Piramide di Maslow: la gerarchia dei bisogni umani

piramide dei bisogni di Maslow

Piramide di Maslow: la gerarchia dei bisogni umani

Piramide dei bisogni di Maslow: qual è il motore che spinge il comportamento umano? Cosa si nasconde sotto la nostra ricerca di sicurezza, appartenenza, prestigio o realizzazione personale?

La risposta a queste domande risiede nel concetto di “bisogno”: sono i nostri bisogni di esseri umani a spingerci verso il raggiungimento della soddisfazione degli stessi.

Ma cosa s’intende per “bisogno”?

Il bisogno consiste nella mancanza di qualcosa che viene percepita come necessaria ma anche semplicemente desiderata. Da questa percezione di mancanza scaturisce una spinta (“driver“), un movimento verso qualcosa che diventa obiettivo verso cui indirizzare le nostre azioni (come infatti riportato nel Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana, dal latino “motus”, participio passato di movere, muovere, atto a muovere, ciò che spinge).

I bisogni sono quindi la spinta motivazionale che ci orienta nei nostri progetti di vita.

Uno dei modelli di riferimento più conosciuti che illustra questi processi è la “Piramide dei Bisogni” di Abraham Maslow, uno dei più noti psicologi statunitensi del ventesimo secolo (1943).

Come approfondiremo nel corso dell’articolo, la piramide mostra come i bisogni si suddividano in bisogni di base e bisogni più “alti” e come sia necessario soddisfare quelli di base per potersi poi occupare di quelli avanzati. Secondo il modello, infatti, tutti aspiriamo al soddisfacimento dei bisogni posti ai livelli più elevati, ma se non siamo riusciti, per vari motivi, a soddisfare quelli che stanno alla base della piramide, ci mancherà la motivazione necessaria per soddisfarli: le energie saranno infatti concentrate sui bisogni primari.

Cos’è la piramide di Maslow: struttura e principio base

La “Piramide dei Bisogni” di Maslow è una rappresentazione dei bisogni umani, dove emerge che essi sono distribuiti su diversi livelli, a seconda della loro priorità e della motivazione che serve per soddisfarli. Come è possibile già intuire, questa rappresentazione rende conto dell’utilizzo che facciamo della nostra energia ogni giorno, per definire la direzione da seguire di volta in volta, gli obiettivi che ci poniamo e i progetti che imbastiamo.

Com’è strutturata la piramide dei bisogni?

Partendo dalla base verso la punta, essa mostra in ordine gerarchico diverse tipologie di bisogni:

piramide dei bisogni di maslow

  • BISOGNI PRIMARI FISIOLOGICI: tra i bisogni primari, quelli fisiologici sono i primi che richiedono soddisfazione e riguardano la fame, la sete, il sonno, l’equilibrio psicofisico e il riparo. Si tratta dei bisogni legati alla sopravvivenza;
  • BISOGNI DI SICUREZZA: sempre tra i bisogni primari, a un gradino superiore, una volta che la sopravvivenza è garantita, troviamo i bisogni di sicurezza ovvero di protezione e mancanza di pericolo. Essi possono modularsi in modo diverso a seconda della fase di vita della persona, ma in generale riguardano:
    • la stabilità fisica (sicurezza abitativa, tutele legali, accessibilità delle cure mediche),
    • economica (stabilità lavorativa, disponibilità di risparmi e di forme di previdenza),
    • relazionale (un contesto stabile e prevedibile);
  • BISOGNI SOCIALI: una volta che i bisogni primari sono stati soddisfatti, ci si può occupare dei bisogni sociali ovvero quelli di amore e di accettazione. Si tratta della necessità che abbiamo di costruire relazioni appaganti con gli altri, di coinvolgerci con loro, scambiando attenzione e amore con il partner, con gli amici, con la famiglia e con i colleghi;
  • AUTOSTIMA E AUTOREALIZZAZIONE: ad un gradino superiore, ci sono i bisogni legati alla nostra autostima: essi riguardano la necessità che i nostri talenti, le nostre qualità e i nostri sforzi siano riconosciuti e valorizzati e abbiamo la possibilità di realizzarci e costruire la nostra indipendenza. Questo riconoscimento ha una duplice origine:
    • esterna, tramite gli altri,
    • e interna, da parte di se stessi e dà origine a sentimenti di fiducia e autoefficacia;

