20 Giu Fluxing e Sisu: vivere meglio tra flessibilità e forza
Il paese più felice del mondo? Per il settimo anno consecutivo, la Finlandia si è aggiudicata il posto di paese più felice al mondo (l’Italia si posiziona al 41esimo posto). Questo il risultato che emerge dal World Happiness Report 2024 pubblicato dalle Nazioni Unite a partire da uno studio condotto da Gallup, l’Oxford Wellbeing Research Centre e il Sustainable Development Solutions Network dell’ONU.
Oltre ad alcuni elementi utili come la vita all’aria aperta a contatto con la natura, cibo fresco, uno stile di vita sostenibile ed equilibrato e una serie di servizi garantiti dallo Stato, alla base del primato finlandese si evidenziano anche due concetti chiave: quello di fluxing e quello di sisu.
Si tratta di due concetti che condividono l’essenza: un invito a navigare nella vita da persona resiliente, con flessibilità e determinazione.
Proprio in un momento storico sempre più complesso come quello attuale, dove incertezza, cambiamento e instabilità sembrano essere la norma, emergono nuovi concetti che ci aiutano a leggere la realtà e ad affrontarla con strumenti interiori più adeguati.
Tra questi, appunto, fluxing e sisu.
Che cos’è il fluxing?
Il termine fluxing deriva dal latino fluxus, che significa “scorrere”.
Si tratta dell’atteggiamento psicologico e filosofico di chi è capace di fluire con il cambiamento, senza opporvisi rigidamente ma senza nemmeno perdersi in esso.
In questo senso, esso si distingue tanto dalla rigidità quanto dal caos:
- non si tratta infatti di testardaggine
- ma nemmeno di resa passiva.
Piuttosto, di un equilibrio dinamico tra adattamento e integrità.
Fluxing infatti una competenza adattiva: ovvero la capacità di mantenersi flessibili, sapendo modificare le proprie idee, abitudini o aspettative quando il contesto lo richiede, restando tuttavia ancorati a valori stabili e a un senso profondo di identità.
Non si tratta di arrendersi agli eventi, ma di danzare con essi, mantenendo una mente aperta e un cuore stabile.
Sisu: la calma forza della tenacia
Accanto al fluxing, troviamo il concetto finlandese di sisu, termine difficile da tradurre con una sola parola, ma che racchiude in sé un misto di forza interiore, determinazione e resilienza.
Sisu appartiene al vocabolario finlandese sin dal 1939 quando, in seguito alla dichiarazione di guerra da parte della Russia, il popolo finlandese combatté contro l’Armata Rossa durante la Guerra d’Inverno, dimostrando un carattere indomito a tal punto da rimanere nella storia. In quell’occasione, infatti, la Finlandia si trovava in netta minoranza numerica: contava poco più di 800.000 soldati contro i due milioni di soldati russi. Eppure oppose una resistenza talmente stoica che, dopo un anno di combattimenti, quando fu firmata la pace, lasciò alla storia questa parola che fu poi usata proprio con riferimento alla resistenza dell’esercito finlandese.
Sisu come forza calma davanti alla sofferenza
Il concetto di sisu significa pertanto affrontare le prove dell’esistenza con determinazione, avendo fiducia nel fatto di essere in grado di “vincere” le sfide, nonostante queste ultime possano apparire insormontabili.
Si tratta di una combinazione di forza interiore, determinazione e resilienza:
- è la capacità di resistere alle avversità con sobrietà e auto compassione
- e di andare avanti anche quando non sembrano esserci più risorse a disposizione.
Un elemento distintivo del sisu è la mancanza dell’ “eroismo spettacolare”, clamoroso: si tratta infatti di silenziosa resistenza quotidiana. È ciò che spinge le persone a rialzarsi dopo una caduta, a trovare senso anche nelle esperienze dolorose, a coltivare un coraggio sobrio e continuo.
Nella cultura finlandese è considerato un tratto identitario, quasi un patrimonio emotivo nazionale, a rappresentare la determinazione e la forza interiore tipica di questo popolo.
La parola racchiude in sé anche l’idea di non arrendersi, di non ricorrere a delle scappatoie e di portare a conclusione quello che si sta facendo, di porsi un obiettivo e mantenerlo con costanza.
Allenare il Sisu
Ognuno di noi può riscoprire il proprio sisu e applicarlo alla propria vita. Per fare questo, è innanzitutto necessario considerarlo un elemento integrante del proprio essere e del proprio corpo. Come parte di sè, è poi necessario allenarla, proprio come si fa con i muscoli del corpo. Rimanendo “fermi” infatti, non si potrebbe conoscere le proprie potenzialità.
L’allenamento potrebbe realizzarsi in questo modo:
- prendere una decisione e rispettarla (ad esempio, decidere di andare in bicicletta al lavoro e farlo, a prescindere dal meteo più o meno clemente);
- uscire dalla comfort zone, cioè provare a spingersi un po’ più in là;
- considerare un’eventuale sensazione di disagio come la testimonianza di un’esperienza fatta e un’opportunità per realizzare apprendimenti. Significa usare cioè il disagio come uno strumento per procedere piuttosto che come un ostacolo insormontabile o che spinge indietro;
- se si sta attraversando un momento difficile, pensare a come i propri antenati avrebbero affrontato le difficoltà;
- dedicarsi a un hobby che permetta di oltrepassare i propri limiti.
