Psicoterapia, psicoanalisi, EMDR
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Come funziona la terapia EMDR?

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Come funziona la terapia EMDR?

L’EMDR funziona? Come funziona la terapia EMDR? Spesso sento pormi queste domande da pazienti, colleghi che non la praticano e anche da conoscenti che non lavorano nell’ambito della psicologia ma ne hanno sentito parlare. Vediamo in questo articolo alcune domande frequenti su EMDR come funziona, quali sono le sue basi scientifiche e in quali casi si può utilizzare.

EMDR come funziona?

Sempre più utilizzata dagli psicoterapeuti, e ormai nota anche al grande pubblico, la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization & Reprocessing – desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), è un approccio psicoterapeutico strutturato, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013 come trattamento d’elezione per la cura di eventi traumatici. La terapia EMDR viene utilizzata anche per il trattamento di svariati sintomi collegati ad esperienze negative di vita, e non solo.

Vediamo tutte le domande più comuni relative alla terapia EMDR.

Terapia EMDR: come funziona?

La terapia EMDR utilizza la stimolazione bilaterale alternata (oculare, tattile o acustica), somministrata da uno psicoterapeuta esperto, per rielaborare il ricordo dell’esperienza che è stata negativa o traumatica da un punto di vista emotivo.

Nel corso della/e seduta/a con il metodo EMDR, i ricordi vengono “desensibilizzati”, ovvero perdono la loro potenza negativa, indipendentemente da quanto tempo è trascorso dall’evento originario disturbante. Nel frattempo, è possibile raggiungere una rielaborazione più adattiva del ricordo stesso, in modo non produca più sintomi psicologici.

La terapia EMDR funziona? È efficace?

EMDR è un approccio evidence-based e sono ormai numerosissimi gli studi pubblicati su riviste scientifiche che ne attestano la validità per un’ampia gamma di problematiche psicologiche. Le ricerche hanno evidenziato un’efficacia neurobiologica comprovata.

Hanno approvato la terapia EMDR:

  • American Psychological Association (1998-2002)
  • Ministero della Salute Italiano (2003)
  • American Psychiatric Association (2004)
  • International Society for Traumatic Stress Studies (2010)
  • Organizzazione Mondiale della Sanità (2013)

Naturalmente, è opportuno affidarsi ad un terapeuta con esperienza, e appositamente formato. A questo link è possibile consultare la mia formazione di base e specialistica nel trattamento EMDR per diverse situazioni di disagio psicologico. Ho conseguito nel 2014 e nel 2020 la certificazione europea “Practitioner” (terapeuta esperto) accreditato da EMDR Europe.

EMDR come funziona – Le basi scientifiche del metodo:

Il presupposto di base è che per trovare sollievo rispetto ai sintomi attuali del paziente, è necessario risolvere in maniera adattiva le esperienze traumatiche o negative che ne sono la causa.

La cornice teorica di riferimento è quella dell’AIP (Adaptive Information Processing – Shapiro, 1995). Secondo il modello della Processazione Adattiva dell’Informazione, i ricordi traumatici vengono fissati nella memoria assieme alle caratteristiche che il soggetto ha sperimentato nel momento in cui stava vivendo l’evento: sono quindi presenti emozioni disturbanti, sensazioni fisiche, immagini, aspetti percettivi e sensoriali e convinzioni sul Sé.

Quando l’evento è troppo intenso per essere “digerito” dal nostro cervello, tutte queste informazioni rimangono bloccate (“congelate”) all’interno delle reti neurali. Il ricordo può rimanere così “isolato” all’interno delle strutture cerebrali e, proprio perché non elaborato, continuare a produrre disagio psicologico e sintomi anche per molti anni.

Si può affermare quindi che non sempre “il tempo cura le ferite”, ma è necessario un intervento specialistico.


EMDR come funziona – ecco le domande più frequenti:

 

Cosa si intende per TRAUMA PSICOLOGICO secondo la terapia con approccio EMDR?

Al “Trauma Psicologico” sono state date diverse accezioni nel corso della storia della psicologia (della psicoterapia, o della psicotraumatologia). Analizzando l’etimologia della parola (“ferita” in greco), possiamo definirlo come una “ferita dell’anima”: qualcosa  rompe il modo di vivere abituale della persona, rompe gli equilibri e generalmente ha un impatto forte e negativo sulla persona che lo vive.

