in cui la persona vive. Persone Altamente Sensibili - cosa dicono gli studi Uno studio condotto su...

Decidere di intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta è una scelta importante che non sempre è facile compiere e che richiede molta energia. Soprattutto nelle grandi città come Milano l’elevato numero di professionisti, le diverse specialità così come la varietà dei costi potrebbero giocare a svantaggio di chi, incerto, approccia per la prima volta il settore. Se a questo aggiungiamo anche una possibile sensazione di imbarazzo o vergogna, retaggio di un’educazione errata nei confronti della psicologia e della psicoterapia, qualsiasi individuo potrebbe sentirsi sopraffatto fino a rinunciare. Per fortuna però, ci sono alcuni facili metodi per non scoraggiarsi, insistere e trovare lo psicoterapeuta più adatto alle proprie esigenze. Qualifica e iscrizione all’albo Il primo aspetto da considerare è il percorso formativo del professionista al quale si decide di affidarsi. Da questo punto di vista è opportuno assicurarsi che lo psicologo Milano abbia conseguito una laurea in psicologia e che abbia l’abilitazione per poter esercitare la professione. Counselor, coach e motivatori quasi sempre non sono laureati in psicologia: si tratta di professioni differenti per cui sono richiesti molti meno anni di formazione, anche se vi sono alcune aree di sovrapposizione. Sicuramente la prima verifica che lo psicologo deve superare agli occhi di un paziente...

Come superare una crisi di coppia? Cosa fare quando la coppia è - apertamente o meno - in crisi? Quali sono le strategie più utili, e gli atteggiamenti più efficaci da tenere? Come superare una crisi di coppia È sempre possibile superare una crisi di coppia? Scopriamolo in questo articolo. Quando un rapporto è in crisi Quando un rapporto è in crisi, prima si comincia a parlarne con il partner meglio è. Aprire la comunicazione sulle cause della crisi che si sta attraversando, senza chiudersi in se stessi, allontanandosi al tempo stesso dall’altro, consente di affrontarla con consapevolezza e maturità. Consente di uscirne rinforzati come coppia o comunque arricchiti come persone, anche se “da soli”. Non tutte le crisi si possono superare rimanendo insieme Come superare una crisi di coppia? Tutte le crisi si possono superare, ma non tutte si possono superare insieme. A volte è meglio separarsi, se lo stare insieme equivale al condannare sé ed i propri cari all’infelicità. Quando manca la motivazione nel voler andare avanti ed affrontare i problemi e le divergenze sono inconciliabili, oppure quando lo stare con l’altro implica un sacrificio della propria salute fisica e mentale, la scelta deve essere quella di separare le proprie strade. La fine di una storia non rappresenta necessariamente...

Come raggiungere un obiettivo nonostante la pandemia? Come ha a che fare l’autostima con gli obiettivi da raggiungere? Scopriamolo in questo articolo: si tratta di un’intervista rilasciata dalla Dott.ssa Chiara Venturi, Psicologa e Psicoterapeuta a Milano, per la rivista “OK Salute” di luglio 2021 (il testo, riadattato, è di Roberta Camisasca). Obiettivi da raggiungere e autostima Se l’autostima fosse un oggetto sarebbe una bilancia. Su un piatto ci siamo noi, con la leggerezza inconsistente delle nostre fragilità e insicurezze. Sull’altro il resto del mondo, con il suo cuore di pietra e il dito puntato, sempre pronto a dare giudizi pesanti come macigni, ma anche a lasciarci soli nel momento del bisogno. È in questo sbilanciamento la ragione profonda di molte frustrazioni e di tante rinunce. Nelle sue lettere dal carcere, Antonio Gramsci scriveva: «Mi sono convinto che bisogna sempre contare solo su se stessi e sulle proprie forze; non attendersi niente da nessuno e quindi non procurarsi delusioni». Chiaro il messaggio: se c’è qualcuno che può darci la forza di realizzare i nostri sogni e di raggiungere un obiettivo, ma anche di superare un momento 'no' e ripartire di slancio, quel qualcuno siamo noi stessi. Credere in se stessi per raggiungere un obiettivo Quante volte disperdiamo...

Quanto dura una psicoterapia? Quanto deve durare un percorso di psicoterapia o di sostegno psicologico? Si tratta di domande che spesso vengono poste ad una psicoterapeuta nelle fasi iniziali del lavoro con un paziente. La risposta più immediata da parte di un professionista è: il tempo necessario! Ma la questione è, naturalmente, più complessa di così e vanno tenuti in considerazione diversi fattori. Vediamo in questo articolo alcuni importanti aspetti legati alla durata della psicoterapia, cercando di rispondere alle domande più frequenti. Psicoterapia quanto dura - Introduzione L’iniziativa di interpellare uno psicoterapeuta viene spesso frenata dalle preoccupazioni sui costi e la durata della psicoterapia e può indurre alcuni a scegliere strade alternative, magari meno impegnative, ma spesso non altrettanto efficaci. Indubbiamente la scelta di intraprendere un percorso psicologico può risultare impegnativa da vari punti di vista, tra cui quelli menzionati, ma vanno chiariti molti aspetti in merito ad essi. Anche per sfatare alcuni miti circa le terapie interminabili, magari alimentati da cinema e TV. Iniziamo con il dire che una terapia non è e non deve essere interminabile. Il suo scopo non è quello di legare indefinitamente la persona al terapeuta. Al contrario, il fine è quello di aiutarla ad esprimere tutto il suo potenziale:...

Cosa sono gli attacchi di panico? Vediamo in questo articolo cos'è l'attacco di panico, come si manifestano, quali sono le cause e come è possibile trattare questo disturbo. Per quanto sgradevole, intensa e penosa sia la sofferenza psicologica nel disturbo da attacchi di panico, è bene iniziare infatti ricordando che si tratta di un problema piuttosto comune che è possibile trattare con successo, con la giusta terapia.  Approfondiamo ora i vari aspetti dell'attacco di panico: Cosa sono gli attacchi di panico? L'attacco di panico si può definire come un'ondata di intensa paura, ansia o malessere che si manifesta all'improvviso ed è accompagnato da sintomi fisici (dovuti all'attivazione del sistema nervoso simpatico) e/o emotivi. L'insorgenza - anche improvvisa - può avvenire sia a partire da uno stato di calma, sia da uno stato ansioso. Il suo picco massimo viene raggiunto in pochi minuti (circa dieci). Il disturbo di panico presuppone frequenti attacchi di panico che causano un' intensa ed eccessiva preoccupazione per attacchi futuri e/o modifiche del comportamento finalizzate ad evitare le situazioni potenzialmente rischiose che potrebbero innescare una crisi. Come vengono descritte le crisi di panico? Si ha paura o terrore, ma non si sa bene di cosa. Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive...