Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
Per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi

Quando andare dallo psicologo: una guida pratica

quando andare dallo psicologo | Quando rivolgersi allo psicologo

Quando andare dallo Psicologo?

Quando andare dallo PSICOLOGO?

Capire quando andare dallo psicologo significa riconoscere le situazioni in cui un confronto professionale può aiutare a ritrovare maggiore comprensione, equilibrio e benessere. Rivolgersi a uno psicologo, o a uno psicoterapeuta quando è indicato un lavoro terapeutico più approfondito, può essere utile in diverse fasi della vita.

 

In particolare, può essere utile andare dallo psicologo quando:

 

  • un disagio persiste, si ripete o comincia a interferire con la vita quotidiana;
  • ma anche quando si desidera comprendere meglio un momento di cambiamento;
  • o si inizia ad avvertire un disagio e si desidera prevenire un peggioramento.

 

Per andare dallo psicologo non è necessario avere una diagnosi né aspettare che la sofferenza diventi grave.

Andare dallo psicologo: motivazioni, timori, benefici, primo incontro e scelta del professionista

Iniziamo analizzando qual è la varietà di possibili motivi, ovvero: quando serve andare dallo psicologo?

  • durante fasi critiche della vita, momenti di difficoltà o di sofferenza; l’avvento di una crisi non è solo un ostacolo o un momento di impasse, ma rappresenta anche una preziosa opportunità di crescita e di evoluzione, se colta nel modo appropriato e con gli strumenti adeguati;
  • fasi di cambiamento e momenti in cui è necessario prendere decisioni e trovare un nuovo equilibrio;
  • quando si avverte un disagio psicologico o si incontra un momento/evento stressante o traumatico della propria vita;
  • quando si sperimentano difficoltà relazionali;
  • quando chiedere aiuto psicologico: quando si ha la sensazione di avere un blocco che impedisce di andare avanti;
  • quando a causa di una difficoltà personale (ansia, paura, rabbia, tristezza, colpa, vergogna) si è costretti ad rinunciare ad aspetti importanti della propria vita;
  • in caso di separazioni o lutti;
  • in caso di traumi, antichi o recenti, che impediscono di vivere serenamente il presente;
  • si può andare dallo psicologo per migliorare la qualità della propria vita, la propria salute ed il proprio benessere psicofisico;
  • quando si ha la motivazione di conoscere e approfondire le ragioni profonde del proprio malessere;
  • quando si desidera intraprendere un percorso di crescita personale;
  • andare dallo psicologo senza avere problemi: quando, nonostante un buon livello di benessere globale, si incontrano scelte, decisioni e momenti di vita complessi da affrontare.

 

In generale, può essere il momento giusto per andare dallo psicologo quando si avverte un disagio emotivo che dura nel tempo e che sta iniziando a diventare invalidante – o lo è già.

 

Inoltre, andare dallo psicologo per conoscersi meglio rimane sempre un’ottima spinta motivazionale, anche nel caso non sia presente una sofferenza acuta.

Andare dallo psicologo: quali sono i segnali da non sottovalutare?

 

Ecco alcuni campanelli d’allarme:

Non sempre le ragioni per cercare aiuto sono così lampanti. A volte si tratta di piccoli segnali che, se persistono, meritano attenzione e suggeriscono che il supporto di uno psicologo è un’opzione da prendere in considerazione. Vediamo alcune sensazioni tra le più comuni:

 

  • insonnia o disturbi del sonno,
  • cambiamenti improvvisi d’umore, difficoltà di concentrazione;
  • isolamento sociale;
  • riduzione dell’interesse verso le cose che prima davano piacere;
  • ricorso ad alcol, cibo o altri comportamenti per regolare le emozioni;
  • sintomi somatici associati allo stress.

Perché andare dallo psicologo

Quando queste sensazioni iniziano a interferire con la vita quotidiana, limitando per esempio il lavoro, le relazioni o le occasioni sociali, può essere opportuno rivolgersi a un professionista, soprattutto se i disagi persistono nonostante i tentativi di affrontarli autonomamente.

Una valutazione psicologica diventa particolarmente importante in presenza di pensieri negativi ricorrenti o di comportamenti potenzialmente dannosi, come l’abuso di alcol, la permanenza in relazioni disfunzionali o altre condotte che compromettono il benessere personale.

Un primo colloquio consente di comprendere meglio la natura e l’intensità del disagio e di valutare, insieme allo psicologo, l’eventuale opportunità di intraprendere un percorso di supporto o di psicoterapia.

