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Esiste un modo efficace per superare i traumi psicologici, anche gravi? I ricercatori italiani del CNR e dell'Università di Tor Vergata in collaborazione con l'Associazione EMDR Italia hanno condotto uno studio basato sul trattamento del trauma vissuto dai sopravvissuti al terremoto a San Giuliano di Puglia nel Molise dopo 10 anni dall'evento. Superare i traumi è possibile I ricercatori sono riusciti a "fotografare" l'attività cerebrale prima e dopo il trattamento con EMDR (trattamento psicoterapeutico specifico per la rielaborazione dei traumi - desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), confrontando così l'attività cerebrale relativa al trauma attivo e al trauma rielaborato. Lo studio condotto mostra come un trauma superato si "sposta" in una diversa area cerebrale, dopo il trattamento. «Dopo un trauma come un lutto, una violenza, una catastrofe naturale, ma anche la perdita del lavoro, la memoria dell’evento resta “congelata” nelle reti del cervello in modo non funzionale, l’informazione non può essere elaborata e continua a provocare patologie come il disturbo post traumatico da stress (PTSD) e altri disturbi psicologici», spiega Isabel Fernandez, presidente di EMDR Italia. «Noi abbiamo avuto la possibilità di misurare 10 anni dopo i sintomi cronici dello stress traumatico sui sopravvissuti al terremoto di San Giuliano, persone mai curate che avevano ancora...

La filosofia Kintsugi (letteralmente: "riparare con l'oro") l'abbiamo importata dalla cultura orientale giapponese. Come mai sentiamo sempre più il bisogno di estendere le nostre riflessioni alle filosofie orientali? Scopriamolo in questo articolo. Cos'è il Kintsugi e qual è la sua valenza filosofica? Il Kintsugi è un'antica arte o pratica giapponese che consiste nel riparare il vasellame rotto riunendo i cocci con un collante naturale misto a metalli preziosi (dell'oro liquido): il materiale prezioso funziona da collante per rimettere e tenere insieme i cocci, i frammenti dell'oggetto che si è spaccato. Ne consegue che l'oggetto ne viene impreziosito, non solo per il materiale utilizzato, ma anche per la bellezza estetica che viene ridonata.  Si tratta quindi di una vera e propria arte che solo in secondo luogo ha uno scopo pratico, ovvero quello di poter riutilizzare gli oggetti rotti. La pratica del Kintsugi è però anche una filosofia di vita: se noi ci consideriamo degli "oggetti" che possono rompersi o creparsi, a causa di eventi di vita dolorosi, fallimenti o sogni infranti, abbiamo la possibilità di rimettere insieme i cocci ed evolverci, rilanciarci verso uno stato trasformato di crescita interiore: ciò che era negativo diventa prezioso e unico al mondo. La filosofia Kintsugi nel mondo...

"Un altro giro di giostra" è l'ultimo libro scritto dal giornalista Tiziano Terzani (1938-2004), uscito nel 2004. È un libro che descrive gli ultimi viaggi di Terzani (da New York all'Asia) alla ricerca di una cura per il cancro che lo colpì personalmente; ma è anche, e soprattutto, uno straordinario viaggio alla ricerca del Sé. Ecco alcuni estratti: La strada giusta “Cercando, ho forse trovato la cura perfetta per il mio cancro? Certo no, ma almeno ora son sicuro che quella cura non esiste, perché non esistono scorciatoie a nulla: non certo alla salute, non alla felicità o alla saggezza. Niente di tutto questo può essere istantaneo. Ognuno deve cercare a modo suo, ognuno deve fare il proprio cammino, perché uno stesso posto può significare cose diverse a seconda di chi lo visita. Quel che può essere una medicina per l'uno può essere niente o addirittura un veleno per l'altro.” “Oggi tutto è diventato come il caffè in polvere: istantaneo, e con ciò niente è più veramente particolare o prezioso.” “Versi di un monaco zen coreano del secolo scorso: Non chiedere di avere una salute perfetta, sarebbe avidità. Fai della sofferenza la tua medicina, e non aspettarti una strada senza ostacoli Senza quel fuoco la tua luce si spegnerebbe. Usa della tempesta per liberarti.” “Quello, anche...

