libro

Giuseppe Berto, Il Male Oscuro, Rizzoli.
ROMANZO PSICOANALITICO AUTOBIOGRAFICO ITALIANO

copertina romanzo "il male oscuro" di giuseppe berto

Romanzo del 1964 in cui l’autore, con grande (auto)ironia e lucidità, racconta la propria storia attraverso l’utilizzo del flusso di coscienza. L’incontro con la psicoanalisi segna l’inizio di un lungo percorso introspettivo incentrato sul “male oscuro” e sul “male di vivere”, ed esiterà in una paziente riconciliazione con se stesso e con i propri conflitti.
Al di là dell’autobiografia, l’intento dichiarato ne Il male oscuro è una ricerca interiore che Berto indica come soluzione a quel male perenne, storico e cosmico, al persistente senso di colpa che deriva dall’incapacità di perdonarsi delitti che in realtà non si sono mai commessi, perchè non sono delitti. Il male oscuro rappresenta anche attraverso una lettura spietata, ma sempre ironica, talvolta grottesca, l’assurdità del vivere quotidiano, le meschinità e le piccolezze di cui sono intessuti i rapporti umani e familiari. Ciò comporta anche un’analisi tormentata di tutti i valori di quella civiltà in cui l’autore nacque e crebbe, la civiltà dell’Italia che, come lo scrittore, affrontava una dolorosa adolescenza nel passaggio dal mondo rurale a quello industriale e urbano, con l’aggravante dell’impostazione data al fenomeno dal regime fascista.
Premio Campiello 1964. “Ogni volta che aprivo e leggevo venti o trenta pagine del “Male oscuro”, avrei voluto che questo libro non avesse a che fare con me, con le mie sofferenze, le mie fobie, le gabbie del mio passato, il mio tempo, avrei voluto che fosse un libro datato, lontano, un reperto del Novecento, e invece ogni volta mi ritrovavo coinvolto dalla sua sincerità senza scampo.” (Christian Raimo)

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Marie Cardinal, Le Parole Per Dirlo, Bompiani.
ROMANZO PSICOANALITICO AUTOBIOGRAFICO

 “Dottore, sono malata da molto tempo. Non ce la faccio più a vivere.”
“Durante tutta l’analisi e ancora oggi non ho mai smesso di meravigliarmi di fronte al lavoro stupendo che avviene tra il conscio e l’inconscio.”

“Le Parole per Dirlo” è la storia di una rinascita, di un lento e graduale recupero della propria storia e delle proprie emozioni attraverso la terapia psicoanalitica. L’analista, per sette lunghi anni, raccoglie il flusso di parole e di emozioni di Marie con la sapiente coscienza del silenzio e dell’ascolto, interrotto a tratti dalla domanda giusta posta al momento giusto.  Poco a poco, le parole, provenienti dalle profondità dell’inconscio, diventano vive e riportano in superficie ricordi, emozioni, sentimenti rimossi e accantonati per lungo tempo. Il dolore dell’anima, profondo e lacerante, può raggiungere la consapevolezza solo attraverso l’ascolto psicoanalitico e diventare quindi trattabile per essere elaborato.
Sono le parole liberate dall’analisi a permettere all’autrice di raccontare l’indicibile, di vincere la paura, di riannodare i fili della sua storia. E’ quindi la parola che libera Marie dalle sue sofferenze, dalla sua nevrosi, fino a far nascere da lei una nuova donna. L’analisi di Marie si conclude dopo sette anni: “Esisto da sette anni…Sono nata con la psicoanalisi […] La porta chiusa dietro di me. Davanti il vicolo, la strada, la città, la terra e una voglia di vivere e di costruire grossa come il pianeta .

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Concita De Gregorio, Malamore – Esercizi di Resistenza al Dolore, Mondadori.
SAGGIO

(da Mariela Michelena, psicoanalista venezuelana, Mujeres malqueridas) “La topolina sceglie il gatto perchè è l’unico che sicuramente la mangerà. Sceglie quello che soddisfa un programma segreto che ha a che fare con la storia infantile occulta. Io avevo una paziente che in realtà, attraverso le sue storie d’amore, la persona che voleva davvero conquistare era una nonna durissima che l’aveva cresciuta senza mai prestarle nessuna attenzione.”

Senza entrare nei meandri della psicoanalisi, ci possiamo tuttavia permettere di fermarci sul tema del “programma segreto”. Michelena […] si domanda, al principio, come mai tante donne disinvolte, intelligenti, autonome ed emancipate accettino di subire maltrattamenti gravi e gravissimi spesso molto a lungo. Perché si aspettino che il loro personale aguzzino cambi quando è evidente che non cambierà. Perché quando si liberano di uno ne cerchino un altro esattamente uguale al precedente. Perché, insomma, risulti conveniente per queste donne una situazione tanto dolorosa dalla quale potrebbero, solo volendo, liberarsi con relativa facilità. […]
L’argomento della subordinazione economica e sociale da sola non basta a spiegare. Il problema non è solo fuori da sé ma dentro. Almeno: anche dentro. Ci dev’essere un programma segreto, appunto. Un’ “agenda occulta” che ha radici lontano nel tempo e che sfugge alla logica e alla coscienza vigile.
Michelena racconta di una sua paziente che, abbandonata dal padre a sette anni, continuava a intrecciare relazioni con uomini deludenti e inaffidabili. Provava a farli restare. Diceva di volere una relazione duratura (l’obiettivo esplicito: vorrei un uomo che restasse con me), sceglieva però solo quelli che di certo se ne sarebbero andati (l’agenda segreta: i candidati migliori ad attuare il suo piano inconsapevole, replicare il fallimento).

