01 Mag Egosintonico o egodistonico: com’è il mio sintomo?
Scopriamo in questo articolo quando un sintomo psicologico viene percepito come egosintonico o egodistonico.
Egosintonia e egodistonia
L’egosintonia e l’egodistonia sono concetti fondamentali in psicologia clinica e psichiatria. Essi si riferiscono alla percezione che un individuo ha del proprio sintomo o disturbo, che può essere in linea o meno con il proprio Io.
Non si tratta di categorie che inquadrano un problema psicologico o psichiatrico, ma si tratta di aggettivi e quindi di qualità che qualsiasi condizione psicologica, idea, emozione o comportamento può assumere. Questi aggettivi non ne specificano la gravità, bensì il rapporto che il soggetto ha con essi.
- Quando un sintomo è egosintonico, l’individuo lo percepisce come parte di sé e non come qualcosa di estraneo o dissonante.
- Al contrario, quando un sintomo è egodistonico, l’individuo lo percepisce come estraneo e disturbante.
Ad esempio, una certa caratteristica della propria personalità, come l’introversione, può essere percepita come:
- egosintonica: se viene vissuta e accolta come propria caratteristica;
- egodistonica: se crea disagio relazionale e rappresenta un ostacolo nel raggiungimento di una vita affettiva soddisfacente.
È importante comprendere la differenza tra questi due concetti poiché essa può influire sulla scelta della terapia più adatta per il paziente. A questi concetti sono infatti strettamente legati la consapevolezza o la percezione di avere un problema e il livello di conflittualità interna.
Egosintonico ed egodistonico: alcuni esempi
Possono essere egosintonici o egodistonici:
- sintomi psicologici
- pensieri, convinzioni e idee
- impulsi
- comportamenti
- emozioni e sentimenti
- caratteristiche psicologiche
- meccanismi di difesa
Ad esempio:
- una caratteristica come il perfezionismo può essere vissuta come sintonica se rappresenta una motivazione a fare bene e non irrigidisce la personalità. Mentre, se esso è accompagnato da severi giudizi interni paralizzanti, diventa distonico.
- oppure, il proprio orientamento sessuale può essere egosintonico se percepito come armonico e non crea conflitti intrapsichici. Diventa egodistonico se viene percepito come estraneo, incongruo o non accettabile.
- inoltre, la relazione che si ha con le proprie caratteristiche o condizioni psicologiche può mutare nel corso della vita: un atteggiamento/idea/comportamento che si è sempre vissuto come egosintonico, può, nel corso del tempo, cominciare a creare problemi o conflitti e diventare quindi egodistonico.
- ancora, un meccanismo di difesa può abitare in maniera armonica dentro una certa personalità o in un certo periodo, ma diventa distonico se presenta effetti collaterali che creano problemi alla vita della persona.
Egosintonico significato
Il termine egosintonico viene utilizzato in psicologia e in psichiatria per descrivere una condizione in cui i comportamenti, le emozioni o i pensieri di un individuo sono in linea con il suo ego, ovvero con la propria immagine di sé. E, tendenzialmente, non generano conflitti intrapsichici.
In altre parole, un comportamento, un’emozione o un pensiero egosintonico sono quelli che l’individuo ritiene naturali, congruenti e coerenti con la sua identità e con la percezione di se stesso.
Egodistonico significato
Al contrario, i comportamenti, le emozioni o i pensieri egodistonici sono quelli che l’individuo ritiene in contrasto con la propria identità e con la percezione di sé. Generalmente, generano conflitti o disagio nella persona.
Può capitare, infatti, di non sentirsi non in armonia con ciò che si pensa o prova. Oppure, si può iniziare a percepire un proprio comportamento non congruo con l’immagine di sé, o un sentimento come non allineato con ciò che si desidererebbe provare.
Alcune patologie o strutture di personalità possono presentare contemporaneamente aspetti sintonici e distonici. Allo stesso modo, certe caratteristiche che per alcuni sono sintoniche, per altri potrebbero essere distoniche.
Vediamo, a grandi linee, alcuni esempi.
Quali sono i disturbi egosintonici
Il termine “egosintonico” si riferisce a disturbi o comportamenti che sono in linea con l’autopercezione e le aspettative del paziente, il quale non li considera come problematici o patologici. Sono percepiti anzi come “familiari” e ovvi.