Jacob Jolij (professore di psicologia cognitiva e neuroscienze dell'università di Groningen, Paesi Bassi), autore di diversi studi sugli effetti psicologici e neurologici della musica, ha stilato di recente una interessante classifica. Attraverso la creazione di una equazione che considera contemporaneamente il tempo, la chiave musicale di un brano e il suo testo, gli è stato possibile individuare le canzoni pop che negli ultimi 50 anni hanno generato più benessere negli ascoltatori. In assoluto, la prima classificata è: "Don't Stop Me Now" brano capolavoro cantato dall'indimenticabile Freddie Mercury dei Queen (anno 1978). Secondo la ricerca, la canzone è in grado di modificare anche il battito cardiaco, elevandone la frequenza. Gli elementi dell'equazione che devono essere presenti in un brano per farci stare bene sarebbero il tempo tra i 140 e i 150 battiti al minuto, la tonalità in "maggiore" e un testo senza significati malinconici o nostalgici, ma con contenuti positivi o neutri o senza un senso particolare. Ecco le altre classificate: 2. Dancing Queen - ABBA 3. Good Vibrations - The Beach Boys 4. Uptown Girl - Billy Joel 5. Eye of the Tiger - Survivor 6. I'm a Believer - The Monkees 7. Girls Just Wanna Have Fun - Cyndi Lauper 8. Livin' On A Prayer - Bon Jovi 9. I Will...

L'EMDR funziona? Come funziona la terapia EMDR? Spesso sento pormi queste domande da pazienti, colleghi che non la praticano e anche da conoscenti che non lavorano nell'ambito della psicologia ma ne hanno sentito parlare. Vediamo in questo articolo alcune domande frequenti su EMDR come funziona, quali sono le sue basi scientifiche e in quali casi si può utilizzare. EMDR come funziona? Sempre più utilizzata dagli psicoterapeuti, e ormai nota anche al grande pubblico, la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization & Reprocessing – desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), è un approccio psicoterapeutico strutturato, riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013 come trattamento d'elezione per la cura di eventi traumatici. La terapia EMDR viene utilizzata anche per il trattamento di svariati sintomi collegati ad esperienze negative di vita, e non solo. Vediamo tutte le domande più comuni relative alla terapia EMDR. Terapia EMDR: come funziona? La terapia EMDR utilizza la stimolazione bilaterale alternata (oculare, tattile o acustica), somministrata da uno psicoterapeuta esperto, per rielaborare il ricordo dell'esperienza che è stata negativa o traumatica da un punto di vista emotivo. Nel corso della/e seduta/a con il metodo EMDR, i ricordi vengono "desensibilizzati", ovvero perdono la loro potenza negativa, indipendentemente da quanto tempo è trascorso dall'evento originario disturbante....

CIBO E PSICHE: oggi trattiamo la tematica riguardante l'alimentazione e il benessere psicofisico. Vi allego a tal proposito la mia intervista rilasciata per il sito web Corsocomofood.com, dal titolo: "Il cibo che fa bene alla psiche! Perché bisogna imparare a godere della buona tavola": 1) Che effetti ha sulla psiche mangiare bene? Può essere considerato un antidepressivo? Mangiare bene fa bene, come svolgere qualsiasi tipo di attività piacevole. Tutte le attività che danno piacere coinvolgono, attraverso un effetto biochimico, il “centro del piacere/della gratificazione” nell'ipotalamo, una piccola regione che si trova nel nostro cervello, provocando una sensazione piacevole a breve o a medio termine. C'è l'aspetto del gusto, della presentazione di un piatto bello da vedere, e anche della sua preparazione, che per molte persone rappresenta un'attività piacevole. Forse affermare che il buon cibo può fungere da antidepressivo a tutti gli effetti è un'affermazione un po' forte. Anche se è innegabile che “mangiare bene” (che spesso equivale a “sano”) ha un effetto positivo per il corpo e per lo spirito a tutti gli effetti. È più corretto affermare che ci sono alcuni alimenti che, se assunti con regolarità, possono essere utili nella prevenzione dei disturbi dell'umore. È sicuramente utile: evitare il cibo-spazzatura (junk food); evitare cibi...

Attraverso la musica, così come attraverso qualsiasi forma di arte, è possibile trovare una strada per affrontare il difficile compito dell'elaborazione di una perdita o di un grave lutto? I Rolling Stones pubblicano "Paint It Black" nel 1966. La canzone fu scritta da Mick Jagger, Keith Richards e Brian Jones e il testo è incentrato sulla sofferenza di un uomo che ha visto morire la propria donna. Alcune critiche sostengono che lo spunto per il contenuto sia autobiobrafico. Ad ogni modo il testo è ricco di sentimenti tipici dello stato d'animo di chi si trova ad affrontare un grave dolore, un distacco o una perdita. Ci sono i sentimenti depressivi, l'indifferenza verso il resto del mondo a colori, la negazione, il rifiuto, l'incredulità, il tentativo di evitare e allontanare la sofferenza...