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Sigmund Freud, Introduzione alla Psicoanalisi, Bollati Boringhieri.
SAGGIO

E’ questo l’unico libro di Freud che ci dà la prospettiva totale della sua dottrina: le trentacinque celeberrime “lezioni”, che conducono il lettore a impadronirsi con ordinata gradualità del campo psicoanalitico nel suo insieme, sono una lettura davvero affascinante, di insuperato valore classico formativo, e al tempo stesso di vivissima attualità. Possiamo oggi, infatti, contentarci di orecchiare qualche risultato spicciolo di questa scienza profondamente innovatrice? Freud stesso ci avverte che gli “eclettici non sembrano tener conto che l’edificio della psicoanalisi, benché incompiuto, costituisce un’unità da cui nessuno può staccare elementi singoli a suo arbitrio”. La fama e la popolarità di Freud si fondarono in larga misura su questo libro, che per il rigore logico con cui sono presentati i materiali e l’estrema limpidità dell’esposizione fu subito considerato un capolavoro, ed ebbe, nel mondo intero, grandissima diffusione; troviamo in esso l’illustrazione esauriente della teoria psicoanalitica e delle sue applicazioni, e in più le opinioni di Freud su molte importanti questioni, come ad esempio l’educazione, la violenza, la guerra, la storia, la società, la religione, la femminilità.

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Asha Philips, I No che Aiutano a Crescere, Feltrinelli.
SAGGIO – ANALISI DEL CONCETTO E DELLA PRASSI DEL RIFIUTO NEL RAPPORTO GENITORI-FIGLI, COME STRATEGIA PER DELINEARE QUEI LIMITI NECESSARI A UNO SVILUPPO ARMONICO DELLA PERSONALITÀ INFANTILE

Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un adolescente sta fuori casa fino a notte fonda. Per paura di frustrarli e di creare conflitti, i genitori spesso rinunciano a educare i figli a riconoscere i confini tra l’io e il mondo, a controllare gli impulsi, a dominare l’ansia, a sopportare le avversità e le frustrazioni. Nelle famiglie si creano così situazioni di disagio per l’incapacità di dire un no, poiché opinione comune è che sia meglio dire di sì. Non sapere negare o vietare qualcosa al momento giusto può però avere conseguenze importanti sulla relazione tra genitori e figli e sullo svipuppo della personalità dei bambini. Attraverso la narrazione di una serie di casi studiati in qualità di psicotrapeuta, Asha Philips fa capire in quali corcostanze un no possa essere molto più efficace, positivo e formativo di un sì. I no che aiutano a crescere non è un libro di regole e ricette su come si fa a dire di no. Questo libro intende aiutare il genitore a riflettere su di sé e sulla sua famiglia, nella confusione e nell’incertezza che talvolta si creano alla luce della molteplicità odierna di prospettive sull’educazione infantile, offrendogli dei validi strumenti per la messa a fuoco dei problemi e per il loro superamento.

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Massimo Recalcati, Uberto Zuccardi Merli Anoressia, Bulimia Obesità, Bollati Boringhieri.
SAGGIO

Il libro è opera di due psicoanalisti che da anni si dedicano a esplorare i cosiddetti disturbi alimentari. In un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, gli autori rispondono ai quesiti fondamentali che l’anoressia-bulimia e l’obesità pongono non solo al clinico ma anche al soggetto che ne soffre e ai suoi familiari. Quale rapporto c’è tra anoressia, bulimia e obesità? Quali sono i problemi sottesi alla diagnosi differenziale? Quali sono le cause dei disturbi dell’alimentazione? Perché essi si manifestano prevalentemente nell’adolescenza e nei paesi del benessere? Perché l’anoressia-bulimia è una patologia femminile? Vi sono segnali che possono annunciare il rischio della malattia? Qual è la cura e come orientarsi nelle sue difficoltà? Che cosa fare con i familiari e la loro angoscia? Ne risulta una “conversazione ” che aiuta a sgombrare il campo da molte delle approssimazioni che ancora circolano intorno a queste malattie, che sono sicuramente tra le forme più diffuse e più scabrose del disagio contemporaneo.

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Robin Norwood, Donne che Amano Troppo, Feltrinelli.
SAGGIO

Perchè amare diviene ” amare troppo “, e quando questo accade? Perchè le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che ” lui ” cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione.
Il libro offre una casistica nella quale sono lucidamente individuate le ragioni per cui molte donne si innamorano dell’uomo sbagliato e spendono inutilmente le loro energie per cambiarlo.
Con simpatia e assoluta competenza professionale Robin Norwood indica un possibile itinerario verso la consapevolezza di se stessi e verso l’equilibrio dei sentimenti.