Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
Per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi

Dott.ssa Chiara Venturi Blog

Un recente studio pubblicato su Development and Psychology mette in evidenza l'importanza del contatto fisico tra mamma e bambino nel periodo neonatale. In particolare, lo studio riguarda la branca dell'epigenetica, ovvero la scienza biologica che studia l'espressione dei geni e la trasmissione di caratteri ereditari non direttamente attribuibili alla sequenza del DNA. I risultati dello studio mostrano che i neonati che hanno ricevuto un basso livello di contatto fisico dal loro caregiver, hanno mostrato più in là con gli anni un livello di distress maggiore (pianto, agitazione, angoscia) e si è osservato un maggiore livello di immaturità biologica. In sostanza, le tenerezze fisiche (abbracci, carezze, coccole) ricevute dal bambino possono modificare l'espressione dei suoi geni. Del resto non è la prima volta che la psicologia e le scienze umane si occupano di questo argomento. ALTRE OSSERVAZIONI NEI SECOLI PRECEDENTI La leggenda (o la storia? non è chiaro) vuole che già Federico II di Svevia (1194-1250) avesse condotto un esperimento inizialmente volto a scoprire quale idioma gli esseri umani parlassero naturalmente. Egli diede così l'ordine di far crescere un gruppo di bambini da balie o nutrici che dessero loro da mangiare e bere e li tenessero puliti, ma senza fornire loro coccole o tenerezze,...

Cos'è un sintomo psicologico? Quando parliamo del corpo fisico, intendiamo il sintomo come un segnale con cui si manifesta uno stato di malattia (ad esempio la febbre). Questo segnale indica che c'è un malfunzionamento, un'infezione o altro che ha bisogno di essere curato per ripristinare un corretto funzionamento dell'organismo. Quando parliamo di sintomi psicologici, la faccenda si complica. Spesso la richiesta è, comprensibilmente, quella di “togliere” il sintomo (“non la voglio più sentire quest'ansia, mi fa tanto soffrire”), ripristinando le condizioni psichiche precedenti alla sua comparsa. Ma i rapporti di causa-effetto sono meno lineari e la risoluzione non è così immediata. Una restitutio ad integrum spesso non è possibile poiché quando il soggetto incontra il proprio sintomo, è chiamato anche ad interrogarsi come esso abbia a che fare con la sua storia, con le esperienze che ha fatto e con la persona che è diventato/a. Quando lo psicologo chiede informazioni sulla comparsa dei sintomi, si trova infatti spesso ad ascoltare una vera e propria narrazione: “Dottore, gli attacchi di panico sono iniziati a febbraio. Però in effetti anche l'anno precedente non mi sentivo troppo bene, e ricordo che da piccolo provavo qualcosa di simile quando mi portavano all'asilo. E ora che mi ci...

Quotidianamente abbiamo occasione di incrociare persone nuove: sul lavoro, nella vita privata, nei locali pubblici...

Perché non mi meraviglio più? Un tramonto mozzafiato. La prima parola del bebè. Un complimento inatteso. Sono i gesti più semplici, gli attimi fuggenti della quotidianità che ci rendono davvero felici. Peccato aver perso la capacità di apprezzarli. È quanto rivela una recente ricerca, secondo cui, rispetto a mezzo secolo fa, il 48,7% degli italiani non riesce più a entusiasmarsi di fronte alle piccole gioie della vita. La rivista statunitense Forbes l’ha definita “drift syndrome”, l’incapacità di godere di ciò che ci circonda. Lo stupore, invece, è un ingrediente fondamentale di un’esistenza piena e soddisfacente: ecco perché. Perché è importante È un elemento vitale. Lo diceva anche Einstein: «Se non sei in grado di provare stupore sei morto». La sorpresa è considerata dagli psicologi americani Ekman e Frieser una delle 6 emozioni fondamentali, insieme a tristezza, rabbia, felicità, paura e disgusto. Secondo quasi metà degli italiani, una sorpresa fa sentire meglio le persone care e riduce lo stress. È una forma di apprendimento spontanea. Il verbo stupirsi, stando all’etimologia, vuol dire “reagire a qualcosa di inaspettato”: lo stupore attiva nel cervello il sistema dell’attenzione, deputato a cercare le risorse per gestire un evento inatteso. Stimola le funzioni cognitive, per stabilire un nesso tra il...

