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Sindrome del Natale: come affrontarla?

Frase di Gianni Rodari sul Natale

Sindrome del Natale: come affrontarla?

Cos’è la Sindrome del Natale? Quali sono le implicazioni psicologiche delle feste natalizie?

Il senso comune vuole che quello natalizio sia un momento molto atteso, preceduto da grandi preparativi e vissuto in un clima di trepidazione e di buoni sentimenti positivi.

Proprio per questa ragione, le persone che si trovano invece a vivere l’attesa e le festività stesse con pesantezza, stress e ansia, oppure con sentimenti depressivi e ansiosi, possono sentirsi fuori luogo rispetto al clima di generale eccitazione e contentezza che sembrano mostrare le persone intorno a noi, e che spesso assomiglia ad un uragano che ci travolge. Per molte persone, infatti, questo periodo può essere accompagnato da sentimenti di tristezza e di malinconia, che portano alcune persone a vivere queste festività in maniera ambivalente, aggiungendo anche la frustrazione per non sentirsi gioiosi come “dovremmo”.

Definizione della Sindrome

La Sindrome del Natale esiste. Anche se non è un disturbo psicologico codificato dai manuali di salute mentale, si tratta effettivamente di una sindrome stagionale, ovvero di un insieme di sintomi che possono manifestarsi a dicembre o durante le feste invernali del periodo che tra Natale, Capodanno ed Epifania.  Questi sintomi possono comprendere emozioni e sentimenti di inquietudine, tristezza, malinconia, apatia e pessimismo, oltre ad  ansia, stress, irritabilità.

Tutto questo in un momento in cui la tradizione culturale ci dice invece che dovremmo provare trepidazione, allegria, armonia o comunque sentimenti positivi.

Questa dissonanza con lo stato d’animo che si “dovrebbe” avere può generare un sentimento di inadeguatezza, di colpa e la sensazione di sentirsi fuori luogo, se ci sentiamo ambivalenti verso una festa che comunemente viene sponsorizzata come gioiosa e serena. E quindi non riusciamo a goderne a pieno mentre il resto del mondo sembra poterlo fare.

Da un lato c’è chi è orgoglioso di non volersi omologare alle tradizioni, e chi invece non osa dire che non condivide l’atmosfera natalizia per non risultare guastafeste o cinico.

Quali sono le cause della Sindrome del Natale?

Generalmente, i fattori che possono scatenare emozioni negative sono i seguenti:

  • La corsa agli acquisti, le vie dello shopping caotiche e negozi gremiti, l’ansia da prestazione per l’acquisto di oggetti adeguati alle aspettative. Questi aspetti vengono mal tollerati da chi non supporta lo stile consumistico caratteristico di questi periodo.
  • Gli obblighi sociali, ovvero gli impegni che precedono le feste vere e proprie: cene aziendali, aperitivi per scambiarsi gli auguri, gli appuntamenti con estetista e parrucchiere necessari per la preparazione; coloro che tendono all’ansia e alla timidezza potranno provare fatica e frustrazione durante queste interazioni sociali.
  • Difficoltà nel rapporto con il cibo per chi soffre di un disagio nei confronti dell’alimentazione. La gestione della convivialità, e l’eventuale aumento di peso conseguente possono rovinare l’umore.
  • un disagio, una malinconia e una tristezza generalizzati, che danno luogo, soprattutto in chi è già predisposto, al cosiddetto “Christmas blues” o “holiday blues“.

 

Alcune persone tendono a sentirsi in colpa per non condividere i sentimenti positivi che altre persone provano, e ciò contribuisce alla cosiddetta “Sindrome del Natale“.

