Quanto dura una psicoterapia?

quanto dura una psicoterapia?

Quanto dura una psicoterapia?

Quanto dura una psicoterapia? Quanto deve durare un percorso di psicoterapia o di sostegno psicologico? Si tratta di domande che spesso vengono poste ad una psicoterapeuta nelle fasi iniziali del lavoro con un paziente.

La risposta più immediata da parte di un professionista è: il tempo necessario! Ma la questione è, naturalmente, più complessa di così e vanno tenuti in considerazione diversi fattori.

Vediamo in questo articolo alcuni importanti aspetti legati alla durata della psicoterapia, cercando di rispondere alle domande più frequenti.

Psicoterapia quanto dura – Introduzione

L’iniziativa di interpellare uno psicoterapeuta viene spesso frenata dalle preoccupazioni sui costi e la durata della psicoterapia e può indurre alcuni a scegliere strade alternative, magari meno impegnative, ma spesso non altrettanto efficaci. Indubbiamente la scelta di intraprendere un percorso psicologico può risultare impegnativa da vari punti di vista, tra cui quelli menzionati, ma vanno chiariti molti aspetti in merito ad essi. Anche per sfatare alcuni miti circa le terapie interminabili, magari alimentati da cinema e TV.

Iniziamo con il dire che una terapia non è e non deve essere interminabile. Il suo scopo non è quello di legare indefinitamente la persona al terapeuta. Al contrario, il fine è quello di aiutarla ad esprimere tutto il suo potenziale: per potersi muovere nel mondo in maniera autonoma e libera da sintomi, e capace di relazioni soddisfacenti. Per poter raggiungere questo obiettivo è necessario impostare un piano di intervento la cui durata può essere però molto variabile da caso a caso.

Quanto dura una psicoterapia: la previsione è possibile?

È legittimo che una persona si interroghi sulla durata di una psicoterapia e ponga questa domanda allo specialista. Tuttavia non sempre è possibile fornire una risposta precisa, specie nel corso dei primi incontri, perché essa dipende da una serie complessa di variabili personali ed ambientali. La difficoltà di formulare previsioni precise non significa, tuttavia, che ci si limiti a navigare a vista sperando di raggiungere la terraferma.

Lo psicoterapeuta dedica infatti in genere una certa quantità di tempo, nella fase conoscitiva, proprio a costruirsi una mappa del funzionamento della persona. Il professionista lavora in questo modo al fine di poter progettare l’itinerario necessario al raggiungimento della meta o delle mete concordate con il paziente. Si parte da un’attenta analisi della domanda. Questa analisi può, in alcuni casi, portare anche una riformulazione della richiesta di aiuto, per poter definire insieme gli obiettivi desiderati. L’inquadramento diagnostico finalizzato alla comprensione della struttura di personalità soggiacente al sintomo o al disagio riportati consente, in seguito, di individuare la tipologia di intervento più adatta. E di indicare, presumibilmente, se si potrà trattare di un percorso più o meno impegnativo.

Quanto dura un percorso di psicoterapia

Vediamo alcuni esempi di situazioni che si possono verificare quando si formula una richiesta di aiuto ad uno psicoterapeuta il quale, dopo uno o più primi colloqui, condividerà con il paziente la sua valutazione. L’obiettivo o gli obiettivi del lavoro devono essere condivisi: insieme si definiscono le aree di criticità, e si stabilisce, nei limiti del possibile, l’ordine nel quale affrontarle e gli strumenti da utilizzare.

Durata psicoterapia nella consultazione breve

Quando la problematica è relativa a una situazione contingente e la struttura di fondo è armonica, può essere a volte sufficiente un ciclo di colloqui volto a fornire una diversa chiave di lettura degli eventi. Oppure può essere finalizzato a mettere a fuoco le risorse personali a cui attingere per superare l’impasse. Si tratta di consultazioni o percorsi di breve durata, in cui il focus non è modificare la struttura di base, ma imparare ad utilizzare meglio le risorse possedute.

  • La consulenza può essere anche di coppia. In questo caso a dilatarsi può essere lo spazio tra le sedute, in quanto la coppia ha bisogno di un tempo maggiore, rispetto all’individuo, per riflettere su se stessa e sperimentare nuove modalità di relazione.
  • Possono essere di breve durata anche i percorsi di coaching, in cui un individuo con un livello di funzionamento già molto buono può essere aiutato a raggiungere determinati obiettivi professionali o sportivi.

