25 Ago Eco ansia e solastalgia: come il cambiamento climatico influenza la salute mentale
Eco ansia: è sempre più frequente incontrare questo neologismo nelle notizie dei media o dei social network, tanto che la parola è stata inserita nel dizionario della lingua italiana e viene ormai utilizzata abitualmente anche dalla comunità scientifica. Il sostantivo si riferisce ad una manifestazione emotiva molto attuale. Se termini come “ecoansia” e “solastalgia” descrivono nuove forme di disagio psicologico legate all’ambiente, a questi si affianca il concetto di “ansia climatica”, che sta emergendo come una delle maggiori preoccupazioni del nostro tempo.
Vediamo in questo articolo cosa significano eco ansia e solastalgia, e come gestire la nostra comprensibile preoccupazione relativa al climate change.
Cosa si intende con il termine eco ansia
Le notizie riguardanti il cambiamento climatico e le crisi ambientali sono sempre più frequenti, soprattutto nei periodi dell’anno dove l’aumento delle temperature, la mancanza di neve o gli eventi estremi sottolineano un’evoluzione che non sembra essere affatto positiva e che rappresenta una minaccia reale. Sempre più persone si trovano ad affrontare un nuovo tipo di ansia: l’ecoansia.
Questo termine descrive il disagio emotivo, la paura e la preoccupazione riguardanti lo stato dell’ambiente e le conseguenze disastrose che il cambiamento climatico potrebbe avere sul futuro dell’umanità in termini di sopravvivenza, salute e malattia, come se le basi ecologiche dell’esistenza fossero in procinto di crollare.
Chi ha coniato questo termine nel 2017 è l’American Psychological Association (d’ora in poi APA), per descrivere l’intersezione tra la salute mentale e il cambiamento climatico: una paura cronica rivolta al destino dell’ambiente, agli eventi estremi e alle loro conseguenze sul territorio e sulla popolazione.
Come psicologi e cittadini impegnati nel benessere mentale, è importante comprendere l’eco ansia e offrire strategie per gestire queste emozioni nella maniera migliore possibile per ciascuno.
In questo articolo, esploreremo l’origine dell’ecoansia e della solastalgia, i loro effetti sulla salute mentale e forniremo strumenti pratici per affrontarla.
Origini dell’ecoansia: quando l’amore per l’ambiente diventa un carico emotivo
L’eco ansia deriva dalla crescente consapevolezza dei problemi ambientali globali, come il riscaldamento delle temperature, l’impoverimento della biodiversità e l’inquinamento (plastiche, microplastiche etc.). Mentre la preoccupazione per l’ambiente è fondamentale per la salvaguardia del nostro pianeta, come ogni eccesso di apprensione l’eco ansia può sfociare in un disagio invalidante per chi lo prova.
Non si tratta quindi di sminuire o negare una minaccia reale. Il benessere psicologico non è infatti separato dal contesto in cui viviamo ed è ormai appurato che il cambiamento ambientale può avere un impatto significativo sulla nostra salute mentale. Si tratta di affrontarla emotivamente nel migliore dei modi possibili, ed evitare che diventi invalidante. E, soprattutto, di sfruttarla per sentirci attivi nell’affrontare un momento storico molto delicato.
Nel nostro caso, ciò può essere particolarmente vero poiché frequentemente ci sentiamo impotenti di fronte al problema ambientale globale, e abbiamo paura per il destino delle future generazioni.
Alcune persone, anche in Italia, hanno inoltre avuto esperienze di eventi traumatici con conseguenze fatali o drammatiche, come la perdita di una casa o di familiari e amici.
Ansia climatica e giovani generazioni
L’ansia climatica colpisce particolarmente le giovani generazioni, che si trovano a dover affrontare un futuro incerto e minacciato. Molti giovani sperimentano un profondo senso di ingiustizia, impotenza e responsabilità nei confronti dell’ambiente, sviluppando preoccupazioni croniche che possono influire sul benessere psicologico. Questa ansia climatica si manifesta spesso attraverso:
- il desiderio di agire concretamente per mitigare gli effetti del cambiamento climatico,
- ma anche con sentimenti di frustrazione quando gli sforzi sembrano insufficienti.
