Resilienza ai tempi del Coronavirus

Tutti stiamo vivendo un periodo di lutto in questo periodo: sono andate in pezzi le nostre routine incluse quelle sociali, abbiamo perso molte delle nostre libertà, qualcuno ha perso un familiare o un amico.

La situazione Coronavirus con i suoi stimoli innesca in noi la visione di un mondo che non è più un luogo sicuro e prevedibile: ci sentiamo persi, impotenti. La nostra famiglia, i nostri genitori, figli e amici soffrono, e non possiamo farci molto o risolvere i loro problemi. Non possiamo neanche partecipare ai funerali se abbiamo perso qualcuno di caro e vicino. La vita per come la conoscevamo prima è completamente cambiata.

Vediamo in questo articolo cosa è possibile fare per diventare più resilienti, dare un senso a quello che accade e ripristinare un senso di padronanza sulle nostre vite, come antidoto ai sentimenti di vulnerabilità e impotenza che stiamo sperimentando.

Cos’è la Resilienza

In termini concreti, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. In psicologia è definita come la capacità di un essere umano di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, al termine del quale potrà uscirne rafforzato o avendo imparato qualcosa di utile e importante per sé. Uno degli aspetti fondamentali della resilienza è proprio la consapevolezza di avere superato le difficoltà grazie alle proprie risorse. Essa consiste quindi nella capacità di mantenere degli alti livelli di emotività positiva e di benessere anche di fronte a significative avversità.

Utile per comprendere il concetto di resilienza è la metafora dell’elastico: questo materiale ha una straordinaria qualità: può essere teso fino all’estremo e poi tornare allo stato iniziale (rebound).

Anche noi, allo stesso modo, possiamo stressarci, e poi usare le nostre risorse e capacità di adattamento per tornare allo stato iniziale. A differenza dell’elastico, potremo tornare a quello che eravamo in maniera trasformativa, aggiungendo al nostro bagaglio un’esperienza di consapevolezza di grande valore.

L’atteggiamento efficace

Forse non comprendiamo a fondo, per ora, le ragioni di ciò che sta accadendo. Sappiamo però che è successo qualcosa di pericoloso: questa è la ragione per cui dobbiamo stare in casa, e indossare le mascherine. Sapere cosa sta succedendo ha un effetto calmante, ci fa sentire più in controllo, anche se non conosciamo bene il perché dell’accaduto.
Il secondo punto importante è che ci sono molti modi in cui possiamo guardare alla situazione attuale per renderla più gestibile.

La Paura

La paura inizia con un segnale di pericolo, e in seguito arriva la consapevolezza che quello che sta accadendo è reale. È il momento in cui realizziamo che siamo vulnerabili, e ci sentiamo deboli, impotenti. Se rimaniamo bloccati in questo momento di vulnerabilità, possiamo iniziare a sperimentare il panico. Subito dopo, però, la nostra mente si attiva automaticamente alla ricerca della soluzione: “Devo fare qualcosa!” Questo è il momento della risorsa: il focus è dentro di me, per rispondere a qualcosa che sta succedendo fuori. In automatico, se immaginiamo come poter rispondere alla situazione, e magari cominciamo a farlo, sperimenteremo un senso di maggiore equilibrio. La risposta che diamo agli eventi esterni alimenta il nostro senso di forza e di controllo.

In sintesi, L’ATTEGGIAMENTO MENTALE PIÙ EFFICACE È QUELLO DI CONSAPEVOLEZZA E DI CONOSCENZA DEL PERICOLO, MA RIMANENDO CONCENTRATI SULLA NOSTRA CAPACITÀ DI RISPONDERE AD ESSO: NON SIAMO IMPOTENTI.

Il significato positivo

Dobbiamo comprendere l’impatto che ha avuto su di noi ha l’evento, ad esempio: “In questo momento avrei dovuto essere in ufficio, in vacanza…“.
Che cosa significa questo per me?
“Che non posso fare quello che abitualmente faccio”.
Nel momento in cui divento consapevole, e lo accetto, dal momento che è qualcosa di reale, posso chiedermi: posso fare qualcosa di positivo per me?
Dal momento che questo è lo stato delle cose, posso elaborare un piano positivo?

In sintesi: CAPIRE quello che sta succedendo – GESTIRLO – dare un SENSO.

Sappiamo che gli esseri umani sono capaci di straordinarie crescite post-traumatiche. Far fronte ad un evento difficile rinforza le capacità di gestire le circostanze avverse, amplia le prospettive. Le persone possono uscirne con maggiori competenze e abilità, proprio perché sono sopravvissute a quella esperienza.

