05 Gen Adolescenti e internet: paure, sfide e opportunità. Consigli per i genitori
La dipendenza da internet in adolescenza fa paura a molti genitori. Di contro, viviamo in un’epoca in cui l’accesso a internet è diventato una parte essenziale della vita quotidiana, e gli adolescenti non fanno eccezione.
La diffusione delle nuove tecnologie ha comportato radicali cambiamenti nella società e all’interno delle famiglie. Il nostro modo di comunicare e di rimanere in contatto si è profondamente modificato: oggi i messaggi sono istantanei, veloci, immediati, e non per questo meno profondi e importanti.
Adolescenza e social network
I social network, in particolare, sono diventati una parte integrante dell’esperienza adolescenziale. Queste piattaforme offrono agli adolescenti l’opportunità di connettersi con i loro coetanei, esprimere se stessi e condividere le loro esperienze. Tuttavia, ci sono anche alcune preoccupazioni associate all’uso dei social network da parte dei ragazzi, come la privacy, la dipendenza da internet in adolescenza e il cyberbullismo.
La diffusione dei social e delle nuove tecnologie non ha solo modificato i sogni delle nuove generazioni dei nativi digitali, ma ha impatto anche sul loro sviluppo. Infatti, durante l’adolescenza (che è la – ormai lunga – fase di transizione dall’infanzia all’età adulta) i ragazzi si sperimentano sui social network anche rispetto alla propria identità.
Anche perché, essendo stata molto protetta dal mondo esterno, la generazione adolescente si è riversata nel web anche per esplorare il mondo.
Internet svolge infatti un ruolo significativo nello sviluppo dell’identità degli adolescenti. Attraverso l’interazione online, i giovani possono esplorare diverse sfaccettature della propria personalità, sperimentare nuovi interessi e cercare di comprendere chi sono. I social network in particolare generano nuovi contesti in cui i giovani possono esplorare diverse identità, influenzando così il loro sviluppo personale ed emotivo in modo significativo.
Tuttavia, è importante che i genitori siano consapevoli di questa dinamica e forniscano una guida adeguata per aiutare i loro figli a sviluppare un senso sano di identità online e offline.
Ragazzi e internet: lo sviluppo dell’identità
L’adolescenza è uno dei periodi critici, di transizione, più importanti dello sviluppo umano. Influenzato dal contesto sociale e caratterizzato da un veloce cambiamento su più fronti, è la fase in ciu si sviluppa la costruzione dell’identità anche attraverso le relazioni.
L’adolescenza è infatti una fase di passaggio, in cui si attraversa una sorta di “crisi” in cui l’adolescente:
- si sperimenta nel mondo;
- deve fare fronte a tante novità (ad esempio, i cambiamenti corporei);
- deve affrontare dei compiti di sviluppo (sfide che ognuno affronta nella propria crescita e che sono caratteristiche per ogni fase del ciclo di vita);
- andare incontro alla costruzione della propria identità adulta. Il percorso di costruzione del carattere e della personalità è, infatti, tipico dell’adolescenza.
Lo sviluppo del cervello (e dei pensieri), del corpo (e dell’affettività e della sessualità) subiscono importanti cambiamenti, e i ragazzi si trovano a far fronte a moltissime “novità” in termini di emozioni, vissuti e relazioni.
Proprio per questo, l’adolescenza è ritenuta la più emozionante, ma al contempo complicata fase dello sviluppo del singolo individuo.
L’adolescente è in cerca di esempi da seguire e di modelli da imitare (che per ovvie ragioni non possono più essere i genitori) anche per creare la propria immagine. Attraverso la costante ricerca sui social network – strumenti facili, veloci e virali per quanto riguarda trend e mode – porta ad osservare e replicare modelli spesso stereotipati (che però hanno moltissimi follower).
