Affrontare la sindrome del Natale

Quali sono le implicazioni psicologiche delle feste natalizie? Il senso comune vuole che si tratti di un momento molto atteso, preceduto da grandi preparativi e vissuto in un clima di buoni sentimenti positivi.

Proprio per questa ragione, le persone che si trovano invece a vivere l’attesa e le festività stesse con pesantezza e stress, oppure con sentimenti depressivi e ansiosi, possono sentirsi fuori luogo rispetto al clima di generale eccitazione e contentezza che sembrano mostrare le persone intorno a noi, e che spesso assomiglia ad un uragano che ci travolge. Per molte persone, infatti, questo periodo può essere accompagnato da sentimenti di tristezza e di malinconia, da ansia e stress, che portano alcune persone a vivere queste festività in maniera ambivalente, aggiungendo anche la frustrazione per non sentirsi gioiosi come “dovremmo”.

Generalmente, i fattori che possono scatenare emozioni negative sono i seguenti:
– la corsa agli acquisti, le vie dello shopping caotiche e negozi gremiti, l’ansia da prestazione per l’acquisto di oggetti adeguati alle aspettative. Questi aspetti vengono mal tollerati da chi non supporta lo stile consumistico caratteristico di questi periodo.
– gli obblighi sociali, ovvero gli impegni che precedono le feste vere e proprie: cene aziendali, aperitivi per scambiarsi gli auguri, gli appuntamenti con estetista e parrucchiere necessari per la preparazione; coloro che tendono all’ansia e alla timidezza potranno provare fatica e frustrazione durante queste interazioni sociali.
– difficoltà nel rapporto con il cibo per chi soffre di un disagio nei confronti dell’alimentazione. La gestione della convivialità, e l’eventuale aumento di peso conseguente possono rovinare l’umore.
– un disagio, una malinconia e una tristezza generalizzati, che danno luogo al cosiddetto “Christmas blues” o “holiday blues“. Alcune persone tendono a sentirsi in colpa per non condividere i sentimenti positivi che altre persone provano.
– coloro che stanno trascorrendo un momento difficile per motivi di salute, di cuore, o perché magari stanno facendo i conti con un lutto importante potranno vedere amplificato il divario tra il proprio sentire e lo stato d’animo di chi in quel momento è più sereno.
– chi non vive una situazione armonica con la propria famiglia di origine, e si trova obbligato/a a frequentarla, può provare tristezza per la propria condizione e provare invidia verso chi (anche apparentemente) non vede l’ora che sia il 25 dicembre per festeggiare i propri cari.
– la fine dell’anno tipicamente è un periodo di bilanci, che possono portare ad una riflessività depressiva nel caso di un anno trascorso non soddisfacente.
– a tutto ciò si aggiunge il clima atmosferico: le giornate brevi, il buio, il freddo e l’umidità possono influire sull’umore di chi è sensibile a tali fattori.

Come affrontare allora queste potenziali difficoltà? Ognuno di noi, in cuor suo, conosce i propri punti deboli e può attrezzarsi per prevenire i momenti di disagio. Qualora il malessere dovesse rivelarsi importante, è bene però valutare la consultazione di uno psicologo, meglio se psicoterapeuta.

Anzitutto, per chi prova fastidio e sofferenza per gli eccessi, è possibile vivere le festività in maniera più moderata, più sentita e meno consumistica, e senza sprechi. Si può optare per la scelta di donare il proprio tempo, anziché oggetti di valore, oppure dei “pensieri” affettuosi messi per iscritto. In questo caso, è utile sgomberare la mente e l’agenda da ciò che non serve nei rapporti, e tornare ad un senso più intimistico e profondo delle relazioni che ci legano alle persone. Le persone intorno a noi desiderano avere un posto nella nostra mente e nei nostri sentimenti, per essere gratificati, più che ricevere dei regali materiali senza un biglietto di accompagnamento. Inoltre, può essere di aiuto optare per piccoli doni utili e pensati, magari solidali, che esprimano il senso della relazione che lega due persone, sia essa amicale, di sangue o sentimentale. L’equazione per cui il rapporto acquisisce importanza se il regalo è importante è stata smentita da tempo.

Occorre anche tenere presente che provare sentimenti negativi in questo periodo è molto comune (alcune statistiche indicano che ciò accade a più della metà della popolazione italiana). Spesso, non è tutto oro quello che luccica, ed è molto sano accantonare una visione idealizzata delle feste e dei rapporti a favore di un punto di vista più equilibrato, che integri pregi e difetti, limiti e punti di forza di noi stessi e degli altri, abbandonando le aspettative di perfezione, che sono sempre dannose e frustranti.

Qualora provassimo sentimenti di fastidio e di malessere, questa potrebbe essere una buona occasione per interrogarci meglio sulla provenienza di queste emozioni, acquisendo così informazioni per gestire meglio le situazioni future.

Un buon antidoto inoltre è quello di dedicare del tempo ai rapporti di qualità che ci fanno stare bene, che ci fanno sentire “a casa”, accolti e benvoluti, festeggiando la fortuna di poter godere di questi incontri speciali che abbiamo fatto nella nostra vita.

Sicuramente l’anno trascorso avrà portato con sé molte fatiche, momenti difficili o frustranti. Importante sarà non indulgere nel rimpianto, ma cercare di affrontare una analisi costruttiva e non colpevolizzante per trovare le ragioni e le cause di eventuali insuccessi o traguardi non raggiunti, cercando soluzioni e nuove strategie da implementare con la carica e l’energia che di solito contraddistinguono l’inizio del nuovo anno.
Un buon esercizio è anche quello di ripercorrere l’agenda dell’anno passato segnando tutti i momenti e gli episodi positivi che si nascondono tra le pagine. All’interno di un curioso circolo virtuoso, ricordarsi gli eventi positivi aiuterà il nostro cervello a percepirsi più “felice” e soddisfatto.

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