 

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Si può andare dallo psicologo anche senza stare male?

Certamente.

 

Si può andare dallo psicologo anche in assenza di un disagio evidente o di una diagnosi. Il lavoro psicologico non è rivolto soltanto a chi attraversa una crisi: può rappresentare uno spazio di riflessione per conoscersi meglio, comprendere meglio le proprie dinamiche e i propri bisogni e affrontare con maggiore consapevolezza decisioni, cambiamenti e passaggi importanti della vita.

 

A seconda delle esigenze, si può intraprendere un percorso di supporto psicologico, orientato ad affrontare una fase specifica, oppure un percorso di crescita personale, volto a riconoscere risorse, limiti e modalità relazionali ricorrenti. In alcuni casi può essere indicato anche il life coaching, un intervento circoscritto e focalizzato sul presente, utile per definire obiettivi concreti e sviluppare strategie per raggiungerli in ambito personale o professionale.

 

La scelta del percorso più appropriato viene valutata insieme al professionista, tenendo conto della domanda, degli obiettivi e delle caratteristiche della persona.

Psicologo, psicoterapeuta o psichiatra: da chi andare?

Molte persone si fermano già alla prima domanda: “A chi devo rivolgermi?” Le differenze sono importanti, vediamole insieme.

quando rivolgersi ad uno psicologoPsicologo

Laurea in Psicologia, tirocinio ed esame di Stato, iscrizione all’Albo professionale. Può fare valutazioni, diagnosi psicologiche e colloqui di sostegno. Non prescrive farmaci e non avvia psicoterapie, a meno che non abbia una specializzazione aggiuntiva.

Psicoterapeuta

È uno psicologo o un medico che ha completato una scuola di specializzazione (quadriennale) riconosciuta dal MUR, con tirocini e supervisione. Lavora in profondità su ansie, depressioni, dipendenze, traumi, blocchi emotivi, utilizzando tecniche specifiche adattate alla storia personale. Non può prescrivere farmaci.

Psichiatra

È un medico specializzato in psichiatria e quindi nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi psichici. Spesso lavora anche come psicoterapeuta. Può prescrivere terapie farmacologiche, talvolta lavorando in integrazione con lo psicoterapeuta.


Spesso psicoterapeuti e psichiatri collaborano per percorsi integrati. In molti casi, partire da uno psicologo è una buona scelta: saprà indicare se serve un altro specialista.

Andare dallo psicologo a Milano oppure online

Generalmente, è possibile scegliere tra colloqui psicologici in presenza e andare dallo psicologo online, valutando insieme la modalità più adatta alle proprie esigenze e alla situazione clinica:

  • gli incontri in studio offrono uno spazio fisico riservato, separato dalla quotidianità;
  • il percorso online può invece agevolare chi vive all’estero, viaggia spesso o incontra difficoltà negli spostamenti.

 

Come psicologa psicoterapeuta a Milano, ricevo presso il mio studio di psicoterapia a Milano, in via Giovanni Pierluigi da Palestrina 6, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (MM1 2 MM2 Loreto). Per richiedere informazioni o concordare un primo colloquio è possibile compilare il modulo di contatto.

Domande frequenti sull’andare dallo psicologo

Quali sono i segnali che indicano la necessità di consultare uno psicologo?

I tre criteri più utili per capire se andare dallo psicologo sono:

  1. la persistenza del disagio,
  2. la sua tendenza a ripetersi
  3. e l’impatto sulla vita quotidiana.

Non è tuttavia necessario soddisfarli tutti: anche il desiderio di comprendere meglio una difficoltà può essere un motivo valido per richiedere un consulto.

Come si svolge il primo incontro con uno psicologo?

Il primo incontro, della durata di circa 50-60 minuti, è un colloquio di conoscenza reciproca. Lo psicologo ascolta i motivi della richiesta, raccoglie informazioni sulla storia personale e chiarisce il proprio metodo di lavoro, inclusi limiti e modalità di intervento.
L’obiettivo è comprendere se ci sono le condizioni per iniziare un percorso e, in tal caso, definire obiettivi e aspettative.

Come scegliere uno psicologo affidabile e qualificato?

