Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
Per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi

Dott.ssa Chiara Venturi Blog

Come mai tante persone sono alle ricerca della risposta a "come ridurre lo stress?" Nella società contemporanea, sicuramente in quella occidentale, soffrire disturbi di stress è all’ordine del giorno quasi per tutti. Le motivazioni sono molteplici così come le reazioni fisiche e psicologiche con le quali ognuno di noi risponde a questa sollecitazione di richieste e input dal mondo esterno. Il primo a parlare di stress è stato Selye nel 1976 trovando la definizione di “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”. Sulla base di questa definizione, il tempo (dunque la durata di questa sollecitazione) è fondante nel contribuire ad aumentare il livello di… stress, appunto. Come gestire lo stress con l'aiuto di uno psicologo L’accumulo di stress è una delle problematiche più diffuse dei nostri tempi ed è favorito da numerosi fattori di natura sociale, lavorativa, etc. In particolare, durante l’ultimo anno, il cambiamento delle abitudini ha portato alla necessità di rivedere il proprio modo di trascorrere la giornata e la perdita di confine tra vita privata e professionale. Questi profondi mutamenti hanno portato un accumulo di stress significativo tanto che, in alcuni casi, si rende necessario chiedere aiuto ad uno psicologo professionista che possa fornire supporto per uscire da...

A cosa serve la psicoterapia? In che modo è utile per il benessere psicologico, e come capire se è arrivato il momento di richiedere un supporto psicologico? A cosa serve la psicoterapia nella vita quotidiana Vediamo quali sono gli ambiti di competenza della psicoterapia. Superare tristezza e lutti Il malessere psicologico è una condizione che può coinvolgere tutti, con vari gradi di intensità e durata. A tutti capita di provare, a volte, sentimenti di tristezza, apatia, rabbia, magari legati a situazioni di vita difficili o ad eventi luttuosi o perdite dolorose, come ad esempio un licenziamento o una rottura sentimentale. Ci sono tuttavia casi in cui questi sentimenti diventano pervasivi e stabili e non si riesce a risollevarsi. In altri casi,essi possono apparire senza che siano motivati dalle situazioni esterne e tuttavia la sofferenza che si prova è più intensa e reale che mai. Vincere paure, fobie, ansia e attacchi di panico Alcune persone sperimentano paure non fondate su effettivi elementi di pericolo, che possono divenire paralizzanti e condurre a comportamenti di evitamento di oggetti o situazioni che finiscono per limitare pesantemente la libertà individuale. Altri si sentono pervasi dall’ansia, che può accompagnarli costantemente o esplodere all’improvviso nei momenti meno opportuni, generando veri e propri attacchi...

Cosa si nasconde dietro il complottismo? Questo il provocatorio titolo dell’evento organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia il 18 gennaio 2021. L’evento online, aperto agli psicologi ma anche alla cittadinanza, aveva la finalità di approfondire le dinamiche della psicologia complottista, per una maggiore comprensione degli atteggiamenti delle persone verso alcuni eventi e periodi storici come quello attuale di pandemia Covid. L’Ordine degli Psicologi ha invitato tre esperti* del settore a presentare il loro punto di vista e a dibattere sull’argomento. Nella serata in oggetto, il dibattito ha offerto degli spunti per comprendere le ragioni e i vantaggi psicologici di questo atteggiamento mentale, oltre a sottolineare i limiti che non dovrebbero essere valicati. Quello del complottismo e delle conspiracy theories è un fenomeno molto attuale che può assumere sfumature di radicalità, con ricadute importanti dal punto di vista concreto e pratico, soprattutto nel momento in cui la narrazione passa all'azione. Non si tratta più di un fenomeno di nicchia: tutti noi ne sentiamo parlare molto spesso. Complottismo: definizione Il complottismo è definito come un atteggiamento mentale che tende ad interpretare gli accadimenti attraverso una lettura alternativa a quella “mainstream”: gli eventi vengono interpretati come parte di un complotto. Secondo questa corrente, la comunicazione “normale”...