Giovani, social network e il corpo
Oggi, grazie alla diffusione pervasiva dei social network, il corpo umano è diventato oggetto di scrutinio da parte di tutti, modificando profondamente il nostro rapporto con l’esibizione di sé. Gli effetti di questa trasformazione riguardano sia coloro che pubblicano immagini di se stessi, cercando continuamente nuovi modi per mostrarsi, sia coloro che friuscono di tali pubblicazioni, con il rischio di imitare modelli irrealistici o, nel peggiore dei casi, di sviluppare un malessere interiore caratterizzato da isolamento e senso di inadeguatezza.
Gli adolescenti, per loro natura inclini al confronto tra pari, oggi lo effettuano attraverso un’osservazione incessante delle immagini sui social media, con una crescente pressione a emulare modelli estetici e di popolarità. Questa dinamica porta a una selezione e modifica accurata dei post, mirata a ottenere approvazione e feedback positivi sull’aspetto personale, seguendo l’esempio di altri.
Secondo studi commissionati dalla stessa società di Zuckerberg, una ragazza su tre con un account Instagram sviluppa disturbi nella percezione del proprio corpo, con conseguenti effetti negativi sullo stato d’animo e sull’umore tipici dell’età adolescenziale.
Ne consegue che abbiamo una fase della vita in cui i giovani si interrogano su ciò che vogliono e su chi vogliono essere, in cui le risposte arrivano spesso proprio dai social network: il conflitto tra sé e il mondo esterno può diventare davvero insostenibile.
Ragazzi e internet: come le nuove tecnologie influenzano le relazioni e la comunicazione?
Le nuove tecnologie permettono di avere moltissime interazioni ed entrare in contatto con moltissime persone, che si possono trovare anche in luoghi molto distanti dal nostro. Hanno trasformato il modo in cui anche gli adolescenti si relazionano e comunicano. I social network consentono di mantenere i contatti con gli amici e di allargare il proprio cerchio sociale e ciò è fondamentale.
Si tratta di comunicazioni o di rapporti qualitativamente differenti da quelli “reali”? Ha senso oggi separare nettamente la vita online da quella offline? Naturalmente, va considerato che nelle relazioni nella vita reale ci si confronta e si comunica attraverso il contatto fisico e un linguaggio non verbale più ampio.
In generale, è importante che i genitori incoraggino i loro figli a sviluppare relazioni significative. La comunicazione digitale non dovrebbe sostituire completamente l’interazione faccia a faccia a favore di una chiusura o di un isolamento.
Adolescenza e social network
Gli adolescenti di oggi preferiscono alle telefonate (sincrone) lo scambio di messaggi vocali, caratterizzato quindi da un confronto asincrono nel tempo.
I ragazzi prediligono la comunicazione digitale, attraverso lo scambio di messaggi, post, selfie con i pari: lo scopo è anzitutto comunicativo, ma anche identitario. Nei post in tempo reale, nelle fotografie e nei messaggi ci si espone, si fa capire cosa si predilige e come si è: ci si mostra al gruppo di interlocutori che utilizzano lo stesso canale. La visibilità e il riconoscimento sociale sono fondamentali (e non solo per gli adolescenti).
E, in questo rapporto tra adolescenza e internet, talvolta gli adulti fanno fatica ad inserirsi, a stare al passo, a comprendere delle modalità di scambio che, quando avevamo l’età dei nostri figli, ci erano sconosciute. Pertanto, i genitori possono comprensibilmente che il proprio figlio sviluppi una dipendenza da internet in adolescenza.
Giovani e social network: aspetti positivi degli “adolescenti iperconnessi” e vantaggi di internet
L’accesso ai nuovi dispositivi, come ad esempio i cellulari e gli smartphone ha portato, tra i vari cambiamenti, anche nuove possibilità.
Nonostante le preoccupazioni associate all’uso dei giovani e social network, ci sono anche numerosi vantaggi che possono derivare dall’essere “iperconnessi”. Gli adolescenti possono sfruttare le piattaforme social per condividere le proprie passioni, impegnarsi in attivismo online, esprimere la propria creatività e persino trovare opportunità lavorative. È importante che i genitori sostengano e incoraggino l’utilizzo consapevole e positivo dei social network da parte dei loro figli.
