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Il tema della manipolazione psicologica è uno dei più ricercati e studiati soprattutto da parte di chi sta uscendo da una relazione sentimentale, familiare o lavorativa difficile. Si cerca innanzitutto di capire se si sia stati vittime di manipolazione psicologica e comprenderlo non è semplice: non si tratta infatti di un fenomeno evidente, bensì di un insieme di piccoli episodi che si sviluppano gradualmente e che assumono la forma della manipolazione se li si guarda nel complesso. Allo stesso modo, è importante mantenere uno sguardo critico rispetto alla tendenza, sempre più diffusa sui social, a interpretare come manipolazione psicologica comportamenti e dinamiche relazionali molto diverse tra loro. Una prima definizione di manipolazione psicologica La manipolazione psicologica non consiste semplicemente nel persuadere, ma nell'utilizzare strategie più o meno consapevoli per orientare pensieri, emozioni e comportamenti dell'altro a proprio vantaggio, limitandone progressivamente l'autonomia e generando confusione emotiva e perdita di fiducia in sé stessi. Obiettivo del presente articolo è quello di approfondire il fenomeno della manipolazione psicologica nei suoi tratti costitutivi e nel suo funzionamento: divenire più consapevoli può aiutare infatti a riconoscerla e a sviluppare strumenti per proteggere il proprio benessere psicologico. [vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="center" background_image_as_pattern="without_pattern" css=".vc_custom_1710539016100{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;border-top-width: 20px...

Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica che porta una persona a dubitare delle proprie percezioni, emozioni e ricordi. Approfondiamo in questo articolo come si manifesta in tutte le sue caratteristiche forme di manipolazione emotiva, nei suoi effetti e come possiamo riconoscerlo e proteggerci dal gaslighting psicologico. Gaslighting cos'è Ti capita spesso di chiederti se stai esagerando, anche mentre stai soffrendo davvero? Oppure di condividere una tua esperienza e sentirti rispondere regolarmente: “Te lo sei immaginato” o “Sei tu che sei troppo sensibile”? Negli ultimi anni, il termine “gaslighting” è entrato sempre più a far parte del linguaggio comune e dei contenuti divulgativi proposti dai media: esso viene utilizzato per intendere una forma di manipolazione psicologica per cui la persona che la subisce arriva a dubitare persino della propria salute mentale. Sebbene la diffusione del concetto sia esplosa soprattutto attraverso i social network e sia appunto diventata d’uso comune, il gaslighting rappresenta un fenomeno psicologico complesso, che si sviluppa all’interno di relazionali disfunzionali (le cosiddette "relazioni tossiche"), che presentano tratti di violenza psicologica e che ha conseguenze potenzialmente profonde sull’autostima, il benessere emotivo e la capacità di fidarsi di sé stessi e degli altri. Da dove viene il termine "gaslighting"? Gaslight significa letteralmente "luce/illuminazione a...

quando pensi costantemente ad una persona; quando controlli il telefono di continuo aspettando un suo messaggio; quando interpreti ogni suo gesto come un segnale; quando ti senti euforico/a per una minima attenzione; quando precipiti precipitare nell’angoscia di fronte alla distanza o all’incertezza. La limerence è un’esperienza emotiva intensa e totalizzante che può assomigliare all’innamoramento, ma che spesso assume caratteristiche più vicine all’ossessione e alla dipendenza emotiva. Negli ultimi anni il termine "limerence" è diventato molto diffuso (soprattutto sui social), ma in psicologia la limerenza è un fenomeno studiato da tempo. Comprenderne il funzionamento può aiutare a riconoscere dinamiche relazionali profonde o disfunzionali, bisogni affettivi irrisolti, dipendenze affettive e modalità di attaccamento che influenzano il modo in cui viviamo le nostre relazioni sentimentali. Cos’è la limerence o limerenza Il termine limerence è stato introdotto dalla psicologa Dorothy Tennov negli anni '70 nel suo libro Love and Limerence. Il vocabolo è stato coniato per descrivere uno stato di intenso coinvolgimento emotivo caratterizzato da: pensieri intrusivi e persistenti verso una persona; forte bisogno di reciprocità; idealizzazione dell’altro; sensibilità estrema ai segnali di rifiuto o interesse; oscillazioni emotive molto intense dipendenti dall'interazione con questa persona.   Sebbene il termine “limerence” non derivi realmente dal latino limes (“confine”), è interessante...

