Come capire se sei Workaholic: segni e sintomi della dipendenza dal lavoro

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Come capire se sei Workaholic: segni e sintomi della dipendenza dal lavoro

Chi ha mai sentito parlare del neologismo che definisce una persona “workaholic”?

Non c’è dubbio che viviamo in un’epoca che elogia il senso del dovere e promuove una cultura del lavoro intensa: la carriera, la performance e le pressioni fanno parte della nostra quotidianità, vengono ormai date per scontate. Lo stress da lavoro e la dipendenza da lavoro (workaholism o work aholism) rappresentano due facce della stessa medaglia.

Potremmo dire che, se l’impegno e la realizzazione professionale sono importantissimi, è fondamentale prevenire e riconoscere i segnali di stress e di malessere per non incorrere in problemi di salute mentale e fisica, e preservare il nostro benessere psicologico.

Vediamo in questo articolo cos’è la dipendenza dal lavoro, e come poter applicare le strategie per proteggersi anche da un eventuale burn out.

Dipendenza da lavoro: chi si può definire “workaholic”

Nel mondo contemporaneo, l’equilibrio tra lavoro e vita personale è diventato sempre più sfidante. Mentre la passione e l’impegno sono elementi positivi nella carriera, esiste un lato oscuro che può trasformare questa passione in una forma dannosa: la dipendenza da lavoro. Questo fenomeno, spesso sottovalutato, può avere a lungo andare conseguenze invalidanti sulla salute psicologica e sul benessere generale di una persona che diventa workaholic.

Workaholic significato: Cos’è la dipendenza da lavoro?

La dipendenza da lavoro, conosciuta anche come “work aholism” o “work addiction” (letteralmente: essere “drogati di lavoro”), è una condizione in cui un soggetto è talmente “preso” dal proprio lavoro al punto da compromettere la salute, le relazioni e la qualità della vita. Si tratta di una vera e propria dipendenza comportamentale.

Il termine workaholism deriva dalla contrazione di due vocaboli inglesi: “work” (lavoro) e “alcoholism” (alcolismo), evocando così una dipendenza patologica dal lavoro. Si tratta di un termine ormai ampiamente utilizzato anche nella lingua italiana.

Contrariamente alla passione sana per il lavoro, la dipendenza da lavoro, ovvero essere “malati di lavoro”, si manifesta attraverso un bisogno costante e incontrollabile di lavorare senza orari, anche a discapito del riposo, delle relazioni personali e familiari e della salute fisica e mentale: la persona workaholic si sente “obbligata” a lavorare anche al di là delle normali ore di lavoro, a fare sempre di più, fino a perdere il limite di quanto sarebbe giusto dedicarsi alla propria attività: in sintesi, si vive in funzione dal proprio lavoro.

Dal workaholism sono colpiti in egual misura uomini e donne, in età lavorativa, soprattutto per chi è giovane e all’apice della propria carriera.

Siamo malati di lavoro, ma il lavoro davvero ci soddisfa?

Da una ricerca condotta in 12 Paesi dalla multinazionale HP, risulta che solamente il 27% di 15600 professionisti intellettuali intervistati (i cosiddetti knowledge workers) ha un rapporto sano e soddisfacente con il proprio lavoro:

  • L’83 degli intervistati ha dichiarato che sarebbe disposto a guadagnare meno in cambio di un maggiore livello di soddisfazione.
  • Il 24% ha dichiarato di non sentirsi sufficientemente supportato in termini di benessere dei lavoratori e di esigenze individuali.
  • Solo il 35% si è dichiarato soddisfatto dell’ambiente di lavoro.

Un altro dato che rivela dati sconcertanti è l’eNPS (Employee Happiness Index), un indice che misura il livello di impegno e di soddisfazione nei confronti della propria azienda.

  • dal giugno 2020 ad oggi, l’eNPS medio è calato del 16%, con una accelerata nel 2023: la percentuale è dell’11%.

Le cause sembrano essere attribuibili a stipendi non adeguati, climi lavorativi non buoni, mancanza di crescita professionale e stress e carichi eccessivi.

Sembra proprio che lavoriamo di più, ma siamo più infelici.

