Come mantenere i buoni propositi?

L’anno nuovo è iniziato per tutti, e, come da abitudine, eccoci a leggere previsioni e oroscopi, e a stilare, come in un rito, elenchi di buoni propositi. Siamo tutti speranzosi che il nuovo anno sia positivo e ci porti ciò che desideriamo, che sia un anno di crescita e di miglioramento.

Ma cosa dice la psicologia a riguardo?

Certo, il buon senso può sempre guidarci in questa fase, ma i consigli forniti dallo psicologo possono darci una chiave in più.

I propositi più comuni di inizio anno sono il perdere peso, praticare più sport, smettere di fumare, sapersi organizzare meglio, essere meno stressati nell’anno nuovo….
Le statistiche indicano però che la maggior parte delle persone non mette neanche in atto i “buoni propositi” a cui ha pensato, oppure non li porta a termine.

Le ragioni più comuni sono le seguenti:

  • i propositi generalmente riguardano qualcosa che spontaneamente non metteremmo in atto, quindi qualcosa che non è (ancora) automatico; oppure riguardano cose che non siamo mai riusciti a fare o a iniziare; ecco allora insita la prima difficoltà!
  • in vacanza partiamo con delle buone intenzioni, ma dopo poco tempo la nostra condizione psicofisica è tutt’altra: la routine, lo stress, la stanchezza, gli impegni incombenti e e le scadenze ci sovrastano, e spesso ciò che è nuovo e non ancora consolidato passa in secondo piano;
  • la forza di volontà è spesso la virtù meno efficace, soprattutto perché se già ci stiamo impegnando molto in un certo ambito, è difficile averne altra a disposizione per altri settori della nostra vita; meglio investire quindi sulla motivazione e sulla costruzione di nuove routine e stili di vita.

Alcuni studi indicano che i buoni propositi possano essere di grande utilità, tuttavia solo se formulati correttamente.

Come possiamo quindi aiutarci?

  • anzitutto può essere utile stilare un elenco di ciò che vogliamo raggiungere o integrare nella nostra vita (la costanza, la pazienza, il tempo per se stessi, praticare sport) e cosa invece vogliamo abbandonare (l’incostanza, l’impazienza, la rabbia, lo stress, la pigrizia…), attribuendo delle priorità; potremo osservare che più sostantivi o azioni desiderate si raggrupperanno in un unico cluster che racchiude diverse declinazioni; ciò è utile per tenere a mente il faro da seguire; questa lista andrà conservata e riletta a più riprese, fungendo così da promemoria;
  • procedere più per desideri che per doveri (“desidero sentirmi in forma fisicamente, e avere un corpo sano” versus “devo fare sport un’ora al giorno”);
  • non procrastinare, adducendo scuse; meglio optare per il “fare”; mettendo da parte il rimuginio (“vado o non vado in palestra?”; “faccio o non faccio quei dieci minuti di meditazione? magari li faccio dopo cena…”);
  • valutare bene se gli obiettivi sono realizzabili; meglio essere realisti anziché troppo ottimisti e poi ritrovarsi delusi;
  • stabilire azioni specifiche, precise, semplici e misurabili (dedicare mezz’ora al giorno alla lettura, un’ora allo sport, fare colazione con la frutta – dove e in quale orario, senza rimandare o posticipare); la gratificazione che ne deriverà dopo aver svolto il programma è impagabile e fornisce la motivazione per il passo successivo; questi piani di azione possono essere semplici o più complessi, e possono /devono essere aggiustati in itinere;
  • non rimproverarsi per eventuali insuccessi, o prenderli come scusa per “mollare tutto”, come spesso accade; essere imprecisi o inadempienti è cosa molto comune, ma non deve suscitare senso di colpa o di fallimento; vanno presi come prova generale della propria decisione, ed, eventualmente, i propositi vanno riaggiustati;
  • chiedere a chi ci sta vicino di fungere da “reminder” (non in maniera svalutante o critica), di incoraggiarci e di ricordarci in maniera positiva i nostri obiettivi;
  • creare nuove abitudini; la psicologia sostiene che ci vogliano un tot di giorni per creare una nuova routine (alcune fonti indicano 21 giorni, altre 66); è necessario quindi esercitare la costanza soprattutto per il primo periodo, dopodiché verremo ampiamente ripagati.