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quando pensi costantemente ad una persona; quando controlli il telefono di continuo aspettando un suo messaggio; quando interpreti ogni suo gesto come un segnale; quando ti senti euforico/a per una minima attenzione; quando precipiti precipitare nell’angoscia di fronte alla distanza o all’incertezza. La limerence è un’esperienza emotiva intensa e totalizzante che può assomigliare all’innamoramento, ma che spesso assume caratteristiche più vicine all’ossessione e alla dipendenza emotiva. Negli ultimi anni il termine "limerence" è diventato molto diffuso (soprattutto sui social), ma in psicologia la limerenza è un fenomeno studiato da tempo. Comprenderne il funzionamento può aiutare a riconoscere dinamiche relazionali profonde o disfunzionali, bisogni affettivi irrisolti, dipendenze affettive e modalità di attaccamento che influenzano il modo in cui viviamo le nostre relazioni sentimentali. Cos’è la limerence o limerenza Il termine limerence è stato introdotto dalla psicologa Dorothy Tennov negli anni '70 nel suo libro Love and Limerence. Il vocabolo è stato coniato per descrivere uno stato di intenso coinvolgimento emotivo caratterizzato da: pensieri intrusivi e persistenti verso una persona; forte bisogno di reciprocità; idealizzazione dell’altro; sensibilità estrema ai segnali di rifiuto o interesse; oscillazioni emotive molto intense dipendenti dall'interazione con questa persona.   Sebbene il termine “limerence” non derivi realmente dal latino limes (“confine”), è interessante...

“Il più grande dono è una passione per la lettura. È economica, consola, distrae, entusiasma, fornisce la conoscenza del mondo e un’esperienza di vasto genere. È una luce morale.” Elizabeth Hardwick “La lettura è un rapporto con noi stessi e non solo col libro, col nostro mondo interiore attraverso il mondo che il libro ci apre”. Italo Calvino Perché leggere libri di psicologia?   Questo articolo tratterà di letture. Letture appartenenti a un campo molto specifico (libri psicologici), eppure letture, con tutto il bagaglio di benefici che esse possono apportare. Oggi è sempre più frequente che le persone si avvicinino ai libri di psicologia. La ricerca che le persone generalmente fanno non è di manuali di psicologia su cui studiare, ma piuttosto di strumenti accessibili che aiutino a comprendersi meglio, a entrare maggiormente in contatto con se stessi e con i propri temi, schemi relazionali e in generale, con le modalità con cui funziona la mente umana. Sono infatti sempre più diffusi libri di psicologia dal carattere divulgativo, scritti per il grande pubblico, con l’obiettivo di facilitare l’avvicinamento ai temi più diversi tra cui: emozioni e intelligenza emotiva autostima crescita personale come convivere con, e superare un trauma.   I migliori libri da leggere - I miei consigli L’obiettivo di questo articolo...

Possiamo definire l'insoddisfazione cronica come una condizione psicologica caratterizzata da una trasversale difficoltà nel provare appagamento nei vari ambiti della propria vita. L'insoddisfazione cronica è indipendente da ciò che si riesce a conquistare, dagli obiettivi che si riesce a raggiungere o dall'effettivo stato della propria condizione. Riconoscere questa dinamica è fondamentale, perché l’insoddisfazione cronica può indicare un disturbo psicologico come un quadro depressivo sottostante o una insoddisfazione esistenziale, ma può anche rappresentare un segnale significativo di stress emotivo o una tendenza al perfezionismo e alla ruminazione mentale. Cos'è l'insoddisfazione cronica Non si tratta di un semplice momento di stanchezza: si tratta se mai di un persistente atteggiamento di pessimismo, lamento e negatività: è un'esperienza interna molto faticosa che può accompagnare per mesi o anni, generando un senso di vuoto, di autosvalutazione e la sensazione costante di non riuscire ad essere appagati, perché i momenti di gratificazione durano poco e si estinguono in fretta. Sentirsi insoddisfatti della propria vita è un'esperienza comune: come possiamo distinguere una sensazione di insoddisfazione fisiologica da un'insoddisfazione perenne che merita una presa in carico? Possiamo definire l'insoddisfazione normale in questo modo: c'è qualche ambito della mia vita che non sento appagante, magari anche per un lungo periodo. Posso prenderlo come un segnale...

