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Molte persone si avvicinano alla psicoterapia con una domanda molto semplice, comprensibile e umana: perché cambiare è così difficile? In quanto tempo può avvenire il cambiamento psicologico? Se sappiamo cosa ci fa soffrire, perché non riusciamo semplicemente a smettere di farlo? Perché certe abitudini, schemi relazionali o modalità emotive sembrano ripetersi nel tempo, anche quando ne riconosciamo la dannosità? Questi dubbi spesso è legata alla domanda sulla durata di un percorso di psicoterapia. Scopriamo in questo articolo perché la risposta a questa domanda non può essere ridotta ad una semplice somma di giorni, mesi o anni - e i fattori in gioco davvero tanti Cambiamento psicologico: perché è così lento "La fretta è nemica del bene", recita un antico adagio. Nel lavoro psicologico questa saggezza è particolarmente vera: i cambiamenti più profondi sono spesso quelli che maturano lentamente. Questa domanda riguarda il cuore della psicologia del cambiamento. Il cambiamento psicologico è possibile, ma quasi mai è rapido, se vuole essere duraturo. Non si tratta solo di una decisione istantanea o di un semplice atto di volontà. Piuttosto, è un processo di cambiamento graduale che coinvolge emozioni, pensieri, memorie, abitudini e il senso di identità. Cos'è davvero il cambiamento psicologico Cambiamento psicologico non significa semplicemente "smettere di fare qualcosa" o decidere...

Piramide dei bisogni di Maslow: qual è il motore che spinge il comportamento umano? Cosa si nasconde sotto la nostra ricerca di sicurezza, appartenenza, prestigio o realizzazione personale? La risposta a queste domande risiede nel concetto di “bisogno”: sono i nostri bisogni di esseri umani a spingerci verso il raggiungimento della soddisfazione degli stessi. Ma cosa s’intende per “bisogno”? Il bisogno consiste nella mancanza di qualcosa che viene percepita come necessaria ma anche semplicemente desiderata. Da questa percezione di mancanza scaturisce una spinta ("driver"), un movimento verso qualcosa che diventa obiettivo verso cui indirizzare le nostre azioni (come infatti riportato nel Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana, dal latino “motus”, participio passato di movere, muovere, atto a muovere, ciò che spinge). I bisogni sono quindi la spinta motivazionale che ci orienta nei nostri progetti di vita. Uno dei modelli di riferimento più conosciuti che illustra questi processi è la “Piramide dei Bisogni” di Abraham Maslow, uno dei più noti psicologi statunitensi del ventesimo secolo (1943). Come approfondiremo nel corso dell’articolo, la piramide mostra come i bisogni si suddividano in bisogni di base e bisogni più "alti" e come sia necessario soddisfare quelli di base per potersi poi occupare di quelli avanzati. Secondo il modello, infatti, tutti aspiriamo...

La gelosia è un’emozione universale, che tutti possiamo provare almeno una volta nella vita. In piccole dosi può persino rafforzare il legame di coppia, poiché è indice di quanto teniamo all’altro. Ma cosa accade quando la gelosia diventa invasiva, incontrollabile, ossessiva? In questi casi non parliamo più di una comune emozione, ma di una vera e propria sofferenza psicologica che può arrivare a diventare molto intensa, che prende il nome di gelosia patologica, detta anche gelosia morbosa o gelosia ossessiva. NdR: la gelosia ossessiva può manifestarsi sia in relazioni sentimentali, sia in relazioni amicali. Ne possono essere affetti sia uomini, sia donne. Cos'è la gelosia ossessiva? La gelosia ossessiva è un sentimento complesso che origina da un mix di ansia, paura e rabbia. Si manifesta con pensieri intrusivi, sospetti costanti e comportamenti di controllo verso il partner. Questi vissuti sono molto dolorosi per chi ne soffre, ma anche per il partner che li subisce. Chi ne è affetto tende a vivere la relazione con ansia e paura, convinto che l’altro possa tradire o abbandonare in qualunque momento. Anche in assenza di prove o di reali minacce al legame, la mente del geloso ossessivo costruisce continuamente e ossessivamente scenari di infedeltà o di tradimento, generando nella...

Il cosiddetto “Triangolo Drammatico” è un modello psicologico che è stato sviluppato dallo psicoterapeuta Stephen Karpman nel 1968 e descrive uno schema relazionale disfunzionale, in cui gli individui coinvolti tendono a ricoprire dei ruoli specifici (vittima, persecutore e salvatore) e ad alternarli continuamente. La disfunzionalità del "Triangolo Drammatico di Karpman" deriva dal fatto che esso impedisce una comunicazione genuina e quindi la possibilità di un’interazione costruttiva tra le persone coinvolte. Si tratta di una modalità di vivere le relazioni che può verificarsi nei diversi contesti, da quello intimo famigliare a quello professionale e delle amicizie. In questo articolo esploreremo questo modello, le caratteristiche dei ruoli che lo compongono, le conseguenze che esso può avere sul benessere personale e delle relazioni e infine com’è possibile uscirne. Triangolo Drammatico: cos'è e come funziona Il Triangolo Drammatico di Karpman è un modello sviluppato all’interno dell'Analisi Transazionale, che è una teoria della personalità elaborata nella metà del secolo scorso da Eric Berne (1961). Secondo l'Analisi Transazionale, le interazioni tra le persone dipendono dal loro stato psicologico e in particolare sono previste tre dimensioni all’interno del medesimo individuo: Le tre dimensioni “Io-Genitore”: si forma durante le prime esperienze con i genitori e con le altre figure di riferimento che rappresentano autorità (fratelli...

"Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo", così inizia il capolavoro letterario Anna Karenina di Lev Tolstoj (1877) che, evidentemente, fa cenno a dei problemi familiari di cui verremo a conoscenza lungo la lettura. Oltre un secolo dopo, lo scrittore Alejandro Jodorowski ne La danza della realtà scrive: "Le sofferenze familiari, come gli anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione, finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione". Anche la letteratura dunque, oltre alla psicologia, si è occupata del complesso tema delle dinamiche familiari e dei problemi familiari, che possono essere fonte di sofferenza o di felicità, e fungere così da fattore di rischio oppure da fattore protettivo per la salute mentale del soggetto. Ma cosa significa "sofferenza familiare" o "problema familiare", e come possono esse influenzare non solo la vita del soggetto individuale, ma anche la psiche di chi è legato a lui da stretti vincoli di parentela? Problemi familiari e le loro ripercussioni Considerando anzitutto i grandi Traumi (quelli con la T maiuscola, in grado di fare sviluppare un PTSD, ovvero un disturbo post traumatico da stress), l'epigenetica ci spiega che il trauma viene tramandato alle...

In psicologia l'effetto Pigmalione è anche noto come effetto Rosenthal, dal nome dello studioso tedesco che per primo lo ha approfondito e divulgato. Si tratta di una particolare forma di suggestione o condizionamento che porta un soggetto a subire a tal punto l'aspettativa delle altre persone, da influenzare - in positivo o in negativo - le proprie azioni e i propri risultati. Si potrebbe anche comunemente leggere questo effetto come una sorta di "profezia che si autoavvera". Vediamo in questo articolo come funziona questo effetto e che conseguenze può avere. Effetto Pigmalione cos'è L'effetto Pigmalione è un fenomeno psicologico che si verifica quando le aspettative che abbiamo riguardo a una persona o a un gruppo di persone influenzano il modo in cui interagiamo con loro. Queste aspettative possono essere positive o negative e hanno un impatto sulle prestazioni delle persone con cui entriamo in relazione. Effetto Pigmalione: perché si chiama così Il termine effetto Pigmalione deriva dalla mitologia greca. Si racconta infatti nelle Metamorfosi di Ovidio che lo scultore Pigmalione forgiò la statua di una donna talmente perfetta che finì per innamorarsene. Supplicò quindi la dea Afrodite di far prendere vita alla scultura in modo da poterla sposare. Effetto Rosenthal a scuola: l'esperimento e la profezia...

Quando parliamo di rinforzo intermittente intendiamo una strategia, una tecnica utilizzata a vario titolo per legare a sé, o ad uno specifico comportamento, un soggetto. Viene ad esempio utilizzata nelle slot machine elettroniche durante il gioco d'azzardo, oppure per mantenere alta l'attenzione degli utenti nel social network, ma anche, in ambito relazionale, all'interno della relazione tossica tra una persona narcisista e la persona che ne è dipendente affettivamente. Vediamone nel dettaglio i meccanismi. L'apprendimento attraverso l'esperienza Tutti noi impariamo attraverso l'esperienza. Cosa significa? Che in base alle esperienze che facciamo, impariamo a fare previsioni sugli eventi che potrebbero capitare, e prevediamo anche le conseguenze che possono avere i nostri comportamenti. Questo processo mentale è piuttosto automatico e approssimativo, e viziato da numerosi bias. Ci serve però per orientarci nel mondo, catalogare gli eventi, prendere decisioni e di avere un certo controllo su quello che succede e su come possiamo influenzare la realtà che ci circonda. Il rinforzo positivo in psicologia In psicologia, il rinforzo positivo consiste nel premiare e ricompensare un determinato comportamento per promuoverne la ripetizione. Ad esempio: si verifica tutte le volte che, quando ci impegniamo in qualcosa con successo, otteniamo una gratificazione: studio molto e prendo un voto alto → sono motivato a ripetere...

Cos'è la "coazione a ripetere"? Vi è mai capitato di incorrere più volte nello stesso errore o di ripetere gli stessi schemi, anche se disfunzionali? Che senso ha la ripetizione di comportamenti che sono fonte di sofferenza e/o disagio? Oppure vale il detto che “sbagliando s'impara”? In questo articolo approfondirò tutti questi concetti. Coazione a Ripetere - significato in Psicologia La psicologia, o meglio la psicoanalisi, sviluppa il concetto di coazione a ripetere a partire da Freud, che si è interrogato sulle modalità in cui l'uomo ricerca le sue fonti di piacere. Scoprì che per quanto riguarda l'essere umano, la ricerca del piacere non funziona in maniera così lineare e univoca: ogni psicoanalista sa che molti pazienti portano in psicoterapia la propria tendenza a ripetere o rivivere esperienze, o scene, dolorose o traumatiche. Questo accade nella propria vita quotidiana e anche nei sogni. Coazione significa che talvolta siamo obbligati, forzati dalle nostre dinamiche interiori e da una spinta poco governabile, a compiere certe azioni o a mettere in atto determinati schemi. Coazione a ripetere cos'è e perché accade? Il nostro mondo interno tende all'economia e all'omeostasi: è infatti meno dispendioso riprodurre determinati schemi appresi, anche se sono indesiderati o conflittuali. L'omeostasi è più forte della spinta al...