Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
Per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi

Dott.ssa Chiara Venturi Blog

In questo articolo elencherò dei consigli psicologici per affrontare la pandemia da Coronavirus, che ho raccolto dalle fonti professionali che gli psicologi hanno a disposizione. Sono una PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA e ho una formazione EMDR nel supporto psicologico nelle situazioni di emergenza. Riassumo qui linee guida e alcuni consigli psicologici per gestire la situazione che stiamo affrontando. Non è possibile in questo momento incontrarci nel mio studio a Milano, ma sono disponibile per fornire informazioni e orientamento su come si può muovere in questo momento chi si trova in condizione di solitudine o difficoltà psicologica a causa della contingente emergenza sanitaria. In fondo all'articolo si trovano i numeri utili per l'ascolto del disagio psicologico attivati per l'emergenza in corso, elenco che sto aggiornando man mano che arrivano le informazioni sui Servizi disponibili. Oppure mi potete contattare tramite l'apposito form del sito.   Cosa sta succedendo e i consigli psicologici a riguardo Stiamo vivendo un periodo molto particolare. Il brusco avvento del Coronavirus ha stravolto in un tempo brevissimo le nostre abitudini, i nostri ritmi e le nostre certezze, ci sta tenendo lontani dai nostri affetti, ha ristretto le nostre libertà. Ci ha mostrato che la vita non scorre in maniera lineare, e che ci troviamo...

La psicoterapia EMDR e la comunità di recupero sono strumenti efficaci per vincere la tossicodipendenza? Che correlazione c'è tra esperienze traumatiche come violenze e abusi e le dipendenze?  Traumi e Tossicodipendenza - la mia esperienza professionale in Comunità Nel corso del 2016 sono stata coinvolta in una ricerca, condotta nel contesto della comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano, volta a riflettere su eventuali correlazioni tra l'utilizzo di sostanze stupefacenti con altre variabili individuali e/o familiari, tra cui la presenza in anamnesi di un'esperienza di abuso sessuale precedente all'utilizzo di droghe. Presso comunità ho lavorato come psicoterapeuta e l'équipe inviante, conoscendo la mia formazione specifica sul trattamento delle esperienze traumatiche attraverso l'approccio EMDR, spesso mi ha inviato in psicoterapia ragazzi/e che hanno vissuto questo tipo di drammatica esperienza nella loro storia. Traumi e Dipendenze - la correlazione Si rileva infatti una correlazione piuttosto alta tra utilizzo di sostanze stupefacenti ed esperienze traumatiche come violenze e abusi, subiti spesso in età infantile o adolescenziale, con una frequenza maggiore nel sesso femminile. I dati sembrano inoltre mostrare che coloro che sono stati vittima di abuso inizino a usare sostanze stupefacenti più precocemente rispetto a coloro che non hanno subito abuso.   TOSSICODIPENDENZA ED ESPERIENZE TRAUMATICHE Nei casi presi...

L'anno nuovo è iniziato per tutti, e, come da abitudine, eccoci a leggere previsioni e oroscopi, e a stilare, come in un rito, elenchi di buoni propositi. Siamo tutti speranzosi che il nuovo anno sia positivo e ci porti ciò che desideriamo, che sia un anno di crescita e di miglioramento. Ma cosa dice la psicologia a riguardo? Certo, il buon senso può sempre guidarci in questa fase, ma i consigli forniti dallo psicologo possono darci una chiave in più. I propositi più comuni di inizio anno sono il perdere peso, praticare più sport, smettere di fumare, sapersi organizzare meglio, essere meno stressati nell'anno nuovo...

Le domande di Natale - di Luigi Nacci Ti capita mai, nelle sere di dicembre, dentro il soggiorno poco illuminato, di avere paura? Paura che rimanga poco tempo, che il buio ingoierà ogni cosa, che ingoierà anche te, che i propositi per l’anno nuovo non facciano la fine dei propositi dell’anno passato? Ti capita di avere paura che arrivino i giorni delle feste, che i parenti durante i pasti senza fine, tra una portata e l’altra, ti dicano che sei invecchiato, e che quella vecchiaia ad un tratto tu te la senta addosso, come un vestito che non può essere tolto? Ti capita di avere paura che arrivi il primo giorno di gennaio, e poi tutti i giorni di gennaio, e tutti i giorni dei mesi successivi, che tutti quei giorni futuri ti sembrino più di quelli sanciti dal calendario, una schiera inaffrontabile di giorni, un esercito imbattibile? E non ti capita, anche, di pensare che di tutte queste paure – unite alla paura della scomparsa dei tuoi cari e alla paura (impensabile) della tua scomparsa – non si parli mai? In televisione, per radio, su Facebook, nelle strade pedonali dello shopping, nel bar dell’aperitivo, tutti a parlare del regalo da fare...