Lasciarsi andare psicologicamente: cosa significa e perché alcune persone lo trovano difficilissimo? Può avere a che fare con la paura o con la rigidità: quali sono le caratteristiche di personalità di chi fa fatica a lasciarsi andare? Ho dialogato con Roberta Camisasca per Viver Sani e Belli, e ne è stato tratto questo articolo. Perché non riesco a lasciarmi andare? Rigido, controllato, riflessivo. Affronta i problemi in modo lucido, pianifica le giornate nei dettagli e va in crisi di fronte a un imprevisto. Vorrebbe divertirsi ma non ci riesce: in compagnia sta sempre in disparte. È l’identikit della persona che non sa lasciarsi andare. Quella a cui tutti dicono: “perché non ti rilassi un po’?”. La paura di lasciarsi andare «Alla base della fatica a lasciarsi andare possono esserci due caratteristiche caratteriali. La prima è l’insicurezza, data da un mix di timidezza, scarsa autostima, bassa percezione del proprio valore», spiega la psicologa Chiara Venturi. «In questo caso il movente è la paura del giudizio, o il timore di non essere all'altezza: un blocco emotivo che spinge a esporsi il meno possibile con gli altri, fino alla completa chiusura e in casi estremi anche all’isolamento sociale. A livello relazionale c’è la paura di essere feriti o...

Nuovo partner e figli: genitori single divisi a metà. Il ritratto di una separazione, spesso, raffigura due ex che vivono in case diversi e che intrattengono rapporti più o meno civili. Dopo un po' di tempo uno dei due instaura un nuovo legame. Come comportarsi con il bambino? Esiste un modo giusto per dirgli del nuovo partner? Ho un nuovo amore: e adesso? Da un lato l'amore per i figli, dall'altro l'entusiasmo per una nuova relazione che inizia. Ecco come si sente la maggior parte dei genitori single che devono affrontare il difficile momento in cui dichiarare ai propri figli di essersi innamorati di un uomo che non è il loro padre, o di una donna che non è la loro madre. Il dialogo prima di tutto È una comunicazione delicata che richiede coraggio, ma anche tanta sensibilità. Il modo giusto per dirlo cambia in base all'età dei figli. È importante dire loro la verità, ma bisogna farlo mettendoli al centro della situazione. Se i figli sono piccoli vanno rassicurati, perché il loro timore è che il nuovo partner possa togliere loro attenzioni di mamma e papà. Se sono più grandi, invece, c'è il rischio che rifiutino l'idea di vedere “sostituito” l'altro genitore. E allora...

Chi si accontenta gode davvero? O gode solo a metà? "Chi si accontenta gode così così", come canta Ligabue? Cosa significa davvero questo proverbio da un punto di vista psicologico? Le risposte in questo articolo, con una mia intervista, pubblicato su OK Salute. Chi si accontenta gode davvero? È nella saggezza dei vecchi detti popolari che si nascondono i più grandi insegnamenti per la vita. Chi si accontenta gode. È nelle piccole cose che si annida la vera felicità. Chi troppo vuole nulla stringe. Li pronunciamo con ironia, ne sottolineiamo l’ovvietà, ma la vita di tutti i giorni ci mette di fronte continuamente la loro profonda verità. Nell’era del benessere e dell’abbondanza ci lamentiamo per ogni rinuncia, non tolleriamo le frustrazioni e i “no”, non godiamo dei traguardi raggiunti ambendo sempre al gradino più alto. L’insoddisfazione cronica genera un’infelicità che condiziona il modo di vivere il presente e di pensare al futuro. «Chi non è capace di accontentarsi vive un perenne stato di “gap” tra ciò che ha e ciò che vorrebbe raggiungere», spiega la dottoressa Alessandra Gorini, psicologa e ricercatrice del Dipartimento di scienze della salute e Centro di ricerca e intervento sui processi decisionali dell’Università degli Studi di Milano. «È...

Cos'è la sindrome dell'impostore? Si tratta di un'espressione informale per descrivere uno stato d'animo, una condizione psicologica persistente per cui una persona talentuosa non riesce a convincersi dei propri meriti, compromettendo in modo significativo la sua qualità di vita. Vediamo in questo articolo quali sono le caratteristiche e i sintomi, le cause e i rimedi per superarla o per conviverci in maniera più serena. Cos'è la Sindrome dell'Impostore? Le prime ricerche sulle donne Non si tratta di un disturbo psicologico classificato nel manuale diagnostico dei disturbi mentali. Il termine è stato però coniato nel 1978 da due psicologhe americane, Pauline Clance e Suzanne Imes, che avevano osservato il fenomeno in un gruppo di donne di successo e performanti, che tuttavia non si sentivano all'altezza del proprio ruolo. Successivamente è stato riscontrato che la sindrome dell'impostore sembrerebbe affliggere parimenti gli uomini e le donne. Chi ne è affetto ritiene che i propri successi siano in realtà dovuti al caso o a fattori esterni fortuiti: la convinzione è quella di avere invece uno scarso valore, soprattutto in ambito professionale. Sembra che addirittura il 70% della popolazione abbia sperimentato la sindrome dell'impostore almeno una volta nella vita attraverso le seguenti sensazioni: ansia – perfezionismo – dubbio...