In particolare, l’adolescenza è quella fase del ciclo di vita nel quale il soggetto inizia ad uscire dal nucleo famigliare e ad emanciparsi dalle figure parentali, per nascere come soggetto sociale: crearsi un gruppo di amici, nel quale confrontarsi e sostenersi a vicenda nelle fatiche della crescita, e costruire il proprio universo di valori e ideali.
Oggi i social network sono uno strumento in più, perché permettono ai ragazzi di rimanere in contatto costantemente, oltre che ad informarsi e a conoscere. I social permettono ai ragazzi di offrirsi supporto sociale a vicenda e di condividere i loro pensieri e le loro sensazioni in un luogo virtuale e privato, separato da quello degli adulti. In particolare, durante il lockdown del 2020 i social network sono diventati l’unica modalità di comunicazione possibile per i ragazzi, il che ha reso queste piattaforme online ancora più protagoniste del quotidiano degli adolescenti.
I giovani e social network: l’amicizia
Come afferma Stefania Andreoli, oggi i nostri ragazzi non possono più avere un migliore amico, perché sono amici di tutti. I social network sono stati inventati apposta per accorciare le distanze, mostrarsi, conoscere, entrare in contatto, e finire per scambiare queste dinamiche per amicizia. I rapporti sono sempre più liquidi: perduta una persona ci si può già legare a un’altra. C’è tanta scelta, gli ambiti si sono moltiplicati (oratorio, sport, vacanze studio, e soprattutto internet). Avere molti contatti, molti like e molti amici è il modo postmoderno di darsi un valore e un riconoscimento sociale. Concentrarsi maggiormente su uno o pochi rapporti importanti va di pari passo con la sensazione di un sostanziale fallimento, ci si sente un po’ sfigati, ovvero più bambini che adolescenti, fuori dal giro e isolati.
L’adolescenza: opportunità e aspetti positivi di internet
Internet offre agli adolescenti una vasta gamma di opportunità per acquisire conoscenze, sviluppare abilità e sfruttare il proprio potenziale. Attraverso la ricerca online, i giovani possono:
- trovare opportunità di socializzazione e arricchire la propria rete di contatti;
- esplorare nuovi argomenti di interesse e conoscere anche ciò che è diverso e lontano;
- informarsi autonomamente imparando da diverse fonti e accedendo a risorse educative: esistono piattaforme online che offrono corsi e programmi di formazione, permettendo agli adolescenti di sviluppare competenze utili per il loro futuro.
- apprendere con disinvoltura nell’utilizzo delle tecnologie;
- confrontarsi “senza corpo” e senza essere riconosciuti può fare sentire più liberi e meno esposti al giudizio;
- sperimentare e di ricercare la propria identità.
Social e internet in adolescenza: rischi, paure e pericoli
È innegabile che ci siano rischi associati all’uso di Internet da parte degli adolescenti. Non solo dipendenza da internet in adolescenza, ma anche la condivisione eccessiva di informazioni personali, l’esposizione a contenuti inappropriati o violenti e il rischio di essere vittime di adescamenti o di cyberbullismo sono solo alcuni dei pericoli potenziali. I genitori devono essere consapevoli di questi rischi e lavorare attivamente per educare i loro figli su come navigare in modo sicuro nel mondo online e affrontare eventuali situazioni problematiche.
Vediamo di seguito quali sono alcuni dei possibili rischi di un eccesso di “mondo virtuale” per gli adolescenti:
- il rischio che l’identità virtuale sia “scollegata” da quella reale e corporea, e viaggi su un binario parallelo. Il rischio è quello di passare la maggior parte del tempo in una sfera virtuale, distaccandosi da quella reale;
- difficoltà nel distinguere l’affidabilità e la qualità delle informazioni reperite in rete;
- riduzione dei rapporti affettivi reali;
- rischio di condurre prevalentemente attività ripetitive e passive nel tempo libero, a svantaggio di attività sportive, frequentazione di spazi per i giovani etc. Il problema non è infatti nell’utilizzo in sé, ma nell’eccessivo isolamento in favore delle relazioni virtuali;
- utilizzare internet come via di fuga o come sollievo dai propri problemi della vita reale (attività non intesa come semplice “svago”);
- sviluppo di dipendenza da internet: rischio di rendere la rete l’unico canale di relazione per la propria vita affettiva ed emotiva, e di non accorgersi quando subentra un utilizzo eccessivo del mondo virtuale.