Ritrovarsi incastrati in una serie di pensieri negativi e ripetitivi è capitato a tutti e può consumare molte energie, oltre ad avere l’effetto di autoalimentare i pensieri stessi e le sensazioni a essi associate, che possono comprendere ansia, tristezza o rabbia. A volte si può avere l’impressione che pre-occuparsi aiuti ad arrivare meglio preparati agli eventi: per prevenire errori, risolvere problemi e per non dimenticare pezzi. Eppure il prezzo da pagare in termini di pensieri negativi spesso è alto e converrebbe chiedersi se è davvero così utile. A volte invece vorremmo eliminare i pensieri negativi e intraprendiamo una battaglia contro di essi. Cosa succederebbe se invece provassimo a comprendere i pensieri negativi, ad accoglierli e a trasformarli in consapevolezza e benessere mentale? Scopriamo perché la tua mente sembra sabotarti con pensieri negativi continui, e quando smettere di pensare male può diventare un’abilità (che si può imparare). Il dialogo interiore che condiziona le nostre vite “Non ce la fai” “Non te lo meriti” “E’ troppo difficile” “Ti farai male” “Lascia perdere” “Non sei capace” “Non sei abbastanza” “Non sei poi così bravo” ...

Piramide dei bisogni di Maslow: qual è il motore che spinge il comportamento umano? Cosa si nasconde sotto la nostra ricerca di sicurezza, appartenenza, prestigio o realizzazione personale? La risposta a queste domande risiede nel concetto di “bisogno”: sono i nostri bisogni di esseri umani a spingerci verso il raggiungimento della soddisfazione degli stessi. Ma cosa s’intende per “bisogno”? Il bisogno consiste nella mancanza di qualcosa che viene percepita come necessaria ma anche semplicemente desiderata. Da questa percezione di mancanza scaturisce una spinta ("driver"), un movimento verso qualcosa che diventa obiettivo verso cui indirizzare le nostre azioni (come infatti riportato nel Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana, dal latino “motus”, participio passato di movere, muovere, atto a muovere, ciò che spinge). I bisogni sono quindi la spinta motivazionale che ci orienta nei nostri progetti di vita. Uno dei modelli di riferimento più conosciuti che illustra questi processi è la “Piramide dei Bisogni” di Abraham Maslow, uno dei più noti psicologi statunitensi del ventesimo secolo (1943). Come approfondiremo nel corso dell’articolo, la piramide mostra come i bisogni si suddividano in bisogni di base e bisogni più "alti" e come sia necessario soddisfare quelli di base per potersi poi occupare di quelli avanzati. Secondo il modello, infatti, tutti aspiriamo...

Il termine collusione deriva dal latino colludere, “giocare insieme”. In psicologia, però, il suo significato va oltre: indica un meccanismo relazionale inconscio. Ad esempio, può trattarsi di un legame in cui due persone si incastrano in ruoli complementari e rigidi, rinforzando dinamiche disfunzionali. Questo articolo mira a spiegare cos'è la collusione in psicologia, come si manifesta nelle relazioni umane e perché è importante riconoscerla. Collusione in psicologia significato e definizione La collusione in psicologia rimanda quindi ad un accordo implicito, non dichiarato e non necessariamente salutare, che tiene unita la coppia o il legame. Ognuna delle sue parti soddisfa, attraverso l’altro, esigenze affettive e/o identitarie spesso inconsce, e spesso a costo della propria libertà e serenità. E frequentemente senza accorgersene. Secondo la definizione di collusione in psicologia, si tratta di una modalità relazionale in cui due persone si incontrano e si legano non tanto per ciò che sono realmente, quanto per i ruoli complementari che incarnano. In questa dinamica, il partner non viene visto nella sua interezza, ma come portatore di funzioni necessarie a colmare i bisogni del partner. [vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="center" background_image_as_pattern="without_pattern" css=".vc_custom_1710539016100{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;border-top-width: 20px !important;border-bottom-width: 20px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;background-color: #cecece !important;}" z_index=""][vc_column][qode_button_v2 target="_self" font_weight="700" hover_effect=""...

La gelosia è un’emozione universale, che tutti possiamo provare almeno una volta nella vita. In piccole dosi può persino rafforzare il legame di coppia, poiché è indice di quanto teniamo all’altro. Ma cosa accade quando la gelosia diventa invasiva, incontrollabile, ossessiva? In questi casi non parliamo più di una comune emozione, ma di una vera e propria sofferenza psicologica che può arrivare a diventare molto intensa, che prende il nome di gelosia patologica, detta anche gelosia morbosa o gelosia ossessiva. NdR: la gelosia ossessiva può manifestarsi sia in relazioni sentimentali, sia in relazioni amicali. Ne possono essere affetti sia uomini, sia donne. Cos'è la gelosia ossessiva? La gelosia ossessiva è un sentimento complesso che origina da un mix di ansia, paura e rabbia. Si manifesta con pensieri intrusivi, sospetti costanti e comportamenti di controllo verso il partner. Questi vissuti sono molto dolorosi per chi ne soffre, ma anche per il partner che li subisce. Chi ne è affetto tende a vivere la relazione con ansia e paura, convinto che l’altro possa tradire o abbandonare in qualunque momento. Anche in assenza di prove o di reali minacce al legame, la mente del geloso ossessivo costruisce continuamente e ossessivamente scenari di infedeltà o di tradimento, generando nella...