 

Come già accennato, il principio base della piramide dei bisogni è che i bisogni insoddisfatti costituiscono il motore che spinge gli esseri umani all’azione. Secondo il modello di Maslow, è necessario aver soddisfatto i bisogni posti ai livelli più elementari perché ci sia energia motivazionale a sufficienza per occuparsi dei livelli superiori. Possiamo facilmente immaginare infatti come una persona che stia faticando a procacciarsi il cibo o un riparo, non abbia risorse residue per occuparsi di autorealizzazione, carriera e vie per esprimere la propria creatività. Come quando si ha la sensazione di fare fatica a pensare con lo stomaco vuoto: prima occorre saziarsi, e poi ci si può dedicare a compiti più “alti”.

Piramide di Maslow: critiche e revisioni

Sebbene la piramide di Maslow sia uno dei modelli più conosciuti della psicologia, nel tempo è stata oggetto di numerose critiche e revisioni. Molti studiosi hanno osservato che la gerarchia dei bisogni non sempre segue un ordine rigido e universale.

Nella realtà, ad esempio, una persona può cercare amore, appartenenza o significato anche quando non dispone di una piena sicurezza economica o materiale. Inoltre, il modello è stato criticato perché non tiene conto delle influenze e differenze culturali.

Lo stesso Maslow,  riconobbe alcuni limiti della teoria originaria e propose ulteriori livelli oltre all’autorealizzazione:

  • i bisogni cognitivi, legati alla conoscenza e alla comprensione del mondo;
  • i bisogni estetici, collegati alla ricerca di armonia, bellezza e ordine;
  • e infine i bisogni spirituali ovvero la trascendenza, intesa come la capacità di andare oltre il proprio interesse individuale per contribuire al bene degli altri, della comunità o di una causa più grande di sé (per esempio tramite l’altruismo). In tali bisogni troviamo anche la crescita spirituale.

 

Questa evoluzione rende il modello più vicino alla complessità dell’esperienza umana e sottolinea come la crescita personale non si esaurisca nella realizzazione di sé, ma possa proseguire verso forme più profonde di connessione e significato.

Il modello di Maslow come teoria motivazionale

Come sopra illustrato, la piramide di Maslow rappresenta una classificazione dei bisogni umani fondamentali, ma non si limita a questo: essa costituisce anche un modello dinamico secondo cui i bisogni sono le forze motivazionali in continuo movimento che spingono e orientano gli esseri umani nella vita e nella loro crescita.

Quando un individuo percepisce un bisogno infatti, si trova in una situazione in cui sente una mancanza in una certa area della sua vita rispetto a quanto desidera. Questa mancanza lo motiva appunto ad adoperarsi per ristabilire un equilibrio, risolvere la mancanza, realizzare il desiderio.

Piramide motivazionale di Maslow e psicologia umana

La piramide di Maslow con il suo modello mette in luce il legame tra bisogni, emozioni e comportamenti.

Le emozioni sono strettamente correlate alla motivazione: quando proviamo infatti un’emozione, che sia tristezza, paura, rabbia o una qualunque altra emozione, le sensazioni ad essa correlate ci informano della mancanza che stiamo attraversando, dandoci indicazioni sulla necessità di indirizzare le nostre azioni e permettendoci di fare chiarezza sull’obiettivo da perseguire. Difatti, le emozioni di base hanno una finalità evolutiva.

Motivazione intrinseca

Il nostro mondo interno ci guida come una bussola, evidenziando i bisogni che necessitano di soddisfazione. Si parla, a questo proposito, di motivazione intrinseca, che nasce appunto all’interno del soggetto, dai suoi bisogni interni (curiosità, crescita, autorealizzazione).

Quando sentiamo il bisogno di autorealizzazione ad esempio, possiamo sentire la spinta a impegnarci in un progetto che permetta di soddisfare questo bisogno il che, a sua volta, può aumentare la motivazione a focalizzare sempre più gli obiettivi da raggiungere e le modalità per farlo, in un circolo virtuoso di reciproca influenza tra bisogni e motivazione.

Motivazione estrinseca

La motivazione intrinseca si distingue da quella estrinseca che nasce al di fuori del soggetto ed è cioè legata al riconoscimento esterno (denaro, prestigio, approvazione).

