Psicologia di chi guarda film horror: perché ci piacciono così tanto?

psicologia dei film horror - una coppia al cinema guardando un film horror

Psicologia di chi guarda film horror: perché ci piacciono così tanto?

Psicologia di chi guarda film horror: perché guardiamo i film horror? Perché ci piacciono le pellicole o le serie TV che fanno paura? Qual è la psicologia che spiega le nostre preferenze? Scopriamolo in questo articolo!

Psicologia di chi guarda film horror

Secondo la scienza, la passione quasi morbosa che si è sviluppata nell’uomo nel corso dei secoli per tutto ciò che macabro o addirittura disgustoso, avrebbe una chiara ragione fisiologica, da ricercare nelle profondità della nostra mente, in particolare, nel rapporto tra il lobo frontale del nostro cervello e l’amigdala.

Questa parte della nostra mente, infatti, è incaricata di gestire e dar voce a tutti i nostri istinti, come la rabbia, il desiderio sessuale e la paura. Insieme al diencefalo è, inoltre, responsabile delle reazioni istintive che abbiamo quando ci troviamo di fronte a situazioni pericolose o emotivamente molto stressanti, alle quali rispondiamo prontamente per puro istinto di sopravvivenza.

Ma cosa c’entrano l’amigdala e il nostro istinto con la psicologia di chi guarda film horror? Quali motivi ci spingono a cercare una distrazione in una pellicola che può generare orrore e disgusto?

Perché ci piacciono i film horror?

Se provate a chiedere ad un amante del genere il motivo per il quale sia così appassionato agli horror, probabilmente riceverete diverse risposte. Alcuni potrebbero dirvi che apprezzano la sensazione di adrenalina che percepiscono, altri sono spinti dalla curiosità nei confronti dell’ignoto o di ciò che risulta vietato, altri ancora vi direbbero che, semplicemente, trovano le trame di alcune opere molto avvincenti.

Andiamo quindi ad analizzare la psicologia di chi guarda film horror, ovvero le motivazioni psicologiche più profonde dietro al perché ci piacciono gli horror.

Film horror e biochimica

La visione di film horror provoca reazioni biochimiche nel nostro corpo paragonabili a quelle generate da esperienze ad alta intensità, come gli sport estremi. Durante la proiezione di un film spaventoso, il cervello rilascia neurotrasmettitori come dopamina, endorfine e adrenalina. Questi ormoni non solo amplificano il senso di paura e suspense, ma inducono anche sensazioni di euforia, benessere e riduzione dello stress.

Quando si attivano queste sostanze chimiche, possiamo avvertire un mix di emozioni intense, che portano a una sensazione di vitalità e di soddisfazione. Questo fenomeno si verifica in modo simile a quanto accade durante attività adrenaliniche, come il bungee jumping o il paracadutismo, creando una forma di dipendenza positiva dal brivido che i film horror possono offrire.

Gli horror come mezzo di distrazione

Diversi studi hanno cercato di approfondire l’argomento, trovando negli horror la capacità sia di intrattenere e stimolare gli spettatori, sia di attivare alcune aree della nostra mente, mettendo a tacere le zone invece dedicate alla gestione di tutti i problemi quotidiani, del lavoro o della famiglia. Insomma, gli horror sarebbero in grado di farci dimenticare più efficacemente tutto ciò che di noioso e pesante affrontiamo ogni giorno, portando la nostra attenzione sulle intense emozioni primordiali, come la paura e l’orrore.

Psicologia di chi guarda film horror: l’espressione dell’inconscio

Come abbiamo detto precedentemente, è presente una parte più istintiva, primordiale, ancestrale, predatoria, profondamente radicata in ciascuno di noi, nonostante le norme sociali – giustamente – abbiano nel tempo messo a tacere, e cercato di reprimere, gli istinti inconsci più violenti e crudeli. Nella psicologia di chi guarda film horror, questo genere cinematografico può diventare una valvola di sfogo per tutti quei pensieri ed azioni inconsci che, fortunatamente, non possiamo esprimere in prima persona.

Un po’ come la curiosità quasi morbosa che proviamo per i casi legati a serial killer o agli omicidi particolarmente cruenti, che hanno poi portato alla nascita di tanti programmi televisivi legati alla cronaca nera. Le persone sono affascinate dalla psicologia di chi certe azioni non solo le pensa, ma che le mette anche in pratica.

Gli horror come ricerca di stimoli

Un altro motivo comune di interesse nella psicologia di chi guarda film horror è quello legato alla necessità di provare sensazioni forti, al pari di chi pratica sport estremi, come il bungee jumping o il lancio con paracadute (i cosiddetti “high sensation seeker“). Gli spettatori di film spaventosi sono quindi alla costante ricerca di reazioni fisiche e biochimiche legate al rilascio di dopamina, endorfina e adrenalina da parte del nostro cervello autosuggestionato. A questi ormoni sono legate sensazioni di benessere, felicità, euforia, riduzione dello stress e, proprio per questo, durante la visione di un film horror alcune persone possono provare sensazioni positive e quasi in grado di generare una specie di dipendenza. Insomma, gli horror sarebbero in grado di “giocare” con la nostra mente, stregandola quasi al pari di una droga!