Quasi la metà degli intervistati tra i 18 e i 34 anni in uno studio dell’American Psychiatric Association ha infatti dichiarato di provare preoccupazione e stress in relazione ai cambiamenti climatici e alle prospettive incerte riguardo al futuro. Si tratta della fascia di popolazione anche maggiormente informata ed attiva nella lotta alle conseguenze del cambiamento climatico, e che si scontra con la frustrazione legata al fatto che le generazioni precedenti non sembrano prendere sufficienti provvedimenti.
Eco ansia ed effetti sulla salute mentale: l’interconnessione tra ambiente ed emozioni
L’eco ansia può avere un impatto significativo sulla salute mentale. I sintomi includono:
- ansia climatica persistente e crisi d’ansia quando si affrontano tematiche ambientali
- solastalgia*
- panico
- tristezza
- senso di impotenza
- irritabilità e rabbia
- disturbi del sonno e dell’appetito
- difficoltà nelle relazioni quotidiane con persone che minimizzano i cambiamenti climatici.
Ricordiamo però che la paura e la preoccupazione non sono solo dannose: aiutano a combattere l’indifferenza e possono rappresentare una fortissima molla per l’azione, per scendere in piazza e costruire iniziative di volontariato o movimenti politici, per condividere e per impegnarsi a lottare insieme, per muoverci in gruppo verso un’unica direzione.
Le ecoemozioni: il legame emotivo con il pianeta
Le ecoemozioni rappresentano il complesso insieme di sentimenti che gli esseri umani provano in relazione al pianeta e ai cambiamenti ambientali.
- Questo concetto comprende sia le emozioni negative, come l’ecoansia e la solastalgia, che derivano dalla percezione di una crisi climatica imminente,
- sia le emozioni positive, come il senso di connessione con la natura, la gratitudine per la bellezza del mondo naturale e la speranza generata dalle azioni collettive a favore dell’ambiente.
Comprendere e dare voce a queste emozioni può aiutare a sensibilizzare le persone sull’importanza della tutela ambientale e a promuovere un senso di responsabilità condivisa. Riconoscere e canalizzare le ecoemozioni in modo costruttivo può inoltre rafforzare la resilienza psicologica, trasformando la paura e l’impotenza in motivazione per agire.
Solastalgia definizione: il dolore emotivo dell’ansia climatica
Questa curiosa parola che assomiglia a “nostalgia”, che io stessa ho appreso studiando ed informandomi, è stata coniata dal filosofo ambientale Glenn Albrecht nel 2005. Il concetto di solastalgia offre uno spazio di riflessione sul modo in cui le connessioni con il territorio influenzano il benessere psicologico. Sottolinea l’importanza di tenere conto della salute mentale nei dibattiti sulla sostenibilità e sui cambiamenti ambientali.
La parola solastalgia descrive un senso di malinconia legato alla desolazione e alla mancanza di conforto (solas) mentre “algia” rappresenta il dolore e la sofferenza. In sostanza, la solastalgia si riferisce al dolore emotivo e spirituale causato dal degrado o dalla trasformazione del territorio a cui si è profondamente legati. Rappresenta una desolazione fisica e psicologica e indica un sentimento doloroso legato alla trasformazione o distruzione del territorio amato, e l’erosione del senso di appartenenza e di identità.
La solastalgia rappresenta un senso di perdita legato al presente (e non al passato come la nostalgia) che le persone possono sperimentare quando vedono il loro ambiente familiare e significativo subire cambiamenti fuori dal proprio controllo. Le persone che dipendono da determinati luoghi per la loro identità culturale, il loro benessere emotivo e il loro senso di appartenenza possono provare un profondo senso di lutto quando questi luoghi vengono irreversibilmente alterati. Si sentono spodestate e impotenti e questa sofferenza può manifestarsi attraverso sintomi di stress e ansia, tristezza, alienazione, disorientamento e rabbia.
