Depressione postparto: come diagnosticarla e intervenire efficacemente

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Depressione postparto: come diagnosticarla e intervenire efficacemente

La depressione postparto, o depressione perinatale, è una condizione complessa che può manifestarsi con varie sfaccettature e con intensità differente. Riconoscerne precocemente i segnali è fondamentale, poiché un intervento tempestivo può prevenire complicazioni a lungo termine e supportare il benessere della madre e del bambino.

Introduzione

La nascita di un bambino è un evento che, secondo la psicologia, può essere visto come sia critico che normale.

  • Critico perché richiede di ridefinire i ruoli e le relazioni,
  • e normale perché è qualcosa di previsto e fisiologico.

Nella cultura occidentale di oggi, avere un figlio è spesso una scelta: decidiamo se, quando e come avere un bambino, e tendiamo a pensare di avere il controllo quasi totale su questo importante evento.

Tuttavia, le ricerche e l’esperienza clinica dimostrano che anche se la nascita di un figlio è un evento comune, non significa che sia sempre facile o positivo. In effetti, la nascita di un bambino può portare sia gioia che sofferenza, sotto forme diverse come rifiuto, angoscia, disperazione e paura. È un mix complesso di pensieri e sentimenti che non sempre è facile da prevedere o prevenire.

Viene spesso sottovalutato come la nascita del primo figlio rappresenti un evento altamente stressante, se non a tutti gli effetti potenzialmente traumatico, nella vita dei singoli genitori, così come nella relazione di coppia.

Depressione postparto: alcuni dati

La depressione postnatale colpisce circa il 10-15% delle neomamme a livello globale (1 su 7), e si stima che il 75% delle donne non riceva un trattamento specifico per questa importante condizione dell’umore.

Sintomi della depressione post partum: quando insorgono e cosa comprendono

I sintomi della depressione postparto possono insorgere già durante la gravidanza, o entro le prime settimane dopo il parto, ma, in alcuni casi, i sintomi possono emergere anche fino a un anno dalla nascita del bambino.

Sintomatologia

I sintomi tipici includono:

  • sentimenti persistenti di tristezza, ansia e disperazione
  • difficoltà nel legame affettivo con il neonato
  • eccessiva stanchezza
  • perdita di interesse nelle attività quotidiane
  • Le madri possono anche sperimentare alterazioni dell’appetito
  • difficoltà nel sonno
  • e sentimenti di inadeguatezza o colpa.

La depressione post-partum viene diagnosticata con la presenza di:

  • almeno cinque sintomi, non abituali nel funzionamento della persona,
  • che perdurano per almeno due settimane.

Depressione postparto quanto dura e quali sono le conseguenze

La durata della depressione post parto può variare considerevolmente tra i diversi soggetti, ma generalmente si osservano i seguenti schemi:

  1. Durata tipica: i sintomi della depressione postparto possono durare da alcune settimane a diversi mesi. In molti casi, se trattata tempestivamente, la condizione può migliorare entro 6-12 mesi.
  2. Casi non trattati: se non trattata, la depressione post parto può durare più a lungo e può esitare in un disturbo dell’umore cronico. Alcune donne sperimentano infatti i sintomi per oltre un anno o più, con conseguenze importanti per il loro benessere e per quello del loro bambino.
  3. Variabilità individuale: vale per tutte le psicopatologie, ma per la depressione postpartum in particolare: la sua durata e la gravità possono variare in base a fattori individuali, come l’intensità dei sintomi, il supporto sociale disponibile, e la risposta ai trattamenti.

Le conseguenze a medio e a lungo termine

La depressione perinatale non trattata è associata a:

  • un aumento del rischio di suicidio
  • può avere effetti dannosi sul feto (come la nascita pretermine, un basso peso alla nascita)
  • e sul bambino (compromissione dell’attaccamento, che può influenzare il neurosviluppo)
  • può inoltre influenzare le relazioni con il partner e con altri membri della famiglia.

 

Per tutte queste ragioni è molto importante un intervento precoce, mirato ed efficace.

Depressione post partum tardiva

La depressione post partum tardiva è una forma di depressione che si manifesta dopo il periodo tradizionalmente riconosciuto come “post parto”, ovvero oltre il primo anno dalla nascita. Questa condizione può insorgere in qualsiasi momento dopo la nascita del bambino, spesso a causa di:

  • fattori stressanti continuativi (come per esempio la mancanza di sonno)
  • o cambiamenti significativi nella vita della madre.

