Coppia – Il partner ritardatario

Il ritardo cronico (non quello occasionale giustificato da un motivo plausibile) può essere causato da un’incapacità di gestire il proprio tempo, ma nel mondo degli adulti ciò non è tollerabile. Lo sostiene anche uno studio dell’Università di San Diego, secondo cui il ritardo persistente è caratteristica innata e immutabile di una personalità “rilassata”, opposta a quella frenetica, meticolosa, sempre centrata sull’obiettivo da raggiungere. Niente da fare quindi: questione di DNA.

Chiara Venturi, psicologa e psicoterapeuta a Milano e Rimini, cerca invece delle spiegazioni all’interno della coppia. “Il ritardo può essere visto come un ‘atto mancato’, ovvero non essersi resi conto del tempo che passava: può segnalare una mancanza di interesse inconsapevole verso la persona da incontrare“, afferma. “In altri casi è segno di un’eccessiva sicurezza in se stessi, quasi un senso di superiorità inconscio verso la partner, o verso gli altri in generale (“questi sono i miei tempi, gli altri mi aspetteranno“). Oppure il ritardatario potrebbe voler mettere alla prova i sentimenti altrui: “Quanto ci tieni a me?“, “Mi accetterai lo stesso anche se ti farò arrabbiare?“. C’è un sottile bisogno di sfidare l’altro, di metterlo alla prova con un atteggiamento passivo-aggressivo. Solo in rari casi è un vero e proprio atto provocatorio: succede nel caso in cui non si abbia il coraggio di lasciare la partner, ma si mettono in atto comportamenti inaccettabili per indurla alla rottura.”

TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA:

Chiedersi: è un’abitudine? I ritardatari cronici non fanno distinzione- Sono indietro nel lavoro, saltano le scadenze, dimenticano i compleanni. “Lo fanno per sbadataggine, mancanza di organizzazione personale, incapacità di contemplare gli imprevisti, problemi di ansia o difficoltà a reggere lo stress“, dice Venturi. “In questo caso non è la partner ad essere in pericolo, ma si tratta di un comportamento abituale e diffuso che ha poco a che fare con la relazione sentimentale.”

Non arrivare a conclusioni affrettate. “Il ritardo come segno di mancanza di attenzione e di un sentimento meno forte del partner non è l’unica lettura possibile”, continua l’esperta. “Talvolta queste conclusioni possono essere realistiche ed è importante non sottovalutare questi segnali, ma le cause possono essere diverse e tali atteggiamenti vanno sempre contestualizzati, valutando la qualità della relazione nell’insieme“.

Evitare i comportamenti estremi. Perdere le staffe dopo pochi minuti, ma anche perseverare in estenuanti attese, sono comportamenti autodistruttivi. Segnalano un’eccessiva insicurezza, poca autostima, sfiducia in sé, nell’altro e nella relazione. Se si reagisce con sfoghi di rabbia o frecciatine velenose, si da all’altro la soddisfazione di aver provocato una reazione intensa. Meglio sdrammatizzare con una battuta.

“Misurare” il ritardo. Una volta era mezz’ora, oggi è un quarto d’ora? Significa che sta provando davvero a migliorare. È bene sottolineare il progresso e lodarlo. Vuol dire che lui sta prendendo consapevolezza del suo “difetto” e sta cercando di lavorarci. Non siate troppo rigide.

Ammorbidirsi. “Per le donne dal temperamento preciso e inappuntabile, innamorarsi di un ritardatario cronico può essere un’occasione per provare ad adattarsi a una modalità più flessibile e meno puntigliosa. Un’opportunità di crescita personale”, assicura la psicologa. Se lui si impegna ad accorciare il tempo dell’attesa mentre lei si fa più accomodante e meno rigida, prima o poi le due strade si incroceranno e si comincerà a procedere in modo parallelo.

Dare un ultimatum. “Ti aspetterò per 15 minuti, poi me ne andrò”. Dichiarare il tempo di attesa massimo che si è disposti a concedere, anche “contrattandolo” insieme, è giusto: manifesta la volontà di entrambi di venirsi incontro, superando le proprie debolezze. Stabilisce inoltre un confine tra ciò che è ammissibile all’interno della coppia e ciò che non lo è, perché crea disagio in uno dei partner.

UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE
Se il ritardo è continuo e reiterato, non accompagnato da un avviso preventivo, giustificazioni o scuse, si associa ad altri atteggiamenti irrispettosi e svalutanti, è bene chiedersi se non è il caso di interrompere la relazione. Allo stesso modo, se le attese protratte creano dei danni personali, relazionali, sociali o economici (perché portano a perdere amicizie, colloqui di lavoro, ricorrenza in famiglia), la situazione va discussa in maniera approfondita nella coppia, cercando delle soluzioni per non incorrere più in questi disagi.

di Roberta Camisasca, Silhouette donna maggio 2019