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Ti hanno appena fatto i complimenti per un lavoro. Oppure è arrivata la promozione, o un bel voto. E il primo pensiero non è stato "che bello". È stato "è stata solo fortuna", o "prima o poi se ne accorgeranno". Se ti è capitato, non sei l'unica persona a pensarlo. Nel mio studio a Milano lo sento dire spesso, quasi sempre da chi ha risultati concreti in mano. Questo modo di vivere i propri successi ha un nome: la sindrome dell'impostore. Non è una malattia e non è un difetto di carattere. È un meccanismo con una storia che si impara presto, spesso in famiglia, ma la buona notizia è si può anche disimparare. Qui trovi come riconoscere la sindrome dell'impostore, da dove nasce e che cosa aiuta, secondo gli studi e secondo l'esperienza che ho fatto nel mio lavoro con i pazienti. Se leggendo non ti riconosci, va bene così: capire come funziona serve anche a stare vicino a chi lo vive. Cos'è la sindrome dell'impostore La sindrome dell'impostore è la difficoltà a sentire come propri i risultati raggiunti. Chi la vive attribuisce i successi alla fortuna, al caso o a un errore degli altri. E teme che prima o poi qualcuno scopra che...