Pensieri positivi per vivere meglio: essere positivi, imparare l’ottimismo

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Pensieri positivi per vivere meglio: essere positivi, imparare l’ottimismo

Si può imparare ad essere positivi? Si può imparare l’ottimismo? Ci si può allenare ad essere felici e a pensare positivo per vivere meglio?

È pensiero comune che il mondo sia diviso in due parti: una dai colori vividi, solari e accesi, abitata da persone ottimiste e un’altra, cupa e silenziosa, da quelle pessimiste. Positivo e negativo sono dunque messi in contrapposizione come se il destino di un individuo fosse segnato e deciso in base alla parte del mondo dove si trova. Ma è davvero così? Una persona pessimista è destinata a essere tale per sempre?

Imparare l’ottimismo: cosa dice la scienza?

Per fortuna la scienza afferma il contrario. Diversi studi hanno infatti dimostrato che imparare a pensare positivo è possibile cambiando in modo in cui interpretiamo gli aventi. Anzi, sarebbe essenziale per innescare procedimenti mentali che portano a soddisfazione, senso di completezza e infine, felicità. Non solo: sembra che anche il corpo che ospita una mente ottimista reagisca meglio allo stress, si ammali meno, dorma meglio e abbia un metabolismo più attivo.

Essere positivi si può imparare?

Essere positivi non significa ignorare i problemi o fingere che tutto vada bene. Significa, piuttosto, scegliere consapevolmente un atteggiamento mentale orientato alla fiducia, alla speranza e alla possibilità di cambiamento. È un approccio che si può apprendere e allenare, e che ha un impatto profondo sul benessere psicologico, sulle relazioni e sulla salute.

L’ottimismo si impara (almeno per il 40%)

Molte persone credono che l’essere positivi sia un tratto innato, ma la psicologia positiva ci insegna che imparare l’ottimismo è possibile. Secondo Martin Seligman, uno dei fondatori della psicologia positiva, l’ottimismo è uno stile esplicativo: un modo di interpretare gli eventi della vita.

Uno studio fra tutti, quello di Sonja Lyubomirsky, rinomata professoressa di psicologia americana, che ha definito la differenza sostanziale tra ottimismo cosiddetto “genetico” e uno invece “appreso”, grazie agli studi effettuati su diversi casi di gemelli. Secondo la studiosa, i fattori che determinano un atteggiamento ottimista nelle persone sono al 50% genetici: quindi per metà si è più predisposti all’ottimismo o al pessimismo dalla nascita, al 10% da circostanze esterne, e il 40% da come si agisce e si pensa.

Pensieri positivi per vivere meglio – i benefici:

Oltre al benessere emotivo, studi scientifici evidenziano effetti sulla salute cardiovascolare, sul funzionamento cognitivo, sulla qualità del sonno e sul livello di infiammazione dell’organismo. Il pensiero positivo è associato a una riduzione dello stress, a un miglioramento del sistema immunitario, a una maggiore longevità e a una migliore gestione delle malattie croniche

  • maggiore resistenza alle malattie;
  • una vita relazionale più appagante;
  • il pensare positivo aiuta a raggiungere successi lavorativi e in altri ambiti;
  • miglioramento del tono dell’umore.

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Come imparare l’ottimismo – quali pensieri evitare:

I pensieri positivi non si sviluppano attraverso l’ottimismo cieco e ingiustificato (saremmo incoscienti), o attraverso una visione del mondo rosea e idealizzata.

  • Primo: evitare credenze catastrofiste come “da questo problema non ne uscirò mai” oppure “questa situazione non si risolverà mai”. Questo tipo di pensiero ci pone in una prospettiva infinita e sconfortante, ci indebolisce e rende difficile utilizzare le energie e le risorse per reagire.
  • Secondo: evitare di generalizzare. Se un ambito della nostra vita (lavoro, salute o relazioni) non sta andando come vorremmo, dovremmo evitare di estendere la negatività anche ad altri settori. Non si tratta di un virus che si propaga per prossimità: è meglio procedere per compartimenti stagni e preservare ciò che sta funzionando, e magari trarne incoraggiamento ed energia.
  • Terzo: non colpevolizzarsi in maniera radicale. Infatti, è corretto riconoscere le proprie responsabilità: ciò significa anche che possiamo fare qualcosa per mettere in atto un cambiamento. Dirsi invece “è tutta colpa mia” rischia di diventare una frase fine a se stessa e controproducente. Difficilmente qualcosa dipende solo ed esclusivamente da noi.