Internet e il rischio di deprivazione sociale
Come afferma il noto neuropsichiatra Alberto Pellai, prediligere i social e i videogame al posto dei tradizionali giochi di movimento, espone ad un rischio di “deprivazione sociale”: la mancanza di contatto fisico e di contatto oculare, e l’assenza di conflitti reali nelle relazioni sono dei fattori rilevanti che possono ostacolare la crescita.
Inoltre, il mondo online fornisce soprattutto gratificazioni istantanee che creano dipendenza disabituando i ragazzi al valore dell’attesa e della tolleranza della frustrazione.
Dipendenza da Internet in adolescenza
La dipendenza da Internet in adolescenza è una preoccupazione sempre più diffusa tra i genitori. Trascorrere troppo tempo online può interferire con l’equilibrio tra vita digitale e vita reale, influenzare negativamente il rendimento scolastico, la salute mentale e le relazioni interpersonali.
Va anche sottolineato però che anche noi adulti siamo sempre connessi e collegati per la maggior parte del giorno, per motivi lavorativi e privati. Diventa quindi difficile stabilire quando questa “connessione” sia eccessiva, dato che i limiti temporali non possono più rappresentare più un metro di misura.
L’iperconnessione dei ragazzi in alcuni casi è talmente accentuata che ha portato psicologi, psichiatri e sociologi a parlare della nascita di una nuova diagnosi: l’internet addiction disorder (IAD). Risulta però difficile stabilire quando questo iper-utilizzo, o questa sovra-esposizione virtuale, rappresentino la manifestazione di un disagio.
La comunità scientifica è però ancora divisa rispetto ai criteri diagnostici: non si sa come “misurare” la dipendenza da internet in adolescenza. Questa forma di addiction non è stata infatti ancora inserita a pieno titolo nei manuali diagnostici della salute mentale. Ciò è probabilmente dovuto alla difficoltà nel distinguere un utilizzo patologico e compulsivo della rete in un mondo in cui circa il 40% delle persone ha accesso ad internet (e in cui tale network viene utilizzato per molte ore al giorno anche per lavoro, senza problemi di integrazione sociale).
Dipendenza da internet adolescenza
Ecco alcuni criteri caratteristici della dipendenza da internet:
- la dominanza dell’attività virtuale nella sfera cognitiva, affettiva e comportamentale;
- l’utilizzo eccessivo della rete (anche se non è possibile quantificarlo in numero di ore), che cattura la maggior parte del tempo e delle energie della persona;
- la compromissione di aree di vita importanti come quella relazionale, sociale, affettiva, scolastica o lavorativa;
- se viene impedito di utilizzare internet, si possono manifestare segni di astinenza, irritabilità, ansia e tristezza;
- difficoltà nel portare a termine dei compiti;
- isolamento sociale rispetto ai rapporti reali (partner, famiglia o amici);
- perdere il senso del tempo: si passano moltissime ore davanti allo schermo anche trascurando attività basilari come mangiare o lavarsi.
Si può ipotizzare che il criterio dirimente per una dipendenza da internet in adolescenza possa essere il grado di compromissione o di interferenza che l’utilizzo del mezzo ha nelle aree importanti della vita di ognuno di noi, e del modo in cui viene utilizzato più che del quanto.
Dipendenza da internet adolescenza: lo studio
Un recente studio pubblicato su PlosOne, nota rivista scientifica, la dipendenza da internet adolescenza è correlata a cambiamenti funzionali e biochimici nel cervello: si riducono le connessioni cerebrali coinvolte in alcune funzioni come la memoria, i circuiti del controllo e della ricompensa, e i processi decisionali. Tali cambiamenti influenzano in maniera importante i comportamenti dei ragazzi e anche l’organo cerebrale stesso, che è ancora in fase di sviluppo.
