Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
Per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi

Dott.ssa Chiara Venturi Blog

Sharp Objects è una nuova intrigante miniserie HBO con 8 episodi, distribuita in Italia da Sky Atlantic. Il genere è catalogato come drammatico-giallo-thriller, e le caratterizzazioni dei personaggi, così come le dinamiche e i rapporti che li legano, ben si prestano a interessanti riflessioni psicologiche. La serie è tratta dal romanzo "Sulla pelle" di Gillian Flynn. ATTENZIONE *** SPOILER: la lettura dell'articolo non è consigliata prima della visione della serie. La trama ruota attorno ad una giovane donna, Camille, che per via di complicate vicissitudini familiari vive lontana dal paese d'origine ed è giornalista di professione. Della protagonista sappiamo che è dipendente dall'alcol e che ha praticato per lungo tempo il cutting, procedura per cui il soggetto si taglia sul corpo con oggetti acuminati ed affilati (per l'appunto, "sharp objects"), fino a ferirsi e quindi a portare segni sul corpo di una serie di cicatrici. Capiremo nel corso delle puntate le ragioni dell'allontanamento della ragazza dalla famiglia di origine. Ad ogni modo risulta da subito evidente la sofferenza della protagonista, che tenta di allontanare dalla coscienza i propri vissuti traumatici attraverso l'utilizzo dell'alcol (sostanza depressiva del sistema nervoso) e del cutting, abitudine patologica per cui il soggetto cerca di "sentire" un dolore fisico...

"L'arroganza è pensare di essere superiori agli altri. L'autostima è non sentirsi inferiori a nessuno."  (citazione anonima) Sentiamo spesso parlare di autostima e di assertività. Si tratta di due qualità fondamentali nelle relazioni personali e in ambito lavorativo, che però possono ritorcersi contro l'individuo se non sono correttamente interpretate ed implementate. L'assertività è quella caratteristica umana che consente di esprimere la propria personalità e le proprie idee in una posizione di equilibrio su un continuum i cui estremi sono l'atteggiamento passivo da un lato, e quello aggressivo dall'altro. Ciò implica la capacità di affermare se stessi senza sminuire o prevaricare gli altri, senza svalutarli anche quando l'oggetto della comunicazione è un'osservazione o una critica. Questo costrutto ha quindi strettamente a che fare con il concetto di autostima, che rappresenta l'insieme delle valutazioni che noi facciamo di noi stessi, in seguito ad una osservazione e ad una conoscenza di sé a 360 gradi. Va da sé che i problemi rispetto a questo ambito, anche in questo caso, possono nascere se l'autostima è scarsa (svalutazione di sé, con senso di inadeguatezza e sofferenza nell'accettare le critiche), oppure eccessiva (immagine grandiosa di sé e tendenza a sminuire gli altri). In entrambi i casi si tratta quindi di una tematica...

Ci siamo! Il mese di agosto, quello che abbiamo aspettato per tutto l'anno, sta per terminare. Si rientra in città, magari ancora abbronzati e dentro agli occhi le immagini delle persone e dei luoghi di cui ci siamo circondati durante le nostre ferie. Ed eccoci a rimpiangere il tempo libero e dilatato, l'assenza di impegni e di scadenze, la compagnia di famiglia e amici, magari pianificando già il prossimo viaggio? La ripresa del lavoro può avere ricadute emotive importanti sul tono dell'umore e sulla percezione dello stress e della qualità di vita. Proviamo allora ad elencare alcune attività che possano fungere da fattore protettivo in questo particolare periodo dell'anno. Partendo dall'immagine allegata, vediamo che il nostro corpo è in grado di produrre e di far circolare una serie di sostanze del "benessere", in maniera naturale e gratuita. Alla ripresa della quotidianità post-vacanze è quindi importante avere cura di alcune buone abitudini, per fare in modo che i benefici del riposo goduto durino il più a lungo possibile. Le sostanze del benessere   Ecco qui l'elenco delle "sostanze del benessere": SEROTONINA: neurotrasmettitore cosiddetto "del buonumore". Regola ed è coinvolto in numerose funzioni del corpo umano (ciclo sonno-veglia, fame-sazietà, tono dell'umore). DOPAMINA: neurotrasmettitore legato ai meccanismi del...

"Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo", così inizia il capolavoro letterario Anna Karenina di Lev Tolstoj, 1877. Oltre un secolo dopo, lo scrittore Alejandro Jodorowski ne La danza della realtà scrive: "Le sofferenze familiari, come gli anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione, finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione". Anche la letteratura dunque, oltre alla psicologia, si è occupata del complesso tema delle dinamiche familiari, che possono essere fonte di sofferenza o di felicità, e fungere così da fattore di rischio oppure da fattore protettivo per la salute psicologica del soggetto. Ma cosa significa "sofferenza familiare", e come può essa influenzare non solo la vita del soggetto individuale, ma anche la psiche di chi è legato a lui da stretti vincoli di parentela? Considerando anzitutto i grandi Traumi (quelli con la T maiuscola, in grado di fare sviluppare un PTSD, ovvero un disturbo post traumatico da stress), l'epigenetica ci spiega che il trauma viene tramandato alle generazioni successive non tanto attraverso il DNA, ma se mai attraverso la sua espressione, tramite i comportamenti appresi. Come avviene questo fenomeno? Il portatore del trauma metterà...

Un recente studio pubblicato su Development and Psychology mette in evidenza l'importanza del contatto fisico tra mamma e bambino nel periodo neonatale. In particolare, lo studio riguarda la branca dell'epigenetica, ovvero la scienza biologica che studia l'espressione dei geni e la trasmissione di caratteri ereditari non direttamente attribuibili alla sequenza del DNA. I risultati dello studio mostrano che i neonati che hanno ricevuto un basso livello di contatto fisico dal loro caregiver, hanno mostrato più in là con gli anni un livello di distress maggiore (pianto, agitazione, angoscia) e si è osservato un maggiore livello di immaturità biologica. In sostanza, le tenerezze fisiche (abbracci, carezze, coccole) ricevute dal bambino possono modificare l'espressione dei suoi geni. Del resto non è la prima volta che la psicologia e le scienze umane si occupano di questo argomento. ALTRE OSSERVAZIONI NEI SECOLI PRECEDENTI La leggenda (o la storia? non è chiaro) vuole che già Federico II di Svevia (1194-1250) avesse condotto un esperimento inizialmente volto a scoprire quale idioma gli esseri umani parlassero naturalmente. Egli diede così l'ordine di far crescere un gruppo di bambini da balie o nutrici che dessero loro da mangiare e bere e li tenessero puliti, ma senza fornire loro coccole o tenerezze,...

Cos'è un sintomo psicologico? Quando parliamo del corpo fisico, intendiamo il sintomo come un segnale con cui si manifesta uno stato di malattia (ad esempio la febbre). Questo segnale indica che c'è un malfunzionamento, un'infezione o altro che ha bisogno di essere curato per ripristinare un corretto funzionamento dell'organismo. Quando parliamo di sintomi psicologici, la faccenda si complica. Spesso la richiesta è, comprensibilmente, quella di “togliere” il sintomo (“non la voglio più sentire quest'ansia, mi fa tanto soffrire”), ripristinando le condizioni psichiche precedenti alla sua comparsa. Ma i rapporti di causa-effetto sono meno lineari e la risoluzione non è così immediata. Una restitutio ad integrum spesso non è possibile poiché quando il soggetto incontra il proprio sintomo, è chiamato anche ad interrogarsi come esso abbia a che fare con la sua storia, con le esperienze che ha fatto e con la persona che è diventato/a. Quando lo psicologo chiede informazioni sulla comparsa dei sintomi, si trova infatti spesso ad ascoltare una vera e propria narrazione: “Dottore, gli attacchi di panico sono iniziati a febbraio. Però in effetti anche l'anno precedente non mi sentivo troppo bene, e ricordo che da piccolo provavo qualcosa di simile quando mi portavano all'asilo. E ora che mi ci...

Quotidianamente abbiamo occasione di incrociare persone nuove: sul lavoro, nella vita privata, nei locali pubblici...