Come fare allora ad allenare i pensieri positivi per vivere meglio?

…e vedere sempre il bicchiere mezzo pieno? La risposta risiede nella capacità di coltivare l’abitudine di essere positivi e dunque mettere in moto e alimentare il cambiamento positivo nell’approcciarsi al mondo esterno.

Allenare la mente a riconoscere e valorizzare i pensieri costruttivi consente di affrontare le difficoltà con maggiore serenità e migliorare la qualità della vita e delle relazioni. I pensieri positivi per vivere meglio non sono illusioni, ma veri e propri strumenti di resilienza. Focalizzarsi su ciò che funziona, sulle risorse disponibili e sui piccoli successi quotidiani aiuta a contrastare il rimuginio e lo scoraggiamento.

Essere positivi non vuol dire negare la realtà

Un errore comune è confondere il pensiero positivo con un atteggiamento ingenuo o forzatamente “pollyannesco”. Essere positivi significa invece accettare la realtà nella sua complessità, riconoscendo le difficoltà ma scegliendo di orientarsi verso ciò che è utile, costruttivo e trasformabile.

È una forma di realismo attivo, che alimenta la motivazione, la progettualità e la fiducia nelle proprie capacità.

Essere positivi – 10 consigli più uno:

1. Ogni sera, annotarsi 3 eventi positivi accaduti nella giornata – che sia fare meditazione, bere un caffè con un amico, scrivere il proprio diario, mettere in ordine l’armadio, correre più di 10km. Oppure, un sorriso per strada, trovare parcheggio in una zona molto trafficata… E’ importante riconoscere ogni giorno almeno un evento positivo, identificarlo e accoglierlo come tale. Quest’abitudine spinge a diventare più positivi e vedere il mondo con occhi diversi.

2. Riconosci i tuoi pregi – imparare a valorizzarsi. Riconoscere le proprie capacità e unicità da sicurezza ed energia, spesso chiavi per aprire nuove opportunità nel mondo.

3. Pratica la gratitudine e l’auto compassione – è più difficile a dirsi che a farsi. Semplicemente, ogni giorno, sommando le due azioni precedenti, e cancellando invidie e paragoni con gli altri, è importante riconoscere se stessi nei valori, nei pregi e nella capacità di vedere il positivo.

4. Praticare la capacità di meravigliarsi fa bene all’umore e fa bene alla salute.

5. Definisci i tuoi obiettivi – partendo da quelli a breve e medio termine, fino ad arrivare a mete più a lungo termine. Questo aiuta a scandire le giornate e le settimane, a gratificarsi nel tenere traccia dei progressi e ad essere soddisfatti.

6. Prendi il controllo – sulla stessa falsa riga, riuscire a ritagliare il tuo tempo, prendere la scena quando ti spetta, permette di essere padroni del proprio vivere e questo porta a sensazioni di completezza, equilibrio e positività.

7. Sorridi – affrontare il mondo con un atteggiamento aperto e positivo contribuisce a riconoscere nel mondo altri atteggiamenti simili e dunque a riceverli in cambio. Un sorriso o una risata (magari in compagnia) sono contagiosi e possono alleggerire situazioni complicate e negative.

8. Cambia la prospettiva – valutare un evento negativo come un’opportunità non è sempre facile, ma è spesso il modo migliore per superarlo. Considerandolo come una sfida, una prova, sarà un modo per sperimentare, crescere e migliorarsi.

9. Riconosci i tuoi successi – quello che si fa può essere semplice o complesso, ma a prescindere è importante identificare le proprie azioni come successi e non semplici sequenze di movimenti o pensieri. Fare questo dà vigore e soddisfazione. Annotarseli per iscritto e rileggerli a fine anno è un buon modo per tenerne traccia!