Il termine collusione deriva dal latino colludere, “giocare insieme”. In psicologia, però, il suo significato va oltre: indica un meccanismo relazionale inconscio. Ad esempio, può trattarsi di un legame in cui due persone si incastrano in ruoli complementari e rigidi, rinforzando dinamiche disfunzionali. Questo articolo mira a spiegare cos'è la collusione in psicologia, come si manifesta nelle relazioni umane e perché è importante riconoscerla. Collusione in psicologia significato e definizione La collusione in psicologia rimanda quindi ad un accordo implicito, non dichiarato e non necessariamente salutare, che tiene unita la coppia o il legame. Ognuna delle sue parti soddisfa, attraverso l’altro, esigenze affettive e/o identitarie spesso inconsce, e spesso a costo della propria libertà e serenità. E frequentemente senza accorgersene. Secondo la definizione di collusione in psicologia, si tratta di una modalità relazionale in cui due persone si incontrano e si legano non tanto per ciò che sono realmente, quanto per i ruoli complementari che incarnano. In questa dinamica, il partner non viene visto nella sua interezza, ma come portatore di funzioni necessarie a colmare i bisogni del partner. [vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="center" background_image_as_pattern="without_pattern" css=".vc_custom_1710539016100{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;border-top-width: 20px !important;border-bottom-width: 20px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;background-color: #cecece !important;}" z_index=""][vc_column][qode_button_v2 target="_self" font_weight="700" hover_effect=""...

La gelosia è un’emozione universale, che tutti possiamo provare almeno una volta nella vita. In piccole dosi può persino rafforzare il legame di coppia, poiché è indice di quanto teniamo all’altro. Ma cosa accade quando la gelosia diventa invasiva, incontrollabile, ossessiva? In questi casi non parliamo più di una comune emozione, ma di una vera e propria sofferenza psicologica che può arrivare a diventare molto intensa, che prende il nome di gelosia patologica, detta anche gelosia morbosa o gelosia ossessiva. NdR: la gelosia ossessiva può manifestarsi sia in relazioni sentimentali, sia in relazioni amicali. Ne possono essere affetti sia uomini, sia donne. Cos'è la gelosia ossessiva? La gelosia ossessiva è un sentimento complesso che origina da un mix di ansia, paura e rabbia. Si manifesta con pensieri intrusivi, sospetti costanti e comportamenti di controllo verso il partner. Questi vissuti sono molto dolorosi per chi ne soffre, ma anche per il partner che li subisce. Chi ne è affetto tende a vivere la relazione con ansia e paura, convinto che l’altro possa tradire o abbandonare in qualunque momento. Anche in assenza di prove o di reali minacce al legame, la mente del geloso ossessivo costruisce continuamente e ossessivamente scenari di infedeltà o di tradimento, generando nella...

Il cosiddetto “Triangolo Drammatico” è un modello psicologico che è stato sviluppato dallo psicoterapeuta Stephen Karpman nel 1968 e descrive uno schema relazionale disfunzionale, in cui gli individui coinvolti tendono a ricoprire dei ruoli specifici (vittima, persecutore e salvatore) e ad alternarli continuamente. La disfunzionalità del "Triangolo Drammatico di Karpman" deriva dal fatto che esso impedisce una comunicazione genuina e quindi la possibilità di un’interazione costruttiva tra le persone coinvolte. Si tratta di una modalità di vivere le relazioni che può verificarsi nei diversi contesti, da quello intimo famigliare a quello professionale e delle amicizie. In questo articolo esploreremo questo modello, le caratteristiche dei ruoli che lo compongono, le conseguenze che esso può avere sul benessere personale e delle relazioni e infine com’è possibile uscirne. Triangolo Drammatico: cos'è e come funziona Il Triangolo Drammatico di Karpman è un modello sviluppato all’interno dell'Analisi Transazionale, che è una teoria della personalità elaborata nella metà del secolo scorso da Eric Berne (1961). Secondo l'Analisi Transazionale, le interazioni tra le persone dipendono dal loro stato psicologico e in particolare sono previste tre dimensioni all’interno del medesimo individuo: Le tre dimensioni “Io-Genitore”: si forma durante le prime esperienze con i genitori e con le altre figure di riferimento che rappresentano autorità (fratelli...

Fra qualche giorno sarà il 2 ottobre, la giornata della festa dei nonni. Vediamo in questo articolo quanto può essere speciale il rapporto tra nonni e nipoti! Nonni e nipoti Le relazioni interpersonali giocano un ruolo fondamentale nella formazione della nostra identità. Che siano positive o negative, queste connessioni influenzano il nostro essere e il modo in cui viviamo nel mondo. Le relazioni possono avere un effetto terapeutico, un principio chiave in ogni terapia psicologica di successo, ma in alcune circostanze possono anche diventare fonte di sofferenza. Tuttavia, oggi ci concentreremo su un legame che rappresenta per molti di noi, sia per chi ha avuto la fortuna di viverlo direttamente sia per chi ne ha sentito parlare dai propri genitori, un elemento cruciale delle proprie radici: il rapporto tra nonni e nipoti. Il semplice pronunciare la parola "nonno" ci trasporta in un mondo che evoca nostalgia, un universo ricco di colori e profumi. Questa relazione è caratterizzata da odori familiari che possono richiamare il dopobarba, le torte appena sfornate o la pasta al sugo, tutti segnali di affetto e calore. Anche se non tutti hanno ricordi positivi legati ai propri nonni, nel giorno a loro dedicato, cerchiamo di riflettere sugli aspetti speciali di...