Ecco una raccolta di alcune frasi, poesie e aforismi che ho raccolto negli anni, e che rappresentano punti di vista su temi psicologici "caldi" come il dolore, le relazioni, il tempo che passa, l'approccio alla vita. Li trovo sempre validi e utili in corrispondenza di momenti di crisi, scelte da compiere, o bisogno di conforto. E alla fine ne è risultato un "prontuario" da portare sempre con sè!   "Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto, e cerca di amare le domande in sè." «(…) und ich möchte Sie, so gut ich es kann bitten, Geduld zu haben gegen alles Ungelöste in Ihrem Herzen und zu versuchen, die Fragen selbst lieb zu haben, wie verschlossene Stuben und wie Bücher, die in einer fremden Sprache geschrieben sind. Forschen Sie jetzt nicht nach den Antworten, die Ihnen nicht gegeben werden können, weil Sie sie jetzt nicht leben könnten. Und es handelt sich darum, alles zu leben. Leben Sie jetzt die Fragen. Vielleicht leben Sie dann allmählich, ohne es zu merken, eines fernen Tages in die Antworten hinein.» Rainer Maria Rilke,1903 Briefe an einen jungen Dichter "Ho avuto un instante di grande pace. Forse è questa la vera felicità." Virginia Woolf "Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità,...

Un'indagine condotta da San Pellegrino su un campione di italiani tra i 18 e i 55 anni mostra come la nostra capacità di meravigliarci di fronte alle piccole cose della vita sia andata perduta nel tempo. Ciò incide sulla nostra qualità di vita, in quanto un "cervello felice" ci rende meno stressati, oltre che più soddisfatti. A questo link potete trovare l'articolo pubblicato su Elle che riporta i dati dell'indagine, un parere della Dott.ssa Chiara Venturi e 10 consigli per tornare a meravigliarsi.   Come si diventa felici? Ciascuno di noi si è posto questa domanda. Spesso la risposta ci fa venire in mente quello che manca: più bellezza, più denaro, una vita sentimentale più appagante, una casa più grande. In realtà sappiamo che il successo, il potere o il denaro non sono garanzia di soddisfazione e felicità. Star mondiali del calibro di Marylin Monroe o di Kurt Cobain hanno posto termine alle loro vite. Vite che dall'esterno potevano risultare invidiabili, piene e soddisfacenti. Al di là di questioni soggettive che riguardano i personaggi citati, è utile l'atteggiamento di chi cerca la soddisfazione qui ed ora, anziché rinviarla a quando si verificheranno certe condizioni. Sappiamo che le persone che sono visibilmente serene si trovano in tutto il...

"Che cos'è esattamente l'inconscio?" chiesi. Ero a digiuno di psicoanalisi, ma sapevo che quella era stata la vera grande scoperta di Freud. "Per capire meglio, potrebbe immaginare l'inconscio come un carcere di massima sicurezza, dove sono rinchiusi dei pericolosi criminali che languiscono nelle celle da anni. Vengono sorvegliati dai secondini, ma tentano ugualmente la fuga ogni volta che si presenta loro l'occasione. quei pericolosi malviventi sono i nostri ricordi dolorosi, per lo più risalenti alla nostra infanzia, ma anche i nostri desideri, i pensieri che non osiamo esprimere e di cui ci vergogniamo a tal punto che sono segreti anche per noi. li teniamo chiusi in prigione perché quando emergono causano sintomi misteriosi. [...

