Codipendenza: quando il bisogno di sentirsi indispensabili sostituisce l’amore
Ti capita di sentirti responsabile dell’umore di c...

Capire quando andare dallo psicologo significa riconoscere le situazioni in cui un confronto professionale può aiutare a ritrovare maggiore comprensione, equilibrio e benessere. Rivolgersi a uno psicologo, o a uno psicoterapeuta quando è indicato un lavoro terapeutico più approfondito, può essere utile in diverse fasi della vita.
In particolare, può essere utile andare dallo psicologo quando:
Per andare dallo psicologo non è necessario avere una diagnosi né aspettare che la sofferenza diventi grave.
Iniziamo analizzando qual è la varietà di possibili motivi, ovvero: quando serve andare dallo psicologo?
In generale, può essere il momento giusto per andare dallo psicologo quando si avverte un disagio emotivo che dura nel tempo e che sta iniziando a diventare invalidante – o lo è già.
Inoltre, andare dallo psicologo per conoscersi meglio rimane sempre un’ottima spinta motivazionale, anche nel caso non sia presente una sofferenza acuta.
Ecco alcuni campanelli d’allarme:
Non sempre le ragioni per cercare aiuto sono così lampanti. A volte si tratta di piccoli segnali che, se persistono, meritano attenzione e suggeriscono che il supporto di uno psicologo è un’opzione da prendere in considerazione. Vediamo alcune sensazioni tra le più comuni:
Quando queste sensazioni iniziano a interferire con la vita quotidiana, limitando per esempio il lavoro, le relazioni o le occasioni sociali, può essere opportuno rivolgersi a un professionista, soprattutto se i disagi persistono nonostante i tentativi di affrontarli autonomamente.
Una valutazione psicologica diventa particolarmente importante in presenza di pensieri negativi ricorrenti o di comportamenti potenzialmente dannosi, come l’abuso di alcol, la permanenza in relazioni disfunzionali o altre condotte che compromettono il benessere personale.
Un primo colloquio consente di comprendere meglio la natura e l’intensità del disagio e di valutare, insieme allo psicologo, l’eventuale opportunità di intraprendere un percorso di supporto o di psicoterapia.
Certamente.
Si può andare dallo psicologo anche in assenza di un disagio evidente o di una diagnosi. Il lavoro psicologico non è rivolto soltanto a chi attraversa una crisi: può rappresentare uno spazio di riflessione per conoscersi meglio, comprendere meglio le proprie dinamiche e i propri bisogni e affrontare con maggiore consapevolezza decisioni, cambiamenti e passaggi importanti della vita.
A seconda delle esigenze, si può intraprendere un percorso di supporto psicologico, orientato ad affrontare una fase specifica, oppure un percorso di crescita personale, volto a riconoscere risorse, limiti e modalità relazionali ricorrenti. In alcuni casi può essere indicato anche il life coaching, un intervento circoscritto e focalizzato sul presente, utile per definire obiettivi concreti e sviluppare strategie per raggiungerli in ambito personale o professionale.
La scelta del percorso più appropriato viene valutata insieme al professionista, tenendo conto della domanda, degli obiettivi e delle caratteristiche della persona.
Molte persone si fermano già alla prima domanda: “A chi devo rivolgermi?” Le differenze sono importanti, vediamole insieme.
PsicologoLaurea in Psicologia, tirocinio ed esame di Stato, iscrizione all’Albo professionale. Può fare valutazioni, diagnosi psicologiche e colloqui di sostegno. Non prescrive farmaci e non avvia psicoterapie, a meno che non abbia una specializzazione aggiuntiva.
È uno psicologo o un medico che ha completato una scuola di specializzazione (quadriennale) riconosciuta dal MUR, con tirocini e supervisione. Lavora in profondità su ansie, depressioni, dipendenze, traumi, blocchi emotivi, utilizzando tecniche specifiche adattate alla storia personale. Non può prescrivere farmaci.
È un medico specializzato in psichiatria e quindi nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi psichici. Spesso lavora anche come psicoterapeuta. Può prescrivere terapie farmacologiche, talvolta lavorando in integrazione con lo psicoterapeuta.
Spesso psicoterapeuti e psichiatri collaborano per percorsi integrati. In molti casi, partire da uno psicologo è una buona scelta: saprà indicare se serve un altro specialista.
Generalmente, è possibile scegliere tra colloqui psicologici in presenza e andare dallo psicologo online, valutando insieme la modalità più adatta alle proprie esigenze e alla situazione clinica:
Come psicologa psicoterapeuta a Milano, ricevo presso il mio studio di psicoterapia a Milano, in via Giovanni Pierluigi da Palestrina 6, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (MM1 2 MM2 Loreto). Per richiedere informazioni o concordare un primo colloquio è possibile compilare il modulo di contatto.
Spesso è sufficiente contattare direttamente il professionista telefonicamente o via mail per prenotare un primo colloquio.
Il primo incontro con lo psicologo non è un test da superare. È invece un momento di reciproca conoscenza, in cui si stabilisce un primo contatto e si gettano le basi per un rapporto di fiducia.
Io di solito dedico molto spazio all’ascolto, poi illustro il mio metodo di lavoro, spiego cosa rientra nelle mie competenze e chiarisco le regole di riservatezza e di setting. Il paziente, a sua volta, racconta ciò che ritiene importante della propria storia e delle proprie problematiche, condividendo esperienze, emozioni e motivazioni che lo hanno portato a chiedere aiuto.
L’atmosfera è accogliente e priva di giudizio: lo scopo è capire insieme quali obiettivi realistici si possono raggiungere e quali strumenti utilizzare. È assolutamente lecito fare domande, esprimere dubbi o aspettative, e non c’è alcun obbligo a proseguire se non si avverte sintonia. Se non ci si sente a proprio agio, si può interrompere il percorso in qualsiasi momento e cercare un professionista con cui ci sia maggiore affinità.
La privacy è tutelata dal segreto professionale.
Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.
Gli esiti di un percorso psicologico variano in relazione alla persona, alla natura delle difficoltà, agli obiettivi concordati e alla continuità del lavoro terapeutico.
La psicoterapia può favorire una maggiore comprensione di sé e delle proprie modalità di pensare, sentire e relazionarsi. Nel tempo, può aiutare a osservare le situazioni da prospettive nuove, gestire con maggiore consapevolezza l’ansia e le emozioni difficili, migliorare le relazioni e affrontare i problemi senza sentirsi sopraffatti.
Il percorso può inoltre sostenere una maggiore autonomia nelle scelte e la possibilità di riconoscere e modificare schemi che tendono a ripetersi. Non si tratta, tuttavia, di una soluzione immediata: i cambiamenti più profondi richiedono tempo, continuità e un impegno condiviso tra la persona e il terapeuta.
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