Quando un sintomo (o un comportamento, un pensiero o un emozione) è egosintonico, il paziente potrebbe essere meno motivato a cercare aiuto poiché ha una minore percezione del problema, e non avverte l’esigenza o l’urgenza di un cambiamento psicologico. Di conseguenza, sarà meno propenso ad accettare un trattamento.
Per queste ragioni, l’egosintonia può rappresentare una sfida per i professionisti della salute mentale nella diagnosi e nel trattamento di molte patologie psicologiche.
In questi casi, sono infatti generalmente le persone intorno al soggetto che gli fanno notare che “c’è qualcosa che non va” nel modo in cui si comporta e in cui gestisce la sua vita.
Tuttavia, è importante sottolineare che l’egosintonia non è una condizione patologica in sé stessa, ma si riferisce semplicemente alla congruenza tra l’immagine di sé dell’individuo e i suoi comportamenti, emozioni o pensieri. Per questo motivo, il trattamento delle patologie psicologiche che presentano questa caratteristica deve essere personalizzato e mirato a costruire una maggiore consapevolezza e una possibile critica rispetto alle proprie percezioni e credenze.
Disturbi egosintonici
Generalmente, i disturbi di personalità vengono percepiti come egosintonici. Si tratta di strutture di personalità con caratteristiche trasversali, di stati esistenziali che interessano l’intera persona.
- Ad esempio, nel disturbo narcisistico o antisociale, il soggetto non si “rende conto” di arrecare danno o sofferenza a se stesso o agli altri. Non percepisce incoerenza tra il suo sentire e il proprio comportamento e, spesso, non percepisce disagio o dolore psicologico.
- Un altro esempio è rappresentato dai disturbi alimentari: una ragazza anoressica può vivere il proprio disturbo come egosintonico poiché le consente di rimanere estremamente magra. Non sono percepite come egodistoniche tutte le abitudini che ella ha: alimentarsi come un uccellino, pesarsi più volte quotidianamente, non poter partecipare alla convivialità o sottoporsi ad estenuanti sessioni sportive nonostante la fatica che comportano. Le radicate convinzioni sul senso estetico e su come ci si dovrebbe alimentare non possono essere messe in discussione.
- Qualora però subentrasse anche un comportamento bulimico, esso verrebbe probabilmente vissuto come egodistonico.
- Nei tratti ossessivi, la propensione all’ordine e al controllo può essere vissuta come sintonica, efficace e utile nell’organizzazione della propria vita.
- Ma se questa attitudine fosse eccessivamente rigida e magari accompagnata da compulsioni coercitive, probabilmente verrebbe vissuta come distonica.
- Le idee paranoiche sono generalmente percepite come egosintoniche.
Quali sono i sono i disturbi egodistonici
Quando un sintomo è egodistonico, il paziente potrebbe essere più motivato a cercare aiuto poiché percepisce il sintomo come disturbante.
Si tratta generalmente di sintomi percepiti come più sgradevoli, fastidiosi e penosi di quelli egosintonici, per cui spesso i pazienti arrivano in terapia prima, e la condizione è quindi più facilmente diagnosticabile. I sintomi creano sofferenza, possono essere vissuti come angoscianti e indesiderati, e c’è la percezione che il proprio disagio costituisca un ostacolo nella propria realizzazione e che non sia integrato nella personalità.
Disturbi egodistonici
I disturbi d’ansia (come per esempio gli attacchi di panico) o la fobia sociale sono generalmente egodistonici: sono invalidanti e influiscono sulla qualità di vita della persona.
Si tratta infatti di sintomi o condizioni psicologiche che creano sofferenza, che si vorrebbe eliminare (ma non si riesce) e spesso costituiscono un’ostacolo nel raggiungimento dei propri obiettivi di vita.
In conclusione, il grado di sintonia o di distonia che si ha con i propri oggetti mentali determina la qualità della propria vita e il livello conflittualità e di armonia percepita. Di conseguenza, influenza il grado di motivazione che si può avere nel conoscersi meglio, nel cambiare o nell’intraprendere un percorso di trasformazione attraverso la psicoterapia.