Solastalgia è anche la nostalgia che si prova per un luogo, nonostante vi si continui a risiedere, a causa di cambiamenti ambientali negativi.
Gli eventi che possono causare solastalgia, secondo l’autore, sono(credo che nessun individuo o popolazione possa ritenersi esente da questo tipo di rischio):
- siccità
- inondazioni
- incendi
- guerra e terrorismo
- disboscamento
- mining
- gentrificazione, etc.
Strategie per affrontare eco ansia e solastalgia: coltivare la resilienza emotiva
Affrontare l’ecoansia e l’ansia climatica richiede un approccio multidimensionale.
Se è vero che non dobbiamo prendere sottogamba ciò che ci preoccupa, è vero anche che qualsiasi paura, se diventa troppo grande o addirittura soverchiante, rischia di paralizzarci e di impedirci di reagire in maniera attiva e costruttiva.
Ecco alcuni consigli che – “casualmente” – assomigliano molto alle linee guida che le Istituzioni psicologiche hanno fornito durante il periodo più duro della pandemia da Covid-19, nella primavera del 2020. Rivediamole allora:
Ansia climatica e cambiamenti climatici, quali sono i principi a cui attenerci per proteggere la nostra salute psicologica
- Informarsi in maniera bilanciata: è importante rimanere aggiornati sugli sviluppi ambientali senza fare gli struzzi, ma occorre anche farlo cercando fonti affidabili e senza cavalcare estremismi in un senso o nell’altro. Bisogna cercare di essere sopraffatti dalle notizie negative, ponendo attenzione anche alle storie di successo e ai progressi nell’ambito della sostenibilità.
- Diffidare del negazionismo e del complottismo: la negazione è un meccanismo di difesa che ci protegge dalle verità difficili da accettare.
- Limitare l’esposizione mediatica “bombardante” (esattamente come era saggiamente consigliato durante il lockdown): la sovraesposizione può alimentare l’ecoansia, ed è quindi più salutare stabilire dei limiti al contatto con le notizie legate alla preoccupazione ambientale.
- Condividere le proprie preoccupazioni: parlando con familiari, amici, o con il proprio professionista della salute mentale può alleggerire il peso emotivo e soprattutto creare un senso di connessione e di comunità: non siamo soli.
- Coinvolgimento nella comunità e coesione sociale: sviluppare un senso di appartenenza anche partecipando a gruppi di discussione, di azioni ecosostenibili o ad iniziative locali ci rende persone più resilienti, ci aiuta a coltivare ottimismo e a promuovere una ricerca di senso in quello che stiamo vivendo.
- Azione personale: agire in piccolo può fare una grande differenza. Intraprendere azioni quotidiane per ridurre l’impatto ambientale (come ridurre l’uso di plastica monouso, impegnarsi nella raccolta differenziata, utilizzare mezzi di trasporto ad impattoambientale ridotto o risparmiare energia o acqua) può aiutarci a vincere il senso di impotenza e di mancanza di controllo, oltre a dare un piccolo contributo di cui tutta la comunità potrà beneficiare.
- Praticare consapevolezza, mindfulness e self compassion: si tratta di pratiche che aiutano a rimanere nel momento presente, a non essere travolti dall’ansia climatica e a non rimuginare eccessivamente su preoccupazioni future, perdendoci nei meandri dei nostri pensieri.
- Supporto professionale: se l’ansia climatica diventa invalidante, e sta influenzando significativamente la qualità di vita, occorre consultare un professionista del benessere psicologico. Anche se l’ecoansia non è invalidante, un percorso psicologico può aiutare ad imparare l’accettazione, a rafforzare la capacità di regolazione emotiva e ad accrescere le proprie risorse.