Cos'è la Sindrome del Natale? Quali sono le implicazioni psicologiche delle feste natalizie? Il senso comune vuole che quello natalizio sia un momento molto atteso, preceduto da grandi preparativi e vissuto in un clima di trepidazione e di buoni sentimenti positivi. Proprio per questa ragione, le persone che si trovano invece a vivere l'attesa e le festività stesse con pesantezza, stress e ansia, oppure con sentimenti depressivi e ansiosi, possono sentirsi fuori luogo rispetto al clima di generale eccitazione e contentezza che sembrano mostrare le persone intorno a noi, e che spesso assomiglia ad un uragano che ci travolge. Per molte persone, infatti, questo periodo può essere accompagnato da sentimenti di tristezza e di malinconia, che portano alcune persone a vivere queste festività in maniera ambivalente, aggiungendo anche la frustrazione per non sentirsi gioiosi come "dovremmo". Definizione della Sindrome La Sindrome del Natale esiste. Anche se non è un disturbo psicologico codificato dai manuali di salute mentale, si tratta effettivamente di una sindrome stagionale, ovvero di un insieme di sintomi che possono manifestarsi a dicembre o durante le feste invernali del periodo che tra Natale, Capodanno ed Epifania.  Questi sintomi possono comprendere emozioni e sentimenti di inquietudine, tristezza, malinconia, apatia e pessimismo, oltre ad ...

Psymap è la piattaforma gratuita ideata dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia per aiutare le persone a trovare un professionista Psicologo aMilano e su tutto il territorio regionale. Spesso chi vive un disagio psicologico può provare sentimenti di vergogna e di confusione, che ostacolano la ricerca di una soluzione. Definire in modo chiaro il problema risulta difficile, così come trovare il professionista più capace di rispondere alle proprie esigenze. Nel sito psymap.it troverai esclusivamente psicologi e psicoterapeuti iscritti all'Ordine degli Psicologi. Psymap può aiutarTi a trovare il professionista Psicologo più adatto alle tue esigenze, in modo sicuro, gratuito e discreto, nel settore pubblico e privato. Su Psymap non hai bisogno di registrarTi e puoi contare su un'interfaccia facile da usareche Ti aiuta passo dopo passo nella tua ricerca. Per l'Ordine degli Psicologi della Lombardia Psymap rappresenta un aiuto concreto per avvicinare le persone alla psicologia e ai suoi professionisti in modo sicuro e discreto. Buona navigazione sul sito psymap.it!   Cos'è l'Ordine degli Psicologi?   L'Ordine degli Psicologi è l'Albo Professionale dei laureati in psicologia, che, dopo aver assolto il tirocinio ed aver superato l'Esame di Stato, possono richiedere l'iscrizione nella Regione di residenza. Chi ha superato l'Esame di Stato è dunque abilitato all'esercizio della professione di Psicologo. L'Ordine...

Il ritardo cronico (non quello occasionale giustificato da un motivo plausibile) può essere causato da un'incapacità di gestire il proprio tempo, ma nel mondo degli adulti ciò non è tollerabile. Secondo uno studio dell'Università di San Diego, il ritardo cronico e persistente sarebbe una caratteristica innata e immutabile di una personalità "rilassata", opposta a quella frenetica, meticolosa, sempre centrata sull'obiettivo da raggiungere. Niente da fare quindi: questione di DNA. Ma è proprio così? Vediamo in questo articolo come gestire la situazione di coppia in cui uno dei due è un ritardatario cronico. Ritardo cronico: il significato nella coppia Chiara Venturi, psicologa e psicoterapeuta a Milano e Rimini, cerca invece delle spiegazioni all'interno della coppia. "Il ritardo cronico può essere visto come un 'atto mancato', ovvero non essersi resi conto del tempo che passava: può segnalare una mancanza di interesse inconsapevole verso la persona da incontrare", afferma. "In altri casi è segno di un'eccessiva sicurezza in se stessi, quasi un senso di superiorità inconscio verso la partner, o verso gli altri in generale ("questi sono i miei tempi, gli altri mi aspetteranno"). Oppure il ritardatario potrebbe voler mettere alla prova i sentimenti altrui: "Quanto ci tieni a me?", "Mi accetterai lo stesso anche se ti...