Perché non mi meraviglio più? Un tramonto mozzafiato. La prima parola del bebè. Un complimento inatteso. Sono i gesti più semplici, gli attimi fuggenti della quotidianità che ci rendono davvero felici. Peccato aver perso la capacità di apprezzarli. È quanto rivela una recente ricerca, secondo cui, rispetto a mezzo secolo fa, il 48,7% degli italiani non riesce più a entusiasmarsi di fronte alle piccole gioie della vita. La rivista statunitense Forbes l’ha definita “drift syndrome”, l’incapacità di godere di ciò che ci circonda. Lo stupore, invece, è un ingrediente fondamentale di un’esistenza piena e soddisfacente: ecco perché. Perché è importante È un elemento vitale. Lo diceva anche Einstein: «Se non sei in grado di provare stupore sei morto». La sorpresa è considerata dagli psicologi americani Ekman e Frieser una delle 6 emozioni fondamentali, insieme a tristezza, rabbia, felicità, paura e disgusto. Secondo quasi metà degli italiani, una sorpresa fa sentire meglio le persone care e riduce lo stress. È una forma di apprendimento spontanea. Il verbo stupirsi, stando all’etimologia, vuol dire “reagire a qualcosa di inaspettato”: lo stupore attiva nel cervello il sistema dell’attenzione, deputato a cercare le risorse per gestire un evento inatteso. Stimola le funzioni cognitive, per stabilire un nesso tra il...

Ecco una raccolta di alcune frasi, poesie e aforismi che ho raccolto negli anni, e che rappresentano punti di vista su temi psicologici "caldi" come il dolore, le relazioni, il tempo che passa, l'approccio alla vita. Li trovo sempre validi e utili in corrispondenza di momenti di crisi, scelte da compiere, o bisogno di conforto. E alla fine ne è risultato un "prontuario" da portare sempre con sè! "Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto, e cerca di amare le domande in sè." «(…) und ich möchte Sie, so gut ich es kann bitten, Geduld zu haben gegen alles Ungelöste in Ihrem Herzen und zu versuchen, die Fragen selbst lieb zu haben, wie verschlossene Stuben und wie Bücher, die in einer fremden Sprache geschrieben sind. Forschen Sie jetzt nicht nach den Antworten, die Ihnen nicht gegeben werden können, weil Sie sie jetzt nicht leben könnten. Und es handelt sich darum, alles zu leben. Leben Sie jetzt die Fragen. Vielleicht leben Sie dann allmählich, ohne es zu merken, eines fernen Tages in die Antworten hinein.» Rainer Maria Rilke,1903 Briefe an einen jungen Dichter "Ho avuto un instante di grande pace. Forse è questa la vera felicità." Virginia Woolf "Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità,...

Un'indagine condotta da San Pellegrino su un campione di italiani tra i 18 e i 55 anni mostra come la nostra capacità di meravigliarci di fronte alle piccole cose della vita sia andata perduta nel tempo. Ciò incide sulla nostra qualità di vita, in quanto un "cervello felice" ci rende meno stressati, oltre che più soddisfatti. A questo link potete trovare l'articolo pubblicato su Elle che riporta i dati dell'indagine, un parere della Dott.ssa Chiara Venturi e 10 consigli per tornare a meravigliarsi.   Come si diventa felici? Ciascuno di noi si è posto questa domanda. Spesso la risposta ci fa venire in mente quello che manca: più bellezza, più denaro, una vita sentimentale più appagante, una casa più grande. In realtà sappiamo che il successo, il potere o il denaro non sono garanzia di soddisfazione e felicità. Star mondiali del calibro di Marylin Monroe o di Kurt Cobain hanno posto termine alle loro vite. Vite che dall'esterno potevano risultare invidiabili, piene e soddisfacenti. Al di là di questioni soggettive che riguardano i personaggi citati, è utile l'atteggiamento di chi cerca la soddisfazione qui ed ora, anziché rinviarla a quando si verificheranno certe condizioni. Sappiamo che le persone che sono visibilmente serene si trovano in tutto il...