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Annuncio con piacere che è online il nuovo sito del Centro Clinico dell'Adulto SPP Milano, un servizio di psicoterapia psicoanalitica con cui collaboro, nato dalla passione di un gruppo di colleghi. Il Centro nasce come costola della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica dell'Adulto - SPP Milano presso la quale mi sono formata. Presso il Centro è possibile accedere a servizi di psicoterapia e di consulenza farmacologica. Qualora fosse opportuno e necessario, il Centro propone la possibilità di usufruire di psicoterapie a tariffe calmierate e sostenibili. Siamo Psicologi Psicoterapeuti a Milano, formati presso la Scuola di Psicoterapia SPP e appassionati del nostro lavoro. Nel 2011 è nato il progetto di istituire un Centro Clinico che si occupa delle problematiche psicologiche più diffuse. Centro Clinico SPP Milano - problematiche psicologiche trattate: depressione paure e fobie disturbi d'ansia attacchi di panico problematiche nelle relazioni di coppia senso di vuoto, angoscia, smarrimento di sé "nuove" dipendenze e dipendenza affettiva disturbi psicosomatici disturbi del comportamento alimentare autostima e difficoltà relazionali elaborazione di perdite, lutti e traumi   Psicoterapia psicoanalitica e altre prestazioni psicologiche erogate: psicoterapia individuale (a tariffe anche calmierate, se vi sono le condizioni) colloqui e consulenza psicologica psicodiagnosi consulenza psichiatrica e farmacologica psicoterapia di coppia sostegno alla genitorialità consulenze forensi   Centro...

In questo articolo andrò a trattare la tematica dell'anoressia, partendo dalle parole significative estrapolate da un brano scritto da Margaret Mazzantini. Poi vi presenterò le leggi emanate in Israele e Francia per combattere l'anoressia e infine una curiosità riguardante Photoshop e un brand di moda. Anoressia in letteratura, Margaret Mazzantini: il corpo denutrito e il bisogno di amore “Comunque, ho avuto anch’io il classico periodo di pinguetudine infantile. Poi un giorno cominciai a dimagrare. Credo che sia stato per via dell’albergo. A pianterreno, il ristorante era sempre in funzione, e io mi trovavo costretta a inalare senza tregua mefitiche esalazioni culinarie, che mi ricordavano di avere un corpo biologico, mentre io volevo solo un corpo animico. E’ davvero avvilente svegliarsi al mattino con l’odore di broccoli ripassati e di tordi ripieni in fricassea spalmato sul cuscino. […] Smisi di nutrirmi completamente. Divenni sempre più eterea nell’intento di allontanarmi da questo mondo che non mi amava. Speravo che qualcuno captasse il messaggio deposto nella teca dei miei ossicini affioranti. Ma il mio era un SOS lanciato nel vuoto. La gente mi urtava, si pungeva contro i miei spigoli, e incurante correva a sgargarozzarsi nel salone dei banchetti. I miei genitori mi lasciavano smagrare...

Articolo pubblicato su corriere.it/salute/neuroscienze il 2 settembre 2015 da Redazione Salute Online. Viene illustrato il primo studio sugli effetti a breve termine della sostanza stupefacente: le persone sarebbero più "socievoli" perché non in grado di riconoscere le emozioni negative. Una ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori tedeschi e olandesi, e presentata al congresso dell’European College of Neuropsychopharmacology in corso ad Amsterdam, ha analizzato gli effetti psicologici e biochimici della sostanza: anche una singola dose di cocaina aumenterebbe lo stress e altera la percezione delle emozioni negative.   La ricerca Un campione di 24 studenti tra i 19 e i 27 anni, utilizzatori di cocaina in modo leggero o moderato, sono stati suddivisi in un gruppo sperimentale e in un gruppo placebo. Al gruppo sperimentale è stata somministrata una dose di cocaina di 300 mg, ed in seguito tutti i soggetti sono stati sottoposti ad una serie di test.   I risultati I test biochimici hanno dimostrato che anche la dose singola provocava l'innalzamento del livello di cortisolo, e quindi dello stress, e della frequenza cardiaca. I test di riconoscimento delle emozioni facciali, che misura la risposta dei soggetti ad emozioni come tristezza, rabbia, paura, disgusto, gioia, era mirato a testare l'effetto a breve termine della sostanza sulle emozioni....

Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto, e cerca di amare le domande in sè. Rainer Maria Rilke, 1903 Lettere ad un giovane poeta "Caro signore, Lei è così giovane, e si trova così al di qua di ogni inizio, e io vorrei, meglio che posso, caro amico, pregarLa di avere pazienza con tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di tentare di amare le domande stesse, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non ricerchi ora le risposte che non possono esserLe date, perché non sarebbe in grado di viverle...

Annamaria Testa, esperta di comunicazione, nel suo articolo pubblicato su Internazionale dal titolo "Com'è il cervello di chi legge romanzi", raccoglie i risultati di una serie di studi che hanno analizzato gli affascinanti effetti della lettura sul cervello umano. Immergersi in un libro non significa solamente viaggiare nello spazio e nel tempo e vivere le vite di altri personaggi. La psicologia e le neuroscienze confermano che la lettura apporta delle vere e proprie modificazioni a livello cerebrale. Lo studio “Reading cinnamon activates olfactory brain regions” pubblicato nel 2006, utilizzando le moderne tecniche di neuroimaging, mostra come la lettura di parole come “cannella”, “aglio” o “gelsomino” non attiva solamente le aree cerebrali deputate al linguaggio (aree di Broca e di Wernicke), ma anche la corteccia olfattiva primaria, più o meno come se stessimo davvero sentendo, e non solo leggendo, un odore. In maniera analoga, nello studio "Hearing metaphors activates sensory brain regions" pubblicato nel 2012, viene mostrato come le metafore che comprendono un aggettivo "tessile", come per esempio "a rough day" (una giornata "ruvida"), oppure una "voce vellutata" o una "questione spinosa", stimolano la zona cerebrale (opercolo parietale) deputata ad elaborare le informazioni di tipo tattile come il sentire una texture di un tessuto. Qualcosa di analogo...

Quale psicoterapia scegliere? A chi mi pone questa domanda, spiego sempre che i metodi per aiutare il paziente sono tanti. Al di là di diatribe teoriche rispetto ad un orientamento o l’altro, è importante che lo psicoterapeuta sia esperto e formato, che abbia passione per il proprio lavoro, e che sia possibilmente specializzato nella problematica di cui il paziente intende occuparsi. Non da ultimo, è fondamentale che il cliente abbia la sensazione che con quel professionista ci sia una buona intesa umana, in quanto la relazione terapeutica è una condizione fondamentale per poter lavorare bene insieme nel percorso di psicoterapia. Date queste premesse, i due approcci hanno effettivamente delle basi teoriche differente e di conseguenza anche ricadute pratiche nella conduzione della psicoterapia. Quindi, quale psicoterapia scegliere? Vediamo tutti i dettagli in questo articolo. La rivincita della psicoanalisi Nel numero 1138 del 29 gennaio-4 febbraio 2016 è comparso su "L'Internazionale" un interessante articolo di Oliver Burkeman dal titolo "La rivincita della psicoanalisi", con il seguente sottotitolo: "Ci sono tanti tipi di psicoterapia. Ma è difficile capire quali sono i più efficaci. Oliver Burkeman cerca delle risposte." L'articolo analizza l'impostazione psicoanalitica e la psicoterapia cognitivo-comportamentale, sottolineandone le differenze. Si tratta di un pezzo di facile e chiara...

La filosofia Kintsugi (letteralmente: "riparare con l'oro") l'abbiamo importata dalla cultura orientale giapponese. Come mai sentiamo sempre più il bisogno di estendere le nostre riflessioni alle filosofie orientali? Scopriamolo in questo articolo. Cos'è il Kintsugi e qual è la sua valenza filosofica? Il Kintsugi è un'antica arte o pratica giapponese che consiste nel riparare il vasellame rotto riunendo i cocci con un collante naturale misto a metalli preziosi (dell'oro liquido): il materiale prezioso funziona da collante per rimettere e tenere insieme i cocci, i frammenti dell'oggetto che si è spaccato. Ne consegue che l'oggetto ne viene impreziosito, non solo per il materiale utilizzato, ma anche per la bellezza estetica che viene ridonata.  Si tratta quindi di una vera e propria arte che solo in secondo luogo ha uno scopo pratico, ovvero quello di poter riutilizzare gli oggetti rotti. La pratica del Kintsugi è però anche una filosofia di vita: se noi ci consideriamo degli "oggetti" che possono rompersi o creparsi, a causa di eventi di vita dolorosi, fallimenti o sogni infranti, abbiamo la possibilità di rimettere insieme i cocci ed evolverci, rilanciarci verso uno stato trasformato di crescita interiore: ciò che era negativo diventa prezioso e unico al mondo. La filosofia Kintsugi nel mondo...

