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Lasciarsi andare psicologicamente: cosa significa e perché alcune persone lo trovano difficilissimo? Può avere a che fare con la paura o con la rigidità: quali sono le caratteristiche di personalità di chi fa fatica a lasciarsi andare? Ho dialogato con Roberta Camisasca per Viver Sani e Belli, e ne è stato tratto questo articolo. Perché non riesco a lasciarmi andare? Rigido, controllato, riflessivo. Affronta i problemi in modo lucido, pianifica le giornate nei dettagli e va in crisi di fronte a un imprevisto. Vorrebbe divertirsi ma non ci riesce: in compagnia sta sempre in disparte. È l’identikit della persona che non sa lasciarsi andare. Quella a cui tutti dicono: “perché non ti rilassi un po’?”. La paura di lasciarsi andare «Alla base della fatica a lasciarsi andare possono esserci due caratteristiche caratteriali. La prima è l’insicurezza, data da un mix di timidezza, scarsa autostima, bassa percezione del proprio valore», spiega la psicologa Chiara Venturi. «In questo caso il movente è la paura del giudizio, o il timore di non essere all'altezza: un blocco emotivo che spinge a esporsi il meno possibile con gli altri, fino alla completa chiusura e in casi estremi anche all’isolamento sociale. A livello relazionale c’è la paura di essere feriti o...

Nuovo partner e figli: genitori single divisi a metà. Il ritratto di una separazione, spesso, raffigura due ex che vivono in case diversi e che intrattengono rapporti più o meno civili. Dopo un po' di tempo uno dei due instaura un nuovo legame. Come comportarsi con il bambino? Esiste un modo giusto per dirgli del nuovo partner? Ho un nuovo amore: e adesso? Da un lato l'amore per i figli, dall'altro l'entusiasmo per una nuova relazione che inizia. Ecco come si sente la maggior parte dei genitori single che devono affrontare il difficile momento in cui dichiarare ai propri figli di essersi innamorati di un uomo che non è il loro padre, o di una donna che non è la loro madre. Il dialogo prima di tutto È una comunicazione delicata che richiede coraggio, ma anche tanta sensibilità. Il modo giusto per dirlo cambia in base all'età dei figli. È importante dire loro la verità, ma bisogna farlo mettendoli al centro della situazione. Se i figli sono piccoli vanno rassicurati, perché il loro timore è che il nuovo partner possa togliere loro attenzioni di mamma e papà. Se sono più grandi, invece, c'è il rischio che rifiutino l'idea di vedere “sostituito” l'altro genitore. E allora...

Chi si accontenta gode davvero? O gode solo a metà? "Chi si accontenta gode così così", come canta Ligabue? Cosa significa davvero questo proverbio da un punto di vista psicologico? Le risposte in questo articolo, con una mia intervista, pubblicato su OK Salute. Chi si accontenta gode davvero? È nella saggezza dei vecchi detti popolari che si nascondono i più grandi insegnamenti per la vita. Chi si accontenta gode. È nelle piccole cose che si annida la vera felicità. Chi troppo vuole nulla stringe. Li pronunciamo con ironia, ne sottolineiamo l’ovvietà, ma la vita di tutti i giorni ci mette di fronte continuamente la loro profonda verità. Nell’era del benessere e dell’abbondanza ci lamentiamo per ogni rinuncia, non tolleriamo le frustrazioni e i “no”, non godiamo dei traguardi raggiunti ambendo sempre al gradino più alto. L’insoddisfazione cronica genera un’infelicità che condiziona il modo di vivere il presente e di pensare al futuro. «Chi non è capace di accontentarsi vive un perenne stato di “gap” tra ciò che ha e ciò che vorrebbe raggiungere», spiega la dottoressa Alessandra Gorini, psicologa e ricercatrice del Dipartimento di scienze della salute e Centro di ricerca e intervento sui processi decisionali dell’Università degli Studi di Milano. «È...