Il tema del carico mentale delle donne e delle mamme, e quindi tutto al femminile, è un argomento più che mai attuale. Questo articolo è una mia intervista, il testo è di Roberta Camisasca, per Silhouette donna. Il carico mentale delle donne: perché devo pensare a tutto io? È sera. Lei finisce di sparecchiare, carica la lavastoviglie, svuota la lavatrice, prepara i panini per il giorno dopo, scrive la lista della spesa. Poi accende il pc, perché deve terminare un progetto da presentare in ufficio il giorno dopo. Lui vorrebbe aiutarla, la segue in giro per casa, le chiede: “Cosa posso fare?”. È l’esempio perfetto di quel lavoro invisibile di organizzazione mentale che sta dietro il famoso multitasking della donna di oggi: moglie, madre, lavoratrice. Il partner è spesso passivo, oppure relegato al ruolo di esecutore: contribuisce alle mansioni domestiche come un collaboratore obbediente (ma di prendere l’iniziativa, non se ne parla). Ecco il carico mentale delle donne: siamo sicure che debba per forza andare così? Carico mentale domestico: dal lavoro alla casa (e viceversa) «Nonostante la condivisione dei compiti fra i due sessi stia facendo progressi, la donna resta il capo indiscusso di quell’impresa che è la casa», si legge nel libro...

C'è la convinzione diffusa che un'educazione autorevole da parte della coppia genitoriale verso i figli possa, o debba comprendere anche atteggiamenti autoritari come l'alzare la voce o l'utilizzo di un approccio fisico, anche "soft". Se in alcuni contesti educativi, come per esempio a scuola, tali approcci educativi aggressivi sono vietati e condannati, all'interno delle mura domestiche sembra esserci una maggiore tolleranza, e si tende a permettere che, in alcune situazioni, un intervento educativo più "forte" possa essere legittimato, nella convinzione ancora largamente diffusa che tali metodi educativi possano essere efficaci e, se saltuari, innocui per il bambino. Diamo per scontato che l'essere genitori sia un compito complesso, difficile, stressante e faticoso, e che in talune situazioni fonti di nervosismo e frustrazione, si possa essere tentati di ricorrere a maniere "forti" per ripristinare l'ordine in casa e per chiedere ai figli di seguire le nostre indicazioni. Di conseguenza, urlare per farsi ascoltare e per richiamare i figli all'ordine può diventare un'abitudine. Spesso ricorrere a tali misure comportamentali avviene quando nella propria famiglia di origine vigevano le stesse modalità, che sono state quindi apprese e considerate normali. Ricordiamo che la relazione con i propri genitori rappresenta per il figlio il primo modello di rapporto...

Nessuno sta a cuore, per un genitore, più dei propri figli. A volte però la frenesia della quotidianità non consente di dialogare in profondità con loro, e magari di osservarli da un punto di vista diverso. Proviamo allora a pensare fuori dagli schemi e sviluppare domande nuove da porre, che potranno servirci per instaurare un dialogo più avvincente, e per conoscere meglio loro, e magari anche noi stessi. COSA DOMANDARE AL POSTO DI "COME E' ANDATA LA TUA GIORNATA?" - qual è stato l'episodio più interessante oggi? - cosa hai imparato oggi? - cosa ti ha fatto sorridere oggi? - hai fatto qualcosa di divertente, sciocco, o interessante? - cosa ti ha fatto meravigliare oggi? - hai avuto occasione di aiutare qualcuno? - hai fatto qualcosa di buon per te stesso? - sei stato orgoglioso di te oggi? in quale circostanza e perché? - ti sei sentito triste? - hai dovuto imparare qualcosa di difficile? - a che gioco hai giocato con i tuoi amici? - a chi eri seduto vicino a pranzo? - con chi vuoi essere amico tra i tuoi compagni di scuola? - chi, tra i tuoi compagni di classe, è completamente diverso da te? - qual è il maestro che ti piace di più, e quale di meno? - se tu fossi maestro...