14 Apr Persona resiliente: come affrontare le difficoltà e crescere
Persona resiliente: come si comporta, cosa pensa e cosa fa nei momenti difficili? Vediamo in questo articolo come rafforzare le nostre risorse per essere una persona resiliente in periodi complessi e faticosi.
Persona resiliente
In tempi di incertezze e cambiamenti, molte persone si trovano a fronteggiare sfide significative nella loro vita quotidiana. Routine consolidate e relazioni importanti possono subire alterazioni profonde, portando a sentimenti di smarrimento e impotenza. In questo contesto, è fondamentale esplorare la resilienza, ovvero la capacità di affrontare le avversità e trovare modi per adattarsi e crescere, nonostante le difficoltà.
Vediamo in questo articolo cosa è possibile fare per diventare più resilienti, dare un senso a quello che ci accade e ripristinare un senso di padronanza sulle nostre vite, come antidoto ai sentimenti di vulnerabilità e impotenza che talvolta sperimentiamo quando le cose si fanno difficili.
Resilienza definizione in Psicologia
In termini concreti, la resilienza significa la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. In psicologia è definita come la capacità di un essere umano di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, al termine del quale potrà uscirne rafforzato o avendo imparato qualcosa di utile e importante per sé. Uno degli aspetti fondamentali della resilienza psicologica è proprio la consapevolezza di avere superato le difficoltà grazie alle proprie risorse. Essa consiste quindi nella capacità di mantenere degli alti livelli di emotività positiva e di benessere anche di fronte a significative avversità.
Utile per comprendere il concetto di resilienza è la metafora dell’elastico: questo materiale ha una straordinaria qualità: può essere teso fino all’estremo e poi tornare allo stato iniziale (rebound). Il termine resilienza, effettivamente, si riferisce in origine alla resilienza dei materiali.
Persona resiliente in Psicologia
Anche noi, allo stesso modo, possiamo stressarci, e poi usare le nostre risorse e capacità di adattamento per tornare allo stato iniziale. A differenza dell’elastico, potremo tornare a quello che eravamo in maniera trasformativa, aggiungendo al nostro bagaglio un’esperienza di consapevolezza di grande valore.
Resiliente cosa significa
La persona resiliente è colei che è capace di far fronte in maniera positiva agli eventi avversi, di riorganizzare la propria vita anche quando accadono le difficoltà o gli eventi traumatici. La persona resiliente è capace di ricostruirsi restando sensibile alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere in empatia o umanità verso se stessa o verso gli altri.
La persona resiliente e l’atteggiamento efficace
A volte non comprendiamo a fondo le ragioni di ciò che ci accade. L’importante è che ci sono molti modi in cui possiamo guardare alle situazioni complesse e difficili per renderle più gestibili.
Persona resiliente e paura
La paura inizia con un segnale di pericolo, e in seguito arriva la consapevolezza che quello che sta accadendo è reale. È il momento in cui realizziamo che siamo vulnerabili, e ci sentiamo deboli, impotenti. Se rimaniamo bloccati in questo momento di vulnerabilità, possiamo iniziare a sperimentare il panico. Subito dopo, però, la nostra mente si attiva automaticamente alla ricerca della soluzione: “Devo fare qualcosa!” Per essere resiliente, questo è il momento della risorsa: il focus è dentro di me, per rispondere a qualcosa che sta succedendo fuori. In automatico, se immaginiamo come poter rispondere alla situazione, e magari cominciamo a farlo, sperimenteremo un senso di maggiore equilibrio. La risposta che diamo agli eventi esterni alimenta il nostro senso di forza e di controllo nell’ottica di diventare una vera e propria persona resiliente.
In sintesi, PER RISPONDERE CON RESILIENZA, L’ATTEGGIAMENTO MENTALE PIÙ EFFICACE È QUELLO DI CONSAPEVOLEZZA E DI CONOSCENZA DEL PERICOLO, MA RIMANENDO CONCENTRATI SULLA NOSTRA CAPACITÀ DI RISPONDERE AD ESSO: NON SIAMO IMPOTENTI.

La persona resiliente coglie il significato positivo
Dobbiamo comprendere l’impatto che ha avuto su di noi un’evento. Che cosa significa questo per me? “Che non posso fare quello che abitualmente faccio, perché sto affrontando un grosso problema”. Nel momento in cui divento consapevole, e lo accetto, dal momento che è qualcosa di reale, posso chiedermi: posso fare qualcosa di positivo per me? Dal momento che questo è lo stato delle cose, posso elaborare un piano positivo?
In sintesi: la persona resiliente può CAPIRE quello che sta succedendo – GESTIRLO – dare un SENSO.
Sappiamo che gli esseri umani sono capaci di straordinarie crescite post-traumatiche. Far fronte ad un evento difficile rinforza le capacità di gestire le circostanze avverse, amplia le prospettive, a rafforza la capacità di resilienza psicologica. Le persone possono uscirne con maggiori competenze e abilità, proprio perché sono sopravvissute a quella esperienza.
Hardiness, o Resilienza
Salvatore Maddi, professore dell’università di Chicago, ha coniato il concetto di hardiness (robustezza, o resilienza) analizzando le reazioni di un gruppo di persone che avevano perso il lavoro in una grande azienda, studiando le differenze tra chi era “sopravvissuto” con successo all’evento, e chi no. In seguito a questa ricerca, Maddi ha individuato tre variabili fondamentali che caratterizzano la persona resiliente che ha superato un trauma:
PRIMO: il COMMITMENT, l’impegno verso se stesso della persona resiliente
Questo concetto può essere riassunto nella seguente affermazione che la persona resiliente pensa su di sé:
“Io ho un valore, la mia famiglia è importante, la mia vita ha un valore, e prendo l’impegno nei confronti di me stesso di affrontare questo problema. E cerco di praticare l’autocompassione.“
SECONDO: il CONTROLLO, ovvero: sono vulnerabile, ma non sono impotente
Il controllo si esercita attraverso la possibilità di influenzare la situazione che stiamo vivendo in senso positivo o negativo.
