scena del film "la pazza gioia" di paolo virzì, 2016

Molto si è detto e scritto su “La Pazza Gioia”, di Paolo Virzì (2016), aggiungo alcune brevissime riflessioni.

Due attrici di cui ci si innamora.

Temi drammatici trattati con misura e con la delicatezza e la finezza di una piuma.

Pertinenza e precisione temi “socio-psico” trattati.

Ironia irresistibile.

Una ricetta in cui tanti, diversi, ingredienti sono mischiati con maestria.

Due ore che volano in un lampo.

Due storie, due provenienze molto diverse e forse distanti, che si ritrovano nella comunione di stati d’animo molto simili.

Disperazione ma anche speranza.

Gli esausti e coloro che non si rassegnano, che un modo per aiutarle ci deve pur essere.

Un disagio psichico che non è mai “colpa” solo della persona, ma anche e soprattutto del contesto e dell’ambiente circostante.

Ridere e piangere dal profondo.

Lacrime finali di commozione, disperazione, sollievo, empatia.

Il giorno dopo non puoi fare a meno di pensare a loro, chiederti come stanno, oggi, Donatella e Beatrice.

Consigliatissimo.

Da vedere, magari, con le Amiche.