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Lo stato di coscienza si riferisce al livello di coscienza presentato dalla persona in una determinata condizione....

La psicotraumatologia è la clinica del trauma psicologico, intesa sia nel versante psichiatrico che psicoterapeutico....

Lo psicoterapeuta è un professionista – medico o psicologo – autorizzato all'esercizio della psicoterapia dall'Ordine professionale di appartenenza. Il suo intervento mutua le tecniche dai numerosi modelli applicativi della psicologia, ed ha lo scopo di curare i disturbi di origine psichica. In Italia l'attività dello psicoterapeuta è regolamentata ex art. 3 della Legge n° 56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della professione di psicologo), che obbliga il professionista a conseguire una specializzazione post universitaria in psicoterapia, presso una scuola di specializzazione pubblica (universitaria) o privata riconosciuta dal Ministero dell'Università. A tali scuole possono accedere solo i laureati in psicologia o medicina iscritti ai rispettivi Albi professionali. Il medico specializzato in psichiatria o in neuropsichiatria o ancora in neurologia è autorizzato – di diritto, in virtù della specializzazione conseguita – ad esercitare la psicoterapia, semplicemente chiedendone l'annotazione al proprio Ordine provinciale di appartenenza....

La concentrazione di un componente in una miscela è una grandezza che esprime il rapporto tra la quantità del componente rispetto alla quantità totale di tutti i componenti della miscela (compreso il suddetto componente), o, in alcuni modi di esprimerla, del componente più abbondante. Nel caso specifico di una soluzione (che è un tipo particolare di miscela), la concentrazione di un determinato soluto nella soluzione esprime il rapporto tra la quantità del soluto rispetto alla quantità totale di soluzione, o, in alcuni modi di esprimerla, del solo solvente (ad esempio molalità). Quando la sostanza in esame ha una concentrazione molto elevata nella miscela, si parla in genere di purezza; se non è diversamente specificato, la purezza viene intesa come la percentuale in peso della sostanza in esame rispetto al peso totale della miscela. Ad esempio se un campione di 100 grammi di argento presenta una purezza del 99,9% vuol dire che tale campione contiene 99,9 grammi di argento e 0,1 grammi di altre sostanze (dette impurezze)....

La procrastinazione: quell’irresistibile e fastidiosa tentazione di rimandare a più tardi, a domani, un compito noioso, difficile, o che crea tensione e pressione. Avete presente quando ci dedichiamo ad un’infinita serie di piccole attività per evitare quello che realmente dovremmo fare? Il fine è quello di temporeggiare, differire, posticipare, ritardare, rinviare – o, addirittura, di NON fare – quello che si dovrebbe. Procrastinare: lo facciamo tutti e poi ci pentiamo, o ci sentiamo in colpa. Minuti, ore, settimane inconcludenti che si susseguono....

Con il termine coppia si vuole descrivere la relazione interpersonale che intercorre tra due persone. Il termine generalmente si riferisce a rapporti in cui ci sia confidenza, coinvolgimento e intimità emotiva, sentimentale e/o erotico-sessuale, ma in senso lato, può anche indicare un rapporto di tipo professionale o socialmente noto. Le relazioni di coppia svolgono un ruolo centrale nell'esperienza umana. Esse rispondono ad un bisogno di "attaccamento", di vicinanza e intimità e possono fornire sostegno reciproco. Lo studio sistematico delle relazioni di coppia è un settore relativamente nuovo della ricerca nel campo della psicologia sociale, emerso negli ultimi decenni. Anche se lo studio sistematico di questo tipo di relazioni è abbastanza recente, il pensiero sociale e l'analisi della coppia si può far risalire ai primi filosofi greci. I primi studi accademici si sono interessati anche delle relazioni di coppia, ma si sono limitati alle diade o ai piccoli gruppi di persone in ambiti pubblici ed esaminando in modo restrittivo comportamenti come la competizione e la cooperazione, la negoziazione e la contrattazione e la conformità e la resistenza....

La solitudine è una condizione e un sentimento umano nella quale l'individuo si isola per scelta propria (se di indole solitaria), per vicende personali e accidentali di vita, o perché isolato o ostracizzato dagli altri esseri umani, generando un rapporto (non sempre) privilegiato con sé stesso. Animale sociale per definizione, l'uomo anche in condizione di solitudine è coinvolto sempre in un intimo dialogo con gli altri. Quindi, più che alla socialità la solitudine si oppone alla socievolezza. Talvolta è il prodotto della timidezza e/o dell'apatia, talaltra di una scelta consapevole. In lingua inglese il concetto viene espresso con due differenti vocaboli, solitude e loneliness, che si riferiscono rispettivamente al piacere e al dolore provati in condizioni di esclusioneEffortless Flow: The Difference Between Solitude and Loneliness...

Il disturbo depressivo maggiore, MDD (Major depressive disorder, noto anche come depressione clinica, depressione maggiore, depressione endogena, depressione unipolare, disturbo unipolare o depressione ricorrente, nel caso di ripetuti episodi) è una patologia psichiatrica o disturbo dell'umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia). Questo gruppo di sintomi (sindrome) è stato identificato, descritto e classificato come uno dei disturbi dell'umore nell'edizione del 1980 del manuale diagnostico edito dall'American Psychiatric Association. Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, e sulla salute in generale. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. Non esiste attualmente un test di laboratorio per la sua diagnosi. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni. Tipicamente, i pazienti sono trattati con farmaci antidepressivi e spesso, in maniera complementare, anche con la...

L'ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di preoccupazione o paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno a uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno) ovvero una mancata risposta di adattamento dell'organismo a una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l'individuo stesso....

Nel corso della cura psicoanalitica, si dà il nome di resistenza a tutto ciò che negli atti e nel discorso dell'analizzando, si oppone all'accesso dei contenuti inconsci alla coscienza. Per estensione, Freud ha parlato di "resistenza alla psicoanalisi", la disciplina da lui scoperta, per indicare la generica opposizione che le sue scoperte hanno suscitato, in quanto rivelano i desideri inconsci e quindi espongono l'uomo ad una "umiliazione psicologica". La resistenza è in sintesi, sia quella conscia voluta dal paziente che soprattutto quella inconscia, la forza che si oppone al lavoro analitico, alla guarigione e al superamento della nevrosi, quasi che il paziente "volesse" restare a convivere col proprio male. Tale resistenza, lungo il corso della cura, può assumere diverse forme, che prendono i nomi di: coazione a ripetere, reazione terapeutica negativa, o più genericamente resistenze dell'Io. Si può affermare che l'impatto con le resistenze sia, a tutt'oggi, il principale ostacolo alla riuscita della cura psicoanalitica....