Il modello di Maslow, in sintesi, ha illustrato il percorso che ogni essere umano intraprende per realizzare i propri bisogni, grazie a spinte motivazionali connesse alla crescita personale e che tendono fino alla completa autorealizzazione.

Capire in quale livello della piramide ci troviamo aiuta pertanto a leggere meglio le nostre scelte, i momenti di crisi psicologica e le difficoltà relazionali che di volta in volta possiamo attraversare.

La piramide di Maslow oggi: evoluzioni, critiche e nuove letture

La piramide dei bisogni di Maslow ha avuto enorme successo, ma è stata oggetto anche diverse critiche.

Sostanzialmente, essa è stata considerata riduzionista, in quanto accusata di non tenere conto delle tensioni più profonde alla base della spinte motivazionali delle persone (Geller, 1982; Neher, 1991; Wahba & Bridwell, 1976).

Più in particolare:

  • è stata criticata la rigidità del modello in quanto non sempre i bisogni seguono l’ordine illustrato dalla piramide: ad esempio, la ricerca di amore e connessione può esserci anche laddove non sia ancora stata garantita la sicurezza materiale. Non è cioè necessario soddisfare i bisogni fisiologici per poi far nascere quelli di livello superiore;
  • secondo la psicoanalisi esistono anche pulsioni, regressioni e spinte che funzionano secondo una logica diversa da quella lineare della sopravvivvenza e dell’evoluzione: ad esempio la pulsione di morte e la coazione a ripetere;
  • è stata criticata la mancanza di riferimento alle differenze culturali: le persone appartenenti a culture diverse non funzionano tutte allo stesso modo. Pensiamo alle società collettiviste ad esempio, in cui i bisogni sociali (ad esempio, di supporto e coesione familiare) hanno più peso rispetto all’autorealizzazione individuale tipica delle società individualiste;
  • Maslow stesso in seguito aggiunse altri livelli: bisogni cognitivi, estetici, e infine la trascendenza, ovvero andare oltre il sé per contribuire al bene comune
  • secondo alcun studi infine, senza una connessione sociale nessuno dei bisogni più elementari può essere realizzato, quindi la collaborazione e la cooperazione sono elementi fondamentali per il benessere fisico e mentale.
  • è anche possibile fare una riflessione sul modello di Maslow alla luce dell’attuale contesto storico e della società di oggi, così dominata dai social network e dall’idealizzazione del consumo: sembra cioè che la piramide si sia quasi “rovesciata”, nel senso che viene dato enorme valore all’autorealizzazione e quasi all’imperativo urgente della cura dell’immagine di sé, come se costituisse il bisogno primario. Ma possiamo ben comprendere come senza basi solide – e cioè sicurezza economica, relazioni stabili e salute – l’autorealizzazione rischia di essere solo una fragile illusione.

La piramide di Maslow applicata alla vita quotidiana

Al di là delle critiche che gravitano sul modello della piramide dei bisogni di Maslow, esso può rappresentare comunque un utile riferimento e orientamento nella vita quotidiana, aiutandoci ad aumentare la consapevolezza di noi stessi a livello di desideri e necessità da soddisfare.

Più nello specifico

Come ci può aiutare oggi la piramide dei bisogni

  • nelle relazioni personali, può aiutarci a capire di cosa abbiamo più bisogno in un determinato momento. Ad esempio, potremmo accorgerci di un senso di insoddisfazione cronica alimentato dalla mancanza di una famiglia o di amici o di una comunità di riferimento;
  • nel lavoro, permette di leggere la motivazione dei dipendenti e creare ambienti soddisfacenti. Le aziende hanno bisogno di motivare i propri collaboratori verso l’autorealizzazione professionale: collaboratori appagati sono infatti anche collaboratori maggiormente affiliati ed efficienti. Cercare allora di soddisfarne i bisogni di sicurezza, appartenenza e stima può motivarli verso il raggiungimento dell’autorealizzazione;
  • nella crescita personale, diventa una bussola per riflettere su quali bisogni sono già soddisfatti e quali richiedono maggiore attenzione. Ci si potrebbe per esempio accorgere di un’insoddisfazione sul lavoro e capire che si tratta del bisogno di stima e della necessità di trovare un progetto che appassioni e valorizzi le proprie capacità; o magari è il bisogno di appartenenza e della necessità di organizzare un’occasione di incontro e confronto con i colleghi.