Hardiness, o Resilienza

Salvatore Maddi, professore dell’università di Chicago, ha coniato il concetto di hardiness (robustezza, o resilienza) analizzando le reazioni di un gruppo di persone che avevano perso il lavoro in una grande azienda, studiando le differenze tra chi era “sopravvissuto” con successo all’evento, e chi no. In seguito a questa ricerca, Maddi ha individuato tre variabili fondamentali che caratterizzano la persona resiliente che ha superato un trauma:

PRIMO: il COMMITMENT, l’impegno verso se stessi

Questo concetto può essere riassunto nella seguente affermazione: “Io ho un valore, la mia famiglia è importante, la mia vita ha un valore, e prendo l’impegno nei confronti di me stesso di affrontare questo problema.”

SECONDO: il CONTROLLO, ovvero: sono vulnerabile, ma non sono impotente

Il controllo si esercita attraverso la possibilità di influenzare la situazione che stiamo vivendo in senso positivo o negativo.

ESERCIZIO: pensate alla vostra situazione attuale, qual è la parte peggiore di quello che state vivendo? Immaginate cosa potete fare che potrebbe peggiorare questa situazione? Potremmo immaginarci 3/4 risposte: “se facessi questo o quello la situazione peggiorerebbe”.
Adesso provate a pensare ad altrettanti modi per migliorare la situazione. Probabilmente qualche idea vi verrà in mente. A volte, pensare a cosa potrebbe peggiorare quello che stiamo vivendo fa venire in mente in automatico ciò che lo potrebbe migliorare.

La struttura da seguire

Un modo utile per focalizzarsi sul controllo, concentrandoci su quello che possiamo fare, è strutturare una routine quotidiana costituita da abitudini salutari. Negli Stati Uniti, questa è stata l’indicazione che Rudolph Giuliani ha dato ai cittadini newyorkesi immediatamente dopo l’11 settembre: “Keep up with your routine!”
Schedulare la giornata e aderire a questo programma aiuta a sentirci padroni, e in controllo, e aumenta il senso di forza percepita. In questa routine è bene inserire dell’esercizio fisico.

Cosa possiamo fare se abbiamo difficoltà a fare attività fisica?

ESERCIZIO: prendere l’impegno con se stessi per soli cinque minuti, e sentire l’effetto che fa. Questo esercizio vale anche per la lettura di un libro: dopo i primi cinque minuti, saremo liberi di concludere o di andare avanti, valutando se ci piace o meno. Anche questo è un modo per esercitare controllo, e rappresenta un antidoto contro la sensazione di vulnerabilità e impotenza.

Un altro antidoto è la possibilità di rimanere in contatto con le persone, attraverso internet: prendere un caffè virtuale, pranzare assieme, prendere un aperitivo alle 19. Siamo biologicamente programmati per l’attaccamento agli altri esseri umani, e questo vale più che mai quando siamo sotto stress. Dobbiamo allungare la mano gli uni verso gli altri, prenderci sottobraccio (virtualmente) e andare avanti, condividendo le esperienze e cercando il conforto reciproco.

Questo è il modo con cui le persone possono fare fronte all’emozione della paura: potrà capitare nuovamente di sentirsi vulnerabili, ma non impotenti, poiché la volta successiva potrò rispondere di nuovo in maniera efficace ad un evento avverso.
Alcuni di noi forse hanno fatto esperienza di un incidente automobilistico: come ho fatto a rimettermi alla guida di un’auto? … pensando che potrà ricapitare, ma non è detto che ciò accada, e soprattutto ho la possibilità di guidare in maniera prudente e attenta: c’è sempre qualcosa che possiamo fare per riprendere un po’ di padronanza. Questo è il modo in cui le persone tornano a vivere dopo gli eventi avversi.

TERZO: la SFIDA

Raccogliere una sfida significa dirsi che VALE LA PENA, per me, impegnarmi per risolvere questo problema. Posso crescere e imparare attraversandolo. Posso beneficiarne accettando questa sfida e affrontando gli eventi. E questo rinforzerà il mio impegno verso me stesso (PUNTO PRIMO), in un circolo virtuoso.

“Un giorno alla volta”

È bene fare piani per il futuro, ma è fondamentale mettere tutta la concentrazione nel superamento di ogni singola giornata. Questo è possibile utilizzando la struttura di routine spiegata al punto SECONDO.

NOTA:

La situazione attuale può attivare in noi, attraverso l’innesco delle reti della memoria, ricordi precedenti di esperienze simili di impotenza, paura o vulnerabilità già vissute in passato. Può essere utile fare collegamenti retrospettivi e identificare tali ricordi, ed eventualmente rivolgersi ad un terapeuta EMDR per la rielaborazione degli eventi della propria storia.

Traduzione adattata dell’intervento online di
Roger Solomon presso l’Istituto di Psicologia Applicata,
6 aprile 2020.