Possiamo distinguere tra:

  • i traumi con la “t” minuscola, che consistono in esperienze di vita anche comuni: la percezione di essere in pericolo può anche non essere particolarmente intesa. Molti eventi che ci hanno segnato in modo negativo, e di cui magari portiamo ancora le ferite, possono essere definiti traumatici. Si può trattare per esempio di problematiche con le figure di riferimento dell’infanzia (conflitti, umiliazioni, o separazioni brusche); oppure di eventi di vita piuttosto comuni ma stressanti dal punto di vista emotivo (lutti e separazioni, malattie, conflitti familiari, perdita del lavoro, etc.).

 

  • I Traumi con la T maiuscola sono invece eventi che ci hanno messo in contatto con un’intensa sensazione di pericolo, in cui siamo venuti a contatto (o a rischio) con la morte, e in cui la nostra integrità fisica, o quella delle persone vicine, è stata minacciata. A questa categoria appartengono esperienze di maggiore portata come catastrofi naturali (per esempio un terremoto), o disastri causati da mano umana (incidenti gravi, violenze subite o assistite, o abusi).

 

Queste situazioni portano ad una reazione emotiva più o meno intensa, a seconda delle circostanze e della persona. Non tutti reagiscono allo stesso modo e la reazione psicofisica può variare anche di molto da soggetto a soggetto. Il cervello e l’organismo intero affrontano, dopo l’evento traumatico, una reazione di stress fisiologico.

Talvolta il nostro sistema nervoso è in grado di “digerire” autonomamente tutte le informazioni e le reazioni emotive. Talvolta, è invece impossibile tornare all’equilibrio precedente,  poiché l’impatto emotivo dell’evento è stato troppo forte. In tutti questi casi, può essere utile un trattamento con la terapia EMDR.

EMDR come funziona: come si svolge una seduta di terapia EMDR?

La terapia EMDR può essere iniziata dopo uno o più colloqui preliminari dedicati all’anamnesi, alla raccolta di informazioni e all’applicabilità del metodo, per poi stendere un piano di lavoro efficace e mirato.

Durante la seduta EMDR vera e propria vengono alternati momenti di stimolazione bilaterale alternata con momenti di dialogo e verbalizzazione, in un ritmo cadenzato, sempre guidato dal terapeuta.

Al termine del trattamento EMDR, l’’esperienza viene utilizzata dal paziente in modo costruttivo e viene integrata in uno schema positivo dal punto di vista cognitivo ed emotivo.

È opportuno sottolineare che i ricordi non vengono rimossi, ma vengono percepiti con un distacco più sano e neutrale, anche i ricordi che sono stati particolarmente negativi o disturbanti.


Con la terapia EMDR quante sedute servono? Quanto dura la terapia EMDR?

Prima di iniziare con il trattamento EMDR, il terapeuta proporrà alcuni colloqui anamnestici e di raccolta dati, che consentono di fare una valutazione clinica ed elaborare il piano terapeutico più adeguato.

La durata del percorso dipenderà dal tipo di problematica riscontrata, dalla storia del paziente e dagli obiettivi terapeutici.

In caso di eventi singoli e circoscritti (per esempio un incidente stradale), possono essere sufficienti poche sedute. Questo caso si verifica quando la persona che si rivolge alla terapia EMDR ha un buon funzionamento in tutti gli ambiti della sua vita, e non presentava sintomi o problematiche psicologiche prima dell’episodio traumatico o negativo che si intende trattare.

In caso di traumi cumulativi, complessi o ripetuti, e quando il disagio della persona ha una storia più lunga, EMDR va inserito all’interno di un percorso di psicoterapia più ampio e di maggiore durata.

La valutazione che viene fatta dal terapeuta non è mai standardizzata, ma il piano terapeutico viene cucito in maniera sartoriale a seconda della persona e del caso. Il piano di lavoro viene sempre discusso durante il primo o primi colloqui, e verrà a più riprese aggiornato durante il percorso.


Chi può praticare EMDR?

LATO TERAPEUTA: può praticare EMDR chi ha ricevuto una formazione ufficiale da parte dell’Associazione EMDR Italia. A questo link è possibile consultare l’elenco dei terapeuti accreditati, regione per regione. Sotto la Regione Lombardia, si trova anche il mio nominativo: Dott.ssa Chiara Venturi, Psicologa Milano Psicoterapeuta.

LATO PAZIENTE: EMDR si può applicare ad una grande varietà di sintomi e di situazioni. Per una valutazione sul caso specifico, è opportuno rivolgersi ad un terapeuta EMDR certificato.


EMDR funziona da soli? Si può fare EMDR da soli?

