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Meravigliarsi di un tramonto mozzafiato. La prima parola del bebè. Un complimento inatteso. Sono i gesti più semplici, gli attimi fuggenti della quotidianità che ci rendono davvero felici. Perché non mi meraviglio più? Peccato aver perso la capacità di apprezzarli. È quanto rivela una recente ricerca, secondo cui, rispetto a mezzo secolo fa, il 48,7% degli italiani non riesce più a provare stupore e meraviglia di fronte alle piccole gioie della vita. La rivista statunitense Forbes l’ha definita “drift syndrome”, l’incapacità di godere di ciò che ci circonda. Lo stupore, invece, è un ingrediente fondamentale di un’esistenza piena e soddisfacente: ecco perché. Perché è importante stupirsi e meravigliarsi Meravigliarsi è un elemento vitale. Lo diceva anche Einstein: «Se non sei in grado di provare stupore sei morto». La sorpresa è considerata dagli psicologi americani Ekman e Frieser una delle 6 emozioni fondamentali, insieme a tristezza, rabbia, felicità, paura e disgusto. Secondo quasi metà degli italiani, una sorpresa fa sentire meglio le persone care e aiuta a gestire lo stress. È una forma di apprendimento spontanea. Il verbo stupirsi, stando all’etimologia, vuol dire “reagire a qualcosa di inaspettato”: lo stupore attiva nel cervello il sistema dell’attenzione, deputato a cercare le risorse per gestire un...