Come mai in alcune circostanze l'ansia si chiama "ansia da prestazione"? Vediamolo in questo articolo, in cui approfondiremo sintomi, ambiti specifici in cui si può presentare, e strategie di gestione. Un colloquio importante, una gara sportiva, un esame, una serata intima: ci sono momenti in cui sentiamo che dobbiamo “essere all’altezza”, dimostrare qualcosa a noi stessi o agli altri ed è normale avvertire un certo grado di tensione. Ma le cose cambiano se l’ansia supera la soglia della funzionalità e diventa invalidante. Cos'è l'ansia L’ansia è un meccanismo che ci consente di attivare fisiologicamente il corpo e la mente per agire nelle situazioni in cui ci viene chiesto un impegno fisico o intellettuale: tale attivazione è finalizzata al performare al meglio delle nostre possibilità. In questo senso, si tratta di un'attivazione funzionale e positiva che ci può supportare nel raggiungimento di un obiettivo. Se però l'ansia supera una certa soglia o diventa eccessiva, diventa controproducente e può inficiare le nostre prestazioni, o farci vivere la prova, qualsiasi essa sia, con stress e sofferenza. Cos'è l'ansia da prestazione L’ansia da prestazione si può definire come una preoccupazione intensa rivolta ad situazione, che richiede una certa performance, che stiamo per affrontare. L’ansia da prestazione è un vissuto diffuso e...

Il paese più felice del mondo? Per il settimo anno consecutivo, la Finlandia si è aggiudicata il posto di paese più felice al mondo (l’Italia si posiziona al 41esimo posto). Questo il risultato che emerge dal World Happiness Report 2024 pubblicato dalle Nazioni Unite a partire da uno studio condotto da Gallup, l’Oxford Wellbeing Research Centre e il Sustainable Development Solutions Network dell’ONU. Oltre ad alcuni elementi utili come la vita all’aria aperta a contatto con la natura, cibo fresco, uno stile di vita sostenibile ed equilibrato e una serie di servizi garantiti dallo Stato, alla base del primato finlandese si evidenziano anche due concetti chiave: quello di fluxing e quello di sisu. Si tratta di due concetti che condividono l’essenza: un invito a navigare nella vita da persona resiliente, con flessibilità e determinazione. Proprio in un momento storico sempre più complesso come quello attuale, dove incertezza, cambiamento e instabilità sembrano essere la norma, emergono nuovi concetti che ci aiutano a leggere la realtà e ad affrontarla con strumenti interiori più adeguati. Tra questi, appunto, fluxing e sisu. Che cos’è il fluxing? Il termine fluxing deriva dal latino fluxus, che significa "scorrere". Si tratta dell’atteggiamento psicologico e filosofico di chi è capace di fluire con il cambiamento, senza opporvisi rigidamente...

La psicobiotica è una branca delle neuroscienze e studia da alcuni decenni gli effetti del microbioma intestinale sulla mente. Il microbioma è definito come l'insieme dei microrganismi (batteri e lieviti) che vivono nel nostro intestino. Se è noto come l'insieme di questi microorganismi influisce sulla nostra salute fisica, la ricerca riguardo alle ripercussioni sul cervello è ancora in corso, e si occupa principalmente di studiare gli effetti del microbioma sulle funzione cognitive e sull'umore. L'intestino: il secondo cervello Che cervello e intestino si influenzino a vicenda è un’idea antica e diffusa: pensiamo alle diverse espressioni tipiche della nostra cultura con cui indichiamo la somatizzazione delle reazioni emotive, dell’ansia e dello stress (ad es. “avere le farfalle nello stomaco” o “avere le budella attorcigliate”). Ma è solo negli ultimi anni che la ricerca ha permesso di conoscere, seppur parzialmente, come avviene la collaborazione fra i due organi, tanto da arrivare a coniare il termine di “cervello intestinale”. Esiste infatti una connessione tra un insieme complesso di neuroni situato nelle pareti del tubo digerente, chiamato sistema nervoso enterico, e il cervello, connessione che avviene tramite fibre nervose. Oltre a queste connessioni dirette, cervello e intestino comunicano attraverso il circolo sanguigno, tramite molecole come ormoni, neurotrasmettitori e immunomodulatori che,...