Coazione a ripetere: perché commettiamo sempre gli stessi errori?

coazione a ripetere

Coazione a ripetere: perché commettiamo sempre gli stessi errori?

Cos’è la “coazione a ripetere”? Vi è mai capitato di incorrere più volte nello stesso errore o di ripetere gli stessi schemi, anche se disfunzionali? Che senso ha la ripetizione di comportamenti che sono fonte di sofferenza e/o disagio? Oppure vale il detto che “sbagliando s’impara”?

In questo articolo approfondirò tutti questi concetti.

Coazione a Ripetere – significato in Psicologia

La psicologia, o meglio la psicoanalisi, sviluppa il concetto di coazione a ripetere a partire da Freud, che si è interrogato sulle modalità in cui l’uomo ricerca le sue fonti di piacere. Scoprì che per quanto riguarda l’essere umano, la ricerca del piacere non funziona in maniera così lineare e univoca: ogni psicoanalista sa che molti pazienti portano in psicoterapia la propria tendenza a ripetere o rivivere esperienze, o scene, dolorose o traumatiche. Questo accade nella propria vita quotidiana e anche nei sogni.

Coazione significa che talvolta siamo obbligati, forzati dalle nostre dinamiche interiori e da una spinta poco governabile, a compiere certe azioni o a mettere in atto determinati schemi.

Coazione a ripetere – perché accade?

Il nostro mondo interno tende all’economia e all’omeostasi: è infatti meno dispendioso riprodurre determinati schemi appresi, anche se sono indesiderati o conflittuali. L’omeostasi è più forte della spinta al cambiamento, anche quando quest’ultimo è – talvolta ardentemente – desiderato e auspicabile.
In questo processo, le vie neuronali percorse più e più volte, diventano delle “autostrade”, rendendo difficile scegliere di iniziare a percorrere il sentiero di campagna secondario per mettere in atto un cambiamento.

Un esempio: il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD)

Nello stress post traumatico, disturbo che può emergere in seguito ad un forte trauma (incidenti, catastrofi naturali, guerre etc.), i sintomi caratteristici comprendono incubi, flashback e sensazioni di rivivere l’evento. Questi sintomi rappresentano il tentativo del nostro cervello di fare i conti con quello che è successo: le emozioni coinvolte sono però troppo intense per essere elaborate naturalmente. La sintomatologia rappresenta quindi un tentativo ripetuto di tenere a bada l’angoscia e di controllare retroattivamente l’accaduto, nel tentativo di “digerirlo” in maniera adattiva.

Il precursore: la ripetizione nel gioco dei bambini

Freud aveva osservato il gioco del piccolo Hans: quando la sua mamma si allontanava, il bambino riproduceva in continuazione la scomparsa e la ricomparsa di un piccolo rocchetto, eccitandosi di gioia quando l’oggetto ricompariva. Il piccolo esclamava ogni volta “fort – da!” (“via! – qua!”), ripetendo così più volte di seguito lo sgomento per la perdita dello stesso e l’entusiasmo per la sua riconquista. In questo modo, riusciva anche ad avere un ruolo attivo nel decidere di allontanare lui stesso l’oggetto agognato, dovendo invece subire passivamente il distacco dalla mamma.

In questo modo, il bambino impara a confrontarsi con le esperienze di mancanza e di perdita, placando così le angosce di separazione attraverso l’esercizio attivo di un controllo.

La coazione a ripetere in amore e nelle relazioni

  • Li trovo tutti io, quelli che mi tradiscono!
  • Le mie relazioni finiscono sempre allo stesso modo!
  • Tutti gli amici ad un certo punto mi abbandonano.
  • Non riesco proprio ad essere fedele, mi è capitato in tutte le mie relazioni. Quando inizio ho tanti buoni propositi, ma dopo un po’ di tempo, ripeto sempre lo stesso schema…
  • “Mio padre era molto duro e severo con me. Mi ero ripromesso di essere un padre diverso, ma con i miei figli, quando non mi ascoltano e mi fanno arrabbiare, mi accorgo di comportarmi proprio come lui…”

 

Non è infrequente, come psicologa psicoterapeuta, ascoltare questo tipo di racconti. Un comune denominatore è spesso la difficoltà a riconoscere il proprio ruolo attivo, la propria responsabilità per gli eventuali esiti fallimentari.

Coazione a ripetere in amore – come accade?

Quando veniamo al mondo, siamo immediatamente immersi in una relazione. Questo rapporto primario con il caregiver (di solito, i genitori), ci da un imprinting attraverso lo stile di attaccamento e attraverso la costruzione di modelli operativi interni: si tratta di schemi relazionali che regolano il nostro comportamento e generano aspettative su cosa possiamo aspettarci dalle altre persone.

Quando queste esperienze precoci di interazione sono negative o fallimentari, la tendenza sarà quella di ripetere l’esperienza con i partner della vita adulta (ricordiamoci che riprodurre gli stessi schemi è più economico rispetto al modificarli!).