Ecco inoltre le indicazione fornite dall’APA* per supportare le comunità
Le comunità (stati, regioni, comuni, ma anche quartieri e vicinato) possono essere di grande supporto per i singoli cittadini nella gestione dell’eco ansia. Si tratta di un progetto forse utopico, ma è bene tenere a mente la direzione verso la quale bisognerebbe muoversi.
- implementare, rafforzare ed ampliare i presidi sanitari per la salute mentale e per il benessere psicologico;
- facilitare la coesione sociale e la cooperazione attraverso un tessuto sociale forte, compatto, attivo;
- nelle aree sensibili, promuovere dei training per gestire lo stress legato agli eventi climatici sfavorevoli;
- ridurre il divario sociale ed economico;
- prestare attenzione particolare alle popolazioni vulnerabili (popolazioni a basso reddito, bambini ed anziani, rifugiati ed immigrati, disabilità, malattia mentale, etc.);
- sviluppare sistemi di allarme affidabili e orientati all’azione;
- fornire risposte rapide in seguito a traumi acuti: il disagio psicologico, se si interviene il prima possibile, può essere sensibilmente mitigato nella sua evoluzione e nelle sue conseguenze come fattore di rischio per la salute mentale;
- organizzare dei protocolli post-disastro (ad esempio, per il ritorno a casa delle popolazioni evacuate);
- coinvolgere ed ingaggiare i membri della comunità per promuovere il senso di efficacia dei singoli, e promuovere opportunità di azioni che supportino la ricerca di senso;
- in ottica preventiva, operare per costruire comunità resilienti e solide reti sociali.
Conclusioni
L’ecoansia, la solastalgia e l’ansia climatica sono fenomeni che riflettono l’impatto profondo dei cambiamenti climatici non solo sull’ambiente, ma anche sulla psiche umana e sul benessere psicologico. Comprendere e affrontare questi stati d’animo è essenziale per promuovere un equilibrio tra l’azione e il benessere emotivo. Solo attraverso una maggiore consapevolezza e azioni collettive possiamo sperare di costruire un futuro più sostenibile, sia per il pianeta che per la nostra salute mentale.
L’ansia climatica è una sfida emotiva che siamo chiamati ad affrontare in un mondo in rapido cambiamento. Tuttavia, è possibile e anzi indispensabile imparare affrontare queste emozioni in modo efficace, anche quando sono “negative” e disturbanti.
Da psicologi, abbiamo il compito di guidare le persone nella gestione delle proprie emozioni legate anche all’ambiente, promuovendo possibilmente una prospettiva positiva e azioni concrete.
Da professionisti, ci impegniamo a mantenerci aggiornati e formati sulle questioni legate ai cambiamenti sociali e climatici, in particolare alle ripercussioni sull’eco ansia e sulla salute mentale in generale. Cerchiamo di rappresentare, nella comunità scientifica e con le Istituzioni, un punto di riferimento per la prevenzione e per la tutela soprattutto delle popolazioni più fragili.
Attraverso l’informazione, l’azione e il sostegno, possiamo lavorare insieme per creare un futuro più sostenibile ed emotivamente accogliente.
ECO ANSIA: FONTI E APPROFONDIMENTI
*A questo link è possibile consultare la guida sull’ecoansia “Mental Health and our Changing Climate” redatta dall’APA insieme a ecoAmerica.
Albrecht, G. (2005). Solastalgia: a new concept in human health and identity. Philosophy Activism Nature.
American Psychological Association (2017). Mental health and our changing climate: impacts, implications, and guidance.
Clayton, S., Manning, C. M., & Hodge, C. (2014). Beyond storms and droughts: The psychological impacts of climate change. American Psychological Association.
Massazza et al. (2022) Climate change, trauma and mental health in Italy: a scoping review. Eur J Psychotraumatol, 2022 Apr 11;13(1):1-16.