 

Anche se i sintomi sono simili a quelli della depressione post parto tradizionale, la depressione postparto tardiva può passare inosservata e rimanere non diagnosticata per lungo tempo, poiché:

  • i sintomi possono essere meno evidenti
  • e facilmente attribuibili ad altre cause.

Post-partum e Baby Blues

Anche se appartengono alla stessa famiglia, vi è una differenza tra la vera e propria depressione postparto e il cosiddetto “Baby Blues” (chiamato anche Maternity Blues o Postpartum Blues, dove blues significa malinconia).

Il baby blues, caratterizzato da umore instabile e irritabilità subito dopo il parto, affligge circa il 50-80% delle neomamme. Questo è un fenomeno relativamente comune e generalmente transitorio e reversibile, che tende a risolversi entro due settimane dopo il parto.

I sintomi del baby blues iniziano solitamente entro i primi giorni dopo il parto e tendono a diminuire entro 1-2 settimane. Tuttavia, se i sintomi persistono oltre questo periodo, potrebbe essere indice di una depressione postparto.

Depressione post parto: come intervenire

Come già anticipato sopra, la prevenzione e il trattamento della depressione post parto sono di cruciale importanza. Già durante la gravidanza dovrebbe essere fatto  da parte dei ginecologi, dei medici di base e delle ostetriche, uno screening che ne colga precocemente gli eventuali campanelli d’allarme.

In particolare, occorre indagare sulla familiarità per disturbi psichiatrici e sull’anamnesi del soggetto rispetto all’eventuale storia di disturbi dell’umore nell’arco della vita.

Come viene trattata la depressione post partum

Il trattamento precoce e adeguato, che può includere psicoterapia, supporto sociale e, se necessario, farmaci, può accelerare il processo di guarigione e migliorare significativamente la qualità della vita della neomamma.

Imprescindibile in tutti i casi, a mio avviso, anche per chi non soffre di alcun disturbo dell’umore post-partum, sono:

  • la psicoeducazione ad entrambi i genitori rispetto alle caratteristiche della fase postnatale e ai tipici vissuti emotivi e cognitivi di questo particolare passaggio di vita;
  • l’accompagnamento alle prime fasi di vita del bambino, con le sue difficoltà e gli inevitabili inciampi, da parte di figure come ostetriche, doula, interventi domiciliari e gruppi di mamme nei consultori: solamente così è possibile superare il senso di solitudine e fare comunità con le altre mamme che si trovano ad affrontare fatiche simili;
  • accompagnare i padri a diventare padri, a far sì che il bambino non sia il bambino solo della mamma, ma di entrambi i genitori: anche se le madri sono biologicamente predisposte all’accudimento, il carico mentale dev’essere necessariamente equamente suddiviso.

Una cura osteopatica per ansia e depressione post-partum

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Di ansia e depressione non si occupano solo il medico o lo psicoterapeuta. Nel 2019, una brillante laureanda in Osteopatia (Paola Gottardo, oggi D.O. e MSc) ha pubblicato un interessante lavoro sperimentale, di cui ho avuto il piacere di essere relatrice metodologica, sull’ansia e la depressione postparto.

La tesi è stata premiata come miglior pubblicazione dell’anno presso l’European Institute of Osteopathic Medicine, e come miglior lavoro italiano a Berlino nella rispettiva sessione di laurea dalla Osteopathie Schule Deutschland, accreditata presso la Dresden International University, che ha certificato il percorso di studi.

La candidata ha utilizzato l’osteopatia craniale (drenaggio dei seni e Pandura) e l’osteopatia fasciale (tecniche sui cinque diaframmi) per trattare e quindi con l’obiettivo di alleviare una condizione di sintomatologia ansioso depressiva presente in un campione di 59 neo mamme.

Background

Ansia e depressione sono da sempre considerate malattie in stretta relazione tra loro e costituiscono la complicanza della gravidanza più sottovalutata. Si tratta di problematiche molto comuni in questo particolare periodo della vita di una donna e, se non trattate, possono creare difficoltà anche importanti nel rapporto madre-bambino e nell’intero nucleo familiare. I sintomi che compaiono in questo periodo sono frequentemente sottovalutati e trascurati sia dalle pazienti, sia talvolta dai clinici.