Ad esempio:

  • Una bambina svalutata potrà diventare una donna tradita e non valorizzata, rimanendo invischiata in relazioni che regolarmente disconfermano il suo amore e il suo valore: se la convinzione interna è quella di essere una persona che non merita rispetto, tenderà a ricercare rapporti in cui essere screditata, replicando così la catena della svalutazione.
  • Un bambino maltrattato o “non visto” potrà aspettarsi – e trovare normale – la stessa sorte nelle relazioni adulte: non essere considerato in quanto non degno di attenzione e di amore.
  • Una bambina costantemente in allerta a causa dei problemi di alcolismo della madre, potrà incontrare un partner con lo stesso tipo di problematica.
  • Una donna in gamba e intelligente subisce ripetutamente svalutazioni e umiliazioni, per trarre ogni volta piacere dalla successiva fase della “luna di miele“, quando il partner si scusa con lei e diventa amorevole. Il ciclo si ripete all’infinito.
  • Una persona abituata a “rincorrere” l’attenzione di mamma e papà, potrà incontrare partner anaffettivi e sfuggenti.

Ci si ritrova quindi a chiedere affetto a chi non lo può dare, e nel tentativo di “cavare il sangue da una rapa”, ci si ritroverà frustrati e sofferenti. Ognuna di queste esperienze rafforzerà lo schema sottostante, confermandolo come una profezia che si auto avvera: all’occasione successiva, le modalità relazionali saranno probabilmente identiche a quelle precedenti. Si tenderà ad interagire con il nuovo partner in modo da innescare gli stessi ruoli del passato.

Praticamente, un autosabotaggio. Un mito che diventa davvero duro da sfatare!

L’aspetto drammatico della coazione a ripetere è che, in realtà, le persone desiderano ardentemente di vivere una storia che abbia un finale diverso: desiderano trovare chi davvero le possa apprezzare.

Coazione a ripetere – come uscirne?

Come superare la nostra spinta a commettere ripetutamente gli stessi errori?

Per rispondere a questa domanda, le favole non aiutano: aspettare il principe azzurro che riscatti dalle privazioni affettive di una vita non è una buona soluzione.

Le esperienze negative non elaborate sono sempre attive “in background, una sorta di pilota automatico che porta a comportarci secondo modalità controproducenti che non desideriamo.

Sapere che abbiamo una responsabilità in quello che ci capita, è in realtà una buona notizia: significa che non siamo in balia degli eventi, e che possiamo fare qualcosa per mettere in atto un cambiamento.

Alcune indicazioni:

  • drizzare le antenne quando incontriamo una persona (in ambito sentimentale), o una situazione (per esempio sul luogo di lavoro), con una caratteristica che ci ricorda qualcosa di già vissuto; cercare di prevenire e di minimizzare il coinvolgimento: in sostanza, proteggersi;
  • attendere prima di legarsi a qualcuno di nuovo, dopo una relazione terminata: prendersi del tempo per elaborare cosa è successo, riconoscendo le proprie e le altrui responsabilità;
  • cercare di capire quali sono gli schemi che tendiamo a ripetere, e quali sono i trigger che li attivano;
  • mantenersi ragionevolmente aperti verso persone o situazioni diversificate rispetto a quelle che ci aspettiamo, o che solitamente frequentiamo;
  • ricordare che, oltre agli schemi che si ripetono, abbiamo tante risorse positive e talenti su cui puntare.

 

Parlando della coazione a ripetere, la faccenda si complica un po’, poiché:

La coazione a ripetere è inconscia

Cosa significa?

  • è inconscia la tendenza a incappare più volte nelle stesse situazioni penose;
  • non siamo consapevoli di avere avuto un ruolo attivo in questo meccanismo (ci si sente vittime del destino o della sorte);
  • non siamo consapevoli del fatto che stiamo ripetendo antiche esperienze;
  • può essere inconscia – rimossa – l’esperienza originaria (il prototipo) che stiamo ripetendo.

 

Questo è il motivo per cui spesso è necessario l’aiuto professionale di un bravo psicoterapeuta. All’interno della relazione terapeutica (che rappresenta un’esperienza emozionale correttiva), si verrà aiutati a comprendere qual è il “prototipo” che si sta ripetendo.

Attraverso la psicoanalisi e nella condivisione non giudicante dell’esperienza, si potrà apprendere un modello diverso, interpretando e decifrando ciò che è stato rimosso.

Attraverso il metodo psicoterapeutico EMDR è inoltre possibile rielaborare completamente gli eventi negativi o traumatici della propria vita, per arrivare ad una risoluzione adattiva e liberarsi da schemi relazionali anacronistici e fonte di disagio.

Se questo articolo è risultato interessante, o ritieni di aver bisogno di aiuto nel superare questa problematica, è possibile contattarmi tramite l’apposito form Psicologa Milano.

A questo link, la definizione di “coazione a ripetere” nel Dizionario di Medicina Treccani.