Come vivere felici
Fluxing e sisu possono integrarsi anche con l’esperienza della felicità ed aiutarci ad apprezzarla.
La felicità, in questa visione, non è una condizione statica da raggiungere e conservare, ma un movimento, un orientamento. Vivere felici, in una prospettiva di fluxing e sisu, significa accettare che la vita sia continuo cambiamento e trasformazione e imparare a trarre senso e valore anche nei passaggi più difficili.
Si tratta di lasciar andare il pressante inseguimento di uno stato di benessere ideale e a tutti i costi e di coltivare la capacità di “stare” nel mentre delle cose: mentre cambiano i lavori, le relazioni, le abitudini, le certezze.
Coltivare gratitudine anche nei momenti di transizione
All’interno di questa prospettiva, allenare il fluxing aiuta a ridurre la frustrazione quando le cose non vanno come previsto mentre rafforzare il sisu permette di non mollare quando ci si trova immersi nelle difficoltà.
Insieme, fluxing e sisu mostrano come vivere felici non significhi vivere senza dolore e andare alla ricerca di modi per evitarlo, ma piuttosto attraversarlo con dignità e consapevolezza.
Come scrisse Cesare Pavese: “Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola”.
Come vivere meglio grazie a Fluxing e Sisu
All’interno di questa prospettiva, emerge anche la possibilità che abbiamo di incrementare la qualità della nostra vita, che è appunto, in buona parte, nelle nostre mani.
Si tratta di imparare a vivere meglio.
Per far questo, è necessario imparare a prenderci cura del nostro equilibrio interiore, sapendo che non lo si raggiunge una volta per tutte, perché è un equilibrio dinamico, su cui occorre lavorare continuamente.
In questo lavoro interiore, fluxing e sisu offrono una bussola per affrontare le sfide con lucidità e coraggio.
- Il fluxing ci invita a non irrigidirci in ruoli, pensieri e idee su come “dovrebbero essere” le cose. Esercitiamo questa qualità ogni volta che ci mettiamo nelle condizioni di imparare qualcosa di nuovo, di cambiare prospettiva e di lasciare andare ciò che non ci serve più.
- Il sisu, dall’altra parte, ci ricorda che non può essere tutto fluido: serve anche forza, determinazione, capacità di stare in piedi quando il vento soffia contro.
Allenarsi a fluire: la serenità nell’impermanenza
Si può arrivare a vivere meglio proprio esercitando questo bilanciamento: saper cambiare quando è il momento di farlo e saper resistere quando ne vale la pena.
Una buona qualità della vita non è data dall’assenza di ostacoli infatti, ma dalla nostra capacità di relazionarci ad essi in modo intelligente, profondo e umano. Migliorare la vita significa, anche, cambiare il nostro modo di stare nelle situazioni e non solo adoperarci per cambiare le situazioni stesse.
Fiducia cognitiva
“Ogni cosa è in costante mutamento”, come già aveva anticipato Eraclito (IV-V secolo a.c.), uno dei più noti filosofi presocratici, cui è stata attribuita l’espressione “panta rei”: tutto scorre.
Tipico del cambiamento, come di ogni forza, è il generare reazioni in molte direzioni, anche se le principali sono di verso opposto, cioè dirette al mantenimento dell’equilibrio e dello status quo. Questa dinamica prende il nome di “resistenza al cambiamento”: gli esseri umani infatti, per loro costituzione, sono adatti al cambiamento e non potrebbe essere altrimenti pena la loro estinzione, ma allo stesso tempo, ricercano stabilità, certezza e prevedibilità.
Spesso aggrappati a routine rassicuranti (anche se non piacciono), si tende a evitare rischi, ancorandoci alla rassicurante zona di comfort e aderendo fermamente all’obiettivo di preservare il senso di sicurezza.
Si tratta di un fenomeno molto naturale: tendiamo ad a opporci al cambiamento per proteggerci da situazioni potenzialmente minacciose.
Questa resistenza comporta però anche dei costi:
- sprechiamo energia per controllare l’incontrollabile;
- perdiamo opportunità: il timore del nuovo ci tiene ancorati a scenari obsoleti;
- rischiamo la stagnazione, dove la vita diventa una ripetizione di schemi, senza evoluzione.
Non opporsi al cambiamento
Relativamente alla “resistenza al cambiamento”, diventa utile il concetto di fluxing: come “fluidità dinamica” infatti, esso è appunto la capacità di rimodellarsi, imparare e avanzare con e grazie alle sfide, confidando che da qualche parte questo flusso ci porterà. Ed è proprio la fiducia un elemento essenziale.
Fluxing come fiducia nelle proprie risorse interiori
Il fluxing è infatti una scelta consapevole di adattamento e si basa sulla fiducia nelle proprie risorse interiori.