Verifica sempre che il professionista sia iscritto all’Ordine degli Psicologi (consultabile online). Valuta la sua esperienza nell’ambito specifico del tuo problema e informati sul metodo di lavoro. La competenza è fondamentale, ma lo è altrettanto il fattore umano: la relazione terapeutica e l’alleanza terapeutica sono elementi chiave per intraprendere un lavoro insieme.

La privacy è garantita durante il percorso psicologico?

Sì. Tutti i colloqui sono coperti dal segreto professionale e ogni dato personale è protetto da norme precise secondo il GDPR. Questo vale anche per la psicologia online: le sedute a distanza utilizzano piattaforme sicure e conformi alla normativa sulla privacy.

Posso rivolgermi allo psicologo anche senza una diagnosi clinica grave?

Assolutamente sì. Un supporto psicologico serve anche a prevenire il disagio, a migliorare il benessere psicofisico, ad affrontare periodi di cambiamento o sviluppare risorse personali. È utile per chi vuole conoscersi meglio e migliorare la qualità della propria vita, anche in assenza di una diagnosi clinica.

Posso richiedere un consulto psicologico online?

Generalmente sì: oggi la maggior parte dei professionisti offre anche sedute online, sicure e riservate. Questa modalità è comoda per chi ha difficoltà a spostarsi, viaggia molto o magari vive all’estero. Gli incontri si svolgono tramite piattaforme protette, mantenendo gli stessi standard di riservatezza e qualità della seduta in presenza. Tuttavia, aggiungo sempre che, laddove è possibile, è preferibile optare per percorsi in presenza.

Come capire se è il momento di andare dallo psicologo?

Capire quando andare dallo psicologo non significa stabilire se la propria sofferenza sia “abbastanza grave”. Significa osservare da quanto tempo è presente, quanto si ripete e quanto spazio sta occupando nella vita. È possibile chiedere un consulto anche quando non si sa ancora dare un nome al problema, e il primo colloquio non obbliga necessariamente a iniziare una psicoterapia.

Si può andare dallo psicologo anche per conoscersi meglio?

Sì. Andare dallo psicologo non significa necessariamente avere un disturbo o attraversare una crisi. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio emozioni, bisogni e modalità relazionali, riconoscere schemi ricorrenti e acquisire maggiore consapevolezza nelle scelte personali, affettive e professionali.

 

Come prenotare una visita e cosa aspettarsi al primo incontro

Spesso è sufficiente contattare direttamente il professionista telefonicamente o via mail per prenotare un primo colloquio.

 

Il primo incontro con lo psicologo non è un test da superare. È invece un momento di reciproca conoscenza, in cui si stabilisce un primo contatto e si gettano le basi per un rapporto di fiducia.

 

Io di solito dedico molto spazio all’ascolto, poi illustro il mio metodo di lavoro, spiego cosa rientra nelle mie competenze e chiarisco le regole di riservatezza e di setting. Il paziente, a sua volta, racconta ciò che ritiene importante della propria storia e delle proprie problematiche, condividendo esperienze, emozioni e motivazioni che lo hanno portato a chiedere aiuto.

 

L’atmosfera è accogliente e priva di giudizio: lo scopo è capire insieme quali obiettivi realistici si possono raggiungere e quali strumenti utilizzare. È assolutamente lecito fare domande, esprimere dubbi o aspettative, e non c’è alcun obbligo a proseguire se non si avverte sintonia. Se non ci si sente a proprio agio, si può interrompere il percorso in qualsiasi momento e cercare un professionista con cui ci sia maggiore affinità.

 

La privacy è tutelata dal segreto professionale.

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CODICE DEONTOLOGICO DEGLI PSICOLOGI
Articolo 3

Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.

Quali cambiamenti può favorire un percorso psicologico

Gli esiti di un percorso psicologico variano in relazione alla persona, alla natura delle difficoltà, agli obiettivi concordati e alla continuità del lavoro terapeutico.

La psicoterapia può favorire una maggiore comprensione di sé e delle proprie modalità di pensare, sentire e relazionarsi. Nel tempo, può aiutare a osservare le situazioni da prospettive nuove, gestire con maggiore consapevolezza l’ansia e le emozioni difficili, migliorare le relazioni e affrontare i problemi senza sentirsi sopraffatti.

Il percorso può inoltre sostenere una maggiore autonomia nelle scelte e la possibilità di riconoscere e modificare schemi che tendono a ripetersi. Non si tratta, tuttavia, di una soluzione immediata: i cambiamenti più profondi richiedono tempo, continuità e un impegno condiviso tra la persona e il terapeuta.

 

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