Segni e sintomi della dipendenza da lavoro: come riconoscerla

Riconoscere i primi segnali di “work aholism” è fondamentale per intervenire precocemente. Spesso, i primi ad accorgersi che c’è qualcosa che non va sono i familiari e gli amici intorno a noi: arrivare tardi dall’ufficio, non presentarsi agli appuntamenti con gli amici o arrivare in ritardo, parlare solo di lavoro o mostrarsi stressati e stanchi sono comportamenti che spesso e volentieri vengono segnalati da chi ci vive accanto. La prima reazione dei workaholic è comunemente quella di minimizzare le preoccupazioni di chi ci vuole bene.

Alcuni sintomi comuni della dipendenza da lavoro includono:

  1. Lavorare eccessivamente:
    1. Passare lunghe ore al lavoro spesso oltre l’orario standard, sacrificando il tempo libero, la vita privata e le attività ludiche e ricreative.
    2. Non ci si ritaglia pause (pranzo, caffè o palestra) durante la giornata, poiché sono considerate un lusso a cui si può tranquillamente rinunciare.
    3. Tale abitudine può comprendere sentimenti di ansia o di colpa quando si smette di lavorare: ciò porta a rimandare costantemente il termine della giornata lavorativa.
    4. Non si stacca dal lavoro anche quando si è malati, in ferie, etc.
  2. Mancanza di limiti:
    1. Il workaholic è incapace di stabilire confini tra lavoro e vita privata, indugiando in un costante pensiero riguardante il lavoro anche fuori dall’orario previsto.
    2. Si tende a sacrificare (inizialmente lo si fa volentieri, poi con crescente fatica e ansia) impegni personali o privati.
    3. Si trascurano quindi i propri bisogni personali o quelli dei familiari.
    4. Fatica a delegare le incombenze lavorative.
    5. Ha difficoltà ad imparare a dire no.
  3. Impatto sulla qualità di vita:
    1. La dipendenza da lavoro può portare a una riduzione della soddisfazione nelle attività ricreative e  nelle relazioni personali.
    2. Possono presentarsi sentimenti di tipo depressivo o ansioso, che comprendono la perdita di entusiasmo e gioia nel tempo libero.
    3. Nonostante l’impegno profuso, generalmente il workaholic ha un  basso livello di soddisfazione lavorativa.
    4. Pensieri e preoccupazioni ricorrenti riguardanti il lavoro.
  4. Salute fisica e mentale:
    1. Problemi fisici come affaticamento, insonnia o mal di testa, e il malessere psicologico, possono essere causati da un’eccessiva dedizione al lavoro.
    2. E ovviamente i sintomi di stress e ansia. Ci si può sentire sopraffatti e incapaci di concentrarsi, irritabili o inclini a rapidi cambiamenti del tono dell’umore.
    3. Generalmente, sono presenti problemi di autostima e di riconoscimento, che si tenta di silenziare attraverso l’eccesso di lavoro.

 

Work aholism: cause della dipendenza da lavoro

Viviamo in una società altamente prestazionale, competitiva e narcisistica, orientata alla performance, al successo individuale e al guadagno. Inoltre, la nostra società attribuisce un valore positivo alla fatica lavorativa. Tali caratteristiche della nostra società rappresentano un ostacolo ad una qualità di vita soddisfacente e per un rapporto sano con il proprio lavoro e con le altre persone.

Si tratta di fattori che possono diventare davvero opprimenti e, a mio avviso, costituire un elemento fondante della dipendenza dal lavoro.

Vediamo quali possono essere le principali cause di questa moderna forma di dipendenza comportamentale:

Le caratteristiche del workaholic:

  1. Pressione sociale e culturale: società come la nostra, che valorizzano e premiano l’impegno oltre i propri limiti, possono favorire lo sviluppo di comportamenti lavorativi eccessivi.
  2. Aspetti psicologici individuali:
    1. Soggetti con difficoltà a gestire lo stress potrebbero essere più inclini a sviluppare dipendenza da lavoro.
    2. Oppure, ci si può gettare sul lavoro per sfuggire a qualche problematica presente nella propria vita privata.
    3. Spesso sono presenti problematiche relative all’autostima, in quanto nella nostra cultura il lavoro rappresenta un indicatore di valore e successo personale.
    4. Sono presenti standard e aspettative prestazionali molto elevati.
  3. Ambiente lavorativo: un ambiente molto competitivo, o carichi di lavoro eccessivi, possono ampiamente contribuire.