Dipendenza da social network
Ragazzi e internet: alcuni adolescenti possono sviluppare una dipendenza dai social network, sentendosi costantemente la necessità di controllare le notifiche, condividere post o cercare l’approvazione online. Questa dipendenza può influenzare l’autostima, il benessere emotivo e le relazioni sociali.
La dipendenza da social network non è identificata come un disturbo di dipendenza, ma è comunque un oggetto di studio di varie ricerche contemporanee. Una di queste ricerche ha appositamente coniato il termine “tecnostress”.
La questione psicologicamente interessante è che le persone, quando si sentono stressate dai social network, non cercano un’altra attività, ma continuano anzi a navigare cercando all’interno dei social stessi una distrazione. Questa modalità di gestione dello stress aumenta la possibilità dell’individuo di diventare dipendente dai social network, in quando è una modalità di coping non adattiva. In particolare, tra gli elementi che generano più stress sui social network ci sono lo scambio di “like” e di commenti. Proprio per questo, oggi molti ragazzi costruiscono ciò che postano sui social in modo da aver maggior successo online, inconsapevolmente ruotando intorno alle tematiche narcisistiche dell’autostima e della vergogna per non essere sufficientemente popolari.
Un altro fattore rilevante è il modo in cui sono costruiti i social network per tenerci online il maggior tempo possibile, secondo il principio del rinforzo intermittente.
I genitori dovrebbero accompagnare i loro figli verso un uso consapevole dei social network, promuovendo l’autostima basata su valori intrinseci e promuovendo anche le occasioni di interazione sociale offline.
Dipendenza da Internet in adolescenza: lo smartphone
Come sostiene Alberto Pellai, lo smartphone non è un semplice strumento, ma è “un ambiente, dall’enorme potere additivo, totalmente architettato per promuovere l’ingaggio dei nostri circuiti dopaminergici“. Ne siamo così attivati e attratti (anche noi adulti) che facciamo sempre più cose online in internet che nella vita reale.
Questo vale a maggior ragione per i cervelli nell’età dello sviluppo, come sono quelli dei nostro bambini e ragazzi, che non riescono a resistere alla tentazione di prenderlo in mano e di perdervisi per ore.
Secondo Pellai, non basta dunque che gli adulti educhino i figli a farne un buon uso (dando regole, utilizzando filtri e app per il controllo): ci si sente comunque impotenti di fronte all’attrazione che questo “strumento” esercita sui giovani, portandoli a leggere di meno (scopri in questo articolo perché è importante leggere), a socializzare di meno, a fare meno sport, ad uscire di meno.
Anche perché, i primi ad essere sempre attaccati al telefono – per motivi di svago o lavorativo poco importa – siamo proprio noi adulti: la dipendenza da internet in adolescenza l’hanno appresa da noi.
Giovani e social network: il rischio del Cyberbullismo
I social network hanno permesso di accorciare le distanze del mondo e di essere costantemente in contatto con chi vive dall’altra parte del globo, ma anche, per i nostri figli, di rimanere sempre in contatto con gli amici e i compagni di classe. Questa iperconnessione ha però portato con sé anche degli effetti collaterali, come per esempio quello del cyberbullismo, ovvero il bullismo perpetrato online. Il cyberbullismo rappresenta un rischio che coinvolge gli adolescenti (e non solo) in rete. L’anonimato e la distanza fisica offerta dal mondo online possono incoraggiare comportamenti aggressivi e intimidatori.
Questo fenomeno è per certi versi ancora più pericoloso del bullismo reale, in quanto la vittima viene esposta ad un branco online potenzialmente infinito, che comprende anche persone estranee.
