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La regolazione emotiva è definita come la capacità di un soggetto di essere consapevole del proprio stato emotivo e quindi di regolarlo in maniera funzionale ed adattiva: quando il sistema di regolazione emotiva funziona, abbiamo delle reazioni emotive proporzionate agli eventi che ci accadono. Tali reazioni ci permettono di affrontare gli alti e bassi della vita, di interagire con le altre persone e di comportarci in maniera congrua e costruttiva.   Cosa significa regolare lo stato emotivo? Oltre alla consapevolezza sulle proprie emozioni, questo costrutto comprende la possibilità di gestire il proprio stato emotivo, verso il basso o verso l’alto, quindi arrivando a sentirlo più o meno intensamente: in questo modo, la persona non si sente in balia della propria vita emotiva ma la padroneggia. Le componenti che vengono regolate, attraverso processi cognitivi o comportamentali, possono essere l’ampiezza, l’intensità e la durata della risposta nel reagire agli stimoli emotivi che vengono da fuori o da dentro la persona che sperimenta un’emozione, oltre ai relativi comportamenti che ne conseguono.   LA DEFINIZIONE DEL COSTRUTTO: A COSA SERVE LA REGOLAZIONE EMOTIVA? Regolare le proprie emozioni in un dato momento della vita significa modulare quelle disfunzionali o sgradevoli, e magari soverchianti, raggiungendo uno stato emotivo tollerabile. La possibilità di adattare...

Gli ultimi anni si sono rivelati particolarmente ardui per la maggior parte di noi. Gli eventi mondiali che hanno interessato questa epoca hanno destabilizzato le nostre radicate abitudini e le nostre routine, e alcune delle nostre certezze. Le minacce alla nostra sicurezza, le incertezze riguardo al futuro e le relative preoccupazioni hanno impattato sulla qualità di vita e sul benessere psicologico nella quotidianità. Per alcune persone, queste condizioni, a maggior ragione se prolungate, sono state favorevoli all'insorgere di una sintomatologia psicologica, oppure al riattivarsi di antichi disagi che fino a quel momento erano latenti e sconosciuti. Può capitare quindi di chiedersi quando sia arriva il momento di rivolgersi ad uno psicologo. Cerco di dare una risposta di seguito.   A cosa serve "andare dallo psicologo"? Per alcune persone, andare dallo psicologo rappresenta la decisione di intraprendere un percorso per il proprio benessere, per rafforzare le proprie risorse e per ritrovare un equilibrio e un'armonia che si ritiene di avere perso. In altre culture personali, andare dallo psicologo è ancora un tabù: si associano la consulenza psicologica e la psicoterapia ad una forma di debolezza, ad una spesa inutile, ad un capriccio: perché non si ha voglia di trovare la forza da soli, poiché, in fondo, "posso...

Cos'è il BONUS PSICOLOGO 2022, chiamato anche BONUS SALUTE MENTALE? Di quali agevolazioni potranno usufruire nel 2022 i cittadini italiani e lombardi che desiderano o necessitano di supporto psicologico o di cure psicoterapeutiche? Vediamo in questo articolo di cosa si tratta, a quanto ammonta, e quali sono i requisiti per richiederlo. Questo articolo è in costante aggiornamento. Per leggere le ultime news, scorrere fino in fondo all'articolo. Cos'è il Bonus Psicologo 2022 La pandemia ha messo a dura prova la nostra pazienza ed il nostro benessere psicologico: i periodi trascorsi forzatamente in casa, l'isolamento sociale, il problemi lavorativi, la malattia e la paura della perdita di un familiare ci hanno fatto vivere per quasi due anni in uno stato di costante allerta e di preoccupazione. Ci siamo dovuti adattare a dei cambiamenti epocali, sia da un punto di vista sociale sia relazionale. Per questa ragione, il Governo (Ministero della Salute) ha previsto, per il 2022, di supportare la popolazione attraverso il bonus psicologo. Il malessere psicologico causato dalla pandemia Tra i disagi psicologici conseguenti alla pandemia, si è infatti riscontrato nella popolazione generale un aumento della sintomatologia depressiva, di stress e ansia e attacchi di panico, trasversalmente a tutte le fasce d'età: dai bambini agli anziani....

Decidere di intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta è una scelta importante che non sempre è facile compiere e che richiede molta energia. Soprattutto nelle grandi città come Milano l’elevato numero di professionisti, le diverse specialità così come la varietà dei costi potrebbero giocare a svantaggio di chi, incerto, approccia per la prima volta il settore. Se a questo aggiungiamo anche una possibile sensazione di imbarazzo o vergogna, retaggio di un’educazione errata nei confronti della psicologia e della psicoterapia, qualsiasi individuo potrebbe sentirsi sopraffatto fino a rinunciare. Per fortuna però, ci sono alcuni facili metodi per non scoraggiarsi, insistere e trovare lo psicoterapeuta più adatto alle proprie esigenze. Qualifica e iscrizione all’albo Il primo aspetto da considerare è il percorso formativo del professionista al quale si decide di affidarsi. Da questo punto di vista è opportuno assicurarsi che lo psicologo Milano abbia conseguito una laurea in psicologia e che abbia l’abilitazione per poter esercitare la professione. Counselor, coach e motivatori quasi sempre non sono laureati in psicologia: si tratta di professioni differenti per cui sono richiesti molti meno anni di formazione, anche se vi sono alcune aree di sovrapposizione. Sicuramente la prima verifica che lo psicologo deve superare agli occhi di un paziente...