Quanto dura una psicoterapia quando sono necessari tempi più lunghi?

Altre volte può invece essere necessario un lavoro di analisi e di elaborazione più approfondito, che incida sulla struttura di personalità, riorganizzandone gli elementi di base al fine di renderla più armonica e stabilmente diversa rispetto all’inizio del percorso. Va da sé che la tipologia di intervento richiesto va ad influire sulla durata, che, nell’ultimo caso, sarà ovviamente maggiore rispetto ai primi.

Anche quando vi sia una problematica di portata estesa, si può decidere di lavorare inizialmente su un solo aspetto o su un numero limitato di problematiche e non sulla personalità nel suo complesso, Questo fa propendere per un’ipotesi di una limitata durata della psicoterapia. Non è raro però che sia la persona stessa, una volta compresa la complessità delle dinamiche sottostanti al disagio “urgente”, a desiderare di proseguire gli incontri per comprendere più a fondo il proprio funzionamento. Conoscere se stessi e la propria reale natura, i propri desideri, i propri schemi e meccanismi, rappresenta un’opportunità entusiasmante, che può far decidere di estendere il percorso oltre i confini di una breve durata della psicoterapia.

Quanto dura una psicoterapia: l’aspetto economico

Anche il costo della psicoterapia per seduta potrà variare in base al tipo di percorso concordato e, in particolare, alla frequenza delle sedute, in quanto l’impegno economico deve poter essere sostenibile per tutto il tempo necessario.


Quanto dura una psicoterapia dipende dall’approccio?

Un ulteriore elemento in grado di incidere sulla durata della terapia è il tipo di orientamento teorico seguito dal terapeuta. Esistono molti diversi approcci psicoterapeutici, che corrispondono alla formazione e alla specializzazione che ha acquisito il professionista.

La durata di un’analisi nella psicoterapia psicodinamica

Alcuni cliché, che vogliono le psicoterapie psicoanalitiche di durata infinita, sono ormai anacronistici. Già da tempo infatti anche all’interno del modello psicoanalitico si è sviluppato da parte del terapeuta un atteggiamento più attivo. Esso è volto a ridurre al minimo i momenti di passività e regressione del paziente, affinché la rielaborazione del passato avvenga con uno sguardo sempre attento al qui ed ora e proiettato nel futuro.

EMDR e durata della psicoterapia

Tra gli approcci più validi e innovativi, troviamo il metodo EMDR che, se inserito in un percorso ben strutturato, potrà fungere da acceleratore della durata della psicoterapia promuovendo comunque un lavoro profondo ed efficace.

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) promuove, attraverso una stimolazione cerebrale bilaterale, operata attraverso movimenti oculari guidati (oppure stimoli tattili o uditivi), l’elaborazione spontanea delle esperienze traumatiche sperimentate nel passato e individuate come generatrici dello stato di malessere attuale. Si tratta di uno strumento molto potente, il quale, lungi dall’essere una semplice “tecnica”, è un sistema terapeutico elaborato e complesso. Agisce in maniera profonda e consente il raggiungimento di risultati duraturi e scientificamente provati. L’uso dell’EMDR come strumento principale o come integrazione di un percorso terapeutico convenzionale, secondo l’orientamento teorico seguito dal terapeuta – che nel mio caso è quello psicoanalitico – da spesso degli ottimi risultati. Ha infatti un effetto di marcata accelerazione dei tempi di risoluzione delle problematiche che hanno condotto in terapia, perché potenzia ed accelera i processi di “autoguarigione”.

Quanto dura una seduta di psicoterapia

Una seduta di EMDR può avere una durata uguale o superiore a quella di una normale seduta di psicoterapia, che in genere dura circa 60 minuti (dai 45/50 minuti ad un’ora abbondante, a seconda del metodo di lavoro del terapeuta).

La durata della seduta, questa sì, è un elemento certo e fisso della terapia. Infatti, come gli altri fattori costitutivi del setting, ovvero quell’insieme di aspetti materiali e regole contrattuali (frequenza e ritmo delle sedute e, appunto, loro durata) svolge una funzione strutturante e dunque gioca un ruolo importante anche dal punto di vista dei fattori terapeutici.