"Un altro giro di giostra" è l'ultimo libro scritto dal giornalista Tiziano Terzani (1938-2004), uscito nel 2004. È un libro che descrive gli ultimi viaggi di Terzani (da New York all'Asia) alla ricerca di una cura per il cancro che lo colpì personalmente; ma è anche, e soprattutto, uno straordinario viaggio alla ricerca del Sé. Ecco alcuni estratti: La strada giusta “Cercando, ho forse trovato la cura perfetta per il mio cancro? Certo no, ma almeno ora son sicuro che quella cura non esiste, perché non esistono scorciatoie a nulla: non certo alla salute, non alla felicità o alla saggezza. Niente di tutto questo può essere istantaneo. Ognuno deve cercare a modo suo, ognuno deve fare il proprio cammino, perché uno stesso posto può significare cose diverse a seconda di chi lo visita. Quel che può essere una medicina per l'uno può essere niente o addirittura un veleno per l'altro.” “Oggi tutto è diventato come il caffè in polvere: istantaneo, e con ciò niente è più veramente particolare o prezioso.” “Versi di un monaco zen coreano del secolo scorso: Non chiedere di avere una salute perfetta, sarebbe avidità. Fai della sofferenza la tua medicina, e non aspettarti una strada senza ostacoli Senza quel fuoco la tua luce si spegnerebbe. Usa della tempesta per liberarti.” “Quello, anche...

Jacob Jolij (professore di psicologia cognitiva e neuroscienze dell'università di Groningen, Paesi Bassi), autore di diversi studi sugli effetti psicologici e neurologici della musica, ha stilato di recente una interessante classifica. Attraverso la creazione di una equazione che considera contemporaneamente il tempo, la chiave musicale di un brano e il suo testo, gli è stato possibile individuare le canzoni pop che negli ultimi 50 anni hanno generato più benessere negli ascoltatori. In assoluto, la prima classificata è: "Don't Stop Me Now" brano capolavoro cantato dall'indimenticabile Freddie Mercury dei Queen (anno 1978). Secondo la ricerca, la canzone è in grado di modificare anche il battito cardiaco, elevandone la frequenza. Gli elementi dell'equazione che devono essere presenti in un brano per farci stare bene sarebbero il tempo tra i 140 e i 150 battiti al minuto, la tonalità in "maggiore" e un testo senza significati malinconici o nostalgici, ma con contenuti positivi o neutri o senza un senso particolare. Ecco le altre classificate: 2. Dancing Queen - ABBA 3. Good Vibrations - The Beach Boys 4. Uptown Girl - Billy Joel 5. Eye of the Tiger - Survivor 6. I'm a Believer - The Monkees 7. Girls Just Wanna Have Fun - Cyndi Lauper 8. Livin' On A Prayer - Bon Jovi 9. I Will...

L'EMDR funziona? Come funziona la terapia EMDR? Spesso sento pormi queste domande da pazienti, colleghi che non la praticano e anche da conoscenti che non lavorano nell'ambito della psicologia ma ne hanno sentito parlare. Vediamo in questo articolo alcune domande frequenti su EMDR come funziona, quali sono le sue basi scientifiche e in quali casi si può utilizzare. EMDR come funziona? Sempre più utilizzata dagli psicoterapeuti, e ormai nota anche al grande pubblico, la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization & Reprocessing – desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), è un approccio psicoterapeutico strutturato, riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013 come trattamento d'elezione per la cura di eventi traumatici. La terapia EMDR viene utilizzata anche per il trattamento di svariati sintomi collegati ad esperienze negative di vita, e non solo. Vediamo tutte le domande più comuni relative alla terapia EMDR. Terapia EMDR: come funziona? La terapia EMDR utilizza la stimolazione bilaterale alternata (oculare, tattile o acustica), somministrata da uno psicoterapeuta esperto, per rielaborare il ricordo dell'esperienza che è stata negativa o traumatica da un punto di vista emotivo. Nel corso della/e seduta/a con il metodo EMDR, i ricordi vengono "desensibilizzati", ovvero perdono la loro potenza negativa, indipendentemente da quanto tempo è trascorso dall'evento originario disturbante....