Prevenire la dipendenza da internet in adolescenza: consigli per i genitori
Ogni adolescente, come ogni persona, è un individuo a sé. Vediamo però quali possono essere delle linee guida comuni:
L’adolescente ha bisogno di crescere, di imparare (anche i propri limiti), di essere autonomo e di stare in relazione. Questi bisogni, in adolescenza, si rivolgono all’esterno della famiglia, e anche nel mondo digitale. Il mondo virtuale, per esempio, rappresenta per loro un luogo dove sviluppare competenze e “vincere” in uno specifico ambito della propria vita.
Per i genitori che cercano di guidare i loro figli adolescenti attraverso il mondo di internet, ci sono alcuni consigli utili da tenere a mente:
- Bisogna “andare verso” gli adolescenti: veniamo da epoche diverse ed è necessario che gli adulti imparino il loro linguaggio e il loro modo di comunicare, che si appassionino al loro mondo e non lo demonizzino, anche se alcuni aspetti possono spaventare noi adulti o farci sentire impotenti perché non li conosciamo.
I genitori e gli adulti hanno la responsabilità di colmare il divario comunicativo con gli adolescenti, senza emettere giudizi su ciò che è oggi diverso da come era un tempo. - Mantenere quindi una comunicazione aperta e onesta con i figli, parlando dei rischi, delle opportunità e delle sfide associate all’uso di internet. È possibile monitorare l’attività online dei propri figli, senza invadere la loro privacy.
- I figli, bambini e adolescenti, vanno accompagnati nell’utilizzo delle nuove tecnologie ed educati alla saggezza digitale. Non vanno lasciati soli davanti a social e internet (come un tempo avremmo detto che non vanno lasciati soli davanti alla TV). Vanno aiutati ad attribuire un significato e un’importanza a ciò che stanno vedendo o leggendo. Per questa ragione occorre interessarsi e farsi coinvolgere dal loro universo, ponendosi in ascolto con un atteggiamento di curiosità.
- Promuovere un’educazione sulla sicurezza online: insegnare l’importanza di una navigazione sicura, di proteggere le proprie informazioni personali e di evitare interazioni rischiose.
- Non imporre regole rigide e arbitrarie (per esempio riguardo al tempo passato online), ma se mai parlarne apertamente e negoziare la decisione.
- Essere un modello di comportamento: rappresentare un buon modello di comportamento online, mostrando coerenza, rispetto, gentilezza e responsabilità.
- Per molti genitori è piuttosto rassicurante poter contattare i propri figli in qualsiasi momento. Ecco, questo non è necessariamente un bene: è più utile lavorare su una relazione di apertura, di dialogo e di fiducia, anziché installare semplicemente un’app che monitori gli spostamenti dei propri figli. Il genitore dovrebbe infatti proseguire anche in adolescenza nella sua funzione protettiva ed educativa con autorevolezza, ma anche con affetto e curiosità.
- Promuovere e consentire all’adolescente spazi di socializzazione con i pari. Questi spazi possono essere dappertutto: nello sport, frequentando i coetanei informalmente o in gruppi di aggregazione di varia natura.
In conclusione, l’uso di internet da parte degli adolescenti comporta sia sfide che opportunità. È fondamentale che i genitori siano consapevoli di queste dinamiche e lavorino attivamente per guidare i loro figli verso un utilizzo sano, consapevole e responsabile di internet. Con una comunicazione aperta e coerente, educando sulla sicurezza online e offrendo sostegno emotivo, i genitori possono aiutare i loro figli a trarre il massimo vantaggio dalle risorse che Internet ha da offrire, minimizzando al contempo i rischi associati.
Più di tutto, da adulti dovremmo interrogarci sulle alternative che possiamo offrire alla fascia più giovane della popolazione, se siamo disposti ad ascoltare cosa i ragazzi hanno da dirci, e su come poterli aiutare a immaginare un futuro soddisfacente in una società che attualmente è dominata da individualismo e competizione. Se gli adolescenti non troveranno risposte affidabili dal mondo adulto, le cercheranno comprensibilmente altrove, per esempio in rete.
Adolescenti e internet: bibliografia e approfondimenti
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