 

Applicazioni pratiche del modello di Maslow in vari contesti

Oltre che rappresentare un riferimento per la vita quotidiana, il modello dei bisogni di Maslow trova applicazione anche in numerosi altri contesti: dalla psicologia ed educazione alle risorse umane e il marketing.

Psicologia e psicoterapia

Comprendere a che livello della piramide si colloca il paziente e quali bisogni non soddisfatti ostacolano la sua crescita può aiutare i professionisti della salute a sostenerlo nello sviluppare le sue potenzialità, mettendo maggiormente a fuoco obiettivi e risorsi personali.

Piramide dei bisogni di Maslow in educazione e formazione

In ambito scolastico, uno studente che non si sente sicuro o accettato avrà difficoltà a concentrarsi sull’apprendimento. Il primo bisogno da soddisfare quindi è quello della sicurezza: sentirsi al sicuro nell’ambiente scolastico, rispettato da insegnante e compagni, libero di esprimersi senza essere denigrati per i propri errori. Lavorare per creare un clima di fiducia all’interno della classe è condizione imprescindibile perché la classe possa poi ottenere più risultati scolastici.

Il modello di Maslow può guidare anche i programmi di formazione: quando i lavoratori sentono che i loro bisogni di base sono soddisfatti infatti, mostrano maggior apertura e disponibilità anche nei confronti della formazione e nell’impiego sul lavoro di quanto apprendono. Allo stesso tempo, programmi di formazione pensati per soddisfare i bisogni di stima e auto-realizzazione, possono aiutare i dipendenti a sviluppare un senso di realizzazione e maggiore adesione ai loro ruoli.

Aziende e risorse umane

Nel mondo del lavoro e in particolare in ambito aziendale e nella gestione delle risorse umane, la piramide di Maslow può aiutare a comprendere e migliorare la motivazione dei dipendenti e guidare le politiche di welfare, il team building e i programmi di crescita professionale.

Più nello specifico, è necessario occuparsi:

  • dei bisogni fisiologici, che vanno da quelli base a quelli relativi per esempio al ricevere un salario che permette altresì di soddisfare i bisogni fisiologici di base;
  • dei bisogni di sicurezza, quella sul posto di lavoro, ma anche quello molto attuale di sentire di poter contare su una stabilità lavorativa;
  • del bisogno di appartenenza, cioè di far parte integrante di un gruppo che condivide politiche aziendali, visione, valori e obiettivi;
  • dei bisogni di stima, cioè di sentirsi valorizzati, apprezzati da colleghi e superiori e infine
  • dei bisogni di autorealizzazione professionale (fare carriera, fare il lavoro che piace, giustamente retribuito, che permette di crescere, ecc.) e di equilibrio con la sfera privata.

Che le politiche aziendali riconoscano e si occupino in maniera prioritaria di questi bisogni significa anche garantire la presenza di collaboratori motivati e soddisfatti e questo, a sua volta, aumenta la possibilità di una maggior produttività ed efficienza da parte loro, che diventeranno sempre più alleati nella crescita dell’azienda stessa, in un circolo virtuoso.

Marketing e comunicazione e piramide di Maslow

Nell’ambito del marketing, le aziende utilizzano la piramide di Maslow per prevedere i comportamenti dei consumatori, creando strategie di comunicazione che parlano ai loro bisogni, distribuiti sui diversi livelli.

Ogni scelta d’acquisto infatti risponde a un bisogno: ad esempio

  • un antifurto risponde al bisogno di sicurezza
  • un brand di lusso o un prodotto tecnologico all’avanguardia al bisogno di stima
  • un libro motivazionale o un corso online all’autorealizzazione
  • marchi che promuovono valori di comunità e inclusione al bisogno di appartenenza
  • eccetera.

 

Anche nel mondo del marketing digitale la piramide di Maslow trova applicazione: pensiamo alla quantità di informazioni utili per realizzare campagne pubblicitarie mirate che possono essere raccolte tramite social media e cookies ad esempio. Ma anche la stessa differenziazione nella tipologia di utenti che utilizzano i social network è strumento utile per diversificare l’offerta tramite comunicazioni mirate (ad esempio, in Linkedin si può puntare maggiormente ai bisogni di sicurezza e stima, in Facebook di appartenenza e condivisione).

