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La sindrome del sopravvissuto è un fenomeno psicologico complesso che coinvolge spesso chi ha vissuto esperienze traumatiche o catastrofiche come incidenti, violenze familiari, disastri naturali, attentati, malattie gravi o altre situazioni ad alto impatto emotivo. In questo articolo approfondiremo la complessità del senso di colpa che può affliggere i sopravvissuti, e le sfide legate alla difficoltà a riabbracciare la vita con gioia e a ritrovare la felicità dopo avere superato eventi di questo calibro. Sindrome del Sopravvissuto Si direbbe che, inevitabilmente, dopo essere sopravvissuti (fisicamente o psichicamente) ad un evento drammatico, la reazione naturale sarebbe quella di gioire per lo scampato pericolo, di godersi ogni singolo giorno ricevuto in dono e di valorizzare ogni istante della propria vita. Come spesso accade nel nostro mondo interno, le cose non sono però così semplici. E la sindrome del sopravvissuto ce lo insegna. Spesso, l'emozione che accompagna la vita post traumatica in particolari condizioni è il senso di colpa: il senso di colpa dei sopravvissuti. L'origine del senso di colpa del sopravvissuto Chi ha la fortuna di sopravvivere ad un evento traumatico, che mette la persona a stretto contatto con la morte fisica o psicologica, deve affrontare il senso di colpa...

La regolazione emotiva è definita come la capacità di un soggetto di essere consapevole del proprio stato emotivo e quindi di regolarlo in maniera funzionale ed adattiva: quando il sistema di regolazione emotiva funziona, abbiamo delle reazioni emotive proporzionate agli eventi che ci accadono. Tali reazioni ci permettono di affrontare gli alti e bassi della vita, di interagire con le altre persone e di comportarci in maniera congrua e costruttiva.   Cosa significa regolare lo stato emotivo? Oltre alla consapevolezza sulle proprie emozioni, questo costrutto comprende la possibilità di gestire il proprio stato emotivo, verso il basso o verso l’alto, quindi arrivando a sentirlo più o meno intensamente: in questo modo, la persona non si sente in balia della propria vita emotiva ma la padroneggia. Le componenti che vengono regolate, attraverso processi cognitivi o comportamentali, possono essere l’ampiezza, l’intensità e la durata della risposta nel reagire agli stimoli emotivi che vengono da fuori o da dentro la persona che sperimenta un’emozione, oltre ai relativi comportamenti che ne conseguono.   LA DEFINIZIONE DEL COSTRUTTO: A COSA SERVE LA REGOLAZIONE EMOTIVA? Regolare le proprie emozioni in un dato momento della vita significa modulare quelle disfunzionali o sgradevoli, e magari soverchianti, raggiungendo uno stato emotivo tollerabile. La possibilità di adattare...

Come scegliere uno psicologo adatto? Come scegliere lo psicoterapeuta adatto a me? Chi decide di intraprendere un percorso psicologico o psicoterapeutico si deve porre questa domanda. Dal passaparola alla ricerca sulle mappe e sui vari profili social, le possibilità oggigiorno sono le più diverse. Cerchiamo di vedere in questo articolo come scegliere uno psicologo o psicoterapeuta adatto per te. Come scegliere uno psicologo? Decidere di intraprendere un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta è una scelta importante che non sempre è facile compiere, e che richiede un certo investimento. Soprattutto nelle grandi città come Milano, l’elevato numero di professionisti, le diverse specialità così come la varietà dei costi potrebbero giocare a svantaggio di chi, incerto, approccia per la prima volta il settore. Se a questo aggiungiamo anche una possibile sensazione di timore, imbarazzo o vergogna (retaggio di un’educazione errata nei confronti della psicologia e della psicoterapia), ci si potrebbe sentire sopraffatti fino a rinunciare. Fortunatamente, ci sono alcuni facili metodi per non scoraggiarsi, insistere e trovare lo psicologo o psicoterapeuta più adatto alle proprie esigenze. Come trovare lo psicologo giusto Trovare lo psicologo giusto può essere una sfida. È utile iniziare cercando raccomandazioni da amici, familiari o medici di fiducia. Consultare i profili professionali online, leggere recensioni e...

Ansia anticipatoria: il nome stesso di questo sintomo psicologico ci indica che la paura della paura stessa si manifesta quando avvertiamo sensazioni di forte disagio, angoscia e paura pensando ad un’azione o una situazione che dovremo affrontare, e abbiamo paura di stare male. Spesso è accompagnata da previsioni di scenari catastrofici che ci riguardano e che potrebbero verificarsi in un prossimo o remoto futuro. Come si chiama la paura di avere paura? Il nome della paura della paura è: ansia anticipatoria. Paura della paura: quando si manifesta L'ansia anticipatoria si può manifestare al pensiero di dover fronteggiare qualcosa che percepiamo come pericoloso o rischioso o incerto: un esame, una nuova conoscenza, un viaggio, un colloquio di lavoro. La mente crea delle immagini negative di scenari futuri, prima ancora che quello stato diventi reale. Queste immagini mentali anticipatorie pessimistiche producono emozioni disturbanti che possono influenzare la nostra quotidianità. Questa forma è perfettamente normale e fisiologica se è occasionale o dura per un periodo di tempo limitato. Se si verifica magari quando dobbiamo affrontare qualche situazione nuova o particolarmente impegnativa e sfidante, siamo nell'ambito di un vissuto piuttosto comune. Diventa invece eventualmente più problematica, e invalidante, qualora si cronicizzi e porti al rifiuto di vivere alcune situazioni perché...

Come funziona la terapia EMDR? L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una psicoterapia che aiuta il cervello a rielaborare i ricordi traumatici attraverso la stimolazione bilaterale, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2013 come trattamento d’elezione per il trauma. C’è un peso che certi ricordi continuano a esercitare anche a distanza di anni: un lutto, un incidente, un’umiliazione subita a scuola, una relazione che ha lasciato il segno. Magari ne hai già parlato, magari ti hanno detto che “dovresti esserci passato sopra”, eppure basta un odore, una frase, una data sul calendario perché tutto torni a farsi sentire con la stessa intensità di allora. Non si tratta di debolezza, e non è colpa tua: è il modo in cui il cervello ha immagazzinato quell’esperienza, che continua a riattivarsi nel presente come se il tempo non fosse mai passato. La buona notizia è che quel ricordo può essere rielaborato: non cancellato, ma restituito al passato, e smettere di produrre effetti. Sono la Dott.ssa Chiara Venturi, psicologa psicoterapeuta a Milano, certificata Practitioner EMDR Europe (terapeuta esperto, certificazioni 2014, 2020 e 2025). L’EMDR è uno degli strumenti che utilizzo quotidianamente nel mio studio, e in questa guida rispondo alle domande che pazienti, colleghi e conoscenti mi...