Il bugiardo patologico: a chiunque può capitare di imbattersi in grandi bugiardi, siano essi partner, amici, colleghi di lavoro o compagni di scuola. Non tutte le bugie però sono uguali. C’è chi mente solo occasionalmente e con finalità benevole e protettive (le cosiddette "bugie bianche") e chi invece lo fa d’abitudine, per preservare la propria immagine davanti a se stesso o agli altri, o per ottenere vantaggi personali più o meno marcati. La tendenza a dire bugie, o a non disvelare certe parti di sé, appartiene a tutti noi ed a volte può essere d’aiuto. Altre volte diventa una mistificazione patologica della realtà. Tale comportamento ha un nome: la pseudologia fantastica o disturbo della menzogna patologica. Chi è il bugiardo patologico Il bugiardo patologico è una persona che ha l'abitudine di mentire in modo continuo e sistematico. Questa condizione può rappresentare un difetto di carattere, ma anche un disturbo psicologico reale e grave, a seconda di quanto il comportamento è pervasivo e invalidante per sé e per gli altri: la tendenza a mentire può essere così forte da diventare una vera e propria patologia, che può causare problemi nella vita quotidiana, soprattutto in quella relazionale. Psicologia della Sindrome di Pinocchio Il bugiardo compulsivo rimane generalmente insensibile...

In psicologia l'effetto Pigmalione è anche noto come effetto Rosenthal, dal nome dello studioso tedesco che per primo lo ha approfondito e divulgato. Si tratta di una particolare forma di suggestione o condizionamento che porta un soggetto a subire a tal punto l'aspettativa delle altre persone, da influenzare - in positivo o in negativo - le proprie azioni e i propri risultati. Si potrebbe anche comunemente leggere questo effetto come una sorta di "profezia che si autoavvera". Vediamo in questo articolo come funziona questo effetto e che conseguenze può avere. Effetto Pigmalione cos'è L'effetto Pigmalione è un fenomeno psicologico che si verifica quando le aspettative che abbiamo riguardo a una persona o a un gruppo di persone influenzano il modo in cui interagiamo con loro. Queste aspettative possono essere positive o negative e hanno un impatto sulle prestazioni delle persone con cui entriamo in relazione. Effetto Pigmalione: perché si chiama così Il termine effetto Pigmalione deriva dalla mitologia greca. Si racconta infatti nelle Metamorfosi di Ovidio che lo scultore Pigmalione forgiò la statua di una donna talmente perfetta che finì per innamorarsene. Supplicò quindi la dea Afrodite di far prendere vita alla scultura in modo da poterla sposare. Effetto Rosenthal a scuola: l'esperimento e la profezia...

La scelta del partner è consapevole o inconscia? Quali fattori ci guidano nella scelta dell'oggetto amato? Scegliamo davvero noi di chi innamorarci o il processo "accade" in maniera irrefrenabile? Quali sono gli aspetti consapevoli e quali quelli inconsci che guidano la scelta della persona che dovrà stare al nostro fianco? E come mai ci innamoriamo talvolta della persona sbagliata? Cosa succede, quando due persone si incontrano, rispetto alle esperienze precedenti? Proviamo a cercare, in questo articolo, qualche risposta a tutte queste domande.   Come avviene la scelta del partner? Quando incontriamo qualcuno/a, cogliamo sempre nell'altro degli elementi che - intuitivamente - possono avvicinarsi ai nostri bisogni. Ma su quali basi avvengono queste "intuizioni"? Quando incontriamo qualcuno, arriviamo con tutto un mondo di esperienze precedenti e di aspettative rispetto ai nostri bisogni da soddisfare. Quanto ci influenza questo "bagaglio" che ci portiamo dietro?   Cosa ne dice la tradizione psicoanalitica Fino a qualche anno fa, all'interno dell'orientamento psicoanalitico, si riteneva che la scelta del partner fosse un processo piuttosto deterministico: si riteneva infatti che la modalità di selezione della "persona nella nostra vita" fosse in qualche modo predeterminata. Espresso in termini molto semplicistici e fin troppo banali, si ipotizzava, per esempio, che avremmo scelto per marito o moglie una persona del tutto uguale...