La psicobiotica studia da alcuni decenni gli effetti del microbioma intestinale sulla mente. Il microbioma è definito come l'insieme dei microrganismi (batteri e lieviti) che vivono nel nostro intestino. Se è noto come l'insieme di questi microorganismi influisce sulla nostra salute fisica, la ricerca riguardo alle ripercussioni sul cervello è ancora in corso, e si occupa principalmente di studiare gli effetti del microbioma sulle funzione cognitive e sull'umore. L'intestino: il secondo cervello L'organo cerebrale e l'intestino sono collegati tramite il nervo vago, e non a caso, l'intestino viene definito come il “secondo cervello”. Già Michael D. Gershon, autore del best seller “Il Secondo Cervello”, affermava: “Basti pensare che l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio. E non a caso le cellule dell’intestino – spiega l’esperto americano ‐ producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere.“ Psicobiotica - la ricerca Alcune sperimentazioni sui topi hanno già mostrato come la presenza di un dato ceppo batterico possa migliorare la funzione immunitaria, la reazione allo stress e anche la memoria, che è una funzione cognitiva. Sugli...

Una notizia diffusa dall'ANSA il 1.febbraio titola: “Nella 'guerra delle terapie' la rivincita della psicoanalisi rispetto alla più breve ed economica terapia comportamentale”. Questo articolo contrappone due approcci e modelli storicamente "antitetici" nella cura psicologica: L'orientamento cognitivo comportamentale infatti, considerato più rapido (e quindi più economico) si fonda sull'idea che il problema, o il sintomo, si possa gestire o eliminare nel presente senza necessariamente indagare in maniera troppo approfondita le cause e la genesi nella storia del soggetto. Il focus è sull'hic et nunc (qui ed ora) del funzionamento del soggetto. La terapia cognitivo comportamentale tende a modificare schemi e abitudini, appunto, cognitivi o comportamentali (pensieri, emozioni, comportamenti) attraverso varie tecniche ed una partecipazione attiva del soggetto coinvolto nella cura. Alcuni modelli tuttavia, e a seconda degli obiettivi che si pongono paziente e psicoterapeuta, è possibile integrare maggiormente anche la rilevanza delle esperienze passate. L'approccio psicoanalitico Al contrario, la psicoanalisi sostiene che non si possa prescindere dal trattamento delle motivazioni e cause inconsce, remote e profonde nella psicoterapia. La durata del trattamento è generalmente superiore in quanto a durata. A questo link è possibile accedere ad una spiegazione più approfondita dell'orientamento psicoanalitico. La ricerca L'ANSA riprende così un articolo del Guardian che a sua volta riporta i...

Come funziona la psicoterapia? A cosa serve? In cosa consiste? Quali sono i pregiudizi nei confronti della psicoterapia? E le sue origini storiche? Le risposte a queste domande in un articolo del collega Giancarlo Di Fiore del Centro Clinico SPP Milano dell'Adulto, che spiega con estrema chiarezza il funzionamento della psicoterapia psicoanalitica. Come funziona la psicoterapia? A fronte di una sempre maggiore diffusione della psicoterapia nella nostra società, essa rimane tuttavia spesso ammantata da un velo di mistero o da pregiudizi relativi al suo funzionamento, ai benefici che essa può apportare o alla sua reale efficacia. Poiché avviene attraverso l’uso della parola può suscitare interrogativi in merito a quanto differisca effettivamente da una qualunque altra relazione amicale o supportiva. Pregiudizi sulla psicoterapia Una certa diffidenza inoltre è dovuta all’idea che lo psicoterapeuta possa indurre nel proprio paziente una dipendenza che finisca per privarlo della propria autonomia. Molti altri possono essere i motivi che influiscono nel determinare una visione poco chiara del contesto psicoterapeutico. A partire da queste prime brevi considerazioni cerchiamo di fornire una mappa in grado di tracciare per lo meno alcune coordinate generali. Come funziona la psicoterapia - la storia: In primis un punto di vista storico. Agli albori della nascita della psicoanalisi, Freud si...