Avete mai sentito parlare di love bombing e del significato di questa espressione in psicologia? Chi ha frequentato un soggetto narcisista, probabilmente risponderà di sì. Si tratta di una tattica messa in atto in maniera più o meno consapevole con cui il narcisista entra in relazione. Vediamo il significato, come riconoscerlo, e come comportarsi per non incorrere in una fase di sofferenza da cui diventa complicato uscire. N.B.: si riscontra più frequentemente che il love bomber sia un uomo, e la donna svolga il ruolo della preda o vittima. Utilizzerò quindi nello scrivere questa costellazione come situazione standard. Ma è possibile anche che i ruoli siano invertiti. Love Bombing: Significato in Psicologia Si tratta di una fase molto particolare, travolgente, intensa ed emozionante dell'incontro con il narcisista: i primi tempi. Ma il love bombing rappresenta anche una tecnica manipolatoria volta a fare leva sulle fragilità della vittima per assicurarsi la sua fedeltà. È una forma di abuso emotivo. I segnali e come riconoscerlo: Il love bombing consiste in una serie di azioni, comportamenti, gesti e parole con cui il narcisista inizialmente “bombarda” romanticamente la preda per corteggiarla e sedurla. In questa fase idealizzata e idealizzante, il soggetto si mostra come il partner, appunto, ideale: riempie di...

Si può imparare l'ottimismo? Ci si può allenare ad essere felici e a pensare positivo per vivere meglio? È pensiero comune che il mondo sia diviso in due parti: una dai colori vividi, solari e accesi, abitata da persone ottimiste e un’altra, cupa e silenziosa, da quelle pessimiste. Positivo e negativo sono dunque messi in contrapposizione come se il destino di un individuo fosse segnato e deciso in base alla parte del mondo dove si trova. Ma è davvero così? Una persona pessimista è destinata a essere tale per sempre? Imparare l'ottimismo: cosa dice la scienza? Per fortuna la scienza afferma il contrario. Diversi studi hanno infatti dimostrato che imparare a pensare positivo è possibile cambiando in modo in cui interpretiamo gli aventi. Anzi, sarebbe essenziale per innescare procedimenti mentali che portano a soddisfazione, senso di completezza e infine, felicità. Non solo: sembra che anche il corpo che ospita una mente ottimista reagisca meglio allo stress, si ammali meno, dorma meglio e abbia un metabolismo più attivo. L'ottimismo si impara (almeno per il 40%) Uno studio fra tutti, quello di Sonja Lyubomirsky, rinomata professoressa di psicologia americana, che ha definito la differenza sostanziale tra ottimismo cosiddetto “genetico” e uno invece “appreso”, grazie agli studi effettuati...

Cos'è la "coazione a ripetere"? Vi è mai capitato di incorrere più volte nello stesso errore o di ripetere gli stessi schemi, anche se disfunzionali? Che senso ha la ripetizione di comportamenti che sono fonte di sofferenza e/o disagio? Oppure vale il detto che “sbagliando s'impara”? In questo articolo approfondirò tutti questi concetti. Coazione a Ripetere - significato in Psicologia La psicologia, o meglio la psicoanalisi, sviluppa il concetto di coazione a ripetere a partire da Freud, che si è interrogato sulle modalità in cui l'uomo ricerca le sue fonti di piacere. Scoprì che per quanto riguarda l'essere umano, la ricerca del piacere non funziona in maniera così lineare e univoca: ogni psicoanalista sa che molti pazienti portano in psicoterapia la propria tendenza a ripetere o rivivere esperienze, o scene, dolorose o traumatiche. Questo accade nella propria vita quotidiana e anche nei sogni. Coazione significa che talvolta siamo obbligati, forzati dalle nostre dinamiche interiori e da una spinta poco governabile, a compiere certe azioni o a mettere in atto determinati schemi. Coazione a ripetere - perché accade? Il nostro mondo interno tende all'economia e all'omeostasi: è infatti meno dispendioso riprodurre determinati schemi appresi, anche se sono indesiderati o conflittuali. L'omeostasi è più forte della spinta al cambiamento,...