I fattori in gioco nella durata della psicoterapia

Ogni previsione che si fa rispetto alla durata complessiva di un percorso di psicoterapia non può, invece, che essere approssimativa. Infatti, per la natura stessa della psicoterapia, e in generale della mente, il suo svolgimento non è mai lineare, ma possono alternarsi momenti di rapido avanzamento ad altri di stallo o regressione temporanea.

Oltre che dal tipo di terapia, la durata di un percorso dipende anche da altre variabili, quali:

  • i tempi individuali di elaborazione, per i quali va tenuto presente che essa non coincide semplicemente con la comprensione razionale, ben più immediata ma spesso insufficiente.

 

Altre variabili che determinano le tempistiche di una psicoterapia sono:

  • la gravità del disturbo e la sua durata (un disturbo cronico sarà più impegnativo da affrontare rispetto ad uno di recente insorgenza);
  • un quadro pluri-sintomatico;
  • la presenza di un clima familiare favorevole alla terapia e in genere supportivo;
  • la possibilità di contare su una rete sociale (l’isolamento è un fattore penalizzante rispetto al buon esito del lavoro psicoterapico);
  • la costanza nel rispetto degli appuntamenti;
  • un altro fattore fondamentale per stabilire quanto dura una psicoterapia è rappresentato dagli eventi di vita concomitanti. Ogni terapia non si svolge infatti nel vuoto o nelle condizioni asettiche di un laboratorio sperimentale. La persona prosegue invece, durante il percorso, la sua vita di tutti i giorni, in cui possono accadere cose che inevitabilmente influenzano lo stato di evoluzione del lavoro su di sé;
  • va infine considerata la presenza di vantaggi secondari legati al disturbo, che possono ostacolare, sul piano inconscio, la possibilità di affrancarsene e rischiano dunque di dilatare i tempi della terapia.

La durata della psicoterapia e i tempi necessari

È tuttavia innegabile che per pervenire a cambiamenti strutturali e duraturi occorre del tempo e un po’ di pazienza. La nostra mente dà forma ai propri assetti nell’arco di svariati anni e non è pensabile immaginare di modificare i loro aspetti disfunzionali nel giro di poche sedute. Da questo punto di vista anche gli approcci terapeutici più concentrati sulla necessità di fornire soluzioni rapide, si sono col tempo attestati su durate della psicoterapia maggiori.

Quanto dura una psicoterapia e i suoi obiettivi

Il fattore realmente importante per definire la durata di una psicoterapia, di qualunque orientamento essa sia, deve rimanere il raggiungimento del benessere del paziente. Questo va perseguito con gli strumenti più idonei al suo specifico caso, usati per il tempo necessario e nei tempi giusti. Tutto ciò va affrontato sempre tenendo a mente che l’obiettivo ultimo del percorso psicoterapeutico è sempre la sua conclusione.

Il legame con il terapeuta

Anche se nel corso della terapia una persona può comprensibilmente e giustamente legarsi profondamente al proprio terapeuta, il rapporto che si crea con quest’ultimo deve sempre essere funzionale al processo di emancipazione da esso. Nel momento in cui la terapia cessa di perseguire un obiettivo specifico, ma diventa solo una piacevole abitudine da cui si fatica a sottrarsi, essa cessa di essere terapeutica perché può ostacolare l’autonomia della persona. La relazione terapeutica nasce infatti con uno scopo preciso, ovvero quello di aiutare la persona a individuare e sviluppare le sue risorse autonome. Si rischia altrimenti di attribuire alla relazione con il terapeuta, e non ai propri traguardi raggiunti, la possibilità di un maggiore benessere.

La psicoterapia ha una durata massima? Quando è il momento giusto per terminarla?

Nel momento in cui la persona sente di riuscire a camminare da sola il legame si può sciogliere, ferma restando la disponibilità del terapeuta a restare riferimento in caso di necessità future. Quando un percorso volge al termine paziente e terapeuta lo sentono e possono decidere di dedicare un’ultima fase alla revisione del lavoro svolto: si tratta di un momento molto ricco ed emozionante.


Per richiedere maggiori informazioni o un primo appuntamento, puoi contattare la Dott.ssa Chiara Venturi, Psicologa Milano Psicoterapeuta attraverso l’apposito form contatti.