Innanzitutto, è necessaria una fiducia cognitiva, cioè la capacità di credere nella propria mente come strumento valido per comprendere, rielaborare e affrontare la realtà. Chi ha fiducia cognitiva sa, anche di fronte all’incertezza, di possedere le risorse per analizzare, decidere, adattarsi.
Fidarsi della propria mente significa anche saperla mettere in discussione, accogliendo nuove informazioni, confrontandosi con prospettive diverse, rivedendo le proprie mappe mentali quando non sono più adeguate.
La fiducia cognitiva si sviluppa attraverso l’esperienza e la riflessione: più impariamo a osservare il nostro pensiero, più possiamo usarlo come alleato e non come nemico. È il pensiero critico unito all’umiltà che permette il vero fluxing, evitando i due estremi dell’arroganza e dell’immobilismo.

Fiducia emotiva
Nella scelta di adattamento rappresentata dal fluxing, accanto alla fiducia cognitiva, un altro elemento centrale è la fiducia emotiva: si tratta della convinzione di poter gestire e attraversare le proprie emozioni, anche quelle spiacevoli, senza esserne travolti.
Chi ha fiducia emotiva sa riconoscere le proprie emozioni e non se ne spaventa. Sa che le emozioni sono temporanee, informative, e che possono essere vissute senza giudizio. Questo tipo di fiducia si costruisce nel tempo, spesso anche attraverso esperienze difficili che ci insegnano quanto siamo più forti di quanto pensassimo.
Davanti ai cambiamenti, spesso ci si dibatte tra diverse emozioni e in particolare tra la paura da un lato e la frustrazione dall’altro, per il fatto di non riuscire ad uscire dalla situazione attuale che ci rende insoddisfatti.
La paura, emozione alleata che ci salva dai pericoli e che ci consente di prepararci nell’affrontare le sfide della vita, a volte si attiva in modo eccessivo o troppo intenso e non ci consente di vedere che i potenziali cambiamenti che affronteremo non saranno delle vere minacce, ma semplicemente un cambiamento del nostro equilibrio.
Fluxing e Sisu nella fiducia emotiva
- Se il fluxing richiede fiducia emotiva per accogliere le transizioni,
- il sisu la rafforza, aiutandoci a stare dentro la fatica emotiva senza negarci, senza fuggire, senza farci distruggere, ma trasformando la sofferenza in esperienza e possibilità di apprendimento e la fatica in significato.
Sia il fluxing che il sisu ci permettono di fluire nella vita con pienezza, senza censurarci né irrigidirci.
Sisu e Fluxing: domande frequenti
Che cos’è il fluxing in psicologia?
Il fluxing è la capacità di adattarsi al cambiamento in modo flessibile e consapevole, mantenendo coerenza con i propri valori.
Cosa significa sisu?
Sisu è un concetto finlandese che indica la forza interiore, la determinazione e il coraggio sobrio e silenzioso nel fronteggiare le difficoltà.
Come sviluppare maggior fiducia emotiva?
La fiducia emotiva si costruisce imparando a riconoscere le proprie emozioni, ad attraversarle senza giudizio e imparando a gestirle con consapevolezza e compassione.
Qual è la differenza tra fluxing e resilienza?
Il fluxing enfatizza l’adattamento dinamico al cambiamento, mentre la resilienza sottolinea la capacità di resistere agli urti della vita, riprendersi e svilupparsi.
Perché fluxing e sisu aiutano a vivere meglio?
Perché uniscono flessibilità mentale e forza emotiva, permettendoci di affrontare l’incertezza senza perdere stabilità interiore.
Conclusione: tra fluidità e forza
Fluxing e sisu non sono parole di moda né concetti astratti. Sono risorse interiori che possiamo riconoscere e imparare ad allenare, ciascuno a modo proprio.
Ci ricordano che per vivere bene servono una mente elastica e un cuore solido, la capacità di cambiare e quella di restare, a seconda delle circostanze, di comprendere quando occorre lasciar andare e quando perseverare e agire.
Nel fluxing troviamo la leggerezza dell’adattamento; nel sisu la profondità della resistenza. E nel loro incontro, forse, la possibilità di vivere con pienezza anche i tempi più incerti.
A questo proposito, può tornare utile un cenno alla “preghiera della serenità”, che sembra ben adattarsi ai due concetti esplorati in questo articolo:
“Dio mi conceda:
serenità per accettare le cose che non posso cambiare,
coraggio per cambiare quelle che posso e
saggezza per capire la differenza tra esse.”
Articolo scritto in collaborazione con la Dott.ssa Simona Raspelli
Sisu e Fluxing: fonti e approfondimenti
- Bobbio, Manganelli, Filippini, La resistenza al cambiamento. Validità della versione italiana della scala di oreg (2003) in “RICERCHE DI PSICOLOGIA ” 4/2008, pp 7-30, DOI: 10.3280/RIP2008-004001;
- Monello, Monteverdi, Un sistema resiliente e adattabile contro la sfida climatica;
- Prochaska, J.O., DiClemente, C.C. (1982). Transtheoretical Therapy: Toward a More Integrative Model of Change. American Journal of Health Promotion, 12, (1): 11-12.