Anche la Francia contro l’anoressia

Come già accaduto in Israele nel 2013, anche la Francia dallo scorso anno si mobilita contro l’anoressia e contro i canoni estetici irrealistici, promossi dalla moda e dalle riviste femminili. La Repubblica ci racconta che i deputati francesi hanno adottato una legge contro la magrezza eccessiva delle modelle. Tale iniziativa prevede innanzitutto l’obbligatorietà di un certificato medico che attesti che lo stato di salute delle modelle, in rapporto al BMI (indice di massa corporea) sia compatibile con l’esercizio del mestiere. Chi infrangesse questa indicazione può essere punito con 75mila euro di multa e con sei mesi di arresto. Un altro vincolo rilevante è l’obbligatorietà della dicitura “foto ritoccata” qualora l’immagine sia stata modificata con l’ormai celeberrimo programma Photoshop, che permette di nascondere le imperfezioni e di snellire le curve “troppo” pronunciate. In questo caso, l’ammenda ammonta a 10mila euro e il periodo di detenzione si riduce a 12 mesi.

Tali iniziative sono fondamentali per promuovere, soprattutto tra le giovani generazioni femminili, un ideale di bellezza realistico e più salutare. Ad oggi infatti i disturbi del comportamento alimentare sono più che mai attuali, per esempio negli Stati Uniti rappresentano la prima causa di morte per malattia mentale. Non esiste una stima condivisa della prevalenza di anoressia e bulimia, per la difficoltà di uniformare gli studi volti a definirla. Negli Stati Uniti, l’American Psychiatric Association indica una prevalenza dell’anoressia tra 0,5 e 3,7 per cento nella popolazione femminile, a seconda della definizione di caso utilizzata, e tra l’1,1 e il 4,2 per cento per la bulimia. Uno studio pubblicato su The Lancet, che revisiona la letteratura medica pubblicata nei vari paesi negli ultimi anni sul tema, indica percentuali medie di prevalenza dello 0,7 per cento nelle ragazze adolescenti per l’anoressia e l’1-2 per cento per la bulimia tra donne di 16-35 anni di età. In Italia, studi pubblicati rilevano una prevalenza dello 0.2-0.8 per cento per l’anoressia e dell’1-5 per cento per la bulimia, in linea con i dati forniti dagli altri paesi (Fonte dati: portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica).

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