Cos'è la sindrome dell'impostore? Si tratta di un'espressione informale per descrivere uno stato d'animo, una condizione psicologica persistente per cui una persona talentuosa non riesce a convincersi dei propri meriti, compromettendo in modo significativo la sua qualità di vita. Vediamo in questo articolo quali sono le caratteristiche e i sintomi, le cause e i rimedi per superarla o per conviverci in maniera più serena. Cos'è la Sindrome dell'Impostore? Le prime ricerche sulle donne Non si tratta di un disturbo psicologico classificato nel manuale diagnostico dei disturbi mentali. Il termine è stato però coniato nel 1978 da due psicologhe americane, Pauline Clance e Suzanne Imes, che avevano osservato il fenomeno in un gruppo di donne di successo e performanti, che tuttavia non si sentivano all'altezza del proprio ruolo. Successivamente è stato riscontrato che la sindrome dell'impostore sembrerebbe affliggere parimenti gli uomini e le donne. Chi ne è affetto ritiene che i propri successi siano in realtà dovuti al caso o a fattori esterni fortuiti: la convinzione è quella di avere invece uno scarso valore, soprattutto in ambito professionale. Sembra che addirittura il 70% della popolazione abbia sperimentato la sindrome dell'impostore almeno una volta nella vita attraverso le seguenti sensazioni: ansia – perfezionismo – dubbio...

Avete mai sentito parlare di love bombing e del significato di questa espressione in psicologia? Chi ha frequentato un soggetto narcisista, probabilmente risponderà di sì. Si tratta di una tattica messa in atto in maniera più o meno consapevole con cui il narcisista entra in relazione. Vediamo il significato, come riconoscerlo, e come comportarsi per non incorrere in una fase di sofferenza da cui diventa complicato uscire. N.B.: si riscontra più frequentemente che il love bomber sia un uomo, e la donna svolga il ruolo della preda o vittima. Utilizzerò quindi nello scrivere questa costellazione come situazione standard. Ma è possibile anche che i ruoli siano invertiti. Love Bombing: Significato in Psicologia Si tratta di una fase molto particolare, travolgente, intensa ed emozionante dell'incontro con il narcisista: i primi tempi. Ma il love bombing rappresenta anche una tecnica manipolatoria volta a fare leva sulle fragilità della vittima per assicurarsi la sua fedeltà. È una forma di abuso emotivo. I segnali e come riconoscerlo: Il love bombing consiste in una serie di azioni, comportamenti, gesti e parole con cui il narcisista inizialmente “bombarda” romanticamente la preda per corteggiarla e sedurla. In questa fase idealizzata e idealizzante, il soggetto si mostra come il partner, appunto, ideale: riempie di...

Si può imparare l'ottimismo? Ci si può allenare ad essere felici e a pensare positivo per vivere meglio? È pensiero comune che il mondo sia diviso in due parti: una dai colori vividi, solari e accesi, abitata da persone ottimiste e un’altra, cupa e silenziosa, da quelle pessimiste. Positivo e negativo sono dunque messi in contrapposizione come se il destino di un individuo fosse segnato e deciso in base alla parte del mondo dove si trova. Ma è davvero così? Una persona pessimista è destinata a essere tale per sempre? Imparare l'ottimismo: cosa dice la scienza? Per fortuna la scienza afferma il contrario. Diversi studi hanno infatti dimostrato che imparare a pensare positivo è possibile cambiando in modo in cui interpretiamo gli aventi. Anzi, sarebbe essenziale per innescare procedimenti mentali che portano a soddisfazione, senso di completezza e infine, felicità. Non solo: sembra che anche il corpo che ospita una mente ottimista reagisca meglio allo stress, si ammali meno, dorma meglio e abbia un metabolismo più attivo. L'ottimismo si impara (almeno per il 40%) Uno studio fra tutti, quello di Sonja Lyubomirsky, rinomata professoressa di psicologia americana, che ha definito la differenza sostanziale tra ottimismo cosiddetto “genetico” e uno invece “appreso”, grazie agli studi effettuati...

Cos'è la "coazione a ripetere"? Vi è mai capitato di incorrere più volte nello stesso errore o di ripetere gli stessi schemi, anche se disfunzionali? Che senso ha la ripetizione di comportamenti che sono fonte di sofferenza e/o disagio? Oppure vale il detto che “sbagliando s'impara”? In questo articolo approfondirò tutti questi concetti. Coazione a Ripetere - significato in Psicologia La psicologia, o meglio la psicoanalisi, sviluppa il concetto di coazione a ripetere a partire da Freud, che si è interrogato sulle modalità in cui l'uomo ricerca le sue fonti di piacere. Scoprì che per quanto riguarda l'essere umano, la ricerca del piacere non funziona in maniera così lineare e univoca: ogni psicoanalista sa che molti pazienti portano in psicoterapia la propria tendenza a ripetere o rivivere esperienze, o scene, dolorose o traumatiche. Questo accade nella propria vita quotidiana e anche nei sogni. Coazione significa che talvolta siamo obbligati, forzati dalle nostre dinamiche interiori e da una spinta poco governabile, a compiere certe azioni o a mettere in atto determinati schemi. Coazione a ripetere - perché accade? Il nostro mondo interno tende all'economia e all'omeostasi: è infatti meno dispendioso riprodurre determinati schemi appresi, anche se sono indesiderati o conflittuali. L'omeostasi è più forte della spinta al cambiamento,...