  • Coloro che stanno trascorrendo un momento difficile: per motivi di salute, o perché magari stanno facendo i conti con un lutto importante, una separazione o una crisi di coppia, potranno vedere amplificato il divario tra il proprio sentire e lo stato d’animo di chi in quel momento si mostra più sereno.
  • Chi non vive una situazione armonica con la propria famiglia di origine, e si trova obbligato/a a frequentarla, può provare tristezza per la propria condizione e provare invidia verso chi (anche apparentemente) non vede l’ora che sia il 25 dicembre per festeggiare i propri cari.
  • La fine dell’anno tipicamente è un periodo di bilanci, che possono portare ad un rimuginare depressivo nel caso di un anno trascorso non soddisfacente.
  • A tutto ciò si aggiunge il clima atmosferico: le giornate brevi, il buio, il freddo e l’umidità possono influire sull’umore di chi è sensibile a tali fattori.

 

Tristezza e stress del Natale: come prevenirli e affrontarli?

Ognuno di noi, in cuor suo, conosce i propri punti deboli e può attrezzarsi per prevenire i momenti di disagio. Qualora il malessere dovesse rivelarsi importante, o dovesse proseguire anche dopo il rientro alla normalità, è bene però valutare la consultazione di una psicologa, meglio se psicoterapeuta.

Anzitutto, per chi prova fastidio e sofferenza per gli eccessi, è possibile vivere le festività in maniera più moderata, più sentita e meno consumistica, e senza sprechi. Si può optare per la scelta di donare il proprio tempo, anziché oggetti di valore, oppure dei “pensieri” affettuosi messi per iscritto. In questo caso, è utile sgomberare la mente e l’agenda da ciò che non serve nei rapporti, e tornare ad un senso più intimistico e profondo delle relazioni che ci legano alle persone. Le persone intorno a noi desiderano avere un posto nella nostra mente e nei nostri sentimenti, per essere gratificati, più che ricevere dei regali materiali senza un biglietto di accompagnamento. Inoltre, può essere di aiuto optare per piccoli doni utili e pensati, magari solidali, che esprimano il senso della relazione che lega due persone, sia essa amicale, di sangue o sentimentale. L’equazione per cui il rapporto acquisisce importanza se il regalo è costoso è assolutamente fuorviante.

La Sindrome del Natale è “normale”?

Rispetto alla Sindrome del Natale, occorre anche tenere presente che provare sentimenti negativi in questo periodo è molto comune (alcune statistiche indicano che ciò accade a più della metà della popolazione italiana). Non è tutto oro quello che luccica, ed è molto sano accantonare una visione idealizzata delle feste e dei rapporti. Questo deve avvenire a favore di un punto di vista più equilibrato, che integri pregi e difetti, limiti e punti di forza di noi stessi e degli altri, abbandonando le aspettative di perfezione, che sono sempre dannose e frustranti.

Qualora provassimo sentimenti di fastidio e di malessere, questa potrebbe essere una buona occasione per interrogarci meglio sulla provenienza di queste emozioni, acquisendo così informazioni per gestire meglio le situazioni future.

Un buon antidoto inoltre è quello di dedicare del tempo ai rapporti di qualità che ci fanno stare bene, che ci fanno sentire “a casa”, accolti e benvoluti, festeggiando la fortuna di poter godere di questi incontri speciali che abbiamo fatto nella nostra vita.

Sicuramente l’anno trascorso avrà portato con sé molte fatiche, momenti difficili o frustranti. Importante sarà non indulgere nel rimpianto, cercare il fallimento in ogni volta che abbiamo ceduto alla procrastinazione.

Bisogna invece cercare di fare un’analisi costruttiva e non colpevolizzante per trovare le ragioni e le cause di eventuali insuccessi o traguardi non raggiunti, cercando soluzioni e nuove strategie da implementare con la carica e l’energia che di solito contraddistinguono l’inizio del nuovo anno. Un buon esercizio è anche quello di ripercorrere l’agenda dell’anno passato segnando tutti i momenti e gli episodi positivi che si nascondono tra le pagine. All’interno di un curioso circolo virtuoso, ricordarsi gli eventi positivi aiuterà il nostro cervello a percepirsi più “felice” e soddisfatto.


A questo link è possibile rivedere su Mediaset Play la mia intervista sulla Sindrome del Natale, andata in onda il 19 dicembre 2021 su Italia 1, all’interno del programma Freedom – Oltre il Confine.