Gli horror come ricerca dell’ignoto

Spesso, ciò che spinge molti utenti a guardare dei film horror è la voglia, quasi infantile, di tornare a guardare il mondo con curiosità e timore. L’età adulta, infatti, porta con sé anche la consapevolezza di cosa sia la vita e delle motivazioni logiche e razionali che si celano dietro alcuni eventi o esperienze, levando quel brivido che provavamo da bambini di fronte all’ignoto. I film horror, quindi, sono in grado di farci, in un certo senso, regredire momentaneamente all’età infantile. Danno di nuovo voce a quel bambino curioso che vive ancora in ciascuno di noi e che affronta le esperienze di vita per la prima volta, con più partecipazione e impegno emotivo. Non a caso, in molti film, si gioca proprio su alcune paure legate alla nostra infanzia, come il buio o i mostri, oppure legate all’ignoto e a ciò a cui la scienza ancora non può dare risposta, come la vita dopo la morte o gli alieni.

Psicologia di chi guarda film horror e la sensazione di sollievo

Non da ultimo, i film che fanno paura ci regalano una sensazione di sollievo.

  1. Il sollievo dallo spavento produce dopamina, una sostanza legata al circuito del piacere nel cervello.
  2. Quando scopriamo che non siamo noi i protagonisti di situazioni inquietanti, o non siamo noi la preda di loschi personaggi mossi da istinti oscuri, tiriamo letteralmente un sospiro di sollievo. Soprattutto se siamo comodamente seduti al caldo sul divano di casa con una tazza di tè. Possiamo quindi realizzare di essere al sicuro tra le quattro mura, e che nulla di terrorizzante di ciò che abbiamo visto sta minacciando le nostre vite.

La visione dei film horror è un tentativo, talvolta, di allontanare da sé il tema della morte, dissacrandolo e rendendolo più maneggiabili e affrontabili le nostre paure.

Psicologia di chi guarda film horror

I film horror, quindi, piacciono e catturano tanto la nostra attenzione sia per questioni biochimiche sia per ragioni esistenziali e psicologiche, legate alla curiosità e al desiderio di scoperta innato nell’uomo, soprattutto riguardo ad argomenti che sfuggono dalla logica umana, scientificamente irrisolti o socialmente visti come tabù. A ciò si aggiunge l’aspetto più puro e semplice della ricerca di contenuti d’intrattenimento e di trame avvincenti, interessanti e coinvolgenti, che ci tengano col fiato sospeso, da vivere con un pizzico di distacco, solo come spettatori, e non in prima persona.


Film horror e psicologia: domande frequenti

 

Psicologia di chi guarda film horror: quali sono i principali effetti psicologici dei film horror su diverse fasce d’età?

I film horror possono suscitare reazioni diverse in base all’età.

  • I bambini possono sviluppare paure irrazionali,
  • mentre gli adolescenti potrebbero usarli come strumento per esplorare emozioni intense.
  • Gli adulti tendono a apprezzare la tensione e l’escapismo, trovando nella paura un modo per affrontare lo stress quotidiano.

 

Perché guardare film horror è liberatorio?

L’esperienza di paura in un contesto controllato, come quello di un film, permette agli spettatori di affrontare le proprie ansie in modo sicuro. La natura primordiale della paura evocata dal genere horror può fungere da valvola di sfogo per le emozioni represse, facilitando una forma di desensibilizzazione alle situazioni spaventose e un’esplorazione più profonda delle proprie paure​.

Come i film horror influenzano la cultura popolare e le tendenze sociali?

I film horror hanno un impatto significativo sulla cultura popolare, influenzando moda, linguaggio e comportamenti. Icone dei film horror diventano spesso simboli culturali, mentre i temi affrontati riflettono le paure sociali e i cambiamenti, dando voce a preoccupazioni contemporanee.

In che modo i film horror riflettono le paure sociali e culturali del loro tempo?

I film horror spesso fungono da specchio delle ansie collettive di una società. Temi come l’alienazione, la perdita di controllo e le paure legate a tecnologie emergenti sono frequentemente esplorati.

Analizzando i film horror di diverse epoche, possiamo comprendere come le ansie sociali e culturali si siano evolute, rivelando paure profonde legate a eventi storici o cambiamenti sociopolitici.

A questo link puoi scoprire un elenco di film psicologici che parlano di psicoterapia.


Se hai altre curiosità, o ti interessa una consulenza con la Psicologa Milano Psicoterapeuta Dott.ssa Chiara Venturi, puoi contattarla compilando il form contatti a questa pagina.

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