Alcuni spunti, oggi più che mai attuali, dal saggio di Tiziano Terzani (1938-2004), giornalista fiorentino diventato cittadino del mondo. Alcuni provocatori, altri commoventi, altri ancora di una sincerità che ferisce, sempre più che mai attuali. Così Tiziano Terzani racconta al figlio Folco e a noi tutti la sua esperienza di vita, ci lascia in eredità le sue riflessioni sull'uomo moderno, la sua spiritualità e sulla società in cui viviamo. LA DIVERSITÀ “Perché io sono convinto che solo la diversità del mondo crea vitalità e dà maggiore libertà a tanta gente, mentre l'appiattimento secondo modelli prestabiliti non fa che esasperare certe situazioni ed eliminare tante belle alternative.” “Allora io mi chiedo: è possibile salvare capra e cavoli e mantenere la bellezza del mondo che sta nella sua diversità?” “Cambiamo un po' dei criteri, dei valori, non attacchiamoci alla nostra ingordigia e abbiamo rispetto per le cose altrui. Questa è la cosa principale. Se tu guardi gli altri popoli con rispetto, come se davvero nel fondo fossero uguali a te – anche se tu hai curato il tracoma e loro ancora no – ti rendi conto che forse hai tanto da imparare da loro.” “Ecco di nuovo un caso in cui bisogna accettare la diversità. Se ti imponi...

Tante cose da fare e un grande cambiamento da affrontare. Come affrontare i preparativi e superare l'ansia di Angela Altomare con la consulenza della dott.ssa Chiara Venturi, psicologa e psicoterapeuta La lista degli invitati da stilare, la cerimonia da organizzare, le bomboniere da scegliere così come gli addobbi in chiesa, il vestito da sposa, il trucco. E poi c’è la casa da arredare e tante altre cose alle quali pensare prima di arrivare al giorno del fatidico sì. Ma attenzione allo stress! Ad andare in crisi a volte quando ci si prepara ad affrontare il grande passo non sono solo le nostre tasche, ma anche il rapporto a due. Spesso il periodo che precede il matrimonio viene vissuto dai futuri sposi all’insegna dell’ansia e della tensione. Le ripercussioni sul rapporto di coppia naturalmente non mancano, così il sogno di “due cuori e una capanna” a volte rischia di trasformarsi in un vero e proprio incubo. “Lo stress dei preparativi- spiega la dottoressa Venturi- è legato alle aspettative rispetto al grande giorno, che gli sposi ricorderanno per sempre. Tutto deve essere perfetto! Va da sé che tali aspettative non possono che creare comprensibilmente stress e “ansia da prestazione”. Come tutti gli eventi che...

Cambiare punto di vista, la propria prospettiva, talvolta è faticoso. "La ragione è dalla mia parte, l'altro ha torto, non mi capisce." Questo accade perché ognuno di noi osserva la realtà a partire da premesse implicite, a partire da un'interpretazione dei fatti che dipende dai filtri (talvolta stereotipati) legati alla nostra esperienza, alla cultura, al nostro sistema di valori: sono lenti con cui guardiamo alle cose che ci accadono. Cambiare punto di vista per gestire i conflitti Questo atteggiamento da un lato ci permette di "sopravvivere", poiché ci consente di catalogare la realtà: questo è giusto, quello è sbagliato. Dall'altro lato della medaglia, questo atteggiamento può trasformarsi in presunzione: la convinzione incrollabile che il mio modo di vedere le cose CORRISPONDA EFFETTIVAMENTE alla realtà, anziché rappresentarne solamente una sfaccettatura. Come nasce un conflitto interpersonale Due o più soggetti si scontrano quando vi è incompatibilità tra desideri, bisogni, obiettivi. Solo un confronto cooperativo mirato ad un mutuo vantaggio permette di superare il disaccordo e di evitare il braccio di ferro. In ultima istanza, all'apice dell'escalation si può anche arrivare a sostituire il proprio beneficio con il desiderio di danneggiare l'altro, pur di "vincere". Ecco come nascono i conflitti, le incomprensioni, le guerre che sembrano impossibili da risolvere:...