Cos'è la sindrome dell'impostore? Si tratta di un'espressione informale per descrivere uno stato d'animo, una condizione psicologica persistente per cui una persona talentuosa non riesce a convincersi dei propri meriti, compromettendo in modo significativo la sua qualità di vita. Vediamo in questo articolo quali sono le caratteristiche e i sintomi, le cause e i rimedi per superarla o per conviverci in maniera più serena. Cos'è la Sindrome dell'Impostore? Le prime ricerche sulle donne Non si tratta di un disturbo psicologico classificato nel manuale diagnostico dei disturbi mentali. Il termine è stato però coniato nel 1978 da due psicologhe americane, Pauline Clance e Suzanne Imes, che avevano osservato il fenomeno in un gruppo di donne di successo e performanti, che tuttavia non si sentivano all'altezza del proprio ruolo. Successivamente è stato riscontrato che la sindrome dell'impostore sembrerebbe affliggere parimenti gli uomini e le donne. Chi ne è affetto ritiene che i propri successi siano in realtà dovuti al caso o a fattori esterni fortuiti: la convinzione è quella di avere invece uno scarso valore, soprattutto in ambito professionale. Sembra che addirittura il 70% della popolazione abbia sperimentato la sindrome dell'impostore almeno una volta nella vita attraverso le seguenti sensazioni: ansia – perfezionismo – dubbio...

Cos'è la "coazione a ripetere"? Vi è mai capitato di incorrere più volte nello stesso errore o di ripetere gli stessi schemi, anche se disfunzionali? Che senso ha la ripetizione di comportamenti che sono fonte di sofferenza e/o disagio? Oppure vale il detto che “sbagliando s'impara”? In questo articolo approfondirò tutti questi concetti. Coazione a Ripetere - significato in Psicologia La psicologia, o meglio la psicoanalisi, sviluppa il concetto di coazione a ripetere a partire da Freud, che si è interrogato sulle modalità in cui l'uomo ricerca le sue fonti di piacere. Scoprì che per quanto riguarda l'essere umano, la ricerca del piacere non funziona in maniera così lineare e univoca: ogni psicoanalista sa che molti pazienti portano in psicoterapia la propria tendenza a ripetere o rivivere esperienze, o scene, dolorose o traumatiche. Questo accade nella propria vita quotidiana e anche nei sogni. Coazione significa che talvolta siamo obbligati, forzati dalle nostre dinamiche interiori e da una spinta poco governabile, a compiere certe azioni o a mettere in atto determinati schemi. Coazione a ripetere cos'è e perché accade? Il nostro mondo interno tende all'economia e all'omeostasi: è infatti meno dispendioso riprodurre determinati schemi appresi, anche se sono indesiderati o conflittuali. L'omeostasi è più forte della spinta al...

Cos'è un sintomo psicologico? Quando parliamo del corpo fisico, intendiamo il sintomo come un segnale con cui si manifesta uno stato di malattia (ad esempio la febbre). Questo segnale indica che c'è un malfunzionamento, un'infezione o altro che ha bisogno di essere curato per ripristinare un corretto funzionamento dell'organismo. Quando parliamo di sintomi psicologici, la faccenda si complica. Spesso la richiesta è, comprensibilmente, quella di “togliere” il sintomo (“non la voglio più sentire quest'ansia, mi fa tanto soffrire”), ripristinando le condizioni psichiche precedenti alla sua comparsa. Ma i rapporti di causa-effetto sono meno lineari e la risoluzione non è così immediata. Una restitutio ad integrum spesso non è possibile poiché quando il soggetto incontra il proprio sintomo, è chiamato anche ad interrogarsi come esso abbia a che fare con la sua storia, con le esperienze che ha fatto e con la persona che è diventato/a. Quando lo psicologo chiede informazioni sulla comparsa dei sintomi, si trova infatti spesso ad ascoltare una vera e propria narrazione: “Dottore, gli attacchi di panico sono iniziati a febbraio. Però in effetti anche l'anno precedente non mi sentivo troppo bene, e ricordo che da piccolo provavo qualcosa di simile quando mi portavano all'asilo. E ora che mi ci...

Come funziona la psicoterapia? La psicoterapia funziona? A cosa serve? In cosa consiste? Quali sono i pregiudizi nei confronti della psicoterapia? E le sue origini storiche? Le risposte a queste domande in un articolo del collega Giancarlo Di Fiore del Centro Clinico SPP Milano dell'Adulto, che spiega con estrema chiarezza come funziona la psicoterapia psicoanalitica. Come funziona la psicoterapia? A fronte di una sempre maggiore diffusione della psicoterapia nella nostra società, essa rimane tuttavia spesso ammantata da un velo di mistero o da pregiudizi relativi al suo funzionamento, ai benefici che essa può apportare o alla sua reale efficacia. Poiché avviene attraverso l’uso della parola può suscitare interrogativi in merito a quanto differisca effettivamente da una qualunque altra relazione amicale o supportiva. Pregiudizi sulla psicoterapia Una certa diffidenza inoltre è dovuta all’idea che lo psicoterapeuta possa indurre nel proprio paziente una dipendenza che finisca per privarlo della propria autonomia. Molti altri possono essere i motivi che influiscono nel determinare una visione poco chiara del contesto psicoterapeutico. A partire da queste prime brevi considerazioni cerchiamo di fornire una mappa in grado di tracciare per lo meno alcune coordinate generali. Psicoterapia come funziona - la storia: In primis un punto di vista storico. Agli albori della nascita della psicoanalisi, Freud...

Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto, e cerca di amare le domande in sè. Rainer Maria Rilke, 1903 Lettere ad un giovane poeta "Caro signore, Lei è così giovane, e si trova così al di qua di ogni inizio, e io vorrei, meglio che posso, caro amico, pregarLa di avere pazienza con tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di tentare di amare le domande stesse, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non ricerchi ora le risposte che non possono esserLe date, perché non sarebbe in grado di viverle...