Lo stress fa dimagrire o ingrassare? Lo stimolo della fame è un meccanismo fisiologico atto a garantire la sopravvivenza dell'individuo e della specie. Si tratta di un impulso programmato biologicamente in maniera molto forte: pensiamo che all'inizio dell' evoluzione della nostra specie, esso doveva motivare l'uomo ad affrontare anche rischi e pericoli per procacciarsi il cibo! Chiaramente, oggigiorno l'approvvigionamento di alimenti è decisamente più semplice: supermercati, panetterie o bar si incontrano continuamente nelle nostre città, e ci invogliano a mangiare. Il problema delle società occidentali sono, se mai, l'eccesso di peso e l'obesità, con i relativi rischi per la salute. Paradossalmente, il prezzo dei cibi più sani è spesso superiore a quello dei cibi calorici e meno salutari. Ai giorni nostri, non è più solo un tema di sopravvivenza: ci sono la convivialità, le cene a lume di candela, i ristoranti stellati, Masterchef. Possiamo scegliere tra cibi cremosi o piccanti, ipocalorici o pieni di zuccheri. E poi ci sono...

Di ansia e depressione non si occupano solo il medico o lo psicoterapeuta. Nel 2019, una brillante laureanda in Osteopatia (Paola Gottardo, oggi D.O. e MSc) ha pubblicato un interessante lavoro sperimentale, di cui ho avuto il piacere di essere relatrice metodologica, sull'ansia e la depressione post partum. La tesi è stata premiata come miglior pubblicazione dell'anno presso l'European Institute of Osteopathic Medicine, e come miglior lavoro italiano a Berlino nella rispettiva sessione di laurea dalla Osteopathie Schule Deutschland, accreditata presso la Dresden International University, che ha certificato il percorso di studi. La candidata ha utilizzato l'osteopatia craniale (drenaggio dei seni e Pandura) e l'osteopatia fasciale (tecniche sui cinque diaframmi) per trattare e quindi con l'obiettivo di alleviare una condizione di sintomatologia ansioso depressiva presente in un campione di 59 neo mamme.   Background Ansia e depressione sono da sempre considerate malattie in stretta relazione tra loro e costituiscono la complicanza della gravidanza più sottovalutata. Si tratta di problematiche molto comuni in questo particolare periodo della vita di una donna e, se non trattate, possono creare difficoltà anche importanti nel rapporto madre-bambino e nell'intero nucleo familiare. I sintomi che compaiono in questo periodo sono frequentemente sottovalutati e trascurati sia dalle pazienti, sia talvolta dai clinici. La...

Il termine “autostima” (più psicologico-colloquiale) è strettamente legato al concetto di “narcisismo” (utilizzato in ambito clinico psicoanalitico, ma anche filosofico, sociologico, letterario etc.). Quest'ultimo presenta un'ampia gamma di sfumature di significato, a seconda del suo utilizzo: Narcisismo: Definizioni può indicare una caratteristica (generalmente intesa come negativa) della personalità (o un disturbo della stessa) e di solito è sovrapponibile a sostantivi come egoismo/egocentrismo, vanità; un concetto della teoria psicoanalitica che può declinarsi sia in una sana autostima e in un amore verso se stessi adeguato ed equilibrato, sia un'eccessiva attenzione verso la propria persona a discapito degli altri; un tema culturale e sociale (oggi viviamo in una “società narcisistica”, argomento che verrà approfondito nella seconda parte questo articolo). Il termine deriva, come sappiamo, dal mito di Narciso, raccontato da Ovidio ne Le Metamorfosi, che narra di un giovane di bell'aspetto che respinge l'amore della ninfa Eco, per poi - come punizione degli dei - innamorarsi unicamente di se stesso e della propria immagine riflessa...