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“Il più grande dono è una passione per la lettura. È economica, consola, distrae, entusiasma, fornisce la conoscenza del mondo e un’esperienza di vasto genere. È una luce morale.” Elizabeth Hardwick “La lettura è un rapporto con noi stessi e non solo col libro, col nostro mondo interiore attraverso il mondo che il libro ci apre”. Italo Calvino Perché leggere libri di psicologia?   Questo articolo tratterà di letture. Letture appartenenti a un campo molto specifico (libri psicologici), eppure letture, con tutto il bagaglio di benefici che esse possono apportare. Oggi è sempre più frequente che le persone si avvicinino ai libri di psicologia. La ricerca che le persone generalmente fanno non è di manuali di psicologia su cui studiare, ma piuttosto di strumenti accessibili che aiutino a comprendersi meglio, a entrare maggiormente in contatto con se stessi e con i propri temi, schemi relazionali e in generale, con le modalità con cui funziona la mente umana. Sono infatti sempre più diffusi libri di psicologia dal carattere divulgativo, scritti per il grande pubblico, con l’obiettivo di facilitare l’avvicinamento ai temi più diversi tra cui: emozioni e intelligenza emotiva autostima crescita personale come convivere con, e superare un trauma.   I migliori libri da leggere - I miei consigli L’obiettivo di questo articolo...

Ritrovarsi incastrati in una serie di pensieri negativi e ripetitivi è capitato a tutti e può consumare molte energie, oltre ad avere l’effetto di autoalimentare i pensieri stessi e le sensazioni a essi associate, che possono comprendere ansia, tristezza o rabbia. A volte si può avere l’impressione che pre-occuparsi aiuti ad arrivare meglio preparati agli eventi: per prevenire errori, risolvere problemi e per non dimenticare pezzi. Eppure il prezzo da pagare in termini di pensieri negativi spesso è alto e converrebbe chiedersi se è davvero così utile. A volte invece vorremmo eliminare i pensieri negativi e intraprendiamo una battaglia contro di essi. Cosa succederebbe se invece provassimo a comprendere i pensieri negativi, ad accoglierli e a trasformarli in consapevolezza e benessere mentale? Scopriamo perché la tua mente sembra sabotarti con pensieri negativi continui, e quando smettere di pensare male può diventare un’abilità (che si può imparare). Il dialogo interiore che condiziona le nostre vite “Non ce la fai” “Non te lo meriti” “E’ troppo difficile” “Ti farai male” “Lascia perdere” “Non sei capace” “Non sei abbastanza” “Non sei poi così bravo” ...

La depressione stagionale, chiamata anche disturbo affettivo stagionale (SAD, Seasonal Affective Disorder), è un disturbo dell'umore che si manifesta in relazione ai cambiamenti stagionali, influenzando significativamente l’umore e il benessere emotivo di chi ne è affetto. Consiste nel verificarsi di episodi depressivi in alcuni specifici periodi dell’anno. Esploriamo in questo articolo come la depressione da cambio di stagione impatta ciclicamente sulla vita delle persone e come può essere gestita efficacemente. Cos'è la depressione stagionale Il Disturbo Affettivo Stagionale è un tipo di depressione che si manifesta regolarmente, ogni autunno o inverno, quando le giornate diventano corte e buie, anche se può verificarsi anche in altri periodi dell'anno. La causa per cui si verifica principalmente nei mesi invernali è la mancanza di luce solare. Altre situazioni in cui le persone non ricevono abbastanza luce solare possono includere periodi nuvolosi o piovosi in altre stagioni dell'anno, oppure vivere in luoghi bui e lavorare per lunghe ore in uffici poco illuminati. Ogni volta che c'è una carenza di luce solare, le persone vulnerabili al Disturbo Affettivo Stagionale possono sviluppare sintomi. Da alcuni anni, si è aggiunto anche il correlato estivo della  depressione stagionale: la Summertime Sadness: conseguentemente alla crisi climatica legata al surriscaldamento globale, il periodo estivo non è...

La sindrome del sopravvissuto è un fenomeno psicologico complesso che coinvolge spesso chi ha vissuto esperienze traumatiche o catastrofiche come incidenti, violenze familiari, disastri naturali, attentati, malattie gravi o altre situazioni ad alto impatto emotivo. In questo articolo approfondiremo la complessità del senso di colpa che può affliggere i sopravvissuti, e le sfide legate alla difficoltà a riabbracciare la vita con gioia e a ritrovare la felicità dopo avere superato eventi di questo calibro. Sindrome del Sopravvissuto Si direbbe che, inevitabilmente, dopo essere sopravvissuti (fisicamente o psichicamente) ad un evento drammatico, la reazione naturale sarebbe quella di gioire per lo scampato pericolo, di godersi ogni singolo giorno ricevuto in dono e di valorizzare ogni istante della propria vita. Come spesso accade nel nostro mondo interno, le cose non sono però così semplici. E la sindrome del sopravvissuto ce lo insegna. Spesso, l'emozione che accompagna la vita post traumatica in particolari condizioni è il senso di colpa: il senso di colpa dei sopravvissuti. L'origine del senso di colpa del sopravvissuto Chi ha la fortuna di sopravvivere ad un evento traumatico, che mette la persona a stretto contatto con la morte fisica o psicologica, deve affrontare il senso di colpa...