ESERCIZIO per diventare una persona resiliente: pensate alla vostra situazione attuale, qual è la parte peggiore di quello che state vivendo? Immaginate cosa potete fare che potrebbe peggiorare questa situazione? Potremmo immaginarci 3/4 risposte: “se facessi questo o quello la situazione peggiorerebbe”. Adesso provate a pensare ad altrettanti modi per migliorare la situazione. Probabilmente qualche idea vi verrà in mente. A volte, pensare a cosa potrebbe peggiorare quello che stiamo vivendo fa venire in mente in automatico ciò che lo potrebbe migliorare.
La struttura da seguire per diventare una persona resiliente
Un modo utile per focalizzarsi sul controllo, concentrandoci su quello che possiamo fare, è strutturare una routine quotidiana costituita da abitudini salutari. Negli Stati Uniti, questa è stata l’indicazione che Rudolph Giuliani ha dato ai cittadini newyorkesi immediatamente dopo l’11 settembre: “Keep up with your routine!” Schedulare la giornata e aderire a questo programma aiuta a sentirci padroni, e in controllo, e aumenta il senso di forza percepita. In questa routine è bene inserire dell’esercizio fisico.
Cosa possiamo fare se abbiamo difficoltà a fare attività fisica?
ESERCIZIO: prendere l’impegno con se stessi per soli cinque minuti, e sentire l’effetto che fa. Questo esercizio vale anche per la lettura di un libro: dopo i primi cinque minuti, saremo liberi di concludere o di andare avanti, valutando se ci piace o meno. Anche questo è un modo per esercitare controllo, e rappresenta un antidoto contro la sensazione di vulnerabilità e impotenza.
Un altro antidoto è la possibilità di rimanere in contatto con le persone. Siamo biologicamente programmati per l’attaccamento agli altri esseri umani, e questo vale più che mai quando siamo sotto stress. Dobbiamo allungare la mano gli uni verso gli altri, prenderci sottobraccio (virtualmente) e andare avanti, condividendo le esperienze e cercando il conforto reciproco.
La persona resiliente può riprendere la padronanza
Questo è il modo con cui le persone possono fare fronte all’emozione della paura: potrà capitare nuovamente di sentirsi vulnerabili, ma non impotenti, poiché la volta successiva potrò rispondere di nuovo in maniera efficace ad un evento avverso. Alcuni di noi forse hanno fatto esperienza di un incidente automobilistico: come ho fatto a rimettermi alla guida di un’auto? … pensando che potrà ricapitare, ma non è detto che ciò accada, e soprattutto ho la possibilità di guidare in maniera prudente e attenta: c’è sempre qualcosa che possiamo fare per riprendere un po’ di padronanza. Questo è il modo in cui le persone tornano a vivere dopo gli eventi avversi.
TERZO: la SFIDA
Raccogliere una sfida, per una persona resiliente, significa dirsi che VALE LA PENA, per me, impegnarmi per risolvere questo problema. Posso crescere e imparare attraversandolo. Posso beneficiarne accettando questa sfida e affrontando gli eventi. E questo rinforzerà il mio impegno verso me stesso (PUNTO PRIMO), in un circolo virtuoso.
“Un giorno alla volta”
È bene fare piani per il futuro, ma è fondamentale mettere tutta la concentrazione nel superamento di ogni singola giornata. Questo è possibile utilizzando la struttura di routine spiegata al punto SECONDO.
Domande frequenti sulla resilienza
Quali sono i principali fattori che influenzano la resilienza?
I principali fattori includono l’ottimismo, le relazioni di supporto, l’adattabilità e le esperienze passate di superamento delle difficoltà. Un ambiente favorevole, come una rete di sostegno sociale, può potenziare la capacità di affrontare le avversità.
Come posso sviluppare la resilienza in me stesso o nei miei figli?
È possibile sviluppare la resilienza incoraggiando il problem solving, promuovendo relazioni positive, educando alla gestione delle emozioni e creando opportunità di apprendimento attraverso esperienze sfidanti ma in assenza di giudizio.
Persona resiliente si nasce o si diventa? La resilienza è innata o può essere appresa?
La resilienza non è solo una caratteristica innata; può essere appresa e sviluppata attraverso esperienze, pratica della self compassion e supporto anche psicoterapeutico. Ogni individuo ha la capacità di rafforzare la propria resilienza nel tempo.
Traduzione adattata dell’intervento online di Roger Solomon presso l’Istituto di Psicologia Applicata, 6 aprile 2020.
Cosa significa resilienza – NOTA finale:
Quando le situazioni attuali attivano in noi, attraverso l’innesco delle reti della memoria, ricordi precedenti di esperienze simili magari di impotenza, paura o vulnerabilità già vissute in passato, può essere utile fare collegamenti retrospettivi e identificare tali ricordi, ed eventualmente rivolgersi ad un terapeuta EMDR per la rielaborazione degli eventi della propria storia.
In questo articolo puoi scoprire come funziona la psicoterapia EMDR.
Se ritieni di avere bisogno di aiuto, rivolgiti ad uno psicologo psicoterapeuta a Milano o per una psicoterapia online.
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