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Ansia anticipatoria: il nome stesso di questo sintomo psicologico ci indica che la paura della paura stessa si manifesta quando avvertiamo sensazioni di forte disagio, angoscia e paura pensando ad un’azione o una situazione che dovremo affrontare, e abbiamo paura di stare male. Spesso è accompagnata da previsioni di scenari catastrofici che ci riguardano e che potrebbero verificarsi in un prossimo o remoto futuro. Come si chiama la paura di avere paura? Il nome della paura della paura è: ansia anticipatoria. Paura della paura: quando si manifesta L'ansia anticipatoria si può manifestare al pensiero di dover fronteggiare qualcosa che percepiamo come pericoloso o rischioso o incerto: un esame, una nuova conoscenza, un viaggio, un colloquio di lavoro. La mente crea delle immagini negative di scenari futuri, prima ancora che quello stato diventi reale. Queste immagini mentali anticipatorie pessimistiche producono emozioni disturbanti che possono influenzare la nostra quotidianità. Questa forma è perfettamente normale e fisiologica se è occasionale o dura per un periodo di tempo limitato. Se si verifica magari quando dobbiamo affrontare qualche situazione nuova o particolarmente impegnativa e sfidante, siamo nell'ambito di un vissuto piuttosto comune. Diventa invece eventualmente più problematica, e invalidante, qualora si cronicizzi e porti al rifiuto di vivere alcune situazioni perché...

A cosa serve la psicoterapia? In che modo è utile per il benessere psicologico, e come capire se è arrivato il momento di richiedere un supporto psicologico? A cosa serve la psicoterapia nella vita quotidiana Vediamo quali sono gli ambiti di competenza della psicoterapia. A cosa serve la psicoterapia: Superare tristezza e lutti Il malessere psicologico è una condizione che può coinvolgere tutti, con vari gradi di intensità e durata. A tutti capita di provare, a volte, sentimenti di tristezza, apatia, rabbia, magari legati a situazioni di vita difficili o ad eventi luttuosi o perdite dolorose, come ad esempio un licenziamento o una rottura sentimentale. Ci sono tuttavia casi in cui questi sentimenti diventano pervasivi e stabili e non si riesce a risollevarsi. In altri casi,essi possono apparire senza che siano motivati dalle situazioni esterne e tuttavia la sofferenza che si prova è più intensa e reale che mai. Psicoterapia quando serve: Vincere paure, fobie, ansia e attacchi di panico Alcune persone sperimentano paure non fondate su effettivi elementi di pericolo, che possono divenire paralizzanti e condurre a comportamenti di evitamento di oggetti o situazioni che finiscono per limitare pesantemente la libertà individuale. Altri si sentono pervasi dall’ansia, che può accompagnarli costantemente o esplodere all’improvviso nei...

Cos'è un sintomo psicologico? Quando parliamo del corpo fisico, intendiamo il sintomo come un segnale con cui si manifesta uno stato di malattia (ad esempio la febbre). Questo segnale indica che c'è un malfunzionamento, un'infezione o altro che ha bisogno di essere curato per ripristinare un corretto funzionamento dell'organismo. Quando parliamo di sintomi psicologici, la faccenda si complica. Spesso la richiesta è, comprensibilmente, quella di “togliere” il sintomo (“non la voglio più sentire quest'ansia, mi fa tanto soffrire”), ripristinando le condizioni psichiche precedenti alla sua comparsa. Ma i rapporti di causa-effetto sono meno lineari e la risoluzione non è così immediata. Una restitutio ad integrum spesso non è possibile poiché quando il soggetto incontra il proprio sintomo, è chiamato anche ad interrogarsi come esso abbia a che fare con la sua storia, con le esperienze che ha fatto e con la persona che è diventato/a. Quando lo psicologo chiede informazioni sulla comparsa dei sintomi, si trova infatti spesso ad ascoltare una vera e propria narrazione: “Dottore, gli attacchi di panico sono iniziati a febbraio. Però in effetti anche l'anno precedente non mi sentivo troppo bene, e ricordo che da piccolo provavo qualcosa di simile quando mi portavano all'asilo. E ora che mi ci...

Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto, e cerca di amare le domande in sè. Rainer Maria Rilke, 1903 Lettere ad un giovane poeta "Caro signore, Lei è così giovane, e si trova così al di qua di ogni inizio, e io vorrei, meglio che posso, caro amico, pregarLa di avere pazienza con tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di tentare di amare le domande stesse, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non ricerchi ora le risposte che non possono esserLe date, perché non sarebbe in grado di viverle...