Sintomi della depressione postpartum

Nel mondo occidentale, si stima che la depressione post partum (post partum depression) colpisca circa il 10-15% delle puerpere. Solo la metà delle donne in gravidanza che presentano sintomi depressivi richiede un intervento medico e fino al 50% dei casi di depressione nel post partum (DPP) restano non diagnosticati. Nella maggioranza dei casi l’episodio di DPP ha una durata di 3-6 mesi ma nel 25-30% dei casi persiste ad un anno di distanza dall’esordio. Il DSM-V riconosce la DPP come un sottotipo della depressione maggiore definendo la depressione perinatale come un episodio depressivo con gravità da moderata a grave che inizia durante la gravidanza o entro le quattro settimane dopo il parto. Non si tratta di una malattia omogenea: variano il tempo di esordio, la gravità, i sintomi, il livello di gravità e il decorso.

Le manifestazioni cliniche DPP includono l’incapacità di dormire o il dormire molto, sbalzi d’umore, alterazione dell’appetito, paura di farsi male, preoccupazione estrema e preoccupazione per il bambino, tristezza o pianto eccessivo, incertezza, senso di colpa e impotenza, sensazioni di vuoto, difficoltà di concentrazione, ritiro sociale, perdita di interesse per le attività abituali e anche pensieri ricorrenti di morte.

La sintomatologia ansiosa della depressione postparto

Nel post partum è ancor meno considerata e spesso sottovalutata. I disturbi d’ansia sono più comuni nelle donne dopo il parto che nella popolazione generale. L’ansia è inoltre un importante predittore di depressione post-partum.

Le ansie possono identificarsi con le più svariate paure quali tocofobia (paura patologica del parto), crisi sul ruolo genitoriale, incapacità di prendersi cura del figlio, paura di avere un figlio anormale o di essere una madre giudicata incapace fino alla presenza di un vero e proprio disturbo ossessivo-compulsivo e disturbo d’ansia generalizzato.

Metodi della ricerca – depressione post-partum test

59 donne (età media = 31,8 anni, ± 4,9 SD) con sintomatologia ansiosa e depressiva postpartum sono state arruolate in un trial clinico randomizzato: 20 pazienti sono state assegnate al gruppo sperimentale  e sottoposte a cinque trattamenti osteopatici craniali (drenaggio dei seni e Pandura), 20 pazienti al gruppo sperimentale e sottoposte a cinque trattamenti fasciali (tecniche sui cinque diaframmi), 19 nel gruppo di controllo non hanno ricevuto alcun trattamento. Prima (T1) e dopo (T2) i trattamenti tutti i soggetti sono stati valutati tramite EPDS (Edimburgh Postnatal Depression Scale)  per la sintomatologia depressiva e STAI test per l’ansia di stato (State Trate Anxiety Inventory).

Risultati della ricerca

I valori medi dei punteggi EPDS e STAI diminuiscono da T1 a T2 in modo statisticamente significativo in tutti e tre i gruppi (EPDS: F(1, 56) = 271,70; p< .001; (STAI: F(1, 56) = 61,51; p< .001). Il valore medio dei punteggi di EPDS è diminuito in modo significativo da 11,75 a 3,95 punti nel gruppo diaframmi, rispetto al gruppo controllo (F(2, 56) = 10,14; p< .001) mentre il valore medio dei punteggi STAI è significativamente diminuito da 49,9 a 34,4 punti per il gruppo craniale, rispetto al gruppo controllo (F(2, 56) = 6,81; p< .001). Secondo le variabili categoriali in T2, il numero di persone che supera il cut-off clinico non si differenzia in modo statisticamente significativo all’interno dei tre gruppi. Un effetto significativo emerge però se si guarda al cambiamento nei punteggi EPDS, secondo i criteri di Matthey: il numero di casi di peggioramento/no effetto tra T1 e T2 era significativamente maggiore nel gruppo di controllo rispetto ai gruppi diaframma e craniale (Chi2=15,82; df=2; p<.001).

Conclusioni dello studio

Le tecniche osteopatiche craniali sembrano migliorare la sintomatologia ansiosa post-partum mentre quelle fasciali sembrano migliorare la sintomatologia depressiva.

Questa tesi sperimentale propone un approccio osteopatico incoraggiante per il miglioramento della sintomatologia ansioso-depressiva nel post partum, con possibili applicazioni anche per la prevenzione e per il monitoraggio del benessere delle neomamme, rappresentando così una possibilità di integrazione con approcci più tradizionali come la psicoterapia o interventi psico-sociali, la farmacologia, e le visite domiciliari da parte di ostetriche e infermieri.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi su un campione più ampio per raccogliere ulteriori prove sull’efficacia dei trattamenti osteopatici. Da indagare in maniera più approfondita anche i possibili benefici riconducibili all’effetto placebo della presa in carico per la cura della depressione post partum, per discriminarli dagli effetti del trattamento stesso.


A questo link, puoi leggere il mio articolo sulla depressione stagionale.