10. Mantieni l’equilibrio – non si può sempre essere positivi e ottimisti: la vita non è sempre tutta rose e fiori. È importante dunque anche essere realistici, concentrati sul presente, per riprendere il controllo e riflettere su ciò che possiamo fare.

Da qui, l’undicesimo consiglio:

All’interno di questo articolo trovate un esercizio per sviluppare pensieri positivi, resilienti e ottimistici.

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Domande frequenti sull’essere positivi – imparare l’ottimismo:

Ci sono tecniche per sviluppare il pensiero positivo?

Alcune tecniche efficaci includono la scrittura di un diario della gratitudine, la riformulazione dei pensieri negativi in chiave costruttiva, la visualizzazione positiva, la meditazione, e il focus quotidiano sui piccoli successi.

Come avere una mentalità positiva ogni giorno?

Stabilire routine sane, evitare il confronto eccessivo con gli altri, ridurre l’esposizione a stimoli e soggetti negativi, circondarsi di persone incoraggianti e prendersi cura del proprio corpo sono elementi che aiutano a mantenere una mentalità positiva quotidiana.

Come cambiare atteggiamento mentale negativo?

È utile riconoscere i propri schemi di pensiero, sostituire gli automatismi negativi con alternative più funzionali, praticare un atteggiamento consapevole e mindful, oltre alla self compassion, e chiedere supporto psicologico quando necessario.

Qual è il ruolo della meditazione nei pensieri positivi?

La meditazione favorisce la concentrazione, la regolazione emotiva e la consapevolezza dei propri stati mentali. Aiuta a osservare i pensieri senza giudizio, riducendo il potere dei pensieri negativi e aprendo spazio a quelli neutrali e positivi.

Che legame c’è l’essere positivi e la crescita personale?

Il pensiero positivo incoraggia la perseveranza, la resilienza e la fiducia nelle proprie risorse e in quelle degli altri. Questo atteggiamento accompagna a raggiungere un obiettivo e sostiene la crescita personale e professionale.

Come si coltiva il pensiero positivo nella vita quotidiana?

Attraverso gesti semplici ma praticati con costanza: rallentare i ritmi, riconoscere i momenti piacevoli, evitare generalizzazioni catastrofiche, ringraziare, ridere di più e scegliere con cura le parole che si usano con sé stessi.

Come sostituire i pensieri negativi con pensieri positivi?

Il primo passo è riconoscerli e magari scriverli per depositarli su un taccuino, cartaceo o virtuale. Successivamente si può cercare un’interpretazione più utile e realistica. Una tecnica efficace è chiedersi: “Cosa direi ad un caro amico in questa stessa situazione?”

Il pensiero positivo può davvero cambiare la vita?

Sì, nella misura in cui modifica il modo di interpretare la realtà, di affrontare gli eventi e di relazionarsi agli altri. Non elimina le difficoltà, ovviamente, ma fornisce strumenti più efficaci per gestirle.


Leggi il mio articolo su fluxing e sisu: il metodo finlandese per vivere meglio tra flessibilità e forza.


Fonti e approfondimenti:

  • Boehm, J. K., & Kubzansky, L. D. (2012). The heart’s content: The association between positive psychological well-being and cardiovascular health. Psychological Bulletin, 138(4), 655–691.
  • Carver, C. S., & Scheier, M. F. (2014). Dispositional optimism. Trends in Cognitive Sciences, 18(6), 293–299.
  • Fredrickson, B. L. (2001). The role of positive emotions in positive psychology: The broaden-and-build theory of positive emotions. American Psychologist, 56(3), 218–226.
  • Lyubomirsky, S. (2008). The how of happiness: A new approach to getting the life you want. New York: Penguin Press.
  • Peterson, C. (2000). The future of optimism. American Psychologist, 55(1), 44–55.
  • Seligman, M. E. P. (2007). Imparare l’ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero (Ed. italiana). Milano: Giunti Psychometrics.