Chi ha mai sentito parlare del neologismo che definisce una persona "workaholic"? Non c'è dubbio che viviamo in un'epoca che elogia il senso del dovere e promuove una cultura del lavoro intensa: la carriera, la performance e le pressioni fanno parte della nostra quotidianità, vengono ormai date per scontate. Lo stress da lavoro e la dipendenza da lavoro (workaholism o work aholism) rappresentano due facce della stessa medaglia. Potremmo dire che, se l'impegno e la realizzazione professionale sono importantissimi, è fondamentale prevenire e riconoscere i segnali di stress e di malessere per non incorrere in problemi di salute mentale e fisica, e preservare il nostro benessere psicologico. Vediamo in questo articolo cos'è la dipendenza dal lavoro, e come poter applicare le strategie per proteggersi anche da un eventuale burn out. Dipendenza da lavoro: chi si può definire "workaholic" Nel mondo contemporaneo, l'equilibrio tra lavoro e vita personale è diventato sempre più sfidante. Mentre la passione e l'impegno sono elementi positivi nella carriera, esiste un lato oscuro che può trasformare questa passione in una forma dannosa: la dipendenza da lavoro. Questo fenomeno, spesso sottovalutato, può avere a lungo andare conseguenze invalidanti sulla salute psicologica e sul benessere generale di una persona che diventa workaholic. Workaholic significato: Cos'è la dipendenza...

Chi soffre di insonnia lo sa: il riposo notturno può essere una delizia o una tortura, tanto atteso quanto temuto. C’è chi non conosce i disturbi del sonno per nulla, e chi invece cerca di combattere l’insonnia da una vita intera. Perché il buon sonno è importante Il sonno e il riposo notturno sono fondamentali per il nostro benessere fisico e psicologico: servono a compensare le attività svolte durante la veglia e a resettare il nostro corpo e la nostra mente, oltre a permetterci di elaborare e “digerire” le esperienze della vita diurna. L’insonnia L’insonnia può manifestarsi in molte forme diverse, può esservi una tendenza all’insonnia cronica oppure i disturbi del sonno possono essere momentanei. Le alterazioni del sonno sono categorizzate diversamente a seconda: della fase in cui l'insonnia si manifesta; della quantità di sonno, in base alle ore di sonno necessarie per ognuno; e della qualità (dormire bene o dormire male).   Cerchiamo di fare chiarezza e successivamente di elencare alcuni consigli e rimedi che possono essere di aiuto per prevenire o migliorare i disturbi del sonno. Cos’è l’insonnia L’OMS definisce l’insonnia come disturbo dell’inizio e/o del mantenimento del sonno, oppure come un sonno non ristoratore per almeno 3 notti a settimana, associato ad una sensazione di...

Dopo una reazione iniziale di euforia che si riscontra spesso in famiglia con l'arrivo del primogenito, alla nascita del secondo figlio, di solito, segue un momento estremamente delicato nell’equilibrio del nucleo familiare. In questo periodo il primo si accorge di aver perso lo spazio e le premure che caratterizzavano la sua vita precedente, ossia quella nella quale i genitori erano esclusivamente concentrati su di lui. Inoltre, anche la coppia può andare in crisi in occasione dell'arrivo del secondo figlio che rappresenta un nuovo partner affettivo per tutti. Vediamo allora in questo articolo quali possono essere le ripercussioni sulla famiglia in occasione della nascita del secondo figlio, e naturalmente vedremo anche come affrontarle. Secondo figlio in arrivo...

Stress da matrimonio, ansia da matrimonio: tante cose da fare e un grande cambiamento da affrontare. Come affrontare i preparativi e superare l'ansia prematrimoniale e lo stress da matrimonio? di Angela Altomare con la consulenza della dott.ssa Chiara Venturi, psicologa e psicoterapeuta La lista degli invitati da stilare, la cerimonia da organizzare, le bomboniere da scegliere così come gli addobbi in chiesa, il vestito da sposa, il trucco. E poi c’è la casa da arredare e tante altre cose alle quali pensare prima di arrivare al giorno del fatidico sì. Ma attenzione allo stress da matrimonio! Ad andare in crisi a volte quando ci si prepara ad affrontare il grande passo non sono solo le nostre tasche, ma anche il rapporto a due. Spesso il periodo che precede il matrimonio viene vissuto dai futuri sposi all’insegna dell’ansia da matrimonio e della tensione. Le ripercussioni sul rapporto di coppia naturalmente non mancano, così il sogno di “due cuori e una capanna” a volte rischia di trasformarsi in un vero e proprio incubo. Stress prematrimoniale, stress da matrimonio e stress da preparativi Perché il pre matrimonio può essere vissuto come un periodo molto stressante?   Lo stress pre matrimonio dei preparativi - spiega la dottoressa Venturi - è legato...