Non è possibile fare EMDR da soli. È sempre necessario affidarsi ad uno/a psicoterapeuta esperto accreditato. Il terapeuta certificato conosce il paziente, la sua storia e le sue problematiche. Conosce i protocolli EMDR e li applicherà in base alle esigenze della persona e agli obiettivi del lavoro, nelle giuste tempistiche. Tutto il processo, se ben condotto, avviene in condizioni di sicurezza per il paziente, se si svolge alla presenza di chi lo sa condurre. L’accesso al materiale che emerge nelle sedute EMDR avviene alla presenza dello psicoterapeuta.

Per questa ragione non è possibile fare EMDR da soli.


EMDR esercizi: esistono degli “esercizi” da praticare a casa?

Quella sugli esercizi EMDR è una domanda molto frequente che si trova i rete e nei forum. Spesso i pazienti o le persone interessate chiedono: posso praticare EMDR a casa tramite degli esercizi? La domanda è molto delicata.

La risposta è sicuramente “NO“, nel caso non si sia accompagnati da un terapeuta esperto. È infatti necessario che uno psicoterapeuta guidi e indirizzi tutte le fasi del lavoro. Non si possono praticare esercizi EMDR da soli e senza supervisione.

EMDR non è infatti una tecnica di rilassamento o di training autogeno, ma un metodo psicoterapeutico strutturato che prevede dei precisi protocolli, appresi dai professionisti psicoterapeuti (che quindi hanno già all’attivo almeno 11 anni di formazione specialistica!) durante un apposito training, che comprende un esame finale da superare per diventare terapeuta EMDR certificato.

Durante il percorso, il terapeuta potrà, se lo ritiene opportuno, dare dei piccoli “compiti a casa”, ma questo va sempre valutato e supervisionato dal professionista a cui ci si affida.


La TERAPIA EMDR funziona come l’ipnosi?

No. Sono due metodi psicoterapeutici molto diversi. La domanda è frequente: molte persone tendono ad accomunarli visto che entrambi possono utilizzare gli occhi come canale per focalizzare l’attenzione. Si tratta di approcci terapeutici che si basano su presupposti differenti e che utilizzano tecniche diverse. Nel lavoro con EMDR non è prevista, per esempio, una modificazione dello stato di coscienza durante la seduta di psicoterapia.


TERAPIA EMDR TESTIMONIANZE

Queste sono le testimonianze comuni di persone che hanno fatto sedute e percorsi con EMDR:

“Più scende il livello di disturbo, più mi sale l’autostima. So che quella bambina ha sofferto ma non mi disturba adesso, non la sento più, è svanita, perché mi sento piena di me e io sono importante per me stessa e per gli altri.

“Mi sento più leggera, è come se una patina davanti agli occhi mi stesse lasciando. Mi rendo conto di riuscire ad essere più lucida.

“I ricordi con mia madre li vedo diversi, come delle nuvole leggere, non più quel malloppo gigante. Non mi danno più noia. Come se qualcosa se ne fosse andato da me.

È cambiato tutto, è rimasto qualcosa di piccolino. All’inizio è stato bruttissimo l’idea di affrontarlo, poi mi sono abituato, poi ho capito che potevo fidarmi. Poi quando vedi che le cose vanno, ti viene voglia di venire alla seduta.

All’inizio era difficile ma adesso il disturbo non è più così intenso, è cambiato qualcosa.”

Il ricordo è molto lontano, molto distaccato, ma allo stesso tempo chiarito, ho dato delle spiegazioni. È strano, la mattina mi sveglio senza ansia, e riesco a star bene anche durante il giorno. Mi sento più sicuro perché ho avuto delle risposte.

Non è più così traumatico, è lontano. Anche se il ricordo ci sarà sempre. È presente ma è lontano, distaccato.

Il passato non mi disturba può, è sempre lì e non lo si può cancellare, ma adesso ho la giusta distanza.

“Mi porto a casa che si può parlare di queste cose in modo ordinato. Con questo metodo riesco a parlarne.

“Questi ricordi con mio padre sono sempre stati la mia equazione algebrica, adesso sento di averla risolta.”

“Non pensavo che dietro ad un ricordo ci potesse essere tutto questo. Prima quando pensavo ai ricordi della mia infanzia vedevo solo le cose negative, adesso è come se riuscissi a dare un senso. È bello vedere le cose da questa prospettiva.


A questo link è possibile consultare il riconoscimento dell’OMS della terapia EMDR come trattamento consigliato per la salute mentale in seguito ad un trauma.

Per maggiori informazioni, puoi leggere la pagina EMDR nella sezione “come lavoro” del mio sito.
A questo link, un altro approfondimento: il trattamento di tossicodipendenze e abusi con la psicoterapia EMDR.