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“Se decidi di doparti, c’è qualcosa che non va con te stesso.”

doping psicologia Alex Schwazer

“Se decidi di doparti, c’è qualcosa che non va con te stesso.”

Alex Schwazer, campione olimpico nella 50 km di marcia alle Olimpiadi di Pechino 2008, intervistato da Daria Bignardi ne “Le Invasioni Barbariche” in onda mercoledì 30 gennaio 2013, racconta:

“Io sono crollato mentalmente…già prima ero tutt’altro che lucido…all’inizio mi facevo ogni giorno, poi sono stato male. Ogni giorno sapevo che facevo una cosa sbagliata, ma non sono più riuscito a fermarmi. Uno non può doparsi perché tutti o tanti altri lo fanno, questa non può essere una scusa o una giustificazione. Se tu decidi di doparti è sempre, sempre perché tu con te stesso non vai d’accordo. Con te stesso c’è qualcosa che non va bene, e cerchi questa scorciatoia.

Se uno ha più talento, più classe di un altro vincerà sempre, senza doping. Io questo lo posso dire perché ho vinto tutte le gare che ho vinto senza nessun aiuto, mi sono allenato sempre senza nessun tipo di doping.

Però ho fatto anche un periodo di doping, e posso dire come mi sentivo prima, la tranquillità che avevo prima, facendo niente, e il sentirmi male dentro di me quando lo facevo. Sono stato un idiota totale, la colpa è mia, uno è adulto, e se è stanco deve decidere lui di fermarsi e fare una pausa. Il fisico è lo stesso, dipende solo dalla testa. Quello che mi ha spaventato è la persona Alex Schwazer come è cambiata.”

 

Cos’è il DOPING?

Si tratta dell’assunzione, da parte di un atleta, di una sostanza o di una droga, o dell’utilizzo di una pratica medica per migliorare le prestazioni sportive. Allo stesso modo, anche l’efficienza psicofisica dello sportivo può essere incrementata. I fattori su cui le assunzioni possono incidere sono, ad esempio, l’ossigenazione del sangue, la massa muscolare, la percezione del dolore, etc.

Chiaramente, si tratta di una pratica scorretta e contraria all’etica dello sport, ma anche all’etica medica, in quanto le sostanze non vengono assunte a scopo terapeutico.

Pro e contro del doping

Il doping era e continua ad essere un problema attuale nel mondo dello sport. Il doping perché viene usato? Non c’è dubbio che chi si dopa lo faccia per migliorare le proprie prestazioni sportive, anche se così facendo mette a rischio la propria salute e viola lo spirito sportivo. Doping pro e contro? Vediamo di seguito quali sono.

Gli apparenti vantaggi

  • Migliora le prestazioni: per fare ciò che fanno, gli atleti hanno bisogno di tutta la forza possibile, che si tratti di affrontare una partita di tennis di cinque ore oppure di gareggiare al Giro d’Italia. Mentre molti atleti lavorano duramente per aumentare forza e resistenza, una parte di essi cerca modi alternativi e più “facili” per raggiungere lo stesso obiettivo. Se hanno usato il doping perché mal informati dalla loro squadra oppure perché motivati dalla ricerca di una gloria personale, fatto sta che si tratta di sostanze proibite.

  • Offre benefici per la salute o dà un vantaggio: sarebbe ingenuo non riconoscere che esistono farmaci che offrono dei benefici per la salute. Ad esempio, gli steroidi possono ridurre un possibile processo infiammatorio, se utilizzati per scopi terapeutici. Siccome l’argomento riguarda lo sport, che vantaggi ottiene l’atleta dai farmaci dopanti? Ad esempio, un aumento della massa muscolare. Si tratta però, lo ripetiamo, di una pratica scorretta e antisportiva.

Contro del doping

Come menzionato sopra, i farmaci in questioni sono pensati per essere utilizzati ai fini terapeutici. Un medico dovrebbe fare un’attenta analisi dei benefici e dei costi dell’utilizzo di un certo principio attivo. Per questa ragione il doping ha effetti sulla salute a lungo termine: non c’è dubbio che gli atleti che assumono farmaci dopanti ne beneficiano nell’immediato, con prestazioni migliorate, maggiore capacità di resistenza etc.

Ma che dire degli effetti a lungo termine? Diversi studi hanno dimostrato gli effetti collaterali correlati all’uso di sostanze dopanti, tra cui alcuni effetti psicologici del doping, motivo per cui sono state bandite dalle competizioni.

  • Offre un ingiusto vantaggio: l’ex presidente dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA, World Anti-Doping Agency) Richard Pound, una volta affermò che l’utilizzo dei farmaci dopanti non è casuale, ma è una vera e propria azione psicologica che porta a pianificare tale comportamento con l’obiettivo di ottenere un vantaggio ingiusto. Cosa proverebbe un avversario battuto dal suo rivale di sempre, quando scopre che questi ha vinto grazie alle sostanze dopanti?

  • È contrario allo spirito sportivo: onestà, etica, fair play, lavoro di squadra, rispetto delle regole e delle leggi, rispetto di se stessi e degli altri partecipanti sono soltanto alcuni dei valori che caratterizzano lo spirito dello sport. I programmi antidoping lavorano con molta accuratezza per preservare lo spirito sportivo e la salute di un’atleta che ne ha fatto uso, trascurando ciò che contraddice quanto di buono ed onorevole contraddistingue lo sport e il duro allenamento.

 

Ma quali sono gli effetti collaterali delle sostanze dopanti? Nelle donne, nel caso di utilizzo di ormoni, si può verificare un processo che le rende più mascoline, il quale si manifesta ad esempio con un tono di voce più basso e una crescita importante di peli. Questi sono i due effetti più evidenti.

Sugli adolescenti il processo può risultare ancora più rischioso, in quanto l’utilizzo del doping può dare luogo ad un arresto dello sviluppo o ad un blocco dell’altezza anche irreversibile, a causa di una maturazione troppo precoce nel processo di crescita.

In linea generale queste sostanze dopanti sono pericolose per i loro effetti a lungo termine

Doping cause e conseguenze psicologiche? Si manifestano anche quelle, con un aumento dei livelli di stress, sbalzi di umore e nervosismo. 

Da un punto di vista psicologico

L’atleta può essere tentato di assumere la sostanza per migliorare le prestazioni e quindi aumentare le probabilità di vittoria, cercando, come afferma Schwazer, “una scorciatoia“. Il timore è quindi quello di competere con altri sportivi talentuosi e, forse, più prestanti, con le sole proprie forze.

Questa è la ragione per cui l’atleta sperimenta sensi di colpa, e il timore di doversi sottoporre ad un controllo che porterebbe alla penalità dell’espulsione.

Generalmente, chi assume il doping, si troverà ad affrontare una spirale di dipendenza psicologica da cui è molto faticoso tornare indietro: difficilmente infatti si deciderà di tornare a gareggiare “sobri”.