Conseguenze della dipendenza da lavoro

Chi è workaholic può subire conseguenze molto invalidanti, che influenzano diverse aree della vita di colui che ne soffre:

  1. Impatto sulla salute: affaticamento costante, disturbi del sonno (magari con utilizzo di ansiolitici o di psicofarmaci per dormire), problemi cardiaci e sofferenza psicologica come la sindrome dell’impostore.
  2. Relazioni interpersonali: la dipendenza da lavoro può compromettere le relazioni sociali creando problemi familiari, portando a isolamento e solitudine.
  3. Diminuzione delle prestazioni lavorative: nonostante il lavoro eccessivo, la produttività può diminuire a causa della stanchezza e dell’incapacità di concentrarsi.

 

Perché essere malati di lavoro non rappresenta una soluzione

Come il giorno ha bisogno della notte, il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di riposo e di distrazione: solo così possiamo funzionare.

Il nostro benessere emotivo va coltivato attraverso relazioni affettive profonde e di qualità: si tratta di uno dei bisogni primari dell’uomo.

Staccare la spina permette di riordinare le idee e i pensieri, di fare collegamenti, di ritrovare le energie e la motivazione, di nutrire la nostra creatività e anche la nostra produttività: pertanto, se per il workaholic lo stacco potrebbe essere una perdita di tempo, letteralmente non sa cosa si perde.

Come affrontare la dipendenza da lavoro

Affrontarla richiede un lavoro su più fronti:

  • Anzitutto si tratta di comprenderne le cause:
    • perché stiamo lavorando troppo?
    • subiamo le pressioni e le aspettative dell’azienda o dalle persone della nostra vita privata?
    • si tratta di un tema personale narcisistico, ovvero che riguarda la nostra autostima?
    • perché non siamo in grado di mettere dei limiti, anche se ciò ci fa soffrire?
  • Una buona psicoterapia può aiutare a trovare le risposte a queste domande, e a sviluppare quindi un piano d’azione che aiuti ad uscire dalla dipendenza.
  • Consolidare buone e salutari abitudini: il divertimento nella vita privata può essere un ottimo alleato che ci calamiti verso altre cose che contano e che ci fanno stare bene:
    • secondo recenti studi, l’attività sportiva regolare ha degli effetti antidepressivi;
    • le tecniche di respirazione, di gestione dello stress e di mindfulness sono davvero efficaci per abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress;
    • passare del tempo all’aria aperta e alla luce naturale (specialmente, se possibile, esporsi alla luce solare nelle prime ore del mattino);
    • evitare l’utilizzo “tossico” dello smartphone e dei social network, evitando di paragonare la propria vita a quella altrui;
    • praticare ritmi più lenti e meditativi;
    • avere cura dei propri legami e delle proprie relazioni intime familiari e amicali: stimolano l’ossitocina e questo è un toccasana;
    • favorire la coesione sociale: socializzare e “fare comunità” rappresentano fattori molto protettivi per il benessere psicologico.
  • La guarigione del workaholic passa attraverso una vera e propria ristrutturazione della propria vita. Occorre interrogarsi sui propri valori, sulle proprie ambizioni e priorità. Qualora venga difficile farlo da soli, è sempre utile consultare un professionista della salute psicologica.
  • Ristrutturazione dell’orario di lavoro: stabilire limiti chiari che vanno rispettati, e bilanciare le responsabilità lavorative con il tempo per il riposo e per le attività ricreative è essenziale.

 

Conclusioni

La dipendenza da lavoro è una condizione seria che richiede attenzione e interventi efficaci. Notoriamente, lavorare sodo è ammirevole (anche se viviamo in una cultura che forse eccessivamente elogia l’operosità), ma quando diventa una dipendenza, può avere conseguenze davvero invalidanti sulla salute psicologica e sul benessere complessivo.

È fondamentale riconoscere i segnali precoci e cercare aiuto professionale per gestire questa condizione, allo scopo di ripristinare un sano equilibrio tra lavoro e vita personale.