Pensiamo anche alla possibilità della “personalizzazione” che hanno ad esempio i siti di e-commerce: in base ad acquisti precedentemente fatti dai clienti o alle preferenze che di volta in volta questi esprimono, i siti possono suggerire diverse tipologie di prodotti ad hoc e questo risponderà al bisogno umano di sentirsi compresi e valorizzati.

Piramide statica o dinamica? Le nuove interpretazioni

Le nuove interpretazioni del modello di Maslow sostituiscono un carattere dinamico a quello statico e universale originario della piramide.

Ciò che sostengono è che la gerarchia dei bisogni può mutare con il passare del tempo, per motivi storici e culturali e anche in funzione di variabili individuali quali l’età e il genere.

Per comprendere questa visione, si può ad esempio pensare al periodo della pandemia trascorso: essa ha riportato la sicurezza al centro dell’attenzione, mettendo in stand by la ricerca della soddisfazione dei bisogni di crescita e autorealizzazione, che trovano infatti più spazio in tempi di maggiore stabilità e sicurezza.

In un momento di emergenza globale come quello che abbiamo attraversato infatti, molti si sono bloccati al livello del bisogno di sicurezza e l’emozione della paura che è divenuta spesso protagonista ha ostacolato la capacità di occuparsi dei bisogni più avanzati della piramide di Maslow.

Durante la pandemia, seppur con intensità diversa per ciascuno, si è assistito a una regressione generalizzata verso i bisogni primari (fisiologici e di sicurezza): come illustrava Maslow, se non soddisfiamo i nostri bisogni di base, saremo condannati ad essere meno di ciò che siamo, limitati nella dignità, contratti nella nostra stessa essenza.

Conclusioni

L’autorealizzazione in un’epoca di globalizzazione e in una società “liquida”, per usare le parole del sociologo Bauman, sembra essersi modificata rispetto a quanto descriveva Maslow. Sembra cioè essersi spostata verso l’esterno: diventa cioè prioritario il possesso di beni materiali, l’imperativo del divertimento e quello della perfezione, l’essere sempre aggiornati e fare in modo di garantirsi il consenso e il gradimento sul mercato sociale, tramite i social network, in modo da attrarre potenziali acquirenti. A questo proposito, pensiamo anche al continuo caricamento di immagini spesso artefatte e distorte che hanno l’obiettivo di offrire un apparire il più possibile appetibile, con le conseguenze sempre più evidenti sul livello di benessere bio-psico-sociale.

Ben diverso era il costrutto di autorealizzazione per com’era pensato da Maslow e altri studiosi del suo tempo: una spinta che si sviluppava dall’interno, provenendo dal far crescere ciò che siamo e che portava a un senso di pienezza, riconoscendo il contributo che si stava dando per rendere il mondo un posto migliore.

E allora seppur negli anni la società abbia cambiato le priorità, il modello di Maslow resta uno strumento utile per comprendere la natura umana, per ricordarci che per costruire in alto, bisogna avere solide fondamenta e per orientarci verso obiettivi che possano davvero risultare significativi per noi. Obiettivi che nascano cioè dai nostri veri bisogni, che non sono solo necessità, ma spinte motivazionali che ci guidano nelle scelte e ci fanno crescere come individui.

E allora, al di là di tutto, resta essenziale che ognuno si ponga una domanda e che lo faccia proprio qui e ora: quale bisogno sento più forte in questo momento della mia vita?

Articolo scritto in collaborazione con la Dott.ssa Simona Raspelli


Fonti e approfondimenti sulla “Piramide di Maslow”

Crupi, M., Di Vanni, C., & Incognito, O. Qualità della vita ed emergenza covid-19: analisi qualitativa dei bisogni-QUINTA PARTE.
Geller, L. (1982). The failure of self-actualization theory: A critique of Carl Rogers and Abraham Maslow. Journal of Humanistic Psychology, 22(2), 56-73.
Maslow A. (1943). A Theory of Human Motivation. Psychological Review, 50: 370-396.
Neher, A. (1991). Maslow's theory of motivation: A critique. Journal of humanistic psychology, 31(3), 89-112.
Wahba, M. A., & Bridwell, L. G. (1976). Maslow reconsidered: A review of research on the need hierarchy theory. Organizational behavior and human performance, 15(2), 212-240.